Novembre, il mese delle pump track: inaugurate 3 piste in giro per l’Italia

Novembre per noi è ufficialmente diventato il mese delle pump track: in poche settimane sono state completate e inaugurate ben 3 piste in diversi comuni del centro-nord Italia.

Grazie anche alla collaborazione con i colleghi di Trail Zone, specializzati in trail building e nella costruzione di pump track, l’autunno di Dolomeet è stato ricco di soddisfazioni. Sono state 3 le pumptrack progettate, realizzate e inaugurate durante il mese di Novembre 2022.

Monterotondo Marittimo

Inserita in un contesto di particolare pregio, la pump track di Monterotondo Marittimo, i cui lavori erano già stati terminati nel mese di maggio 2022, è stata inaugurata il 5 novembre 2022 al completamento del Trail Center. La pista, avvolta dalle colline toscane, sorge poco fuori dal centro storico del paese, all’interno di un progetto di riqualificazione dell’areacomposto da:

  • pump track (progettazione: Dolomeet Srl, realizzazione: Trail Zone)
  • bike center (progettazione e realizzazione: Dolomeet Srl, gestione: BikeGarage&more)
  • trails (realizzazione: Tasso Trail Solutions)

Corno di Rosazzo

La seconda ad essere completata è stata la pump track nel Comune di Corno di Rosazzo, collocata in Via dei Pini, nell’area sportiva del Comune. La pista, intitolata al pioniere del ciclismo Dino Granzotto, è stata inaugurata il 12 novembre in presenza dell’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e del sindaco Daniele Moschioni.

Ozzano dell’Emilia

Ultima della lista per questo Novembre super carico, la pump track a due passi da Bologna. Inaugurata pochi giorni fa nel parco di Villa Maccaferri, la pista commissionata dal Comune di Ozzano dell’Emilia è stata realizzata grazie al co-finanziamento della Regione Emilia-Romagna per interventi di sviluppo e qualificazione di spazi di aggregazione giovanili (L.R 14/2008) e rientra negli investimenti previsti nell’ambito del progetto “Ti seguo a ruota” pensato per favorire la creazione di nuovi spazi aggregativi per i giovani e per la pratica sportiva di giovani appassionati di mountain bike, skateboard, roller e monopattini.

le prime prove durante l’inaugurazione

Esplora la mappa e scopri tutte le pump track di Dolomeet costruite in Italia!

Come costruire una pump track

Chi di voi non vorrebbe una pump track nel proprio giardino? Scopriamo assieme come costruirla in modo corretto! Se nel precedente articolo vi avevamo dato qualche suggerimento pratico per trovare le soluzioni migliori in termini di materiali e resistenza, oggi entriamo nel concreto e capiamo davvero come costruire una pump track in asfalto.

Progettazione

La realizzazione di una Pump track di qualità, sicura e che sia duratura nel tempo richiede necessariamente particolari abilità tecniche e specialistiche, per questo il nostro consiglio è quello di affidarsi sempre ad esperti del settore in fase di pianificazione e progettazione.

Una volta individuata l’area, definito il layout e ottenuto le varie autorizzazioni a costruire si può passare alla parte pratica.

Costruzione

Preparazione dell’area

Per prima cosa è necessario delimitare e mettere in sicurezza l’area soggetta ad interventi, così come previsto dagli obblighi di legge. Da qui comincia la prima fase di preparazione del percorso:

  • pulizia del terreno: asportazione dello strato superficiale ricco di propaguli (terra vegetale), separazione dei materiali e creazione dell’area di lavoro.
  • livellazione del terreno tramite movimento terra al fine di ottenere un piano stabile che non abbia pendenze rilevanti;

Tracciatura

Arriva poi il momento del pump track designer, che traccia sul campo per mezzo di strumento GIS le linee della Pump track. In questo modo si definiscono gli ingombri e si individuano le zone dove si dovrà intervenire con mezzi meccanici per l’apporto di materiale.

Posa dei drenaggi

Prima di portare il materiale è importante definire le modalità di drenaggio: la pianificazione del regolare deflusso dell’acqua è un punto focale dell’intera opera in quanto consente alla Pump track di mantenersi nel tempo evitando punti di accumulo, zone fangose e pozze varie.

Si passa quindi alla predisposizione dei drenaggi realizzati per mezzo di pozzi di drenaggio a dispersione e, qualora necessario, per mezzo di tubi e pozzetti collegati alle tubazioni di scarico della rete delle acque bianche.

Apporto materiale

Inizia in questa fase l’apporto e il posizionamento del materiale necessario alla creazione del percorso. Tutti i movimenti terra, gli interventi di compattazione e i lavori di rifinitura sono da effettuarsi con mezzi idonei e secondo modalità specifiche in base alle diverse necessità, seguendo le indicazioni del tecnico specializzato. 

Strato superficiale

Prima di procedere alla posa dell’asfalto è necessario procedere alla finitura dello strato superficiale con controllo degli angoli e finalizzazione del fondo. Posa in opera di vari strati di inerte e di materiale stabilizzato per la creazione delle curve e delle gobbe, per mezzo di idonei strumenti di compattazione.

Posa del conglomerato bituminoso

Posa di conglomerato bituminoso sull’area della Pump track. 

Interventi di finitura

Una volta che saranno state affrontate tutte le fasi sopra descritte andrà delineata la segnaletica orizzontale, quali strisce sugli esterni delle paraboliche ed in altri punti specifici, al fine di rendere il percorso più piacevole, sicuro e di più facile percorribilità (soprattutto ad alta velocità). 

importante poi prevedere ulteriori ed eventuali opere di finitura quali riposizionamento della terra vegetale, semina del verde, segnaletica verticale ed altre opere.

I nostri trail builder di fiducia

Insomma, tutti possono costruire una pump track, ma non tutti lo sanno fare bene ed in modo corretto! A chi ci affidiamo noi? Ai nostri colleghi di Trail Zone, con ampia esperienza nel settore del trail building e della costruzione di pump track!

Le nostre realizzazioni

Con loro ci siamo mossi in tutt’Italia e abbiamo dato vita a percorsi davvero super, ecco quale esempio.

UCI Mobility & Bike City Forum 2022

L’UCI Mobility & Bike City Forum 2022, conferenza annuale dedicata alla promozione della mobilità sostenibile, è alle porte! A partire da domani Glasgow si colorerà delle sfumature dell’Unione Ciclistica Internazionale e per 2 giorni ospiterà i massimi esponenti del settore bike.

Organizzato in partenrship con l’università di Strathclyde, gli incontri si terranno presso il Technology and Innovation Centre dell’ateneo. A collaborare all’evento anche Glasgow Life, ente benefico con lo scopo di incentivare cittadini e visitatori a diventare parte attiva della città, in costante sviluppo in termini di cultura e sport.

Edizione 2022

Il tema di quest’anno? “Shaping the future of active mobility“. L’evento farà dialogare il settore dei trasporti con la comunità ciclistica, attraverso la guida di esperti di settore e rappresentanti delle di federazioni nazionali e internazionali durante un ricco programma di eventi. Si comincia la mattina di giovedì 27 ottobre e si termina nel pomeriggio del giorno seguente: interventi, lezioni e workshop di ogni genere animeranno le 2 giornate. Qui è disponibile il programma in versione ridotta, ma per i più curiosi sono disponibili anche tutti i dettagli, proprio qui.

La città di Glasgow

We are delighted to organise the fourth edition of the UCI Mobility and Bike City Forum in Glasgow. This is particularly fitting, as in less than 18 months’ time our inaugural 2023 UCI Cycling World Championships will be held in the city and across Scotland. Glasgow received the UCI Bike City Label in 2019 in recognition of its plans and actions to truly embed cycling into the lives of the city’s population. As well as providing an opportunity to exchange ideas, the Forum will enable participants to see first-hand some of the city’s initiatives as part of its active transport agenda.

PresidentE dell’UCI, David Lappartient

Con il suo programma di eventi internazionali, con il suo ambizioso obiettivo di raggiungere la carbon neutrality entro il 2030 e con le sue strategie e piani per la mobilità sostenibile, Glasgow rappresenta la città ideale per ospitare l’UCI mobility & bike forum 2022.

L’intervento di Dolomeet

Come già successo nelle passate edizioni, anche noi di Dolomeet ci siamo ritagliati il nostro piccolo spazio all’interno del programma. In occasione del workshop dedicato alle UCI Bike City & Region, interverremo come rappresentanti della Val di Sole, nominata lo scorso anno UCI Bike Region.

Vacanze sulla neve: quanto costa lo skipass nella stagione 2022/2023?

Quella del 2022/2023 si prospetta una stagione sciistica difficile, con costi esplosi dai pernottamenti, alla ristorazione, dai materiali fino agi skipass: scopriamo assieme quanto costa sciare dopo i rincari.

Il caro energia «impedirà a una fetta sempre più ampia di italiani di godere di qualche giorno sulla neve e trasformerà la settimana bianca in un lusso riservato ai ricchi».

È l’allarme lanciato da Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, che stima una crescita tra il +15% e il +18% dei costi per una settimana bianca rispetto alla scorsa stagione. Impianti sciistici, strutture ricettive, bar e ristoranti, per riuscire a portare avanti l’attività e sostenere costi di luce e gas sempre più proibitivi, sono infatti stati costretti ad aumentare prezzi e tariffe, scaricando così sui consumatori finali il conto della crisi energetica.

Trasporti esclusi, si calcola una spesa media procapite tra i 1.400 e i 1.600 euro, ma vediamo le singole voci nel dettaglio, a cominciare dallo Skipass, una delle componenti più incisive.

Skipass 2022/2023: quanto costa?

Il caro bollette fa aumentare lo skipass anche oltre il 13%. Ad aprile si parlava di un +6%, a maggio +8% per arrivare al +10% in funzione della congiuntura internazionale e le possibili reazioni della clientela.

Aumento in parte mitigato dallo sconto (-5%) offerto a chi acquista online i pass.

Costi skipass giornalieri in alta stagione

2021/20222022/2023Aumento percentuale
Dolomiti SuperSki64 €74 €10,4 %
Bormio46 €52 €13,0 %
Livigno52 €59 €13,5 %
Courmayeur56 €61 €8,9 %
Cervinia53 €57 €7,5 %
La Thuile47 €51 €8,5 %

Costi abbonamenti stagionali

2021/20222022/2023Aumento percentuale
Dolomiti SuperSki870 €890 €2,3 %
Bormio775 €825 €6,5 %
Livigno787 €880 €11,8 %
Valle d’Aosta1.180 €1.286 €9 %

Siamo nel pieno di un ciclo di turbolenze scandite dall’inflazione, dai costi delle materie prime e delle bollette energetiche. Il Consorzio ha messo a punto la propria offerta per una stagione che inizierà alla fine di novembre e chiuderà ad aprile quando termina la stagione.

Marco Pappalardo, direttore marketing di Dolomiti Superski

Un percorso ad ostacoli perché nessuno può sapere i prezzi dell’energia il 24 dicembre o il 15 febbraio. Per questo Dolomiti Superski si riserva l’opportunità di rivedere i costi dei pass.

C’è chi ha già deciso di non aprire

Purtroppo non tutti i compensori sciistici sono in grado però di sostenere tutti i rincari previsi, e c’è chi ha già scelto di chiudere. È quello della Panarotta in Trentino il primo comprensorio sciistico italiano ad aver annunciato che quest’inverno non metterà in moto gli impianti di risalita. Tanti altri stanno cercando di capire quali soluzioni trovare ma soprattutto come poter sopravvivere al caro-energia.

Da oggi fino all’apertura delle piste si solleverà infatti il grido di dolore dei piccoli comprensori che avranno il dubbio se convenga loro tenere gli impianti chiusi (e distruggere così il circolo virtuoso della filiera della montagna su cui si innestano anche le attività di albergatori, ristoratori, noleggiatori e del commercio in genere) piuttosto che aprirli, correndo il rischio di non riuscire a coprire costi altissimi. 

Il buon andamento della stagione turistica rischia di essere vanificato dall’aumento dei costi dell’energia. Credo sia estremamente urgente un intervento per attenuare l’impatto dell’aumento dei costi energetici sui bilanci degli operatori del turismo. Mi auguro che una decisione in tal senso possa arrivare in un prossimo consiglio dei Ministri.

Massimo GARAVAGLIA, ministro turismo uscente

Chi invece mantiene i prezzi invariati

Ma mentre il rincaro energetico rischia di obbligare alcuni comprensori sciistici a tenere chiusi gli impianti di risalita, con effetti drammatici sul settore già limitato nelle passate stagioni dalle restrizioni per il Covid, c’è chi ha deciso di scommettere sul ritorno del turismo. Nei sei comprensori del Friuli Venezia Giulia, per esempio, è stato deciso di non aggiornare i prezzi e, quindi, il giornaliero continuerà a costare 39,50 euro per tutta la stagione. Anche il comprensorio del Monterosa, a cavallo tra Valle d’Aosta e Piemonte, ha deciso di non toccare il prezzo dello skipass giornaliero.

Gli altri rincari

Per stimare in modo più veritiero quanto costa una settimana bianca nella stagione 2022/2023 non dobbiamo tenere in considerazione solo il prezzo degli skipass. Il caro energia non andrà però ad incidere solamente sulle decisioni degli impiantisti, ma anche strutture ricettive, tour operator, scuole sci e servizi connessi applicheranno dei rincari. Si stima una crescita media dei costi intorno almeno al +15% se si calcolano anche noleggi, apres-ski, ristorazione e costi di viaggio come benzina e autostrada.

Le aziende dell’ospitalità

Analizzando i prezzi delle piattaforme di prenotazione online, si registrano aumenti dei costi per il soggiorno compresi tra il 10% e il 20%. E allora nel periodo di alta stagione, prenotando a ottobre per 7 notti, dal 30 dicembre al 6 gennaio, a Cortina d’Ampezzo in camera doppia si spende da un minimo di 2.200 euro circa a un massimo di 14.170 euro; un po’ meno a Ortisei dove la camera per la settimana bianca costa da 1.600 euro a 6.800 euro . A Courmayeur la spesa parte da un minimo di 1.750 euro circa a un massimo di 9.871 euro. Prezzi altissimi anche a Livigno: tra 1.650 euro e 15.500 euro per un soggiorno di 7 notti in alta stagione. In val d’Aosta, nelle tre mete analizzate si spendono tra 1.540 e 9.871 euro.

La situazione per il nostro settore è drammatica e non possiamo permetterci di aspettare il 2024. Serve un intervento subito per il governo che si andrà ad insediare, ma anche per quello ancora in carica: trovare una soluzione per il costo dell’energia deve essere una assoluta priorità. Ci deve essere un intervento come per il Covid.

Bernabò Bocca, presidente federalberghi

Il valore del ciclismo in Italia: analisi di Banca Ifis

È proprio nella settimana di punta del ciclismo italiano che Banca Ifis pubblica il suo rapporto sul valore del ciclismo italiano, soffermandosi su produzione, tesseramento e con un focus particolare sulle competizioni ciclistiche in Italia, come il Giro di Lombardia che da solo genera quasi 50 milioni di euro.

Ciclismo, Italia leader nella produzione e nella valorizzazione delle corse sportive – Il caso ‘Giro di Lombardia’” questo il titolo dell’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Banca Ifis nell’ambito dell’Osservatorio sullo Sport System Italiano, il progetto di ricerca dell’Istituto specializzato nei prodotti e servizi per le piccole e medie imprese, che ha l’obiettivo di fotografare il valore economico e sociale dello Sport System del nostro Paese.

Official partner della competizione amatoriale Il Lombardia, Banca Ifis sostiene che il ciclismo in Italia non è solo passione, ma anche economia con 1,5 mld di euro di ricavi per le imprese di biciclette e componentistica. E tutto questo lo fa in una settimana clou del ciclismo Italiano: il saluto al professionismo di Vincenzo Nibali, il record dell’ora di Filippo Ganna e il primo mondiale gravel a Vicenza.

Gli appassionati

4 milioni i praticanti di ciclismo in Italia tra amatori e professionisti, ben 10,7 milioni quelli che si dichiarano appassionati, il che equivale al 21% della popolazione nazionale maggiorene. A confermarlo anche i numeri della Federazione Ciclistica Italiana che entra nel piccolo gruppo (solo 3) delle grandi Federazioni sportive con trend positivo in termini di iscritti durante l’ultimo triennio (assieme a Nuoto e Atletica). Parliamo di più di 70mila tesserati (+13% nel corso del 2021) di cui il 10% femminile, percentuale in costante aumento: dal 2017 ad oggi il numero delle tesserate è cresciuto a doppia circa, in rialzo dell’11%.

La tradizione lombarda

Interessante notare che ben il 20% dei tesserati provengono dalla Lombardia, una Regione che per numero di praticanti, società sportive e prestigio delle competizioni che ospita stacca di diverse lunghezze tutte le altre. Qui si registrano 6 società ogni 100.000 abitanti che va a posizionare la regione al primo posto nazionale in termini di società sportive affiliate alla FCI.

Paola Pezzo | Brenzone sul Garda | @Marco Gober

Ma qual è il profilo dell’appasionato di ciclismo italiano?

Secondo Banca Ifis si interessa particolarmente a temi come sostenibilità e natura:

  • l’87% è impegnato sul fronte del riciclo
  • il 71% è d’accordo sull’utilizzare il meno possibile l’auto
  • il 54% è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili
  • il 72% pratica turismo attivo, svolgendo attività fisica durante le proprie vacanze
  • il 60% sceglie mete in base alla bellezza naturale del paesaggio
  • il 60% è disposto a spendere di più durante le vacanze rispetto alla vita quotidiana.

La produzione

Non solo passione e vacanza per stimare il valore del ciclismo in Italia, ma anche lavoro e produzione. In Italia si registrano 610 aziende tra produttori di biciclette e componentistica, i cui ricavi formano il 29% del fatturato complessivo dei produttori di veicoli (stimato in 5,2 miliardi di euro). Si parla di un volume di quasi 1,5 miliardi di euro, con una crescita media annua stimata del 7,3% per il biennio 2022/2023.

Particolare spinta è data dal mondo dell’elettrico con una produzione in rialzo del 25% nel 2021, che ha portato ad incidere per l’11% sul totale.

Questo fermento lavorativo porta l’Italia sul tetto d’Europa: siamo i leader in termini di produzione (market share del 21%), seguiti da Germania (15%) e Portogallo (12%).

Valore economico de Il Lombardia

Ma il ciclismo è anche i grandi eventi sportivi, e Banca Ifis si concentra sul Giro di Lombardia, competizione storica che vede la sua prima edizione svolgersi nel lontano 1905 e che, non a caso, è annoverata tra le cinque Classiche Monumento del ciclismo, al pari della Milano-Sanremo, del Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi.

Un evento che vale 49 milioni di euro.

Il Lombardia | Edizione 2022

Si parla di 7,8 milioni di euro di valore indiretto, essendo la competizione un volano per l’intero territorio lombardo e i suoi percorsi naturalistici che attirano ogni anno un numero crescente di cicloturisti.

I restanti 41,4 milioni sono tutti però generati direttamente dall’evento! Una componente massiccia, che trova la sua maggiore rilevanza nella spesa degli appassionati provenienti da fuori Regione, che usufruiscono di un maggior numero di servizi:

  • 43% del valore totale destinato alla ristorazione e ai produttori di prodotti tipici del territorio
  • 26% al comparto ricettivo, con una permanenza media sul territorio di 2-3 pernottamenti
  • 20% circa allo shopping
  • 11% per i trasporti.

Assodato il fatto che le competizioni sportive non generano solo costi ma anche e soprattutto valore, scopriamo assieme come organizzare al meglio una manifestazione sportiva.

Calendario Ciclocross 2022 | 2023

Partita ieri negli Stati Uniti, la Coppa del Mondo di Ciclocross 2022 | 2023 si annuncia davvero entusiasmante anche se leggermente più ristretta in termini di tappe rispetto allo scorso anno: vediamo il calendario.

14 appuntamenti in 8 diverse nazioni, e c’è anche l’Italia con la tappa della Val di Sole. Il protagonista indiscusso rimane comunque sempre il Belgio, dove sono previsti addirittura 5 appuntamenti riconfermandosi la nazione di riferimento per il ciclocross.

Al di là della supremazia di Belgio e Olanda (dove si svolgeranno la metà degli eventi a calendario), la grande sorpesa è il ritorno della Spagna, con la tappa di Benidorn, destinazione prediletta dei belgi per i ritiri invernali. Senza dimenticarci che, nella stagione 2022-2023, ci sarà anche il primo appuntamento in Irlanda, l’11 dicembre a Dublino.

Le tappe del calendario ciclocross 2022 – 2023

  • 9 ottobre: Waterloo (USA)
  • 16 ottobre: Fayeteville (USA)
  • 23 ottobre: Tabor (CZE)
  • 30 ottobre: Maasmechelen (BEL)
  • 13 novembre: Beekse Bergen (NED)
  • 20 novembre: Overijse (BEL)
  • 27 novembre: Hulst (NED)
  • 4 dicembre: Anvers (BEL)
  • 11 dicembre: Dublin (IRL)
  • 17 dicembre: Val di Sole (ITA)
  • 26 dicembre: Gavere (BEL)
  • 8 gennaio: Zonhoven (BEL)
  • 22 gennaio: Benidorn (ESP)
  • 29 gennaio: Besancon (FRA)

L’appuntamento della Val di Sole

Anche quest’anno la Val di Sole si prepara ad accogliere, per la seconda stagione consecutiva, la Coppa del Mondo di ciclocross. L’appuntamento è sabato 17 dicembre, su un percorso interamente innevato, che già nel 2021 ha esaltato i più grandi interpreti della specialità. Durante la passata edizione le vittorie andarono al belga Wout Van Aert nella gara maschile e all’olandese Fem Van Empel al termine di un ultimo giro strepitoso che l’ha vista avere la meglio sulla connazionale Marianne Vos.

#carfreeday: la giornata mondiale senza auto

Vi ricordate quanto abbiamo apprezzato la tranquillità delle nostre città subito dopo la quarantena? Strade con poco traffico, minore inquinamento, più attenzione alla natura e il piacere e la libertà del movimento a piedi o in bici. Oggi, come tutti i 22 settembre di ogni anno, abbiamo l’occasione per tornare a godere di questi momenti durante la Giornata Mondiale senza Auto, istituita proprio con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili nelle strade e quindi il traffico e l’inquinamento. Un’iniziativa del movimento mondiale per le città senz’auto dedicata alla promozione della mobilità alternativa al fine di ridurre l’enorme impatto ambientale generato dall’uso sconsiderato dell’auto.

Un po’ di storia

La Giornata Mondiale senza Auto viene celebrata il 22 settembre di ogni anno, dopo essere diventata un programma globale promosso dalla World Carfree Network (WCN) nel 2000. 

Le primissime iniziative si registrarono in Europa, nelle città di Reykjavik (Islanda) e di Bath (Regno Unito). Lo stesso Regno Unito nel 1997 ha avviato poi la prima campagna nazionale facendolo diventare un vero e proprio evento mondiale nel 2000 attraverso il World Carfree Network (WCN) che ha pensato a questo evento non come ad una giornata isolata ed eccezionale, ma come ad un progetto più ampio per una società non più dominata dalle automobili, dove i bambini possano essere incoraggiati a giocare in sicurezza su strade senza traffico veicolare.

Di cosa si tratta

Il progetto intende allontanare le città da una società dominata dalle automobili nel tentativo di ridurre l’inquinamento e la congestione incentivando i cittadini a usufruire sempre più facilmente dei mezzi di trasporto pubblici e dei cosiddetti mezzi green, come servizi bici e monopattini in sharing.

“Questo giorno dovrebbe essere una vetrina per come le nostre città potrebbero apparire senza auto 365 giorni all’anno. L’iniziativa potrebbe fare pressione su urbanisti e politici affinché privilegino il ciclismo, la camminata e il trasporto pubblico, anziché l’automobile”.

World Carfree Network (WCN)

Come si svolge

Ogni 22 settembre, in città del tutto il mondo, vengono chiuse al traffico molte strade principali, incoraggiando i bambini a giocare in sicurezza su strade senza traffico e gli adulti ad avvicinarsi al concetto di mobilità sostenibile. Oggi aderiscono all’iniziativa circa 1.500 città di 40 paesi diversi, seguendo le linee guida offerte dal WCN su come organizzare l’evento.

Questa giornata quindi rappresenta un’occasione per lasciare l’auto a casa e spostarci a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e, magari, continuare a farlo più spesso, comprendendo che una mobilità differente è possibile.

Primabici Garelli dona 5 bici all’Ospedale Riuniti di Foggia

Da oggi la sala giochi dell’Ospedale Riuniti di Foggia ha una marcia in più grazie alla donazione di 5 bici da bambino da parte di Primabici Garelli.

Un’iniziativa solidale nata grazie al contattato tra la dott.ssa Francesca L’Abbate e Primabici, che, in occasione del suo primo anniversario ha deciso di donare cinque pezzi di Primabici Special Edition. Le balance bike sono arrivate stamattina all’ospedale, che ha scelto di metterle a disposizione dei bambini in cura presso i reparti di neuropsichiatria infantile e chirurgia pediatrica. Un piccolo gesto di solidarietà per strappare un sorriso a tutti i bambini in cura.

Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030

Il Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 (PNSS 2030) è un importante documento programmatico che intende, attraverso successivi programmi di attuazione, ridurre in modo significativo il tasso di incidentialità stradale, compreso quello dei ciclisti.

Il Piano deve dunque essere visto come uno strumento di programmazione, che, a sua volta, promuove azioni di pianificazione e implementazione di strategie di vario tipo per il miglioramento della sicurezza stradale. Lo strumento è rivolto a destinatari di diverso genere, proprietari o impegnati nella gestione di infrastrutture stradali e nella ricerca, il tutto in accordo con gli indirizzi dell’Unione Europea.

Cosa contiene il PNSS 2030

Il PNSS 2030 contiene i seguenti Documenti:

  1. Indirizzi generali e Linee guida di attuazione;
  2. Piano nazionale sicurezza stradale;
  3. Programmi di attuazione.

I pilastri

Il PNSS 2030 è composto di cinque pilastri:


  1. Gestione della sicurezza stradale;
  2. Maggiore sicurezza di strade e mobilità;
  3. Maggiore sicurezza dei veicoli;
  4. Maggiore sicurezza degli utenti della strada;
  5. Gestione della fase post-incidente.

Sicurezza stradale dei ciclisti

Nel 2018 e 2019 gli incidenti stradali con lesioni a persone sono stati circa 175 mila per anno. Nel 2019 la categoria di utenti con il maggior numero di vittime è quella dei conducenti e passeggeri di autovetture (1.411 vittime, 44%), seguita dalle due- ruote a motore (786 vittime, 25%), dai pedoni (534 vittime, 17%), dai ciclisti (253 vittime, 8%), dagli occupanti di veicoli merci, autocarri e motrici (137 vittime, 4%), dai passeggeri di autobus (5 vittime, 0,2%) e da altre modalità di trasporto che includono macchine agricole, motocarri e quadricicli (52 vittime; 1,5%).

L’obiettivo specifico del Piano Sicurezza Stradale per la categoria dei ciclisti è una riduzione del 45% delle vittime al 2030 e il dimezzamento dei feriti gravi.

I timori per la sicurezza tra i fattori più rilevanti tra quelli che limitando l’uso massivo della bicicletta, specie in città e in ambiti urbanizzati dove il traffico veicolare è più intenso. In tali contesti, le intersezioni sono molto più numerose e i comportamenti pericolosi dei conducenti dei veicoli sono più diffusi.

I ciclisti devono necessariamente essere considerati, in termini di sicurezza stradale, come categoria da tutelare. Questo ancora di più in un contesto, quale quello post pandemia, in cui i sistemi di mobilità cercheranno sempre più di favorire l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto.

Safety in numbers

Nei prossimi anni ci si attende un incremento dell’uso della bicicletta, che in una prima fase peserà inevitabilmente sui dati d’incidentalità, almeno fino al raggiungimento, di un elevato numero di utilizzatori abituali della bici tale da poter affermare il pieno compimento del principio del safety in numbers. I dati statistici mostrano infatti che la mortalità da incidenti stradali diminuisce all’aumentare della percentuale degli spostamenti su due ruote sul totale, e che il tasso di mortalità dei ciclisti è inversamente proporzionale al tasso di utilizzo della bicicletta.

Fonte: P.L. Jacobsen, “Safety in numbers: more walkers and bicyclists, safer walking and bicycling” (2015)

L’aumento dell’uso della bicicletta, perseguito come obiettivo strategico dal Piano Generale della Mobilità Ciclistica, costituisce perciò un fattore fondamentale anche per il miglioramento della sicurezza stradale dei ciclisti stessi e generale.

Infrastrutture

È importante ricordare che nel caso di ciclisti circa il 23% degli incidenti è avvenuto a intersezioni regolate da stop o precedenza, rispetto al valore del 15% riferito a tutti gli incidenti con lesioni. In questo senso si possono riepilogare alcuni degli obiettivi strategici fissati dal Piano per la sicurezza stradale 2030 a tutela dei ciclisti:

  • rendere più sicure le intersezioni per gli utilizzatori di mezzi a due ruote attraverso opportuni interventi alle intersezioni a raso;
  • attuare interventi di gestione delle velocità (zone 30 km/h, ecc.) ed enforcement nei programmi di attuazione;
  • aumentare la visibilità e la protezione dei ciclisti;
  • avviare programmi e attività di informazione per promuovere i modelli di veicoli con dotazioni più sicure in caso di impatto con ciclisti;
  • cooperare con le forze di polizia per definire una strategia comune per il controllo e la repressione dei comportamenti a rischio dei conducenti dei veicoli e dei ciclisti.

Il PNSS 2030 mira infatti ad una riqualificazione generale della sicurezza nelle strade con interventi sulle infrastrutture per le quali si stimano interventi per 14 miliardi da realizzare anche tramite il PNRR.


Attuazione del PNSS 2030

Il PNSS 2030 verrà attuato a livello nazionale attraverso Cinque Programmi di attuazione. A livello locale invece verrà realizzata attraverso tre fasi, in cui verranno articolati i cinque Programmi di attuazione, tesi a promuovere sul territorio la diffusione di interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale.

Il CIPE stima che per l’attuazione sarà necessario un fabbisogno pari a circa 1,4 miliardi di euro che però andrà verificato anche in un contesto più ampio di interventi manutentivi, volto ad accrescere il livello di sicurezza della rete viaria, nazionale e secondaria riferiti ad ulteriori finanziamenti per la sicurezza nel settore stradale e autostradale stanziati con vari provvedimenti normativi per il 2021-2030.

Piano generale della mobilità ciclistica: dal PNRR 600 milioni di investimenti per il cicloturismo

È stato pubblicato il primo Piano Generale della Mobilità Ciclistica che garantisce, attraverso i fondi del PNRR, 600 milioni di euro per lo sviluppo del cicloturismo in Italia. 

Il Piano, previsto dalla legge 2/2018 e predisposto dal Mims (Il Ministero delle Infrastrutture della mobilità sostenibile) di concerto con il Ministero del Turismo e con il via libera della conferenza unificata, prevede un finanziamento, già assegnato, pari a 943 milioni di euro, su un valore complessivo di 1,2 miliardi. Esso contiene una programmazione di lungo periodo per migliorare e potenziare i sistemi di mobilità ciclistica urbana e interurbana, in linea con le indicazioni europee. È stato elaborato grazie al dialogo costante con gli stakeholder e punta a realizzare il Sistema Nazionale della Mobilità Ciclistica (Snmc) per rendere tale modalità una componente fondamentale del sistema di mobilità sostenibile, con caratteristiche di accessibilità, impatto ambientale positivo e basso costo economico.

Obiettivi

Come si legge nel documento gli obiettivi generali si possono riassumere in: 

  • consolidare la rete infrastrutturale ciclabile in ambito urbano e metropolitano
  • promuovere, incentivare e sviluppare la mobilità ciclistica in ambito urbano e metropolitano.
  • accrescere l’accessibilità ciclabile sicura negli ambiti urbani e metropolitani

Gli interventi

Il Piano illustra gli interventi in ambito urbano, metropolitano ed extraurbano (provinciale o intercomunale, regionale, nazionale ed europeo) per il cui sviluppo il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) destina 600 milioni di euro.

Aumento della sicurezza dei ciclisti, miglioramento della segnaletica, creazione di uno spazio condiviso tra i diversi utenti della strada sono i capisaldi del Piano, insieme alla creazione di percorsi ciclabili nei centri urbani e a livello extraurbano anche per promuovere lo sviluppo turistico dei territori.

600 milioni per il cicloturismo dal PNRR

All’interno del Piano sono previsti interventi che promuovono lo sviluppo turistico dei territori, in particolare:

  • per le ciclovie turistiche il Pnrr prevede 400 milioni di investimenti negli anni 2022-2026 per realizzare almeno 1.235 di chilometri aggiuntivi ed effettuare opere di manutenzione straordinaria sulla rete esistente.
  • per le ciclovie urbane il Pnrr stanzia 200 milioni di euro per la realizzazione, entro giugno 2026, di 565 chilometri di percorso in ambito urbano e per rafforzare i collegamenti tra le stazioni ferroviarie e le università. 

Altri interventi

Le iniziative presenti sono anche orientate a favorire l’uso del digitale ormai importante per il ciclista che percorre le ciclovie urbane e turistiche.

Sono infine presenti interventi per l’aumento della sicurezza dei ciclo-amatori e per il miglioramento della segnaletica stradale.

L’importanza del cicloturismo

Il Cicloturismo rappresenta senza dubbio un segmento turistico in crescita e può certamente contribuire allo sviluppo di un turismo sostenibile. È un “veicolo” per cogliere la bellezza dei territori nelle loro sfumature, per vivere a stretto contatto con la natura.  All’aria aperta, in un susseguirsi di sensazioni. Un turismo definito lento, a volte faticoso, di certo appagante. Un binomio bici e turismo che richiama sempre più nuovi cicloturisti.

Gli interventi sopra descritti rientrano infatti nelle linee di azione del governo volte a promuovere lo sviluppo di un turismo sempre più sostenibile e a favorire la crescita di un settore, quello del cicloturismo, che può dare un forte impulso alla crescita del Paese. Non a caso, è previsto che ministero per la Mobilità Sostenibile e quello del Turismo elaborino un’azione di concerto per raggiungere l’obbiettivo.

La commissione

A testimonianza dell’impegno del Ministero a sostegno dello sviluppo del cicloturismo in Italia, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ha firmato il decreto di istituzione della commissione di studio per il cicloturismo per l’esame e l’elaborazione di iniziative finalizzate all’implementazione del cicloturismo in Italia composto da esperti di alto rilievo: Gianluca Santilli (coordinatore), Ludovica Casellati, Riccardo Capecchi, Andrea Abodi e Andrea Noe’.