Spettacolari novità per il cross country in Val di Sole 

Manca un mese alle UCI Mountain Bike World Series a Daolasa di Commezzadura che si terranno dal 14 al 16 giugno, periodo in cui la Val di Sole sarà nuovamente protagonista nel mondo bike. 

Una continua ricerca di miglioramento 

La Val di Sole, ed in particolare la località di Daolasa è considerata a livello internazionale una delle capitali mondiali della mountain bike: un importante riconoscimento ottenuto grazie continua ricerca di miglioramento e alla capacità di sperimentare e integrare nuove soluzioni da parte dell’intero comitato organizzatore. 

Quest’anno ci si concentra dunque sul tracciato del Cross Country, per renderlo più intenso, spettacolare e televisivo.

Dolomeet e le UCI MTB World Series 

Noi di Dolomeet, dopo una lunga esperienza nell’organizzazione dell’evento in prima persona, oggi ci occupiamo della direzione tecnica delle gare. Con a capo della squadra Sergio Battistini in qualità di DOF (titolo federale di direttore organizzazione gare fuori strada), siamo ora impegnati direttamente sul tracciato di XCO per apportare quelle modifiche programmate: si tratta cambiamenti che porteranno ancora più spettacolo, sia per chi assiste alle gare a bordopista sia per chi le seguirà in TV. 

Quali saranno le modifiche? 

Il 16 giugno 2024 gli atleti del Cross Country si troveranno di fronte ad un tracciato che ha subito numerose modifiche, fatte per migliorare l’esperienza sia degli spettatori a bordopista che davanti ai teleschermi, aggiungendo nuove sezioni per esaltare il prodotto Warner Bros-Discovery. 

Il nuovo tracciato pensato per questa edizione misura 3500 metri invece di 4000, il dislivello invece resterà invariato a 160 metri per ciascun giro. 

La prima modifica interesserà lo “starting loop”, che si snoda nella parte bassa dell’area, dov’è stato ricavato un piccolo anello. Il percorso continuerà senza cambiamenti nella zona tecnica del bosco, dove verranno fatti lavori di sistemazione per migliorare la scorrevolezza del terreno, essendo uno dei tratti più iconici e impegnativi del tracciato. 

Altre modifiche, probabilmente le più importanti, saranno nella salita principale, che verrà accorciata di qualche metro e il drop in cima sarà spostato più in basso. In quel punto, i ciclisti in gara, entreranno nel percorso del four-cross, che subirà alcuni adattamenti volti ad offrire un nuovo passaggio ad altissima intensità anche ai ciclisti del Cross Country. 

Il percorso continua poi nella zona arrivi, con una salita inedita, che precede il trail in discesa, anch’esso rivisto completamente sotto il profilo tecnico. Il tratto finale sarà più spettacolare e televisivo, con la possibilità per gli spettatori di assistere ad uno sprint finale più lungo. 

Spettacolare e televisivo: ecco il perchè delle modifiche

Le modifiche programmate per il percorso del Cross Country sono state pensate per offrire un maggiore spettacolo sia a chi verrà in Val di Sole per assistere all’evento ma anche per chi lo seguirà in TV. È proprio con le parole di Sergio che vi spieghiamo le motivazioni delle modifiche al percorso del Cross Country.

“Le nuove modifiche non snaturano il tracciato, ma lo migliorano dal punto di vista dello spettacolo. Con Warner Bros-Discovery abbiamo condiviso un programma di interventi che faranno fare un ulteriore salto di qualità al nostro percorso, già tra i più apprezzati al mondo. Ne guadagnerà l’esperienza TV ma anche a bordopista, in quanto lo spettatore potrà seguire a vista tratti di percorso molto lunghi, specialmente nella parte conclusiva del circuito”. 

Sergio Battistini, DOF

E tu sarai uno degli spettatori di UCI Mountain Bike World Series in Val di Sole? Ti aspettiamo a Daolasa per assistere allo spettacolo sul nuovo tracciato XCO!

Monopattini elettrici: il punto sulla normativa ad aprile 2024

Un iter che ad oggi, aprile 2024, non ha ancora visto la traduzione in legge quello della riforma del codice della strada che porta con sé anche novità sull’utilizzo dei monopattini elettrici: si parla di obbligo di casco, targa e assicurazione ma vediamo assieme cosa vorrebbe la normativa.

Dal provvedimento alla legge

La bozza del nuovo codice della strada è apparsa il 29 settembre 2023 ed è stata discussa in Parlamento il 13 dicembre quando la Camera dei deputati ha approvato il nuovo codice della strada con 163 voti favorevoli e 107 contrari. Dopo l’entrata in vigore, è stato pianificato un periodo di 90 giorni per l’emanazione del decreto interministeriale necessario per rendere operative alcune delle nuove disposizioni. Si prevedeva dunque che il decreto legislativo diventasse operativo dal 27 marzo 2024, ma ad oggi non si hanno ancora notizie: non ci resta che attendere per la piena attuazione delle regole, ma intanto vediamo cosa ci aspetta in termini di normativa per l’utilizzo dei monopattini elettrici.

Normativa monopattini elettrici 2024

In generale si può affermare che si tratta di norme a tolleranza zero che mirano a dare una regolamentazione più stretta alla circolazione e utilizzo dei monopattini elettrici in Italia. Le nuove normative includono obblighi di registrazione, assicurazione e utilizzo del casco.

Obbligo del casco

Con l’attuazione del decreto legislativo del 13 dicembre 2023 è obbligatorio utilizzare un casco conforme alle normative Uni En 1078 o Uni En 1080 quando si utilizzano i monopattini elettrici. Tale obbligo vale per tutti i conducenti, anche maggiorenni e le sanzioni vanno dai 200 agli 800 euro.

La targa

Le nuove regole sulla circolazione dei monopattini includono l’obbligo di avere un contrassegno simile a quello dei ciclomotori, richiesto ai proprietari, ma potrebbero non richiedere l’associazione della targa al numero di telaio del veicolo.

Nonostante ciò sia sancito dalla legge, il processo per l’assegnazione e la gestione delle targhe per i monopattini elettrici necessita di ulteriori chiarimenti. Questo passaggio è fondamentale per garantire una corretta identificazione dei veicoli e per l’applicazione di sanzioni in caso di infrazioni.

Assicurazione obbligatoria

In conformità all’articolo 2045 del Codice Civile è ora obbligatorio dotarsi di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Le sanzioni per mancanza di contrassegno o assicurazione variano da 100 a 400 euro.

Anche qui si tratta di una disposizione non ancora operativa e definita. L’obbligo di assicurazione è stato stabilito, ma i dettagli su come gli utenti e i servizi di sharing possano adempiere a questa disposizione devono ancora essere definiti. In particolare, la possibilità di stipulare polizze Corporate rappresenta un’opportunità per le flotte aziendali, ma richiede un quadro regolamentare chiaro.

Caratteristiche del mezzo

A livello tecnico, i monopattini devono rispettare specifiche costruttive stabilite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Queste includono:

  1. Assenza di posti a sedere.
  2. Un motore elettrico con una potenza nominale continua fino a 0,50 kilowatt.
  3. Equipaggiamento con un segnalatore acustico e un regolatore di velocità.
  4. Conformità alla marcatura CE stabilita dalla direttiva n. 2006/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio.

Nuove regole sulla circolazione

Per quanto riguarda la circolazione, anche qui le norme sono piuttosto stringenti. La circolazione dei monopattini è consentita solo nei centri urbani, su strade con limite di velocità non superiore a 50 km/h. Sono escluse le aree pedonali, le piste ciclabili e i percorsi ciclabili extraurbani. È esplicitamente vietata la circolazione contromano e sui marciapiedi.

I monopattini devono circolare in singola fila e il conducente deve mantenere libere entrambe le braccia, tranne per segnalare le manovre di svolta. Non è consentita la sosta sui marciapiedi, tranne che per aree appositamente designate dal Comune. I Comuni possono individuare spazi dedicati alla sosta, con servizi di noleggio attivabili solo con delibera della giunta comunale, previa assicurazione obbligatoria e regolamentazione della sosta e della circolazione nelle zone urbane.

È proibito trasportare passeggeri, oggetti o animali, trainare altri veicoli o condurre animali. Sono previste sanzioni per il superamento del semaforo rosso, inclusa la possibilità di sequestro del mezzo.


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Dolomeet è impresa aderente CIAB

È già da un po’ che possiamo affermare che Dolomeet è azienda amica della bicicletta, ma da oggi è scritto nero su bianco grazie all’adesione a CIAB, il Club delle Imprese Amiche della Bicicletta.

Si tratta di un’associazione che mette in rete le aziende e gli enti amici che vedono nella bicicletta un asset per la sostenibilità e che intendono dunque sviluppare attività in favore della bicicletta nel quadro di una politica della mobilità sostenibile rivolgendo le loro attività in questo senso ai propri dipendenti, ai loro clienti e alla cittadinanza.

Perchè l’abbiamo fatto?

Con l’adesione a CIAB Dolomeet diventa ancora più bike friendly, un altro importante passo verso la sostenibilità d’impresa da aggiungersi al percorso intrapreso con la collaborazione di Linfa Consulting.

Assicurazione “RC Bici” CIAB

CIAB garantisce l’assicurazione RC bici a tutti i dipendenti, dirigenti e amministratori dell’azienda per i loro spostamenti in bici in tutta Europa, sia per andare al lavoro che per i propri spostamenti quotidiani o di piacere.

Networking e Partnership

L’associazione mette in rete tra loro tutte le aziende, gli enti, i professionisti, gli operatori turistici che abbiano a cuore l’importanza della mobilità sostenibile.

Formazione

Eventi formativi, best practices, team building, gaming e formule innovative per incentivare il bike to work, asset chiave per la mobilità urbana.

Primo passo per la certificazione

Aderire a CIAB è un requisito fondamentale per ottenere la certificazione come “Azienda Bike Friendly”.
La certificazione di FIAB permette alle aziende di misurarsi con l’unico standard europeo volontario per le sedi lavorative le riconosce ufficialmente per avere realizzato al loro interno un ambiente di lavoro che promuove e sostiene l’utilizzo della bicicletta.

Visibilità

Ogni ente aderente ha una sezione dedicata nel sito CIAB in cui verranno elencate le attività compiute per la promozione della ciclabilità. CIAB e FIAB si impegnano ad organizzare ogni anno all’interno di un momento fieristico o convegnistico, almeno un evento per la promozione e la visibilità del club, in cui le principali imprese aderenti possono presentarsi e comunicare le azioni compiute per la promozione della ciclabilità e della mobilità sostenibile.


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Programmazione turistica e cambiamento climatico | Il caso studio di Corno alle Scale

Corno alle Scale, destinazione turistica in Emilia Romagna, è diventato un caso di studio nella tesi di laurea di Gaia Mambrini e Gloria Parisi che propongono una strategia di adattamento della programmazione turistica al cambiamento climatico.

Un progetto di sviluppo turistico bike-friendly realizzato all’interno del laboratorio di progettazione del paesaggio condotto dalle laureande dell’università di Ferrara presso il Dipartimento di Architettura con la supervisione dei relatori Prof. Arch. Luca Emanueli e Prof. Arch. Gianni Lobosco e correlatore Sergio Battistini.

Sfoglia l’intero elaborato oppure leggi qui sotto i punti salienti.

Obiettivi dello studio

Lo studio intende riqualificare il comprensorio sciistico del Corno alle Scale dandogli una spinta verso un turismo più costante, donando all’area maggiore attrattività e fruibilità.

Lo scopo del progetto dell’area CS 365 è infatti quello di creare più opportunità di frequentazione nell’attesa dell’abbandono forzato delle piste da sci a causa dell’innalzamento delle LAN aumentando così le presenze turistiche provando a renderle costanti durante tutto l’anno

Il progetto

Come nasce

L’esigenza di differenziare l’offerta turistica locale nasce dalla criticità intrinseca dell’area oggetto di studio e cioè dal peggioramento climatico globale che provoca innalzamenti delle temperature. ln tal caso il problema più invasivo consiste nell’innalzamento della Linea di Affidabilità della Neve (LAN) cioè l’altitudine che garantisce spessore e durata sufficienti dell’innevamento stagionale.

Le principali problematiche riscontrabili dal punto di vista turistico sono riconducibili principalmente alla riduzione delle presenze nella stagione invernale a causa delle sempre più limitate precipitazioni di neve, che causano un aumento dei costi di messa in esercizio e manutenzione degli impianti che comportano minori entrate, conseguentemente, costi maggiori per chi pratica sport invernali e conseguente minore attrattività dell’area in generale.

L’idea progettuale

Considerate ed esaminate tutte le caratteristiche dell’area, le laureande propongono una visione futuristica di programmazione turistica territoriale in cui la praticabilità degli sport invernali nel Comprensorio risulta compromessa – rimarrebbero infatti praticabili tramite l’innevamento naturale solamente 600 metri di piste da sci, in quanto localizzati al di sopra della LAN dei 1.800 metri.

Da qui scaturisce l’idea di provare a mantenere il turismo nell’area di studio inserendo uno sport alternativo, la mountain-bike, praticabile 365 giorni l’anno e che consenta la riqualificazione e il riutilizzo delle infrastrutture e dei servizi già presenti in loco contrastandone l’abbandono turistico al quale è proiettato, da qui l’idea di nominare tale strategia CS 365.

Gli interventi che vengono proposti in CS 365, sono in funzione del trascorrere del tempo, non sono interventi ad effetto immediato e, di conseguenza, non sono impattanti sul territorio.

La strategia di progetto propone la realizzazione di piste da MTB in trail e skill park per i più piccoli, che daranno l’opportunità al comprensorio di avere attività turistica durante tutto l’anno: riqualificando i servizi e l’attrezzatura che attualmente sono già in uso e integrandoli con quanto necessario per migliorare la qualità turistica.

Gli impianti di risalita, già attualmente funzionanti, possono essere facilmente adattati all’utilizzo con la mountain-bike tramite l’installazione di un apposito gancio che permette il facile trasporto dell’attrezzatura fino in vetta.

Per poter completare e rendere compiuta la riqualificazione dell’area di progetto si è deciso di intervenire sui due rifugi abbandonati, rendendoli nuovamente fruibili al pubblico e dando così modo di integrare i servizi già esistenti.

Il ruolo di Sergio Battistini

Grazie a Sergio Battistini, Project Manager & Bike Specialist dell’azienda DOLOMEET, che con grandissimo entusiasmo e non poca pazienza ci ha fatto conoscere l’immenso mondo della Bike e ci ha trasmesso tutta la passione per lo sport della MTB e la cura per il territorio che tutto il suo staff ha adottato come filosofia aziendale.

Gaia e Gloria

Verso un miglioramento continuo: l’impegno per gli Obiettivi Agenda 2023

Nell’ambito del nostro percorso verso la sostenibilità d’impresa, abbiamo ragionato assieme ai nostri stakeholder su quali siano i temi prioritari su cui lavorare per perseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile di Agenda 2030 e in che termini possiamo incidere con le nostre azioni. In questo articolo troverete i risultati di questo dialogo.

Il fine ultimo di tali processi è sicuramente quello di diventare un esempio virtuoso nel settore e un partner ricettivo e attento nei confronti degli impatti economici, sociali ed ambientali generabili attraverso le nostre attività.

Cos’è Agenda 2030

Sottoscritta il 25 settembre del 2015 da 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, l’Agenda 2030 è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità. Essa definisce un programma d’azione articolato in 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Global Development Goals). Si tratta di goal di portata globale che, in quanto tali, richiedono un contributo da parte di tutti i settori economici al fine di mettere in campo processi di cambiamento verso modelli di business più responsabili per un futuro più equo e sostenibile.

L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

I 5 Obiettivi di Sviluppo sostenibile e il nostro impegno per il futuro

GOAL 8 LAVORO DIGNITOSO E CRESCITA ECONOMICA —> Creazione di valore e trasparenza

a) Creazione di valore economico finanziario.

Impegno per il futuro: Portare Dolomeet ad un valore economico diretto generato che superi I 2 milioni consolidando i settori della costruzione Pump Track in asfalto e Trail Building.

b) Qualità e sicurezza dei prodotti e servizi offerti.

Impegno per il futuro: Acquisire le principali certificazioni SOA dei settori di riferimento OS24 e OG3 e piena attuazione del Modello 231.

c) Coinvolgimento degli stakeholders nelle performance aziendali.

Impegno per il futuro: Dare piena attuazione al coinvolgimento degli stakeholders nella crescita aziendale e nello sviluppo di nuovi prodotti. Predisporre un piano di crescita sostenibile e di trasparenza di bilanci e performance aziendali pubblicando annualmente il report di sostenibilità.

GOAL 4 ISTRUZIONE E QUALITÀ —> Responsabilità sociale

Formazione dei collaboratori, dialogo e benessere aziendale.

Impegno per il futuro: Proseguire con l’impegno nella formazione dello staff e proporre un programma di workshop verticali bike dedicati al settore diventando stakeholder di riferimento anche per la formazione di nuovi addetti. Coinvolgere lo staff nella governance aziendale attraverso strumenti di codecisione sui temi chiave legati alla strategia di crescita.

GOAL 7 ENERGIA PULITA E ACCESSIBILE —> Climate action

Efficienza energetica e produzione da energie rinnovabili.

Impegno per il futuro: Incrementare le politiche di sostenibilità già attivate ed introdurre nuovi mezzi elettrici nel parco macchine aziendale.

GOAL 12 CONSUMO E PRODUZIONE RESPONSABILI e GOAL 13 LOTTA CONTRO IL CAMBIAMENTO CLIMATICO—> Attenzione alla performance ambientali

Innovazione sostenibile di prodotto e servizio.

Impegno per il futuro: Creare una filiera sostenibile nel riciclo delle Pump Track modulari a fine vita coinvolgendo la filiera della glebanite.


Sfoglia l’intero report di sostenibilità elaborato con la consulenza di Linfa Consulting.

Bonus colonnine per imprese e professionisti

Sei un’impresa o un professionista? Hai recentemente acquistato una colonnina di ricarica per veicoli elettrici? Da domani puoi richiedere un contributo: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica infatti ti finanzia la spesa con il Bonus colonnine per imprese e professionisti.

Cosa e quanto viene finanziato

Il Bonus Colonnine per imprese e professionisti sostiene l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici da parte di imprese e professionisti, per un importo pari al 40% delle spese ammissibili.

Le risorse disponibili sono pari a 87,5 milioni e sono così ripartite:

  • 70 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di valore complessivo inferiore a 375.000 euro da parte di imprese;
  • 8,75 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di valore complessivo pari o superiore a 375.000 euro da parte di imprese;
  • 8,75 milioni di euro per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica da parte di professionisti.

Quali sono le spese ammissibili

Si tratta di un contributo in conto capitale che per le spese destinate all’acquisto e alla messa in opera di infrastrutture di ricarica, comprese quelle per l’installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio, si considerano i seguenti costi specifici massimi ammissibili:

  • infrastrutture di ricarica in corrente alternata di potenza da 7,4 kW a 22kW inclusi:
    • wallbox con un solo punto di ricarica: 2.500 € per singolo dispositivo;
    • colonnine con due punti di ricarica: 8.000 € per singola colonnina.
  • infrastrutture di ricarica in corrente continua:
    • fino a 50 kW: 1000 €/kW
    • oltre 50 kW: 50.000 € per singola colonnina;
    • oltre 100 kW: 75.000 € per singola colonnina.

Sono altresì ammesse le spese per:

  • costi per la connessione alla rete elettrica così come identificati dal preventivo per la connessione rilasciato dal gestore di rete, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e messa in opera delle infrastrutture di ricarica;
  • spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, nel limite massimo del 10% del costo totale ammissibile per la fornitura e messa in opera delle infrastrutture di ricarica,

Chi può fare domanda

  • imprese con sede in Italia in possesso di specifici requisiti consultabili qui
  • professionisti che presentano un volume d’affari non inferiore al valore della infrastruttura di ricarica. Per i professionisti che applicano il regime forfettario, il valore dell’infrastruttura di ricarica non può essere superiore a 20.000,00 euro.

Come fare domanda

L’invio delle domande online da parte di imprese e professionisti dev’essere effettuato sul sito di Invitalia, a partire dal 10 novembre 2023 e fino al 30 novembre 2023, tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 17.00.

Sintesi dei principali documenti da presentare

  • modulo domanda
  • copia delle fatture e evidenza del pagamento effettuato
  • dichiarazione di conformità
  • relazione tecnica finale
  • modulo localizzazione intervento

Analisi LCA | Evolve pump track

Il Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia che valuta l’impronta ambientale di un prodotto o di un servizio lungo il suo intero ciclo di vita. Dolomeet nel 2023 ha avviato un processo d’analisi LCA delle pump track modulari in materiale composito. In particolare, è stata oggetto di studio il prodotto EVOLVE® realizzata per Dolomeet da Marchi S.r.l., azienda specializzata nella lavorazione industriale della vetroresina dal 1980. Si tratta di una pump track a moduli in materiale di derivazione nautica che si presenta leggera, duratura e altamente resistente.

Analisi dell’impronta ambientale del prodotto

Lo studio, elaborato in conformità agli standard ISO 14040-14044 e alle Regole di Categoria di Prodotto (PCR), ha lo scopo di implementare un sistema riconosciuto a livello internazionale per la misurazione dell’impatto ambientale dei modelli pump track EVOLVE®.
Sottoposto a validazione di parte terza attraverso un processo di critical review, volto a verificare la coerenza dei metodi utilizzati per l’elaborazione dello studio con le norme di riferimento, ha consentito all’azienda di avere gli elementi necessari per l’elaborazione di una strategia interna volta al miglioramento continuo delle performance ambientali dei suoi prodotti.
L’analisi LCA effettuata si è configurata di tipo from cradle to gate, dalla culla al cancello: dalla fase di estrazione delle materie prime fino all’uscita dallo stabilimento di produzione ed installazione dal cliente, considerando anche le forniture europee ed extra-europee.

Le fasi del processo di misurazione possono essere così sintetizzate:

  1. identificazione del processo produttivo della pump track modulare, dei materiali e dell’energia;
  2. definizione del perimetro di analisi e dell’unità funzionale di misura;
  1. redazione dell’inventario dei materiali (Life Cycle Inventory);
  2. raccolta ed elaborazione dei dati
    inerenti alle fasi di estrazione e approvvigionamento delle materie prime, al loro trasporto al sito di produzione e, infine, alle attività di produzione dei moduli della pump track;
  3. redazione del report tecnico e validazione di parte terza.

Le categorie e sottocategorie d’impatto considerate sono le seguenti:

  1. acidificazione potenziale;
  2. potenziale sul cambiamento climatico;
  3. potenziale impoverimento delle risorse energetiche;
  4. eutrofizzazione;
  5. potenziale impoverimento delle risorse materiali;
  6. potenziale impoverimento dello strato di ozono;
  7. formazione di ossidanti fotochimici;
  8. consumo idrico e potenziale deprivazione dell’utente.

Risultati ottenuti

Considerando i diversi modelli di pump track EVOLVE®, a seconda del volume presentano:

  • emissioni di CO2 da 4.461 kg ai 17.514 kg;
  • utilizzo di energia da fonti fossili da 74.840 MJ a 293.824 MJ;
  • consumo idrico da 2.120 m3 per il modello base a 8.324 m3 per il modello più complesso.

I risultati dell’impronta ambientale dei modelli pump track sono stati rapportati allo sviluppo lineare e al peso del prodotto, creando per l’indicatore cambiamento climatico un fattore di caratterizzazione in base al metro lineare di pump track ed in base al kg di pump track.

Questo calcolo ha permesso di rappresentare l’efficienza del design dei modelli progettati dall’azienda, che vede in testa per maggior efficienza i tracciati Exagon, Elegance, Essential, Emirates ed Extasy.
In generale, è emerso come ai modelli più complessi, caratterizzati da maggior lunghezza e numero di curve, sia correlato un minor impatto ambientale rapportato allo sviluppo lineare.

KG di CO2 equivalenti per ogni modello di Pump Track


Lo studio è stato effettuato in occasione del percorso di Dolomeet verso la sostenibilità d’impresa condotto da Linfa Consulting.

Comuni in bici: aperte le adesioni per il comitato di Anci

Con delibera del 30 gennaio 2023, ANCI ha costituito il Comitato Comuni in bici al fine di creare una rete di Comuni particolarmente attivi nell’ambito della mobilità ciclabile e degli eventi sportivi ciclistici: da oggi sono aperte le iscrizioni.

Il Comitato

Comuni in bici è nato su proposta del vicepresidente vicario e delegato per lo Sport, Salute e Politiche giovanili, Roberto Pella. Costituito da ANCI, il Comitato intende creare una rete di Comuni particolarmente attivi nell’ambito della mobilità ciclabile e degli eventi sportivi ciclistici, agonistici e non, promotori di politiche pubbliche a supporto dello sviluppo della cultura e della storia della bicicletta, dello sport, dell’educazione, del turismo sostenibile e sportivo, dell’economia green e innovazione digitale.

Lo scopo

Il Comitato si propone di sostenere, valorizzare e tutelare il patrimonio ciclistico italiano presente nei diversi territori attraverso la promozione di progetti e iniziative di divulgazione, di sviluppo e valorizzazione della pratica sportiva e di difesa della salute per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:

  • promuovere e realizzare sui territori azioni intersettoriali volte a potenziare le infrastrutture di mobilità dolce e a sviluppare il cicloturismo e la cultura della bici, rafforzando politiche di rigenerazione e sicurezza urbane;
  • promuovere l’adesione a eventi e realizzare iniziative in tema atte a perseguire una migliore qualità della vita per i cittadini, contrastando e prevenendo fenomeni quali sedentarietà e inattività fisica;
  • integrare piani e progetti in essere con azioni finalizzate alla formazione e alle opportunità di occupabilità dei giovani;
  • sostenere la partecipazione dei territori a progetti finalizzati a una maggiore inclusione sociale;
  • valorizzare best practice e politiche di mobilità e sviluppo sostenibile;
  • contribuire all’organizzazione e alla divulgazione di percorsi formativi coerenti con gli scopi del Comitato, rivolti in particolar modo all’ambito scolastico e con il coinvolgimento delle università;
  • ricercare partenariati interistituzionali finalizzati al potenziamento e allo sviluppo della rete.

Chi può partecipare

Al Comitato potranno partecipare tutti i Sindaci di Comuni che ne condividano le finalità e che abbiano almeno uno dei seguenti requisiti:

  • siano o siano state sedi di tappa Giro d’Italia, di gare ciclistiche di carattere provinciale, regionale, nazionale, di musei dello sport;
  • abbiano realizzato sistemi di mobilità intermodale o percorsi ciclabili o ciclovie, Comunali o intercomunali, aree attrezzate bike-friendly;
  • abbiano avviato politiche culturali legate alla bici.

Come aderire

I Comuni interessati a far del Comitato Comuni in bici di ANCI possono mandare la propria adesione indicando il requisito in possesso all’indirizzo e-mail: areaistruzionesport@anci.it 

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Perchè Evolve pump track è più duratura rispetto alle altre pump modulari

Nell’ambito del percorso di sostenibilità intrapreso di recente da Dolomeet, è stata analizzata anche la durabilità dei suoi prodotti ed in particolare delle Evolve Pump track. Dall’analisi è emerso come effettivamente le pump track marchiate EVOLVE®, costituite da un composito di lana di vetro e resina di poliestere abbiano una durata maggiore rispetto alle altre due comuni tipologie di pumptrack modulari (costruite in cemento o legno).

Il metodo

L’analisi si è sviluppata partendo da un confronto delle proprietà meccaniche dei materiali passando poi a quelle fisiche, valutandone le performance secondo:

  • il modulo di Young, che misura l’elasticità del materiale;
  • la tensione di snervamento, che indica il livello di deformazione del materiale;
  • il carico di rottura;
  • la resistenza alla frattura.

I risultati

Dall’analisi emerge come i materiali utilizzati per la produzione della pump track EVOLVE®, in quanto rigidi, siano più plastici che elastici: ciò comporta l’irreversibilità di eventuali deformazioni.

Tuttavia, una struttura rigida e stabile che contrasti le forze applicate è caratteristica che si rende necessaria, in quanto consente all’utilizzatore di avere una maggior sensibilità di guida e di raggiungere la velocità necessaria.

Proprietà meccaniche

In particolare sono state osservate le proprietà che riflettono la robustezza dei materiali presi in considerazione: composito e legno sono materiali con buone performance relativamente a snervamento, capacità di carico e tenacità. Nello specifico il composito presenta un’elevata capacità di assorbire le forze applicate: caratteristiche che supportano le scelte attuate nella selezione dei materiali utilizzati per EVOLVE®, che si presenta quindi come un prodotto leggero ma molto resistente, in grado di assorbire e distribuire il peso in movimento applicato in maniera particolarmente efficiente.

Confronto delle proprietà meccaniche dei materiali comunemente utilizzati per le pump track

Proprietà fisiche

Per quanto riguarda invece la resistenza all’usura, è stata valutata la resistenza del prodotto ad azioni meccaniche che possono asportare materiale dalla superficie durante l’utilizzo, causando ad esempio abrasioni e scalfitture. Su una scala da 1 a 10 i materiali considerati risultano avere una resistenza media all’usura dove cemento e composito hanno performance migliori rispetto al legno.
La resistenza agli elementi invece, tiene conto dell’esposizione dei materiali a raggi UV, acqua salata, acqua dolce e della loro infiammabilità. Sotto questi aspetti il legno è ancora il materiale meno indicato, mentre le prestazioni del cemento sono ottime rispetto agli aspetti ambientali considerati. Il composito è secondo al cemento di poco, solo per la sua infiammabilità lievemente maggiore.
Nel complesso, le caratteristiche meccaniche del composito lo rendono il materiale da privilegiare in termini di durata e resistenza per la realizzazione delle pump track modulari .

Confronto delle proprietà fisiche dei materiali comunemente utilizzati per le pump track

Il nostro percorso verso la sostenibilità d’impresa

Di recente Dolomeet ha avviato, attraverso il supporto di un’azienda di consulenza, un percorso verso la sostenibilità d’impresa. Un iter composto da: analisi delle tematiche aziendali ricoperte dal framework ESG e analisi della performance ambientale del prodotto Evolve Pump Track.

Entrambe le indagini sono state condotte con l’assistenza tecnico-metodologica di Linfa Consulting, società di consulenza che elabora e realizza percorsi di sviluppo sostenibile per imprese, enti locali ed organizzazioni di diversa natura con sede in Trentino.

Dello studio di ciclo di vita LCA, una valutazione che viene verificata e convalidata da un organismo indipendente che garantisce la credibilità e veridicità delle informazioni condotta sulla pump track modulare, ve ne parleremo in un secondo momento. Ora vogliamo concentrarci sul percorso di analisi di sostenibilità aziendale finalizzato all’elaborazione di una strategia per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenza 2030.

Il percorso

La consulenza si è concretizzata in un attività di analisi e misurazione degli indicatori aziendali di sostenibilità di Dolomeet al fine di far emergere punti di forza, di debolezza, opportunità e minacce per l’azienda. Un’attività propedeutica all’elaborazione di una strategia ed un piano di miglioramento per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e una crescita durevole per sé e gli stakeholder.

L’attività si è svolta tenendo in considerazione sia il contesto in cui opera Dolomeet, sia il contesto internazionale di riferimento per la sostenibilità in ambito d’impresa. Le principali fasi di lavoro sono state le seguenti:

  • Analisi, stakeholder engagement, piano di sostenibilità secondo i fattori ESG.
  • Analisi LCA “culla-cancello”
  • Coaching sulla comunicazione e sensibilizzazione degli stakeholder

Il perimetro di rendicontazione si riferisce alle attività svolte presso la sede di Malè (TN) nel periodo intercorso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022.

Attività svolte

Guardando in particolare alla prima fase di lavoro riguardante la redazione di un piano di sostenibilità secondo i fattori ESG, sono stati approfonditi i temi esposti nella UNI/PdR 134:2022, ovvero Rating di sostenibilità per imprese di minori dimensioni, portando a termine le seguenti attività:

  • Gap Analysis, secondo le linee guida GRI (Global Reporting Initiative);
  • Analisi della documentazione aziendale utile a comprendere l’attività aziendale ed il contesto di riferimento;
  • Selezione e misurazione di alcuni indicatori e KPI chiave;
  • Stakeholder engagement attraverso la somministrazione di questionari e/o interviste di profondità rivolte ad un numero selezionato di stakeholder individuati tra i fornitori, clienti e partner.

I risultati

In seguito alle analisi sopra citate è stata definita una strategia di sostenibilità ed un piano per il miglioramento continuo, correlati con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In particolare è stata rielaborata la vision aziendale in linea con il percorso di sostenibilità d’impresa ed è stato redatto un piano basato sui temi rilevanti che mette in luce le attività svolte da Dolomeet s.r.l. e gli impegni per il futuro per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030.

La sostenibilità di Dolomeet in numeri (2022)

  • oltre 1 MILIONE, il valore economico diretto distribuito agli stakeholders
  • oltre 150 MILA € di investimenti in ricerca e sviluppo
  • 50% di fornitori provenienti dal Trentino-Alto Adige
  • 81,81 GJ di energia proveniente da fonti rinnovabili sul totale di 181,79 GJ consumati
  • 31,34 anni, l’età media del personale dipendente
  • 182 Zeus Charging Station installate (triennio 2020/2022)
  • 208 ore di formazione erogate (triennio 2020/2022)

L’esito di questa nostra prima fase di avvio verso un percorso di sostenibilità lo trovate qui. Seguiranno approfondimenti sui vari temi.