Italybikeland, il portale per le vacanze in bici in Italia

È finalmente online il nuovo portale interamente dedicato al cicloturismo e alle vacanze in bici in Italia. Si tratta di italybikeland.com, una vera e propria vetrina di ciò che il turismo italiano offre in termini bike.

Una piattaforma nata per mettere in contattato destinazioni, viaggiatori e albergatori suggerendo mete di viaggio e offerte di soggiorno. Si tratta di un sito aperto i cui contenuti possono esser incrementati in base a segnalazioni e suggerimenti, i quali vengono comunque sempre sottoposti a valutazioni e accertamenti tecnici.

A chi si rivolge

Italybikeland è la soluzione per chiunque sia alla ricerca di idee e proposte per organizzare una vacanza in bicicletta in Italia. Il portale aiuta l’utente a scegliere dove andare e dove soggiornare durante un viaggio in bici di qualsiasi tipo: in gruppo, da soli oppure per una vacanza in bici con bambini, ogni destinazione è catalogata e consigliata ai diversi target in base alle proprie specializzazioni, offerte e servizi.

Il sito diventa allo stesso tempo vetrina promozionale e canale di marketing per le destinazioni e strutture ricettive.

La struttura

Il portale si articola in 2 divisioni principali: quella dedicata alle destinazioni d’Italia specializzate in ambito cicloturistico e l’altra che racconta e presenta le strutture ricettive certificate Bike Resort. Due aree collegate internamente da link e correlazioni che rendono il portale facilmente navigabile, passando velocemente tra una sezione e l’altra.

Bike destinations

Un elenco delle migliori destinazioni bike a portata di mano, grazie ad una mappa interattiva navigabile attraverso la selezione di filtri in base al target e alla zona geografica. Possibilità di scoprire ogni territorio nella sua interezza, attraverso dati tecnici, servizi cicloturistici offerti, itinerari proposti, video e foto gallery e materiali informativi consultabili online.

Se la tua destinazione non è presente nella mappa, semplice, effettua il bike destination check, scopri se sei abbastanza bike-friendly e richiedi una consulenza per cominciare a sviluppare il tuo territorio.

I quiz di Italybikeland

Bike hotels

Una seconda mappa interattiva presenta invece tutte le strutture ricettive certificate Bike Resort, la prima certificazione europea per bike hotels. Il portale offre all’utente la possibilità di mettersi in diretto contatto con la struttura e di scoprine servizi e offerte.

Anche qui, se vuoi entrare a far parte del portale, mettiti alla prova, scopri se sei davvero un bike hotel attraverso un semplice quiz e poi richiedi la tua certificazione.


Vuoi scoprire di più sul marchio Bike Resort? Allora visita la pagina dedicata!

Come nasce un percorso di cross country per la Coppa del Mondo? | Red Bull Bike Italia

La mia intervista per Red Bull Bike Italia, dove racconto come si progetta e si realizza un percorso mtb cross country valido per il circuito di Coppa del Mondo UCI.

Quali sono le tempistiche relative alla progettazione e quali quelle di realizzazione di un percorso di cross country?

Dipende se va progettato un percorso ex-novo oppure si implementa un percorso esistente. Se si parte da zero ovviamente bisogna partire molto presto e seguire tutto l’iter progettuale. Per prima cosa è necessario individuare la proprietà dei terreni attraverso le particelle catastali, effettuare degli approfondimenti per capire se ci sono aree protette oppure di tutela, fare l’analisi dell’idrografia, del rischio idrogeologico e della corografia in generale.

Non è facile rispondere alla domanda, ma per quanto riguarda la definizione del progetto solitamente in 3 mesi il progetto è pronto poi i tempi per le autorizzazioni dipendono molto da regione a regione e sono molto aleatori. Per esperienza ti posso dire che almeno 12 mesi sono necessari per le autorizzazioni formali. Per la realizzazione, in base alle tempistiche da rispettare, ci si organizza con le squadre operative. Il mio consiglio è di fare i lavori durante l’autunno in modo tale che il terreno poi si stabilizza ed sia pronto per essere utilizzato la primavera.

Esiste un iter di analisi del terreno?

Prima di tutto va individuato un versante che si presti per i seguenti aspetti:

  • Tecnici relativi al percorso
  • Tipologia di fondo e features naturali presenti
  • Dislivello e sviluppo metrico del versante
  • Accessibilità da parte di pubblico e mezzi di soccorso
  • Visibilità e spettacolarità

Ovviamente per riuscire ad analizzare bene un terreno è necessario fare il sopralluogo quando il verde non è ancora particolarmente diffuso. La stagione migliore è decisamente l’autunno e, dove non c’è neve, l’inverno. In questo modo si riesce bene a vedere il fondo, lo sviluppo del versante e si riescono a definire le linee migliori.

Che strumenti sono indispensabili nella fase di studio e sviluppo?

Molto importante lo studio da remoto tramite il pc. Attraverso l’utilizzo di strumenti ormai evoluti si riescono a ricavare molti dati del terreno e di quello che si troverà durante il sopralluogo. Oltre a questo poi si riesce ad avere una panoramica di insieme migliore e, a livello di design, si possono preparare diverse ipotesi poi da verificare sul campo.
Durante il sopralluogo sul campo è poi indispensabile essere dotati di strumentazione GPS con una buona accuratezza del segnale. Grazie ai waypoint si possono prendere appunti sul campo. Inoltre per rilevazione puntuale della pendenza spesso si utilizza anche l’inclinometro.

Di quale figure si avvale un’organizzazione per sviluppo e realizzazione?

Il lavoro viene svolto tramite lavoro di squadra tra un trailbuiler e un progettista: solitamente il trailbuilder definisce le linee, le tipologie di realizzazioni e di interventi da fare, il dislivello e tutte le features da inserire nel percorso il progettista interpreta in “burocratese” e mette su carta le idee del trailbuilder.
Nel mio caso ho la fortuna che con la mia società Dolomeet srl abbiamo un tecnico interno e sviluppiamo regolarmente progetti di nuovi trail, per questo posso dire che grazie all’esperienza maturata in Val di Sole abbiamo raggiunto un elevato know how in questo settore che esportiamo sul territorio nazionale.

Ci sono standard internazionali che un’organizzazione deve rispettare?

Si parte sicuramente dallo studio del Regolamento UCI inerente la realizzazione e le caratteristiche che deve avere un percorso XCO. Il trend è quello di realizzare percorsi più corti rispetto al passato e stare nel minimo di sviluppo previsto da regolamento, cioè 4km. Gli aspetti principali da considerare sono:

  • Sicurezza dei riders;
  • Sicurezza del pubblico;
  • Spettacolarità e “tv friendly”;

UCI ha una figura che si preoccupa di valutare la qualità dei percorsi realizzati e di dare il nullaosta alla manifestazione. Nel nostro caso abbiamo avuto una fase di coaching i primi anni più marcata, adesso invece abbiamo piuttosto carta bianca nel dare sfogo alle nostre idee e questo mi da tanta soddisfazione.

Dal progetto alla realizzazione, qual è il primo step esecutivo?

La prima cosa da fare sicuramente è il course taping, quindi definire con del nastro la linea del tracciato e poi procedere con i lavori. In questa fase è molto importante non farsi prendere dall’impeto di volere fare in fretta ma è indispensabile fare scelte studiate e ponderarle bene.

L’esperienza poi ci insegna che le incognite che troviamo nella realizzazione rispetto alle idee progettuali possono essere diverse, per questo motivo il trailbuilder deve essere sempre presente in tutte le fasi della lavorazione e gestire situazioni non previste.
Successivamente si procede con la pulizia del corridoio di lavorazione e con gli altri lavori previsti.

Quali sono i materiali utilizzati per shaping e riempimento?

A me piace dividere queste lavorazioni in due: interventi a mano (natural) e interventi con mezzi (build). Il nostro percorso ad esempio è stato suddiviso in 3 sezioni: natural, regular e costruito (build).
Per il natural si effettuano interventi di sistemazione a mano, trail shaping, rock armoring con badile, piccone, macleod invece per il costruito utilizziamo scavotore o ragno con benna orientabile e dove necessario andiamo ad apportare materiale misto terra e frantumato da cava nella miscela perfetta per avere il giusto grip e drenaggio del fondo. Molto utile la motocarriola autocaricante per spostare materiale e battere il fondo.

Quando un percorso diventa definitivo e idoneo per una coppa del mondo?

Sicuramente dopo averci lavorato parecchio e averlo provato e riprovato in sella alla bike, è solo “girandoci” poi in bici che si notano i particolari e gli ultimi interventi che fanno la differenza. In Val di Sole l’idoneità viene data successivamente alla track walk con il delegato tecnico UCI che ha l‘ultima parola sul lavoro fatto.

Quanto è cambiata nel tempo la progettazione? Quali sono le richieste attuali e differenti rispetto al passato?

Come tutte le cose anche lo sviluppo di percorsi XCO è in continua evoluzione, si tratta di un connubio tra l’evoluzione delle biciclette e la conseguente evoluzione dei percorsi xco, ognuna di queste due parti mette la sua parte e di conseguenza ci si spinge verso il futuro dello sport di questa disciplina.
C’è tanta sete di show: più portiamo i percorsi verso la gente più il pubblico si appassiona, dobbiamo cercare di dare visibilità a questa stupenda disciplina e per farlo dobbiamo cercare di rendere il più possibile visibili e accessibili al pubblico i nostri percorsi.

Quale sarà il futuro di questo processo?

Io penso che ogni percorso deve riuscire ad esprimersi per quello che può offrire, nel mio immaginario ogni località dovrebbe riuscire a differenziarsi e a mettere in evidenza la propria identità e DNA che non è replicabile e ripetibile da altre parti. Il vero futuro di questo processo è delineato dalla creatività dei singoli organizzatori, in questo momento lo standard viene definito dalle competenze acquisite sul campo da tutti noi e il futuro lo stiamo scrivendo stagione per stagione andando a migliorare e a implementare i nostri amati percorsi.

Gli effetti della pandemia sul mercato della bicicletta

Tre anni. Tanto sarà il tempo prima del ritorno alla normalità nel mercato della bici.

Il lockdown globale delle scorse primavere e il conseguente boom delle vendite sono stati due dei fattori che hanno portato allo stravolgimento di tutte le logiche per chi produce o per chi vuole acquistare una bicicletta al giorno d’oggi. 

Dopo il boom del maggio 2020, che trasformò il panico del mercato della bicicletta in entusiasmo per la riscoperta del nuovo mezzo, si è arrivati all’affanno nel rifornire i negozi. Situazione che permane anche nel 2021 e che non ha mai visto tempi morti nei negozi, nemmeno nella stagione fredda. “Dopo l’euforia del Bonus Mobilità ci saremmo aspettati, alla riapertura a gennaio, un momento di pausa del mercato – dicono i negozi di biciclette – invece si è ripartiti subito con la stessa forza dell’anno precedente”.

La pandemia ha mostrato tutti i limiti del mercato globalizzato. Ordinare oggi una bicicletta nuova comporta un tempo di attesa che varia dai tre ai 10 mesi.

Uno degli effetti che per primi si è palesato agli addetti ai lavori e che ha colpito direttamente i portafogli dei clienti è stato il forte aumento dei prezzi delle biciclette che si è verificato dall’inizio del 2021. Una tendenza che sembra proprio causata da una domanda che ha abbondantemente superato l’offerta, ma non solo da questo.

Negli ultimi 20 mesi la pandemia ha influito negativamente sulla cycling supply chain mondiale. La produzione di biciclette è stata rallentata e in alcuni momenti bloccata e i listini hanno subito un aumento generale, ma quali sono le motivazioni principali?

  • Difficoltà di trasporto e carenza di container. 
  • Incremento della domanda mondiale di biciclette del +20%
  • L’aumento dei prezzi delle materie prime, come l’acciaio (+130%) e l’alluminio (+80%). 
  • Le forti dipendenze dai fornitori asiatici

La pandemia ha rotto il meccanismo: dai remoti paesi dell’est asiatico i materiali hanno iniziato a scarseggiare, le fabbriche chiuse hanno riaperto lentamente e tutt’ora non riescono a stare dietro alla domanda di mercato. A tenere ferme le biciclette molto spesso è la carenza di componenti: i costruttori di componenti stanno correndo ai ripari. Shimano ha avviato i lavori per la realizzazione di un nuovo stabilimento a Singapore e con loro anche molti altri.

In più c’è un problema di trasporti, specialmente quelli su nave. Le tre grandi compagnie mondiali non stanno muovendo le intere flotte e così i container viaggiano pieni ma con tempi di attesa lunghi e prezzi alle stelle (si parla di costi al container quadruplicati).

RITORNO ALLA NORMALITÀ

Una situazione, quella del mercato della bici, che non si risolverà a breve anche perché, nell’incertezza del mercato dei prossimi anni e mancando qualsiasi garanzia di tutela, nessuno si azzarda a fare investimenti e spostare le produzioni in maniera importante in altri posti.

Alcune aziende ciclistiche hanno già portato l’assemblaggio di alcuni modelli in Europa oppure aperto nuovi stabilimenti di produzione per cercare di tagliare i costi legati ai trasporti, ma il problema del reperimento della componentistica rimane centrale.

ANCMA in questo senso ha sollecitato il governo italiano ad intraprendere azioni per favorire un ritorno alla produzione interna. Facile a dirsi un po’ meno a farsi, ma si tratterebbe certamente di una rivoluzione importante dove i costi più alti verrebbero ammortizzati da una maggiore flessibilità e dinamicità della produzione.

Secondo la Confederation of the European Bicycle Industry (CONEBI) la filiera europea, che ad oggi produce componentistica per 2 miliardi di €, di cui il 25% in Italia, vuole riorganizzarsi con l’obiettivo di incrementare la propria autonomia e arrivare nel 2025 a un valore prodotti di 6 miliardi.

Tuttavia per tutto il 2022 si profilano ancora lunghe attese per le consegne ma, soprattutto, un aumento generalizzato dei listini dei prezzi delle bici. 


Ma come sta andando veramente il mercato della bici a livello europeo? Scoprilo qui: https://www.dolomeet.com/blog/il-ciclo-in-europa-dati-di-mercato

Le donne del ciclismo italiano conquistano le classiche

Non si ferma più l’Italia al femminile del ciclismo: 6 su 9, questo il numero di vittorie alle prove del World Tour conquistate dalle nostre donne. Fresche di un Olimpiade con ottimi risultati, le donne del ciclismo italiano si stanno affermando ad un altissimo livello in campo internazionale.

Ieri la straordinaria vittoria di Marta Cavalli alla Freccia Vallone 2022, sabato scorso l’inferno del Nord dominato da una strepistosa Elisa Longo Borghini confermano il proseguirsi di una straordinaria stagione del ciclismo femminile italiano.

I risultati ad oggi

Trofeo Binda, domenica 20 marzo: una gara storica per il ciclismo femminile italiano.

Elisa Balsamo, cuneese, era tra le favorite in caso di arrivo in volata ristretta e non ha tradito le attese completando il gran lavoro fatto dalla sua squadra, la Trek-Segafredo, considerata alla vigilia la più attrezzata per gestire la corsa.

Brugge-de-Panne, giovedì 24 marzo: un’altra perla per la nostra campionessa del mondo.

Dopo solo quattro giorni dalla prima vittoria stagionale, Elisa Balsamo trionfa in un’altra classica del World Tour, alla Exterioo Classic Brugge-De Panne.

Gent-Wevelgem, domenica 27 marzo: la scia di vittorie non si ferma.

L’inarrestabile campionessa della Trek-Segrafredo conquista di nuovo il gradino più alto del podio, questa volta davanti all’olandese Marianne Vos (Jumbo-Visma).

Amstel Gold Race, domenica 10 aprile: per la prima volta un azzurra sale sul podio della classica olandese.

Marta Cavalli, ventiquattrenne cremonese conquista il gradino più alto del podio precedendo all’arrivo l’olandese Demi Vollering e la tedesca Liane Lippert.

Parigi-Roubaix, sabato 16 aprile: sempre più nella storia Elisa Longo Borghini.

Successo numero 30 per l’taliana che si impone nella seconda edizione assoluta della regina delle classiche e va così a prendersi il trono dell’Inferno del Nord, versione 2022.

Freccia Vallone, mercoledì 20 aprile: Marta Cavalli c’è ancora.

Non è stato di certo un dominio, ma ancora una volta un’italiana ha dimostrato di avere qualcosa in più rispetto alle rivali: nel complicatissimo muro di Huy, il finale contraddistinto da uno sprint a due si è concluso nel segno di Marta Cavalli che è riuscita ad attaccare al momento giusto l’olandese Annemiek Van Vleuten, superandola e tagliando per prima il traguardo.

Omar Di Felice completa l’Arctic World Tour

4200 km, 40 giorni in sella, 33.000 km di dislivello e -50° C di temperatura: si conclude così l’Arctic World Tour di Omar Di Felice. L’ultracyclist per eccellenza ha infatti da pochi giorni terminato la sua avventura estrema tra il circolo polare artico, l’unico ad averlo attraversato lungo tutte e 3 le linee di confine.

Un viaggio in autonomia tra latitudini e temperature estreme, effettuato con un ritmo impressionante in condizioni ambientali davvero estreme: -42° C la minima registrata ufficialmente dai dispositivi di Omar prima del loro spegnimento in determinate situazioni critiche. Insomma, un’avventura alla scoperta dei propri limiti caratterizzata tra l’altro da difficoltà burocratiche, intossicazioni alimentari e sintomi influenziali che hanno messo a dura prova riuscita del progetto.

Nonostante tutto Omar ce l’ha fatta ed ha raggiunto il suo obiettivo.

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, strada e natura

Il percorso

Partito il 2 febbraio dalla penisola russa del Kamchatka, Omar Di Felice ha cominciato il suo viaggio in solitaria attraversando tutta la Lapponia fino ad arrivare a Tromsø (Norvegia), passando per Finlandia e Svezia. Dopo questa prima tappa di 1200km, è passato all’esplorazione delle Isole Svalbard, Groenlandia e Islanda prima dell’approdo finale nelle regioni artiche del Nord America: dalla regione dello Yukon fino in Alaska per raggiungere la linea del Circolo Polare Artico, posta lungo la Dalton Highway, una delle strade invernali più estreme e remote del pianeta.

La Dalton Highway è considerata la strada più difficile al mondo e, per chi ama le serie tv, è la stessa strada sulla quale si svolgono le vicende dei camionisti raccontante nel programma televisivo “Gli eroi del ghiaccio”. 

Omar Di Felice, Arctic World Tour

Omar ha pedalato con una media di 100 km al giorno, con tappe molto lunghe di più di 200 km ed altre in cui ha dovuto camminare trainando la bici con la slitta per via delle condizioni ambientali proibitive.

Questo viaggio è stato la sintesi del mio amore per il mondo artico, per il grande nord e per l’inverno. Ho completato l’esplorazione di un’altra parte di mondo. Certo, anche qui non mancano nuove zone da esplorare come le isole canadesi, l’artico orientale e alcune zone della Groenlandia.
Mi piacerebbe dire che questa è stata la mia ultima esperienza al Nord, ma in realtà quando il Nord ti entra dentro, non lo abbandoni mai. E sicuramente tornerò ancora quassù.

Omar Di Felice, Arctic World Tour

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Ciclismo e Ucraina: le Nazionali accolte in Italia

È già passato oramai qualche giorno da quando le l’Italia ha allungato la propria mano verso l’Ucraina del ciclismo: il 10 marzo alle ore 17.45 a Fiuminico sono infatti atterrate le Nazionali ucraine, dirette a l’Aquila.

Una delegazione ucraina composta di 20 atleti (tra Donne Elite, Donne U23, Under 23, Elite e Juniores) e 4 tecnici, sorpresa dall’invasione russa durante un ritiro in Turchia e impossibilitata a far rientro nel proprio Paese, ha trovato rifugio in Italia grazie alla disponibilità della Federazione Ciclistica Italiana e della regione Abruzzo.

Ad accoglierli per FCI il presidente federale Cordiano Dagnoni e il segretario generale Marcello Tolu, l’assessore allo sport della regione Abruzzo Guido Liris, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e una folta schiera di giornalisti.

“Ringraziamo l’Italia che ci ha offerto subito ospitalità in una situazione difficile per il nostro Paese. Alcuni di questi ragazzi hanno i genitori da giorni nei rifugi sotto i bombardamenti; è un momento drammatico…Abbiamo chiesto aiuto all’Italia perché per noi il vostro Paese è sinonimo di ciclismo; uno dei luoghi migliori dove poter continuare ad allenarci e gareggiare.”

Capo delegazione, Sergiy Grechyn

Fondamentale, per la riuscita del trasferimento, anche la disponibilità della Israel Cycling Academy, che ha contribuito a far arrivare il gruppo nel nostro Paese e continuerà a supportarlo dal punto di vista tecnico nel loro soggiorno.

Il loro futuro?

Gli atleti e i tecnici delle Nazionali di ciclismo provenienti dall’Ucraina rimarranno in Italia, e più precisamente a l’Aquila fino a quando non potranno fare ritorno in patria.

Qui potranno continuare ad allenarsi, non solo grazie alla delibera firmata da FCI che modifica in via provvisoria le norme attuative in modo da favorire la partecipazione dei ciclisti ucraini alle gare in Italia, ma anche grazie all’aiuto delle società abruzzesi e di tutto il mondo del ciclismo italiano, subito mobilitatosi per aiutare i colleghi ucraini.

“Il ciclismo italiano si mette a completa disposizione per rendere questi giorni meno amari. In questo momento non stiamo offrendo solo aiuto, ma stiamo saldando un’amicizia profonda tra due Paesi. Numerose società sportive mi hanno contattato per offrire la propria disponibilità…Il nostro pensiero va al popolo ucraino, alle famiglie di questi ragazzi e a tutti coloro che stanno soffrendo per la guerra.

Presidente FCI, Cordiano Dagnoni

Il ciclo in Europa | Dati di mercato

Giungono notizie positive e rassicuranti dal mercato europeo della bicicletta: a dircelo il rapporto 2021 di Conebi (Confederazione europea dell’industria della bici, e-bike, componenti e accessori) sull’industria del ciclo e il mercato in Europa, che ha interessato i 27 stati membri UE e il Regno Unito.

Il 2020 infatti è stato un anno di record, dove il mercato della zona UE ha fatto addirittura segnare il massimo storico degli ultimi 20 anni: considerando il giro di affari generato da bici muscolari e e-bike il mercato ha fatto toccare un valore complessivo pari a 18,3 miliardi di euro (+40% rispetto all’anno precedente). Le ultime stime parlano di una quota di 22 milioni di pezzi venduti: in media, un cittadino europeo possiede più biciclette che altri mezzi di trasporto. Nel settore salgono anche investimenti e occupazione (+30% sul 2019).

Spinta dal boom della domanda, dagli investimenti nelle infrastrutture ciclabili e dalle dichiarazioni politiche sulla transizione verso la Green Economy, l’industria europea prosegue nella sua costante crescita con il 2020 che si conferma come l’anno migliore da quando abbiamo iniziato ad analizzare i dati.

Il presidente Conebi, Erhard Büchel

In questo orizzonte di crescita le e-bike sono le protagoniste con un aumento delle vendite del 52% in termini di valore ed un fatturato totale di 10,6 miliardi di euro.

Il mercato della bicicletta | Italia e Europa a confronto
Il mercato della bici | Italia e Europa a confronto

Investimenti e occupazione

Gli investimenti, inclusi quelli in innovazione e i fondi stanziati dalle aziende, hanno superato quota 1,5 miliardi di euro (rispetto a 1 miliardo di euro nel 2019).

Questo incremento ha alimentato una crescita della produzione senza precedenti in tutta la zona UE. 3,6 dei 4,5 milioni di e-bike vendute nell’UE e Regno Unito sono state prodotte in Europa, a livello percentuale parliamo dell’80%.

Anche la produzione di parti e accessori ha fatto registrare un’impennata nel 2020, raggiungendo i 3 miliardi.

L’impatto dell’incremento dell’intero settore ciclo si riflette anche sui posti di lavoro diretti e indiretti, con un solido aumento del 30% dell’occupazione nel 2020 rispetto al 2019.

Oggi, – ha dichiarato il direttore generale di Conebi Manuel Marsilio – abbiamo oltre 1000 PMI manifatturiere sostenibili in Europa, che forniscono 155.000 posti di lavoro legati direttamente/indirettamente alla produzione. Prendendo in considerazione anche il cicloturismo, i servizi come la logistica dei centri urbani ed il bike sharing, nonché l’intero settore retail, il nostro comparto supporta oltre 850.000 posti di lavoro verdi.

Per ogni 1.000 bici prodotte ogni anno in Europa si creano da tre a cinque posti di lavoro, per ogni 1.000 e-bike dai 6 ai 9.

Il nostro settore – continua Marsilio – apporta un valore tangibile all’economia Europea in termini di posti di lavoro, investimenti, imprenditorialità e innovazione. Inoltre, la nostra proposta ambientale è nettamente positiva quando si tratta di Green Economy. La produzione locale in Europa si traduce in una riduzione di oltre 2 milioni di tonnellate di emissioni di Co2 all’anno”.

Trend storico

L’anno in cui le vendite di bici hanno toccato l’apice è stato il 2007, continuando poi negli anni successivi a mantenere alto e costante il volume (dati CONEBI, Confederation of the European Bicycle Industry, 2016). Tutto ciò fino al 2016, quando la vendita di biciclette in Europa ha avuto un calo del 4,98% totalizzando 1.606.000 unità.

Nel 2019, dichiara ANCMA, la vendita di biciclette ha raggiunto 1,71 milioni di unità, il 7% in più rispetto l’anno precedente, mentre l’universo delle bici a pedalata assistita è cresciuto del 13%, passando da 173mila a 195mila unità. È tornata a crescere, rispetto ai trend degli anni prima, la bicicletta da città e da turismo.

Il mercato alla vendita valeva nel 2019 circa 1,35 miliardi di euro: per produzione ed esportazioni di bici, guadagnandosi il primo posto in Europa. Quello che è successo nel 2020 è stata dunque una vera e propria svolta, e le prospettive di crescita continuano ad essere buone.

La rivoluzione elettrica

Le e-bike stanno rapidamente diventando la scelta preferita dei consumatori. I cittadini europei stanno selezionando opzioni di mobilità elettrica più ecologiche e questo ha portato le e-bike a registrare un incredibile aumento delle vendite del 52% in termini di valore, il mercato è infatti balzato a 10,6 miliardi di euro nel 2020″.

Manuel Marsilio, direttore generale Conebi

Oltre alla crescente preferenza dei consumatori verso le attività ricreative e di avventura, si prevede che l’adozione di applicazioni di e-bike in diversi settori, come la logistica e i servizi di noleggio di e-bike, guiderà il mercato studiato verso le previsioni sotto indicate.
Nel 2018, il fatturato delle vendite di pedelec in tutto il mondo è stato di 14.775 miliardi di dollari, entro il 2024, le vendite di e-bike dovrebbero salire a 18,65 miliardi di dollari.

Nel nostro Paese le vendite di bici muscolari sono passate da 1.518.000 nel 2019 a 1.730.000 nel 2020 (+14%), mentre quelle per i modelli a pedalata assistita hanno osservato una variazione del +44% passando da 195.000 a 280.000, il 14% del totale venduto. Il trend è stato confermato anche nel primo semestre 2021, dove sono state vendute 157.000 bici elettriche.

Un incremento che nel 2020 ha osservato un boom senza precedenti con una variazione positiva rispetto al 2019, anche a livello europeo, del +11% e del +34% solo per i modelli elettrici. Sono state oltre 22 milioni le unità vendute nell’UE e Regno Unito nel corso dello scorso anno. Le eBike vendute hanno raggiunto 4,5 milioni di pezzi con un +34% rispetto all’anno precedente: Germania e Italia sono tra i paesi più attivi nella produzione di modelli a pedalata assistita.

Al momento l’Europa rappresenta il 20.12% del mercato globale, ma si prevede una tasso di crescita elevato del 6.23%, il più rapido dopo la regione dell’Asia-Pacifico, dove entro il 2035 si intende convertire tutti i veicoli a carburante in veicoli elettrici.


I dati qui riportati raccontano il momento di successo del settore del ciclo in Europa, ma dimostrano allo stesso tempo quanto lavoro abbia ancora davanti l’intero mercato e quanto la politica possa fare nel valorizzare questo trend di crescita, nel promuovere l’utilizzo della bici, nel creare opportunità di business e lavorative e nello sviluppare un’adeguata e sicura infrastrutturazione ciclabile che sia attrattiva anche dal punto di vista turistico.

Lombardia | Incentivi per stazioni di ricarica veicoli elettrici

In attuazione della d.G.R n. 4323 del 15 febbraio 2021, n. 4373 del 3 marzo 2021 e n. 5427 del 25/10/2021, Regione Lombardia ha emanato il bando Infrastrutture di ricarica elettrica per enti pubblici 2022”: si tratta di incentivi a sostegno dello sviluppo della mobilità sostenibile attraverso la diffusione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, incluse quelle per e-bike.

Il bando, destinato alle Pubbliche Amministrazioni e ai soggetti pubblici singoli e associati, finanzia la realizzazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici e prevede due linee di finanziamento: 

  • Linea A – Punti di ricarica per uso esclusivo delle flotte di veicoli elettrici del soggetto pubblico richiedente (veicoli in proprietà o con altri contratti di utilizzo) 
  • Linea B – Punti di ricarica collocati in aree pubbliche destinati al servizio pubblico di ricarica dei veicoli 

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda di partecipazione le Pubbliche Amministrazioni e i soggetti pubblici singoli e associati – con sede in Regione Lombardia – quali Consorzi di Comuni, Comunità montane, Autorità di bacino e qualsiasi altro soggetto pubblico risultante da associazione o organizzazione in conformità all’ordinamento giuridico di cui alla legge regionale 9 del 2020 e d.G.R. attuativa n. 3749 del 30.10.2020. Tali soggetti pubblici e le pubbliche Amministrazioni beneficiari sono:

  • Province
  • Comuni e Unioni di Comuni
  • Città metropolitana
  • Comunità Montane
  • Camere di Commercio
  • Università pubbliche
  • Agenzie di Tutela della Salute (ATS)
  • Aziende ospedaliere e Aziende ospedaliere universitarie integrate con il SSN Policlinici
  • Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici
  • Enti Parco
  • Autorità Portuali
  • Consorzi di enti locali
  • Fondazioni e istituzioni liriche locali e Teatri stabili di iniziativa pubblica 

Dotazione finanziaria

Gli incentivi che Regione Lombardia ha inserito nel presente bando a favore della diffusione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, ammontano a € 12.100.000 riferite all’annualità 2022 e sono così ripartite sulle due linee di finanziamento: 

  • Linea A: € 2.000.000
  • Linea B: € 10.100.000 

In caso di economie o mancata assegnazione dell’intera dotazione, le risorse destinate ad una linea saranno utilizzate sull’altra linea, per assegnazione completa o scorrimento della graduatoria di eventuali progetti ammessi e non finanziati. 

Caratteristiche dell’agevolazione

Il contributo è finalizzato all’acquisto e all’installazione di nuovi dispositivi di ricarica per veicoli elettrici (ai sensi dell’art. 47 del Codice della strada e quindi anche le colonnine per la ricarica di bici elettriche) e per la mobilità lacuale e fluviale.

Il bando prevede due accessi, con relative finestre utili per presentare le domande:

  1. un PRIMO ACCESSO al bando relativo alla misura 2022 – Linea B), è destinato ai soggetti che hanno già presentato domanda sul bando 2021, e che sono stati ammessi nella graduatoria della Linea B) ma che non hanno potuto beneficiare del finanziamento per esaurimento delle risorse. In questa prima finestra tali soggetti potranno pertanto ripresentare la domanda ad invarianza di progetto allegando il cronoprogramma aggiornato relativamente alla realizzazione degli interventi finanziati e un nuovo atto di approvazione/adozione del progetto da parte dell’Ente;
  2. un SECONDO ACCESSO al bando 2022 aperta a tutti i soggetti destinatari della nuova misura che prevede due linee di finanziamento A) e B) qui di seguito descritte:
  • Linea A – Punti di ricarica destinati in via esclusiva alle flotte di veicoli elettrici del soggetto pubblico richiedente (veicoli in proprietà o con altri contratti di utilizzo); 
  • Linea B – Punti di ricarica accessibili al pubblico, collocati in aree pubbliche e che forniscono un accesso non discriminatorio agli utenti, anche in relazione alle tariffe, ai metodi di autenticazione e di pagamento e ad altri termini e condizioni d’uso; 

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto a copertura anche del 100% delle spese ammissibili fino a un massimo di 200.000 € per ciascuna delle due linee di finanziamento. A valere sulla presente misura, ogni soggetto beneficiario può presentare una domanda di contributo per una o entrambe le linee di finanziamento A e B.

Requisiti di ammissibilità

I requisiti generali di ammissibilità al contributo, validi sia per il primo che per il secondo accesso, sono: 

  • le aree sede degli interventi ammissibili devono essere comprese nel territorio della Regione Lombardia;
  • le aree sede degli interventi devono essere di proprietà o in disponibilità del soggetto pubblico richiedente, in virtù di titolo ammesso dall’ordinamento giuridico, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando;
  • deve essere garantita l’interoperabilità dei punti di ricarica rispetto agli operatori di fornitura dei servizi di ricarica;
  • gli interventi devono concludersi con esito positivo del collaudo finale e messa in esercizio effettiva da rendicontare entro il 31/12/2022.

Spese ammissibili e soglie massime

Nell’ambito delle linee di intervento sono considerate ammissibili al finanziamento, fino a un massimo complessivo di 200.000 € per ciascuna linea di intervento, le seguenti voci di costo: 

  • l’acquisto e l’installazione di nuovi dispositivi di ricarica per veicoli elettrici (ai sensi dell’art. 47 del Codice della strada) e per unità nautiche da diporto in ambito lacuale e fluviale;
  • le relative attività di progettazione, fino ad un massimo del 10% del valore dell’importo delle opere
  • gli ulteriori costi strettamente funzionali alla realizzazione delle opere;
  • l’IVA qualora non recuperabile o compensabile da parte del beneficiario

L’ammissibilità delle spese sarà valutata a fronte di istruttoria formale e tecnica effettuata da Regione Lombardia per la verifica della completezza e della regolarità formale e sostanziale dei dati e della documentazione prodotta e per la verifica del rispetto di tutti i requisiti richiesti dal bando.

Presentazione delle domande

La domanda di partecipazione al presente bando deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa Bandionline all’indirizzo: www.bandi.regione.lombardia.it . Accedendo esclusivamente con proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

  • Linea A – Codice bando su Bandionline: RLT12021022664
  • Linea B – Codice bando su Bandionline: RLT12021022665 

dalle ore 10:00 del 15/02/2022 ed entro le ore 12:00 del 29/03/2022.


Ti ricordiamo che Dolomeet ha sviluppato e realizzato una linea di colonnine di ricarica e-bike pensata proprio per le pubbliche amministrazioni, scoprila qui! Contattaci per maggiori informazioni al 0463 901272 oppure scrivici a hub@dolomeet.com.

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Calendario fiere bike e cicloturismo 2022

Finalmente riparte la stagione della bike e con lei ritornano i grandi appuntamenti europei: oggi vi proponiamo una selezione delle fiere dedicate alla bici e al cicloturismo in programma nel 2022, tutte da non perdere!

DataNazioneLocalità
Fiera del Cicloturismo12-13 marzoITALIAMilano
Cycling World18-20 marzoGERMANIADüsseldorf
E-bike days22-24 aprileGERMANIAMonaco
Bike Festival29 aprile – 1 maggioITALIARiva del garda
Ecomob expo6-8 maggioITALIAPescara
Bike Festival20-22 maggioGERMANIAWillingen
Open Bike fest10-12 giugnoITALIATreviso
Bike up10-12 giugnoITALIABergamo
Hero Bike Festival16-19 giugnoITALIASelva Val Gardena (BZ)
Eurobike Show13-17 luglioGERMANIAFrankfurt
Italian Bike Festival9-11 settembreITALIAMisano
Bike festival16-18 settembreAUSTRIALeogang
MTB Testival22-25 settembreITALIABressannone
Roc d’Azur5-9 ottobreFRANCIARoc d’Azur
Bike Motion21-23 ottobrePAESI BASSIUtrecht
EICMA8-13 novembreITALIAMilano
Calendario europeo fiere | bike e cicloturismo | 2022

In Italia

Fiera del cicloturismo

MILANO | 12-13 MARZO 

Arriva finalmente la Fiera del Cicloturismo negli spazi della Fabbrica del Vapore, l’evento programmato per la primavera del 2020 e poi subito cancellato a causa della pandemia. L’obiettivo dell’evento? Essere il punto di incontro tra la domanda e l’offerta di esperienze a pedali.

Alla Fiera del Cicloturismo infatti sarà possibile scoprire oltre 60 tra destinazioni, tour operator e associazioni per decidere la mèta delle prossime vacanze in bicicletta. Su un palco appositamente attrezzato si terranno i Bikeitalia Talks in cui si alterneranno interventi di ambassador del ciclismo, racconti di viaggio, workshop formativi di avvicinamento al cicloturismo e momenti di approfondimento.

Bike Festival

RIVA DEL GARDA | 29 APRILE – 1 MAGGIO

Inserita all’interno di un festival ricco di eventi e competizioni sportive la fiera outdoor è il suo fulcro. Qui tutti i grandi marchi bike presentano le loro novità e attirano gli appassionati visitatori con presentazioni, test di prodotto e offerte. Visitatori e partecipanti hanno così l’opportunità di provare gli ultimi modelli e nuovi prodotti. Durante il festival oltre 1.000 mtb e e-mtb sono disponibili gratuitamente per il test.

 I NUMERI DELL’ULTIMA EDIZIONE

  • 40.000 visitatori
  • 150 stand
  • 250 brand
  • 2.000 biker iscritti alle gare

Ecomob Expo

PESCARA | 6-8 MAGGIO

Uno tra i pochi appuntamenti dedicati al cicloturismo che si trovano nel centro-sud Italia. Un evento dedicato alla mobilità sostenibile, al turismo attivo e all’ecologia ambientale. Oltre 30.000mq di area espositiva, nella suggestiva cornice del Porto Turistico del Marina di Pescara.

I numeri dell’ultima edizione? 10.000 visitatori, 40 espositori, 100 brand e 5 workshop!

Open Bike Fest

TREVISO | 10-12 GIUGNO

Un evento tutto nuovo che vuole essere un punto d’incontro, un grande happening internazionale di cui la bicicletta sarà protagonista assoluta nelle sue diverse declinazioni.  L’evento trova la sua casa a Treviso, in un territorio storicamente vocato alle due ruote, leader per numero di praticanti come di aziende del settore che sorgono proprio all’interno di questa provincia del Veneto. 

Open Bike Fest è un evento dedicato al mondo del ciclismo a 360°, che interpreta le nuove tendenze del settore della bicicletta tanto dal punto di vista del mezzo tecnico quanto dei suoi utilizzatori. Negli spazi di Opendream, gli appassionati troveranno un’area expo di qualità e prestigio con i grandi marchi del mondo della bici, in una location unica e riconoscibile; un’area bike test con percorsi tecnici per mettere alla prova ogni genere di bicicletta – dalla strada alla MTB, dalle e-Bike fino alle gravel; un calendario di appuntamenti fra intrattenimento e approfondimento, business, cultura e lifestyle.

BikeUp

BERGAMO | 10-12 GIUGNO

Sicuramente uno dei più attesi tra gli eventi e le fiere dedicate alle biciclette organizzati in Italia nei prossimi mesi. BikeUP Electric Bycicle Power Festival è una fiera sulle e-bike, sul cicloturismo e sulla mobilità elettrica leggera che viene proposta con un format originale per permettere al visitatore di godere di una esperienza a 360°. Tre giorni di esposizione, coinvolgimento del pubblico (area bambini e spettacoli) ma soprattutto FREE TEST e prove di e-bike! Esposizione delle maggiori case costruttrici mondiali e degli operatori del settore cicloturismo.

NUMERI DELL’ULTIMA EDIZIONE

  • 34.000 visitatori
  • 90 brand espositori
  • 3.000 e-bike test
  • 15 media partener

HERO Bike festival

SELVA VAL GARDENA (BZ) | 16-19 GIUGNO

Inserito all’interno di quella che viene definita la maratona di Mountain Bike più dura e spettacolare al mondo, l’Hero Bike Festival aspetta con un calendario ricco di appuntamenti tutti gli appassionati di ciclismo off-road. HERO Village è uno spazio dedicato alla mountainbike e alla sua evoluzione continua. Qui le aziende più rinomate del settore saranno a disposizione dei visitatori per mostrar loro le ultime novità.

Italian Bike Festival

MISANO | 9-11 SETTEMBRE

Nuova location, ma stesso evento di successo. L’Italian Bike Festival si sposta da Rimini e Misano per la sua quinta edizione, dove troveremo anteprime, test, show & performance, meetup, experience e intrattenimento: tutti gli ingredienti necessari per un festival della bici a 360°. Per tutti, appassionati e grande pubblico.

Curioso di avere una nostra opinione sull’evento? Prova vedi come ci è andata l’anno scorso, leggendo di Trentino Bike Zone all’Italian Bike Festival!

NUMERI DELL’ULTIMA EDIZIONE

  • 40.000 visitatori
  • 400 aziende del settore
  • 50.000 mq di area espositiva

MTB Testival

BRESSANNONE | 22-25 SETTEMBRE

Il MTB Testival è sinonimo di testare, tour e divertimento. Esposizioni, prove, escursioni – test the best: questa è la sua collaudata formula. Come funziona? – Un fantastico centro storico pieno di una varietà di espositori dell’industria della bicicletta lo rende possibile. Proprio nel cuore di Bressanone,  l’evento sponsorizzato da Bosch si tiene per la decima volta sulla Piazza Duomo e nei dintorni.

EICMA

RHO | 8-13 NOVEMBRE

EICMA, acronimo di Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori è, a livello mondiale, il più importante evento fieristico per l’intero settore delle 2 ruote e rappresenta il tool di marketing di ANCMA. EICMA, sin dalla sua prima edizione del 1914, si svolge a Milano e si conferma come l’evento più visitato al mondo per numero di Espositori, Visitatori, Operatori e Stampa a livello internazionale.

NUMERI DELL’ULTIMA EDIZIONE

  • 340.000 presenze
  • 94% dei biglietti acquistati online
  • 28.000 operatori del settore
  • 5.000 tra giornalisti, influencer e professionisti della comunicazione

In Europa

Cycling World

DUSSELDORF | 18-20 MARZO 

Fin dagli esordi nel 2017, Cycling World, una volta all’anno apre le porte dello storico complesso industriale Areal Böhler a Düsseldorf a tutti gli appassionati di ciclismo. L’evento propone a tutti i visitatori le novità del settore, presentando bici e soluzioni ad alta tecnologia e consentendone i test. Il motto? View – Echange – Try – Dream – Enjoy an be happy!

E-bike Days

MONACO | 22-24 APRILE

Gli E-BIKE DAYS Monaco di Baviera sono il più grande evento di test di e-bike per gli interessati e gli appassionati del settore. Per 3 giorni l’OlympiaPark si trasforma in uno perfetto scenario per la  scoperta e la prova delle migliori novità sul campo delle due ruote.

A Monaco ti aspettano una media di 150 espositori e più di 70.000 visitatori

Bike Festival

WILLINGEN | 20-22 MAGGIO

Il secondo appuntamento della saga Bike Festival.  Siamo in Germania, con più di 130 espositori pronti a presentare le novità della stagione, accompagnati da show, biketest e campioni.

Eurobike Show

FRANCOFORTE | 13-17 LUGLIO

EUROBIKE è la fiera mondiale leader indiscussa per il business delle biciclette. Qui l’industria della bicicletta si collega, convince i suoi partner commerciali e si presenta al mondo dei media.

I numeri del 2021? Un totale di 630 espositori, 68 nazioni e più di 18.000 visitatori

Bike Festival

LEOGANG | 16-18 SETTEMBRE

Terzo e ultimo appuntamento per Bike Festival: questa volta ci troviamo in Austria, la patria della Mountain bike. Una quarte edizione, questa del 2022, che vedrà una rivoluzione nel concetto delle aree di test, workshop ed esposizione. Più di 10.000 visitatori, 80 espositori e 150 brand.

Bike Motion

UTRECHT | 21-23 OTTOBRE

Bike Motion Benelux si terrà in Royal Dutch Jaarbeurs Exhibition & Convention Center Utrecht dal prossimo 21 al 23 ottobre 2022 presentando le novità di aziende in Paesi Bassi e internazionali riguardanti i settori di Biciclette, Accessori per biciclette, Attrezzature per sport, Sport avventura, Sport, Svago.

Roc d’Azur

ROC D’AZUR | 5-9 OTTOBRE

Fondata dal 1984, Roc d’azur è diventata la fiera di riferimento nel campo della mountain bike in Francia e in Europa. Ogni anno 20 partecipanti e 100 000 visitatori sono all’appuntamento alla Base Nature de Fréjus. Che tu voglia competere con altri appassionati, scoprire le ultime novità nel mondo della mountain bike o semplicemente divertirti, il Roc d’Azur è un must.

Roc d’Azur propone la mountain bike in 6 diverse offerte per professionisti e dilettanti:

  • Gare: 56 km di corsa in mountain bike 
  • Escursioni: gara di mountain bike con dislivello positivo e negativo 
  • Gravel : gara di mountain bike su ghiaia 
  • Elettrico: gara di ATV elettrici 
  • Triathlon: 1,5 km di nuoto, 23 km di mountain bike e 11 km di corsa.
  • Bambini: corsa in bicicletta da 2 anni a 14 anni 

Con più di 300 espositori, il salone gratuito del Roc d’Azur apre le sue porte per 4 giorni.


E con la Francia abbiamo concluso la nostra carrellata di eventi dedicati alla bike e al cicloturismo, in programma per il 2022: ci vediamo in fiere!

Quanto costa una bici da bambino?

Lo conferma anche l’Osservatorio Metropolis, che in cima alla classifica dei regali più desiderati da ogni bambino al di sotto dei 10 anni c’è la bici: ma quanto costa acquistarne una?

Innanzitutto ricordiamoci che la bicicletta non è solo un semplice giocattolo, ma un vero e proprio strumento di crescita. Scegli il mezzo giusto per il tuo bambino e gli starai comprando un ticket per l’indipendenza e il divertimento; scegline uno sbagliato e finirà per essere solo una delle tante cianfrusaglie che hai accumulato negli anni. 

Assicurati dunque che la bici che hai regalato al tuo bambino gli consenta davvero di divertirsi e vivere esperienze positive sulle due ruote: durante la scelta non limitarti a valutare quando costa. In generale, più spendi per una bicicletta, più facile sarà usarla per tuo figlio, meno manutenzione richiederà e più a lungo durerà.

3 buoni motivi per spendere di più

Puoi trovare moltissime biciclette da bambino sul mercato, adatte ad ogni età e a ogni statura, il cui prezzo può variare da poche decine di euro fino a diverse centinaia. Ma di questo ne parliamo dopo, ora vediamo perchè dovremmo essere sempre generosi con il nostro budget durante questa scelta: 

  1. Durerà più a lungo. Puoi starne certo: la qualità dei componenti utilizzati si tradurrà necessariamente in maggiore resistenza e quindi più lunga durata. 
  2. Maggiore divertimento. Una bicicletta più maneggevole e di qualità consentirà al bambino di guidarla con più serenità godendosi quel nuovo senso di indipendenza e libertà.
  3. Valore per la rivendita. Come ogni prodotto di un certo livello si svaluterà difficilmente, e quando il tuo bambino sarà cresciuto e non la userà più, sarai in grado di rivendere la bici ad un prezzo simile al suo originale prezzo di acquisto.

Quando possibile quindi, aumentare il budget ti farà risparmiare un sacco di problemi nella potenziale manutenzione, insieme a una migliore qualità e prestazioni complessive della bici.

Come scegliere quella giusta

Allo stesso tempo però non è detto che una bici costosa sia quello che fa al caso nostro, ci sono altre variabili da prendere in considerazione. 

Prima di tutto l’età del bambino, che ci indirizzerà verso una tipologia di bici o un’altra, che deve però essere necessariamente rapportata alla sua altezza. Dobbiamo veramente infatti fare attenzione ad acquistare la bici della taglia giusta, senza farci ingannare dal solito “ma si dai, la prendo più grande così gli dura di più”: non importa quanto costa, una bici troppo grande provocherà solo frustrazione e insoddisfazione nel tuo bambino. 

Allo stesso modo dobbiamo prestare attenzione al peso: la maggior parte delle bici economiche in commercio hanno il telaio in ferro, se ne vogliamo una più leggera dobbiamo optare per l’alluminio. Una regola? In linea di massima il peso della bicicletta non dovrebbe superare il 40 % di quello del bambino che la utilizza. 

Quando piano piano si cresce, da valutare poi l’utilizzo che ne verrà fatto: la bicicletta verrà utilizzata per giocare in giardino e in contesti urbani oppure il tuo bambino affronterà strade sterrate e sentieri per principianti? In base dunque al terreno su cui si pedalerà andrà scelta una MTB ricreativa con un costo moderato che può aggirarsi attorno ai 200,00 € oppure un vera MTB con componenti di qualità, sicuramente più costosa ma più duratura. Questa avrà sicuramente  freni più malleabili, impugnature più comode, marce più affidabili e ruote più sicure.

Altra variabile: il sesso. A dire la verità questo va ad incidere molto poco nella scelta della bici da bambino, in genere l’unica differenza sta nel colore ed a volte, per i modelli più grandi, nel design del telaio con il tubo orizzontale ad altezze diverse. 

Range di prezzo

Come abbiamo capito le variabili in gioco nel determinare quanto costa una bici da bambino sono molteplici. Si può partire da meno di 50 € per balance bike e bici giocattolo, ma arrivare fino a più di 1000 € quando si parla di mtb di qualità marchiate con i principali brand presenti sul mercato per un età un po’ più avanzata. Per chiarezza abbiamo provato a suddividerle per categorie, e il risultato è questo.  

Balance bike

Non sai di preciso cosa sia una balance bike? Allora clicca qui che ti schiariamo le idee.

Fatto? Avrai capito allora che il tuo bambino non potrà sicuramente farne a meno! Questa sarà la sua prima bici, quella che gli rimarrà nel cuore: attento alla scelta, sul mercato ce ne sono davvero di tutti i tipi. Si parte dalle bici con telaio in acciaio, che solitamente sono le più economiche – parliamo di prezzo base 30/40 €, poi ci sono le giocattolo in legno ed infine le vere balance bike pensate per la crescita del tuo bambino con telaio in alluminio – qui troviamo i top brand che possono arrivare fino a 200 €.

E a dirla tutta, noi di Dolomeet in questa categoria siamo davvero forti: scopri lo shop online di Primabici Garelli, la balance bike leggera e maneggevole con un telaio esclusivo in lega di alluminio-magnesio ed un design Made in Italy.

Starter bike

Dire di preciso quando sarà il momento di cominciare a pedalare è impossibile, ogni bambino ha i suoi tempi, non c’è un età più o meno indicata per andare in bicicletta. Ma come cambia la bici in questo step? Qui solitamente cominciamo ad avere i primi accessori come cestini e parafanghi, e soprattutto tante tante decorazioni! Il prezzo di una starter bike di base si aggira attorno ai 50 € ma può arrivare anche a più di 250 €.

Young bike

Questa è una fase transitoria, in cui probabilmente si è troppo grandi per una bici da bambino ma troppo piccoli per una vera mtb. Dipenderà dall’altezza, dalla destrezza nella guida e nell’equilibrio ma solitamente in questa fascia di età i bambini utilizzano una bici da 20″ prima di passare alla mtb da 24 pollici.

MTB e BMX

Ora si comincia a fare sul serio. A partire dai 7 anni i bambini cominceranno ad utilizzare delle mtb da 24″, che sono molto più complesse rispetto alle tipologie viste fino ad ora. Le mtb da bambino solitamente montano freni a disco e sospensioni, il loro peso può variare dai 10 ai 15 kg e ce ne sono principalmente di due tipologie.

  • MTB: il modello classico il cui prezzo dipende dai materiali utilizzati e dalla componentistica montata. Si parte da 200 € per le entry level front suspended, le biammortizzate da trail invece sono più complesse e più pesanti e quindi più costose. Se parliamo di bici full di media-alta gamma il prezzo di alza di molto fino a sfiorare i 1000 €.
  • BMX: un mezzo robusto e solido con caratteristiche diverse rispetto alla più classica mtb e con prezzi leggermente inferiori a parità di qualità.

E l’usato?

Un metodo per risparmiare nell’acquisto della bici da bambino è quello di comprala di seconda mano, che non significa necessariamente perderci in termini di qualità. L’importante è prestare attenzione ad ogni dettaglio e all’usura del mezzo per evitare spiacevoli inconvenienti come parti danneggiare che richiedono riparazioni che potrebbero diventare anche molto costose.


“Chi più spende meno spende“

Concludiamo con questa affermazione, sperando di aver dato una panoramica completa dello scenario e di avervi trasmesso l’importanza di scegliere correttamente la compagna di viaggio del vostro bambino, basandovi non solo sul prezzo ma sulla sua qualità, componentistica e performance.