#carfreeday: la giornata mondiale senza auto

Vi ricordate quanto abbiamo apprezzato la tranquillità delle nostre città subito dopo la quarantena? Strade con poco traffico, minore inquinamento, più attenzione alla natura e il piacere e la libertà del movimento a piedi o in bici. Oggi, come tutti i 22 settembre di ogni anno, abbiamo l’occasione per tornare a godere di questi momenti durante la Giornata Mondiale senza Auto, istituita proprio con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili nelle strade e quindi il traffico e l’inquinamento. Un’iniziativa del movimento mondiale per le città senz’auto dedicata alla promozione della mobilità alternativa al fine di ridurre l’enorme impatto ambientale generato dall’uso sconsiderato dell’auto.

Un po’ di storia

La Giornata Mondiale senza Auto viene celebrata il 22 settembre di ogni anno, dopo essere diventata un programma globale promosso dalla World Carfree Network (WCN) nel 2000. 

Le primissime iniziative si registrarono in Europa, nelle città di Reykjavik (Islanda) e di Bath (Regno Unito). Lo stesso Regno Unito nel 1997 ha avviato poi la prima campagna nazionale facendolo diventare un vero e proprio evento mondiale nel 2000 attraverso il World Carfree Network (WCN) che ha pensato a questo evento non come ad una giornata isolata ed eccezionale, ma come ad un progetto più ampio per una società non più dominata dalle automobili, dove i bambini possano essere incoraggiati a giocare in sicurezza su strade senza traffico veicolare.

Di cosa si tratta

Il progetto intende allontanare le città da una società dominata dalle automobili nel tentativo di ridurre l’inquinamento e la congestione incentivando i cittadini a usufruire sempre più facilmente dei mezzi di trasporto pubblici e dei cosiddetti mezzi green, come servizi bici e monopattini in sharing.

“Questo giorno dovrebbe essere una vetrina per come le nostre città potrebbero apparire senza auto 365 giorni all’anno. L’iniziativa potrebbe fare pressione su urbanisti e politici affinché privilegino il ciclismo, la camminata e il trasporto pubblico, anziché l’automobile”.

World Carfree Network (WCN)

Come si svolge

Ogni 22 settembre, in città del tutto il mondo, vengono chiuse al traffico molte strade principali, incoraggiando i bambini a giocare in sicurezza su strade senza traffico e gli adulti ad avvicinarsi al concetto di mobilità sostenibile. Oggi aderiscono all’iniziativa circa 1.500 città di 40 paesi diversi, seguendo le linee guida offerte dal WCN su come organizzare l’evento.

Questa giornata quindi rappresenta un’occasione per lasciare l’auto a casa e spostarci a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e, magari, continuare a farlo più spesso, comprendendo che una mobilità differente è possibile.

Primabici Garelli dona 5 bici all’Ospedale Riuniti di Foggia

Da oggi la sala giochi dell’Ospedale Riuniti di Foggia ha una marcia in più grazie alla donazione di 5 bici da bambino da parte di Primabici Garelli.

Un’iniziativa solidale nata grazie al contattato tra la dott.ssa Francesca L’Abbate e Primabici, che, in occasione del suo primo anniversario ha deciso di donare cinque pezzi di Primabici Special Edition. Le balance bike sono arrivate stamattina all’ospedale, che ha scelto di metterle a disposizione dei bambini in cura presso i reparti di neuropsichiatria infantile e chirurgia pediatrica. Un piccolo gesto di solidarietà per strappare un sorriso a tutti i bambini in cura.

Innovazione nel mondo delle biciclette

Scopri con noi le le biciclette più innovative presenti sul mercato: si distinguono per sostenibilità sia dal punto di vista del materiale utilizzato che per quanto riguarda la mobilità.

La bicicletta, un mezzo ecologico?

Al giorno d’oggi, la bicicletta si può definire come il mezzo ecologico per eccellenza per quanto riguarda la mobilità, ma per quanto riguarda la sua produzione? Molto spesso vengono infatti sottovalutati i processi di lavorazione per la realizzazione di questi mezzi. Il metallo, l’alluminio, il carbonio e tanti altri materiali che si utilizzano per la costruzione delle biciclette stanno diventando sempre più costosi e richiedono un certo tipo di estrazione e lavorazione ben preciso. Il lavoro è quindi impegnativo, non immediato e soprattutto non del tutto sostenibile come invece si tenderebbe a pensare.

Biciclette innovative e sostenibili

Negli ultimi anni diversi designer di fama mondiale si sono sbizzarriti ideando prodotti innovativi, diversi da quelli tradizionali con un obiettivo ben preciso: creare un prodotto con un basso impatto ambientale.

Di seguito un piccolo elenco, con una breve descrizione di alcuni dei progetti portati avanti.

ASTAN BIKE

biciclette innovative

Non molto tempo fa, Guilherme Pella e Nicolas Rutzen, due designer brasiliani amanti della bicicletta, hanno avuto un’idea geniale. In seguito a studi dettagliati e approfonditi hanno deciso di creare un prototipo diverso dal solito, ma sostenibile al 100% con costruzione artigianale. Stiamo parlando della cosiddetta Astan Bike: la bicicletta vegetale realizzata con fibre naturali e incollata con resina vegetale. Il telaio di questa bici è super leggero (4,5 kg) ed è composto da un traliccio brevettato. Inoltre dispone di freni a disco, un sistema frenante a pedale e un cambio a sette rapporti. Il peso totale non supera i 12 kg. La bellezza non è la miglior caratteristica dell’Astan Bike ma ciò che conta è la sostenibilità del progetto!

REEVO HUBLESS BIKE

È stata progettata da un team americano e ha riscosso un grande successo sul mercato. Si tratta di una bicicletta a dir poco tecnologica ed innovativa senza raggi ed elettrica allo stesso tempo. Dotata di luci led integrate nei cerchi, di impronta digitale per l’avviamento e di sistema gps per l’antifurto. Il suo peso totale si aggira attorno ai 25 kg

AIR PURIFIER BIKE

Biciclette innovative e sostenibili

Silawat Virakul, Torsakul Kosaikul e Suvaroj Poosrivongvanid hanno ideato Air Purifier Bike. La bicicletta elettrica che purifica l’aria mentre viene utilizzata: genera ossigeno durante il movimento dei pedali. Il progetto nato nel 2014 esiste ancora solo su carta, anche se il team tailandese vorrebbe realizzare dei prototipi di questa bici nella speranza di vedere il prodotto sul mercato.

GREENCYCLE

L’idea dello studente Paulus Maringka, è nata dall’unione di bambù e materiali interamente riciclati. La bici è composta da pochissimi pezzi e la caratteristica migliore che offre è la facilità di riparazione. Questo modello è nato per conquistare la mobilità nei Paesi più poveri.


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Funnel Marketing

Cos’è il funnel marketing?

Cos’è il Funnel Marketing

Ultimamente, si parla spesso del funnel marketing, ma che cos’è esattamente? È un modello di marketing incentrato sul comportamento e sul processo decisionale del consumatore. Questo processo, può e deve essere guidato ed influenzato affinché il funnel marketing possa considerarsi efficace. Letteralmente la parola funnel significa: imbuto. La strategia di marketing è quindi strutturata “ad imbuto”, perché il suo scopo è quello di filtrare e portare ad un naturale restringimento degli utenti coinvolti lasciando però in una prima fase, ampio spazio di scelta a buyer personas. Il funnel, segue sempre gli stessi step cambiando però le azioni in base all’utente e al mercato coinvolto.

Step nel Funnel Marketing

Il Funnel Marketing presenta degli step generali, comuni a tutti i tipi di azioni. Questi sono: Awareness, Interest, Desire e Action. In italiano rispettivamente: consapevolezza, interesse, decisione e azione. Questi passaggi sono pensati e ideati tenendo ben presenti le necessità degli utenti e con l’obiettivo finale della conversione da utenti a clienti.

Old model steps

  1. Awareness: in questa prima fase, l’utente è passivamente esposto a contenuti, non è del tutto consapevole.
  2. Interest: Una volta entrato in una fase di valutazione, l’utente tenderà a valutare più brand o contenuti in relazione ad uno specifico argomento. Per questo motivo, dobbiamo differenziarci dai nostri competitor il più possibile.
  3. Desire: l’utente si inquadra perfettamente nel “target consumer” quindi è opportuno consolidare la sua scelta per un determinato brand attraverso demo gratuite, consigli etc.
  4. Conversion: per quanto riguarda questo step, la parte più importante è riuscire ad offrire al cliente la miglior esperienza
old model funnel marketing steps


Questi step però, risultano a volte troppo generici e non tengono conto della nuova realtà digitale, ma anche di fattori come la facilità di reperire informazioni rispetto ai prodotti dei competitor. Per questo motivo, esiste anche una versione ‘aggiornata’ del funnel, che prevede degli step anche dopo la conversione (che era considerata essere l’atto finale della old strategy).

New model steps

Il nuovo digital funnel marketing prevede l’inserimento di un ulteriore step nella parte superiore del funnel (pre-conversione) che è:

  • Problem Identification: questo step, divide in due il concetto di “awareness” con una parte riferita al brand e al prodotto / servizio che viene offerto, e una parte di identificazione del problema riferita quindi all’utente.

Per quanto riguarda la fase di post-conversione, la nuova versione del funnel introduce i seguenti step:

  1. Retention: che si rifà al bisogno di mantenere il cliente sempre attivo, e la necessità di creare una relazione duratura e profittevole. Si avvia quindi un nuovo ciclo di nurturing.
  2. Expansion: una fase in cui si devono effettuare azioni up-sell e cross-sell tramite offerte dedicate, sconti etc.. Lo scopo di questo step è quello di invogliare il cliente all’acquisto di prodotti correlati.
  3. Advocacy: si crea un loop con il cliente, che torna ad acquistare. Il cliente diventa Brand Advocate, consigliando il brand e i prodotti ad altri utenti, avviando nuovi processi di conversione.
new model funnel marketing steps

L’obiettivo di questo tipo di strategia di marketing, è quello di attrarre più clienti possibili nella fase iniziale e aumentare così la percentuale di utenti che si trasformano in clienti tramite un filtraggio attraverso gli step dell’imbuto.

Per approfondire, leggi anche: esempi di impiego di funnel marketing

Ciclismo e Ucraina: le Nazionali accolte in Italia

È già passato oramai qualche giorno da quando le l’Italia ha allungato la propria mano verso l’Ucraina del ciclismo: il 10 marzo alle ore 17.45 a Fiuminico sono infatti atterrate le Nazionali ucraine, dirette a l’Aquila.

Una delegazione ucraina composta di 20 atleti (tra Donne Elite, Donne U23, Under 23, Elite e Juniores) e 4 tecnici, sorpresa dall’invasione russa durante un ritiro in Turchia e impossibilitata a far rientro nel proprio Paese, ha trovato rifugio in Italia grazie alla disponibilità della Federazione Ciclistica Italiana e della regione Abruzzo.

Ad accoglierli per FCI il presidente federale Cordiano Dagnoni e il segretario generale Marcello Tolu, l’assessore allo sport della regione Abruzzo Guido Liris, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e una folta schiera di giornalisti.

“Ringraziamo l’Italia che ci ha offerto subito ospitalità in una situazione difficile per il nostro Paese. Alcuni di questi ragazzi hanno i genitori da giorni nei rifugi sotto i bombardamenti; è un momento drammatico…Abbiamo chiesto aiuto all’Italia perché per noi il vostro Paese è sinonimo di ciclismo; uno dei luoghi migliori dove poter continuare ad allenarci e gareggiare.”

Capo delegazione, Sergiy Grechyn

Fondamentale, per la riuscita del trasferimento, anche la disponibilità della Israel Cycling Academy, che ha contribuito a far arrivare il gruppo nel nostro Paese e continuerà a supportarlo dal punto di vista tecnico nel loro soggiorno.

Il loro futuro?

Gli atleti e i tecnici delle Nazionali di ciclismo provenienti dall’Ucraina rimarranno in Italia, e più precisamente a l’Aquila fino a quando non potranno fare ritorno in patria.

Qui potranno continuare ad allenarsi, non solo grazie alla delibera firmata da FCI che modifica in via provvisoria le norme attuative in modo da favorire la partecipazione dei ciclisti ucraini alle gare in Italia, ma anche grazie all’aiuto delle società abruzzesi e di tutto il mondo del ciclismo italiano, subito mobilitatosi per aiutare i colleghi ucraini.

“Il ciclismo italiano si mette a completa disposizione per rendere questi giorni meno amari. In questo momento non stiamo offrendo solo aiuto, ma stiamo saldando un’amicizia profonda tra due Paesi. Numerose società sportive mi hanno contattato per offrire la propria disponibilità…Il nostro pensiero va al popolo ucraino, alle famiglie di questi ragazzi e a tutti coloro che stanno soffrendo per la guerra.

Presidente FCI, Cordiano Dagnoni

Quanto costa una bici da bambino?

Lo conferma anche l’Osservatorio Metropolis, che in cima alla classifica dei regali più desiderati da ogni bambino al di sotto dei 10 anni c’è la bici: ma quanto costa acquistarne una?

Innanzitutto ricordiamoci che la bicicletta non è solo un semplice giocattolo, ma un vero e proprio strumento di crescita. Scegli il mezzo giusto per il tuo bambino e gli starai comprando un ticket per l’indipendenza e il divertimento; scegline uno sbagliato e finirà per essere solo una delle tante cianfrusaglie che hai accumulato negli anni. 

Assicurati dunque che la bici che hai regalato al tuo bambino gli consenta davvero di divertirsi e vivere esperienze positive sulle due ruote: durante la scelta non limitarti a valutare quando costa. In generale, più spendi per una bicicletta, più facile sarà usarla per tuo figlio, meno manutenzione richiederà e più a lungo durerà.

3 buoni motivi per spendere di più

Puoi trovare moltissime biciclette da bambino sul mercato, adatte ad ogni età e a ogni statura, il cui prezzo può variare da poche decine di euro fino a diverse centinaia. Ma di questo ne parliamo dopo, ora vediamo perchè dovremmo essere sempre generosi con il nostro budget durante questa scelta: 

  1. Durerà più a lungo. Puoi starne certo: la qualità dei componenti utilizzati si tradurrà necessariamente in maggiore resistenza e quindi più lunga durata. 
  2. Maggiore divertimento. Una bicicletta più maneggevole e di qualità consentirà al bambino di guidarla con più serenità godendosi quel nuovo senso di indipendenza e libertà.
  3. Valore per la rivendita. Come ogni prodotto di un certo livello si svaluterà difficilmente, e quando il tuo bambino sarà cresciuto e non la userà più, sarai in grado di rivendere la bici ad un prezzo simile al suo originale prezzo di acquisto.

Quando possibile quindi, aumentare il budget ti farà risparmiare un sacco di problemi nella potenziale manutenzione, insieme a una migliore qualità e prestazioni complessive della bici.

Come scegliere quella giusta

Allo stesso tempo però non è detto che una bici costosa sia quello che fa al caso nostro, ci sono altre variabili da prendere in considerazione. 

Prima di tutto l’età del bambino, che ci indirizzerà verso una tipologia di bici o un’altra, che deve però essere necessariamente rapportata alla sua altezza. Dobbiamo veramente infatti fare attenzione ad acquistare la bici della taglia giusta, senza farci ingannare dal solito “ma si dai, la prendo più grande così gli dura di più”: non importa quanto costa, una bici troppo grande provocherà solo frustrazione e insoddisfazione nel tuo bambino. 

Allo stesso modo dobbiamo prestare attenzione al peso: la maggior parte delle bici economiche in commercio hanno il telaio in ferro, se ne vogliamo una più leggera dobbiamo optare per l’alluminio. Una regola? In linea di massima il peso della bicicletta non dovrebbe superare il 40 % di quello del bambino che la utilizza. 

Quando piano piano si cresce, da valutare poi l’utilizzo che ne verrà fatto: la bicicletta verrà utilizzata per giocare in giardino e in contesti urbani oppure il tuo bambino affronterà strade sterrate e sentieri per principianti? In base dunque al terreno su cui si pedalerà andrà scelta una MTB ricreativa con un costo moderato che può aggirarsi attorno ai 200,00 € oppure un vera MTB con componenti di qualità, sicuramente più costosa ma più duratura. Questa avrà sicuramente  freni più malleabili, impugnature più comode, marce più affidabili e ruote più sicure.

Altra variabile: il sesso. A dire la verità questo va ad incidere molto poco nella scelta della bici da bambino, in genere l’unica differenza sta nel colore ed a volte, per i modelli più grandi, nel design del telaio con il tubo orizzontale ad altezze diverse. 

Range di prezzo

Come abbiamo capito le variabili in gioco nel determinare quanto costa una bici da bambino sono molteplici. Si può partire da meno di 50 € per balance bike e bici giocattolo, ma arrivare fino a più di 1000 € quando si parla di mtb di qualità marchiate con i principali brand presenti sul mercato per un età un po’ più avanzata. Per chiarezza abbiamo provato a suddividerle per categorie, e il risultato è questo.  

Balance bike

Non sai di preciso cosa sia una balance bike? Allora clicca qui che ti schiariamo le idee.

Fatto? Avrai capito allora che il tuo bambino non potrà sicuramente farne a meno! Questa sarà la sua prima bici, quella che gli rimarrà nel cuore: attento alla scelta, sul mercato ce ne sono davvero di tutti i tipi. Si parte dalle bici con telaio in acciaio, che solitamente sono le più economiche – parliamo di prezzo base 30/40 €, poi ci sono le giocattolo in legno ed infine le vere balance bike pensate per la crescita del tuo bambino con telaio in alluminio – qui troviamo i top brand che possono arrivare fino a 200 €.

E a dirla tutta, noi di Dolomeet in questa categoria siamo davvero forti: scopri lo shop online di Primabici Garelli, la balance bike leggera e maneggevole con un telaio esclusivo in lega di alluminio-magnesio ed un design Made in Italy.

Starter bike

Dire di preciso quando sarà il momento di cominciare a pedalare è impossibile, ogni bambino ha i suoi tempi, non c’è un età più o meno indicata per andare in bicicletta. Ma come cambia la bici in questo step? Qui solitamente cominciamo ad avere i primi accessori come cestini e parafanghi, e soprattutto tante tante decorazioni! Il prezzo di una starter bike di base si aggira attorno ai 50 € ma può arrivare anche a più di 250 €.

Young bike

Questa è una fase transitoria, in cui probabilmente si è troppo grandi per una bici da bambino ma troppo piccoli per una vera mtb. Dipenderà dall’altezza, dalla destrezza nella guida e nell’equilibrio ma solitamente in questa fascia di età i bambini utilizzano una bici da 20″ prima di passare alla mtb da 24 pollici.

MTB e BMX

Ora si comincia a fare sul serio. A partire dai 7 anni i bambini cominceranno ad utilizzare delle mtb da 24″, che sono molto più complesse rispetto alle tipologie viste fino ad ora. Le mtb da bambino solitamente montano freni a disco e sospensioni, il loro peso può variare dai 10 ai 15 kg e ce ne sono principalmente di due tipologie.

  • MTB: il modello classico il cui prezzo dipende dai materiali utilizzati e dalla componentistica montata. Si parte da 200 € per le entry level front suspended, le biammortizzate da trail invece sono più complesse e più pesanti e quindi più costose. Se parliamo di bici full di media-alta gamma il prezzo di alza di molto fino a sfiorare i 1000 €.
  • BMX: un mezzo robusto e solido con caratteristiche diverse rispetto alla più classica mtb e con prezzi leggermente inferiori a parità di qualità.

E l’usato?

Un metodo per risparmiare nell’acquisto della bici da bambino è quello di comprala di seconda mano, che non significa necessariamente perderci in termini di qualità. L’importante è prestare attenzione ad ogni dettaglio e all’usura del mezzo per evitare spiacevoli inconvenienti come parti danneggiare che richiedono riparazioni che potrebbero diventare anche molto costose.


“Chi più spende meno spende“

Concludiamo con questa affermazione, sperando di aver dato una panoramica completa dello scenario e di avervi trasmesso l’importanza di scegliere correttamente la compagna di viaggio del vostro bambino, basandovi non solo sul prezzo ma sulla sua qualità, componentistica e performance.

Come insegnare ai bambini ad andare in bici

Piccole e semplici regole per insegnare ai bambini ad andare in bici, consigli utili per rendere quella giornata tanto attesa un’esperienza memorabile.

Perchè diciamocelo, questa è forse la prima vera tappa verso l’indipendenza e la libertà dei nostri figli e loro se la ricorderanno per sempre. Non si dimenticheranno mai quella sensazione, chi gli ha insegnato a pedalare e chi ha condiviso con loro quel momento tanto tragico per la paura delle cadute e la frustrazione dei primi tentativi andati a vuoto, quanto emozionante per il risultato raggiunto. Con le prime pedalate inizia per loro una fase magica di esplorazione e scoperta, sotto gli occhi attenti di una schiera di amici e parenti a fare da pubblico.

In questo approfondimento cercheremo dunque di trasmettervi le opportune conoscenze, gli strumenti adatti e un approccio giusto per insegnare ai bambini ad andare in bici e a dare vita ad un ricordo che voi e il vostro piccolo ciclista condividerete per sempre. 

Equilibrio e fiducia: questi i due elementi indispensabili. Solo dopo aver compreso che possono farcela anche da soli, riusciranno a prendere confidenza con le due ruote, imparando così a pedalare e restare in equilibrio. Nonostante ognuno abbia le proprie predisposizioni e i propri tempi, ci sono degli accorgimenti che sono universali e valgono per tutti.

Regola numero 1: mai usare le rotelline

Fa parte del gioco cadere ma questo le rotelle non lo consentono! Il bambino non acquisirà mai il senso dell’equilibrio se sono le rotelle a fare tutto il lavoro e a tenere in piedi la bicicletta. Per cominciare l’ideale è utilizzare una balance bike, cioè una bicicletta senza pedali e senza rotelle, con la sella regolata ad un altezza sufficientemente bassa in modo tale che il bambino riesca ad appoggiare il piede a terra: questo gli darà sicurezza e controllo. In questo modo acquisirà il senso dell’equilibrio e capirà che la bici non cade perchè sono le sue gambe a sorreggerla. Sarà poi un gioco da ragazzi passare ad una bici con pedali, ma sempre rigorosamente senza rotelle. Se non sei ancora convinto, scopri qui tutti i benefici di utilizzare una balance bike.

Ma qual è l’età giusta per cominciare?

Beh, una risposta valida per tutti non esiste! Ogni bambino ha i suoi tempi, non c’è un età più o meno indicata per andare in bicicletta. Dipende dal desiderio di indipendenza, dalla destrezza fisica e dal gusto per il movimento di ciascun bambino: ci sono bambini che decidono di imparare ad andare in bici fin da piccolissimi, chi invece lo fa quando è un po’ più grande. Ma niente paura, tutti i bambini possono imparare ad andare in bici senza rotelle, senza paura e velocemente.

Prima di tutto, l’equilibrio

Perchè ti abbiamo vietato l’uso delle rotelline? Proprio perchè altrimenti il bambino salterà il primo fondamentale step per imparare a pedalare. Con le rotelline infatti il bambino si troverà piuttosto saldo al terreno, la bici non si inclinerà mai e non potrà approciarsi al concetto di equilibrio. Diversamente, la bicicletta senza pedali lo aiuterà a sviluppare il senso di equilibrio in totale autonomia e sicurezza!

Poi, frena

Quando ha capito i principi necessari per rimanere in equilibrio, l’elemento successivo da aggiungere è la velocità e di conseguenza la capacità di frenare. Grazie alla balance bike, il bambino avrà già imparato a frenare mettendo i piedi a terra, ma adesso è il momento di aggiungere i freni: attenzione però alla loro durezza! Assicuriamoci appunto che il freno sia abbastanza morbido e che ma manina del bambino riesca ad arrivare a tirarlo mantenendo la mano sull’impugnatura del manubrio.

e finalmente, pedala!

Ora non manca più niente, possiamo avvicinare il bambino alla pedalata. Ma come fare? Non c’è un metodo univoco, basta cominciare semplicemente facendolo salire sulla bici che tu stai sostenendo, fargli chiudere gli occhi e provare a fargli trovare i pedali senza vedere: questo lo aiuterà a orientarsi nello spazio. Quando sarà pronto può cominciare ad approciarsi alla pedalata in diversi modi:

  • il bambino può iniziare spingendosi con i piedi e poi, raggiunta una buona velocità, può mettere i piedi sui pedali.
  • oppure può tenere la bici frenata, mettere un solo piede sul pedale, mollare il freno e dare una bella pedalata che gli darà la spinta, in seguito potrà provare a mettere sul pedale anche l’altro piede.
  • diversamente può mettere un piede sul pedale, mentre con l’altro può spingersi, solo quando avrà raggiunto una buona velocità potrà provare a mettere anche il secondo piede sul pedale.

Tanti i metodi disponibili, nessuno sbagliato: l’importante è non sostenergli mai il sellino e non agitarsi per le prime piccole cadute, gustati l’esperienza e lascialo scoprire il mondo in sella alla sua biciletta!

Ultimi tipps

Scegliere il posto giusto per cominciare

Fondamentale per cominciare ad insegnare ai bambini ad andare in bici è farlo in uno spazio adeguato, ampio, senza macchine e senza ostacoli. E, attenzione anche alle curve: non si può imparare ad andare in bici facendo subito delle curve. La prima cosa che dovranno imparare sarà pedalare in modo costante andando diritto, le curve arriveranno in un secondo momento.

Una volta presa confidenza, sarà il momento di aggiungere dei piccoli ostacoli e imparare a curvare: sistema lungo il percorso degli ostacoli (coni, palle, legnetti) e invitalo a disegnare una traiettoria tale da sfiorarli senza prenderli in pieno.

Divieto d’ansia

Quando si insegna ai bambini ad andare in bici fondamentale è l’approccio dei genitori: stai vicino al tuo bambino, ma non in modo eccessivo perché il primo errore da non commettere è di trasferirgli ansie e paure. Non sostenergli la sella, le velocità che si raggiungono non sono di certo pericolose, piuttosto stimolalo attraverso dei giochi e incoraggialo a riprovarci anche dopo una caduta.

L’equipaggio

Ultimo ma non per ultimo l’attrezzatura:

  1. fagli indossare un casco e delle ginocchiere: cadere diventerà così molto più soft;
  2. scegli la bici della misura giusta: non è una buona idea comprare bici troppo grandi “perchè tanto cresce”;
  3. assicurati che la bicicletta abbia la sella regolabile, in modo che riesca a mettere tutta la pianta del piede a terra.

La tua bike dove e quando vuoi: spedire la bici per viaggiare leggeri

Uno dei grandi dilemmi dei cicloviaggiatori riguarda le modalità di trasporto della propria bici per le vacanze.
I diversi regolamenti, le tariffe e le varie restrizioni in materia di peso, volume e imballaggio dettate dalle varie aziende di trasporto pongono il biker dinnanzi a non pochi problemi.
Inoltre, le difficoltà si moltiplicano se si desidera andare alla scoperta del mondo in sella alla propria e-bike. Infatti, come già affermato nell’articolo “Trasporto aereo e biciclette: la guida alle tariffe 2021”, sono poche le compagnie aeree che permettono di portare a bordo una bici elettrica.
Tuttavia, il trasferimento della bici per le vacanze mediante compagnie di trasporto, non è l’unica soluzione esistente.
Avete mai pensato alla possibilità di spedire la bici prima della partenza e ritrovarla direttamente davanti alla porta del vostro albergo?

La formula perfetta per viaggiare leggeri senza rinunciare all’amata compagna di viaggio

La scelta delle modalità di spostamento da un luogo ad un altro è ampiamente influenzata dalla destinazione di arrivo, e la volontà di portarsi dietro la bici potrebbe inficiare sulla scelta di un mezzo piuttosto che un altro. 

Organizzare le proprie vacanze e spedire la bici prima della partenza permette ai vacanzieri di viaggiare leggeri portando con sé solo bagagli personali. Inoltre, esenta il biker da eventuali more o tasse aggiuntive in caso di eccesso di dimensione o peso che dovrebbe pagare poco prima della partenza.

Un altro fattore da considerare è che le compagnie di trasporto consentono di portare a bordo la bici solo se smontata e conservata in appositi bike box. Scegliere compagnie di spedizione che effettuino un trasporto sicuro della bike senza la necessità di smontare la bici, esula il biker da quest’altra eventuale complicazione.

Ship to Cycle: tu impacchetti, loro consegnano

Ship to Cycle è un’azienda che si occupa di logistica sportiva ed è nata con l’intento di fornire un servizio di trasporto bike a professionisti, amatori o cicloturisti.
Si posiziona sul mercato come un servizio porta a porta per la spedizione di bici. Inoltre, collabora con alcune federazioni per organizzare e gestire i servizi logistici dei principali campionati di triathlon a livello mondiale. 

Dal sito di Ship to Cycle, compilando alcuni box testuali, è possibile ottenere un preventivo gratuito in base alla destinazione di arrivo e alle caratteristiche fisiche della bici. 

Ma come funziona il servizio di Ship to Cycle?

  • Prenotazione del servizio di spedizione direttamente dal sito web di Ship to Cycle almeno 4 settimane prima della data di partenza
  • L’utente dovrà scegliere il luogo di ritiro, di spedizione e la data in cui vorrà trovare la bici presso la destinazione del soggiorno
  • In base alla data scelta nello step precedente, il sito calcolerà il giorno di ritiro della bike che sarà effettuato da uno spedizioniere
  • Prima del ritiro, il biker riceverà un’email di conferma con ulteriori istruzioni circa l’imballaggio e le etichette da apporre sul pacco
  • L’utente dovrà semplicemente imballare la bici e attaccare le etichette secondo le istruzioni dettate nell’email ricevuta
  • Una volta ritirata la bici, il biker può controllare lo stato di avanzamento della spedizione mediante le informazioni di tracciabilità fornite via email

Il servizio di Ship to Cycle si adatta alle esigenze dei clienti e da la possibilità di acquistare un’assicurazione di protezione completa per spedire la propria bici in piena tranquillità.

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Qual è il costo di una bici elettrica?

Stimare il costo per l’acquisto di una bici elettrica non è sicuramente semplice, ci sono infatti parecchie incognite per chi non è esperto del settore. Ruote, freni, trasmissione, manubrio: la bicicletta elettrica sembra apparentemente uguale alla tradizionale. Ci sono in realtà diversi elementi di differenza, che ne cambiano considerevolmente performance, peso e prezzo: parliamo in particolare di motore e batteria, sono proprio questi, uniti alla tipologia di modello, che rappresentano le variabili per stimarne il costo.

Il motore

La bici elettrica si differenzia dalla muscolare principalmente per la presenza del motore, il quale va ad incidere pesantemente sul suo costo: per un modello base ci aggiriamo almeno sui 300 €.

Ne esistono di diversi tipi: solitamente quelli montati sulle MTB sono più potenti di quelli delle bici da città, in quanto nascono per affrontare percorsi sterrati e in salita, mentre le batterie delle bici da corsa hanno una capacità minore per essere più leggeri e perché servono solo come un supporto durante le salite più faticose.
Il motore può essere posizionato o nel mozzo (posteriore o anteriore) o nel movimento centrale. Nel primo caso, la potenza viene trasmessa direttamente alla ruota; nel secondo invece, la potenza è trasmessa ai pedali.

Le batterie

Altro parametro fondamentale che va ad incidere sul costo della bici elettrica è la tipologia di batteria montata: quelle migliori infatti costano parecchio, specialmente se sono agli ioni di litio (ormai la maggioranza), un po’ meno se sono al piombo. 

Come per il motore, anche la batteria la possiamo trovare posizionata in punti diversi del mezzo: può essere integrata nel telaio o esterna. Nel primo caso lo spazio occupato è il minimo e la batteria non visibile; nel secondo caso, bisogna trasportarla, ad esempio sul portapacchi. 

Attenzione agli standard di sicurezza europei

Come vedremo, le biciclette elettriche possono essere acquistate con poche centinaia di euro fino ad arrivare a diverse migliaia. Ma attenzione, quando acquistate una bici elettrica dal prezzo contenuto, abbiate l’accortezza di verificare sia la qualità delle batteria che ai materiali utilizzati.

I componenti montanti infatti devono rispettare gli standard di sicurezza europei, altrimenti rischiamo di trovarci con telai di leghe di bassa qualità che possono rompersi o piegarsi facilmente oppure, viceversa, con telai di acciaio ad alta resistenza che fanno aumentare notevolmente il peso del mezzo.
Prima di acquistare una bici elettrica verificate dunque che non sia troppo pesante, che sia certificata EN15194 e che le batterie siano dotate di certificazione UN38.3.


Tipologie e costo di una bici elettrica

Per scegliere la bici elettrica e poterne stimare il costo, bisogna innanzitutto partire dall’utilizzo che se ne vuole fare:

  • MTB, per chi usa la bici in montagna, su terreni sterrati, fangosi, accidentati ed in salita. Uno dei modelli più costosi, a partire da 3.000 € per un modello di media gamma.
  • BICI DA CORSA, per chi usa la e-bike su asfalto, per lunghe pedalate e cerca un mezzo leggero e scattante. Partiamo dal 4.000 € in su per l’acquisto di questa tipologia.
  • BICI DA CITTÀ, per chi si sposta principalmente all’interno del contesto urbano per tragitti tendenzialmente brevi. Qui la quota si abbassa e troviamo modelli di qualità a partire da 1.000 €.
  • BICI DA TREKKING, un ibrido tra bici da città e mountain bike. A partire da 2.500 €.
  • BICI PIEGHEVOLE, per chi deve trasportare l’e-bike in treno o su altri mezzi di trasporto. La tipologia più economica: a partire da 600 € per un modello di medio-bassa gamma.

Fasce di prezzo

Meno di 600 €

Sul mercato troviamo diversi modelli di e-bike che si aggirano attorno a questa fascia di prezzo: sono adatte a chi percorre brevi distanze, sul piano e con il bel tempo. Si tratta principalmente di bici pieghevoli e di qualche modello di bici da città. Attenzione però, agli standard di sicurezza europea!

1.000 € circa

Un fascia di prezzo ancora economica, dove le e-bike sono pensate per l’utilizzo quotidiano. Non aspettiamoci dunque modelli superleggeri da atleti agonisti o telai realizzati con le tecnologie più innovative. Tuttavia queste bici elettriche risultano ottime per la maggior parte delle persone, sono affidabili e composte da materiali di buona qualità.

Tra i 1.000 € e i 2.000 €

È la cifra che di solito le persone che vogliono acquistare una bici elettrica prevedono di spendere: si tratta infatti del segmento più competitivo del mercato. All’interno di questa fascia solitamente vengono montate batterie con ioni di litio da 36V utilizzando celle di Sony, Panasonic o Samsung: questo dovrebbe consentirvi di pedalare senza problemi per circa 40/90 km. Tutto dipende ovviamente dalla capacità e dall’uso che ne viene fatto.

Sopra i 1.500 euro cominciano a farsi vedere i grandi brand con sistemi motore Bosch, Yamaha e Shimano.

Da 2.000 € a 5.000 €

Qui cominciamo a trovare e-MTB e bici da corsa elettriche, tutti modelli di qualità che solitamente montano freni a disco idraulici, sospensioni complete e telai più leggeri o più resistenti.

Oltre i 5.000 €

Da un lato ci sono delle bici elettriche artigianali che costano più di 30.000 euro. Dall’altra parte ci sono le e-bike personalizzate che utilizzano sistemi di conversione elettrici di fascia alta e li montano su biciclette di fascia alta.
Queste biciclette elettriche di solito arrivano a costare tra 5000 euro e qualsiasi numero si possa immaginare a seconda del sistema.

Costi di manutenzione

Niente paura, l’e-bike, al contrario di quanto sei portato a credere, non ha particolari costi per il mantenimento. La sua manutenzione deve solamente essere effettuata più di frequente rispetto a quella di una bici tradizionale: il peso maggiore, infatti, comporta un maggior consumo di freni, trasmissione e di tutti i componenti sollecitati che devono quindi essere cambiati e regolati più spesso. 

Parliamo dunque di pulizia e ingrassaggio della catena e del sistema frenante e il controllo del funzionamento dei diversi elementi come pressione dei pneumatici, stato di usura delle gomme e delle pastiglie dei freni. Va poi prestata attenzione al controllo del serraggio dei bulloni del telaio visto che su queste bici è maggiormente sotto stress a causa del peso superiore dipeso dalla presenza del motore e della batteria.

Per quanto riguarda invece i motori, questi non hanno bisogno di controlli, come del resto tutte le unità elettriche.  Parlando della batteria, i produttori dichiarano un rendimento per un certo numeri di cicli. Nel caso l’accumulatore dovesse usurarsi si può tranquillamente cambiare a patto che sia lo stesso modello. In tal senso, però, i costi non sono contenuti: una batteria può costare diverse centinaia di euro. Per questo tipo di manutenzione, meno facile da effettuare a casa, bisogna spesso rivolgersi a meccanici specializzati: quando comprate una bici elettrica, considerate anche la presenza di un meccanico che sappia ripararle nelle vostre vicinanze. 


Tutto chiaro? Prima di acquistare la tua prossima bici elettrica valuta anche il costo della sua ricarica: rimarrai stupito!

La bicicletta in città ai tempi del Covid-19

Mentre il mondo lavora per fermare la diffusione della pandemia COVID-19, la bicicletta si è inserita sempre più nella quotidianità dei cittadini, andando a modificare strutture e filosofie delle grandi città.

La riduzione del servizio di trasporto pubblico, misura volta a limitare la diffusione del Coronavirus, ha rappresentato una sfida per chiunque si trovasse nelle condizioni di doversi spostare per motivi di lavoro o per altre cause essenziali.

Molte persone hanno ovviato a questo problema orientandosi verso l’utilizzo della bicicletta come un’opzione per colmare la carenza dei servizi pubblici. Evidenti i segni che questa nuova consuetudine di spostarsi sulle due ruote ha lasciato all’interno delle grandi città.

A Philadelphia ad esempio, l’uso della bicicletta è aumentato di oltre il 150% durante l’epidemia COVID-19 e in numerose altre città la frequentazione delle reti ciclabili urbane ha registrato una forte impennata. Un incremento della domanda al quale molti governi hanno risposto aprendo piste ciclabili di emergenza e agevolando i lavoratori essenziali all’utilizzo bike-sharing.

La bicicletta come mezzo di comunicazione in città ai tempi del Covid-19
La bicicletta come mezzo di comunicazione in città ai tempi del Covid-19

In bicicletta per rimanere connessi.

Durante i due mesi di isolamento nella città di Wuhan, i volontari hanno usato la bicicletta per consegnare i beni di prima necessità alla popolazione bloccata in casa. Alcune aziende di bike sharing hanno intensificato gli sforzi di igienizzazione e reso i loro servizi gratuiti per consentire l’accesso agli operatori sanitari e a coloro che ne avevano necessità urgenti.

Dal 23 gennaio al 12 marzo, Meituan Bikeshare, la startup cinese di bike sharing, ha permesso circa 2,3 milioni di viaggi a Wuhan, che rappresentano più della metà di tutti i viaggi non-a-piedi nella città durante l’epidemia:

  • persone che hanno utilizzato il servizio: 286.000
  • distanza totale percorsa sulle due ruote: oltre 2 milioni di chilometri, pari a 81 giri intorno all’equatore.

Tendenze simili anche in altre città del mondo. Il sistema pubblico di bike sharing di New York City, Citi Bike, ha visto un aumento della domanda del 67% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Chicago e Philadelphia hanno visto quasi raddoppiare la partecipazione al programma di bike sharing nel mese di marzo. Una delle principali piste ciclabili di Philadelphia ha registrato un aumento del traffico del 470%.

Nuove infrastrutture per supportare l’urban cycling

Bogotá ha sperimentato la chiusura alle auto della sua rete Ciclovía di 22 miglia durante tutta la settimana, invece che solo la domenica. La città ha inoltre condotto un progetto pilota con NUMO, l’alleanza per la Nuova Mobilità Urbana, creando un sistema di prestito e-bike per gli operatori sanitari.

Philadelphia ha risposto a una petizione pubblica per creare più spazio sicuro per ciclisti e pedoni, chiudendo un ampio segmento stradale di 4,4 miglia ai veicoli a motore.

Biking in Philadelphia

Città del Messico ha proposto piani per 80 miglia di infrastrutture ciclabili temporanee per alleviare i rischi dell’uso del trasporto pubblico e facilitare la mobilità nella megalopoli di oltre 21 milioni di persone. 

Berlino ha recentemente implementato una corsia ciclabile temporanea di 1 miglio lungo una strada principale. Non solo, ha anche in programma di espandere l’infrastruttura pop-up, insieme ad altre 133 città tedesche. 

New York City si è impegnata ad aggiungere quasi un chilometro e mezzo di piste ciclabili temporanee protette a segmenti di Manhattan e Brooklyn, e a testare la chiusura delle strade alle auto.

L’utilizzo della bicicletta nella fase di ripresa post-covid

La bicicletta sta fornendo un’ancora di salvezza a molte città in questo momento critico. Questo non rappresenta però l’unico aspetto positivo dell’utilizzo delle due ruote: esso potrebbe continuare a fornire preziosi benefici alle città anche in futuro, benefici che vanno oltre la mobilità.

1. Una migliore accessibilità alla ciclabilità può sostenere la ripresa economica dopo COVID-19

Molti governi stanno pensando a progetti infrastrutturali massicci in grado di generare posti di lavoro e attività economiche. Investire in infrastrutture a sostegno della bicicletta – dalle piste ciclabili protette, ai parcheggi di massa, ai programmi di bike sharing – è esattamente un tipo di investimento win-win. Questo aiuterà le economie a riprendersi, frenando il cambiamento climatico, riducendo l’inquinamento atmosferico e proteggendo la salute umana.

Ogni chilometro percorso in bicicletta evita 250 grammi di emissioni di CO2, rendendo le biciclette un’opzione chiave per il trasporto a basse emissioni di carbonio. Si stima che i ciclisti di Copenhagen evitino complessivamente 20.000 tonnellate di emissioni di carbonio all’anno, l’equivalente di 50 milioni di chilometri percorsi da veicoli privati per il trasporto di passeggeri.

Gli studi hanno dimostrato inoltre che:

  • i ciclisti spendono in media 3 volte di più dei conducenti di auto nelle imprese locali
  • le infrastrutture ciclistiche sono correlate a un aumento delle vendite al dettaglio.
2. La bicicletta può migliorare la salute pubblica e la qualità della vita

Il ciclismo ha un impatto positivo sulla salute di tutti migliorando la qualità dell’aria urbana. I ciclisti regolari godono dei benefici di un esercizio fisico costante. Hanno il 40% di probabilità in meno di contrarre il cancro e di morire prematuramente e hanno più del 50% in meno di malattie cardiache. Uno studio ha dimostrato un aumento del 15% del rischio di mortalità da COVID-19 in aree con livelli di inquinamento atmosferico più elevati. Questo dovuto probabilmente a causa di una salute polmonare più scarsa. Il ciclismo offre un modo per ridurre l’inquinamento atmosferico locale e aumentare l’attività fisica, che migliora la resilienza individuale.

3. Le infrastrutture ciclistiche possono aiutare le città a diventare più resistenti agli shock futuri

L’accesso alle biciclette si sta già dimostrando fondamentale per le persone che operano in condizioni economiche e di trasporto limitate. L’aumento della mobilità offerta dalla bicicletta durante i lockdown, i disastri naturali o altre perturbazioni dei sistemi di trasporto urbano è significativo. Garantendo allo stesso tempo accessibilità ad un’area di azione che può essere 15 volte più ampia rispetto a quella percorribile a piedi.

Abbracciare il ciclismo come risposta alle crisi

L’Olanda è una delle nazioni ciclistiche di maggior successo al mondo. Il paese ospita più di 23.000 miglia di piste ciclabili protette e più biciclette che persone. Un quarto di tutti i viaggi sono effettuati in bicicletta. I Paesi Bassi sono uno degli Stati più sicuri per i ciclisti, con un tasso di mortalità annuo di appena 1,1 per 100 milioni di km percorsi in bicicletta. Per capirci, lo stesso tasso misura 5,8% negli Stati Uniti.

Questo status di Nazione cycling-friendly non è mai stato scontato. Il cambiamento è nato in risposta a una crisi della sicurezza stradale, in particolare tra i bambini, e all’embargo petrolifero dell’OPEC negli anni Settanta. Il governo annunciò le domeniche senza auto nel 1973, e il Paese iniziò lentamente a rivalutare il suo rapporto con le auto.

Row of Bicycles parked next to Amsterdam City Center (Centrum).

Situazione simile, più recente in Messico dove, durante il terremoto del 2017, la bicicletta si è dimostrata un mezzo di trasporto resistente e affidabile. La devastazione di migliaia di edifici infatti ha lasciato molte strade inaccessibili ai veicoli a motore. La città ha così cominciato a dipendere fortemente dalle biciclette personali e dal suo sistema di bike sharing per i soccorritori e i volontari che portavano i primi soccorsi e i rifornimenti.

Verso un nuovo modo di pensare la mobilità urbana

Oggi è il Covid-19 che sfida le città di tutto il mondo a pensare a come le reti di trasporto urbano potrebbero funzionare in modo diverso, attraverso l’utilizzo della bicicletta. È il momento per le città di sperimentare, usando le loro strade come terreno di prova per il cambiamento. Il WRI Ross Center con NUMO e Populus, un’azienda che fornisce dati e strumenti di mobilità alle città, stanno lavorando proprio a questo. Il loro intento è quello di misurare il miglioramento dell’accesso alle opportunità di lavoro e ai servizi essenziali, come ospedali e negozi di alimentari, con reti di piste ciclabili temporanee di nuova espansione.

Gli odierni blocchi COVID-19 potrebbero dunque rivelare soluzioni con vantaggi a lungo termine e di vasta portata per le città. Indicando la strada verso un sistema di mobilità urbana più resistente, accessibile e sicuro. Una città con più biciclette è una città con persone più sane, strade più sicure, aria più pulita e migliore connettività.