O MEGLIO O NIENTE: come si vince la mediocrità e si raggiunge l’eccellenza

25/04/2020

Può una azienda, buona ma nella media, diventare una grande azienda? Se si, come? O meglio o niente è una piccola ricetta fatta di analisi scientifiche a caratura universitaria per provare a vincere veramente la mediocrità e raggiungere l’eccellenza.

Ma quali caratteristiche permettono di uscire dalla mediocrità?

Il libro si apre con una provocazione, una sorta di pulce nell’orecchio posto all’autore da un manager nel corso di una cena ovvero che “le società veramente eccellenti, in gran parte, sono sempre state eccellenti. E la grande maggioranza delle buone imprese rimangono solo tali, buone ma non eccellenti.”

Questo principio, che li per li gettava ombre sugli studi fino a quel momento condotti dallo stesso Collins, fu lo stimolo per avviare una ricerca ad ampio spettro e che coinvolse società del calibro di Abbott, Circuit City, Fannie Mae, Gillette, Kimberly-Clark, Kroger, Nucor, Philip Morris, Pitney Bowes, Walgreens, Wells Fargo. 

Nella sostanza l’obiettivo della ricerca era quello di trovare aziende “Good to Great”, che è anche il titolo originale del libro, ovvero aziende che sono state in grado di evolversi da buone aziende ad aziende eccellenti e carpire, di conseguenza, i motivi e le basi economiche e sociali di questo miglioramento. Aziende che hanno saputo vincere la mediocrità e raggiungere l’eccellenza.

Ma come sono state selezionate le aziende dal gruppo di Collins?

L’autore e il suo team analizzano il campione di aziende incluse in Fortune 500 tra il 1965 e il 1995 trovando alla fine undici casi di transizione da buono a eccellente.

Va detto per prima cosa che Collins ha scelto come criterio di base la selezione di società con un rendimento di tre volte superiore a quello del mercato nello stesso periodo ma con alcuni paletti, ad esempio le aziende dovevano aver effettuato la transizione GTG indipendentemente dal settore di provenienza: se l’intero settore mostrava lo stesso andamento la società andava scartata.

Collins ricerca risultati economici quindi ma anche la produzione degli stessi su un periodo che sia il più duraturo possibile.

Cosa scopre Jim Collins?

La ricerca di Collins ha abbracciato non solo la valutazione dei bilanci, degli indici finanziari e del posizionamento delle 11 aziende oggetto dello studio ma ha incluso anche una lettura attenta di centinaia di articoli di giornale ed interviste sul campo a collaboratori che hanno affiancato i leader durante la transizione.

Il bene è nemico del meglio

Il bene è nemico del meglio. Questo è il primo motivo per cui ben poche cose diventano eccellenti.

Allo stesso modo poche persone conducono vite eccellenti, in larga misura perché è fin troppo facile accontentarsi di una vita piacevole.

La leadership livello 5

Non vi svelerò il libro, che va letto, sedimentato e compreso ma voglio anticiparvi uno dei risultati raccolti da Jim Collins ovvero che tutti i CEO delle aziende in grado di fare la transizione Good to Great erano leader Livello 5.

Questa attività ha portato ad individuare un profilo preciso dei leader Livello 5 così sintetizzato:

  • ognuna delle società che ha compiuto il passaggio da buono a eccellente era un leader Livello 5;
  • il leader Livello 5 è ambizioso, certo, ma soprattutto per l’azienda;
  • i leader livello 5 predispongono i propri successi in modo che l’azienda possa ottenere risultati ancora migliori;
  • i leader Livello 5 esibiscono una modestia ammirevole, si tengono in disparte, si sottovalutano;
  • i leader livello 5 hanno motivazioni fortissime e sono decisi a fare di tutto per portare l’azienda all’eccellenza;
  • i leader livello 5 hanno una particolare diligenza a portare a termine il lavoro, sono più cavalli da tiro che da concorso;
  • i leader Livello 5 guardano oltre la finestra e attribuiscono il successo a fattori a loro estranei, alla fortuna e non alla bravura.

La cosa più eclatante è che nel suo studio Collins non stava assolutamente ricercando leadership Livello 5 o simili, ma i dati raccolti hanno restituito un quadro affascinante, fatto di persone che hanno fatto la differenza e che lo studio ben descrive incrociando storie personali, case history e dati di borsa.

Una lettura appassionante e mai scontata, che rivela il suo cuore già dalle prime pagine ma che ha bisogno di un intero libro per rendere quei concetti tanto inconfutabili quanto innovativi.

Collins J. O meglio o niente. Come si vince la mediocrità e si raggiunge l’eccellenza. Oscar Mondadori, 2007, 304 pag.

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L'AUTORE
Alessio Migazzi
CEO | BoD
Alessio Migazzi è tra i fondatori di Dolomeet SrL di cui è CEO dal 2016. Appassionato di management e strategia d’impresa, ha lavorato prevalentemente nel campo della comunicazione come project & marketing manager.
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