Il Mobility Manager: chi è e cosa fa

Il Mobility Manager è un professionista dedicato alla gestione e all’ottimizzazione dei sistemi di mobilità all’interno di contesti specifici, come città, aziende o organizzazioni. La sua responsabilità principale è sviluppare e attuare strategie mirate a migliorare la mobilità, minimizzare l’impatto ambientale e favorire l’adozione di soluzioni sostenibili.

Le responsabilità di un mobility manager possono includere:

  1. Pianificazione della Mobilità: Sviluppare piani e strategie per migliorare la mobilità all’interno di una determinata area. Questo può coinvolgere la progettazione di reti di trasporto pubblico, la creazione di piste ciclabili, e la gestione del traffico.
  2. Sostenibilità: Promuovere soluzioni di mobilità sostenibili, come il trasporto pubblico, le biciclette, i veicoli elettrici e altre alternative a basse emissioni.
  3. Gestione del Traffico: Ottimizzare la gestione del traffico per ridurre congestioni e migliorare la fluidità del transito.
  4. Integrazione dei Servizi: Coordinare e integrare diversi servizi di trasporto, come il trasporto pubblico, le biciclette condivise, i servizi di ridesharing, per fornire opzioni di mobilità più complete e convenienti.
  5. Coinvolgimento della Comunità: Coinvolgere la comunità locale nella pianificazione e nell’implementazione di soluzioni di mobilità. Questo può includere la raccolta di feedback, la partecipazione a riunioni pubbliche e la creazione di programmi educativi.
  6. Tecnologie Smart Mobility: Utilizzare tecnologie innovative, come app per il trasporto pubblico, sistemi di pagamento elettronico e sensori per monitorare e migliorare la mobilità.

In sintesi, il Mobility Manager svolge un ruolo chiave nella creazione di sistemi di mobilità più efficienti, sostenibili e orientati alle esigenze della comunità.

Il Mobility manager: la normativa di riferimento

Con il Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Rilancio) convertito in Legge 17 luglio 2020 n. 77, si è voluto favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane attraverso la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.

In seguito a questa normativa, le imprese e le Pubbliche Amministrazioni con singole unità locali che superano i 100 dipendenti, situate in capoluoghi di Regione, Città metropolitana, capoluoghi di Provincia o comuni con più di 50.000 abitanti, sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) per il proprio personale dipendente.

L’obiettivo principale di questo piano è la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro.

Per attuare il PSCL, le aziende devono nominare un Mobility Manager, responsabile di coordinare e implementare le misure volte a favorire una mobilità più sostenibile tra i dipendenti.

Che cos’è il Piano degli spostamenti casa-lavoro

Il PSCL è un documento che mira a ridurre il traffico veicolare privato, identificando misure per orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile, alternative all’utilizzo individuale di veicoli privati a motore.

Queste misure sono delineate in base all’analisi degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, delle loro esigenze di mobilità e della disponibilità di trasporti nel territorio di riferimento.

Il PSCL delinea i benefici derivanti dall’implementazione delle misure previste, valutando i vantaggi per i dipendenti in termini di tempi di spostamento, costi di trasporto e comfort, nonché i benefici per l’impresa o la pubblica amministrazione in termini economici e di produttività. Vengono inoltre considerati gli impatti a livello ambientale, sociale ed economico sulla collettività.

Prima di redigere il PSCL, l’azienda deve comunicare al proprio mobility manager le risorse aziendali disponibili per lo sviluppo delle iniziative al fine di rendere efficace il piano.

Il PSCL si compone in generale di una sezione informativa e analitica sugli spostamenti casa-lavoro e di una sezione progettuale che propone le misure da adottare e i benefici attesi. Gli elementi minimi del PSCL sono dettagliati nell’Allegato 1 del Decreto Dirigenziale Numero 209 del 4 agosto 2021.

Il PSCL è veramente uno strumento efficace?

L’efficacia di un PSCL dipende in modo cruciale dall’interazione e dal coordinamento di tutti gli attori coinvolti nelle fasi di sviluppo e attuazione: il mobility manager aziendale, il direttivo aziendale e i dipendenti. Un costante coordinamento tra il mobility manager e le strutture interne responsabili delle risorse finanziarie e strumentali è essenziale per garantire l’effettiva implementazione delle misure previste nel piano.

In conclusione, le azioni promosse dai Manager della Mobilità offrono vantaggi significativi in termini di ottimizzazione dei costi sia per le imprese che per la collettività. L’impatto positivo si estende oltre l’ambito economico, influenzando favorevolmente l’ambiente e la salute dei cittadini. Attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico, del consumo di energia e delle emissioni di gas serra, tali interventi contribuiscono in modo sostanziale a un approccio più sostenibile e salutare alla mobilità urbana.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche Verso un miglioramento continuo: l’impegno per gli Obiettivi Agenda 2023

Perchè siamo convinti che Primabici sia la migliore balance bike presente sul mercato

È vero, siamo di parte, ma siamo anche sicuri che Primabici è la migliore balance bike presente sul mercato, e adesso vi spieghiamo il perchè.

Vuoi 8 motivi che ti assicurano che Primabici è la migliore bici senza pedali per il tuo bambino? Eccoli qui.

  1. LEGGERA E MANEGGEVOLE

Le balance bike Primabici hanno un peso che varia tra i 3,2 kg e i 3,9 kg in base alle ruote che montano. Questo le rende più maneggevoli e perfette anche per i bambini più piccoli, a partire dai 18 mesi.

  1. QUALITÀ DEI MATERIALI

Il telaio delle bici senza pedali Primabici è composto da una lega di alluminio e magnesio che garantisce stabilità e durevolezza nel tempo. La lega in questione è il 30% più leggera rispetto alle più comuni leghe di alluminio utilizzate in ambito ciclistico, è il 21% più resistente e non da ultimo è al 100% riciclabile.

Tra i metalli strutturali infatti il magnesio può essere considerato quello più leggero: la sua bassa densità, unita a proprietà meccaniche molto interessanti permette di realizzare componenti leggeri e molto robusti. Se poi diciamo delle sue buona capacità di assorbimento vibrazionale si può capire perché nel mondo della bici si guardi a questa lega con tanto interesse. Allo stesso tempo il magnesio è però un materiale che di difficile lavorazione: ecco il perchè di un costo più elevato rispetto ad alcuni prodotti concorrenti.

  1. POGGIAPIEDI ANTISCIVOLO

Tutte le Primabici sono dotate di poggiapiedi, componenti fondamentali per la crescita del bambino durante le diverse fasi di utilizzo, in previsione del passaggio ai pedali. Ve ne parliamo più approfonditamente in questo articolo.

In questo caso il poggiapiedi è composto da due pedane laterali integrate nel telaio le quali sono rivestite di uno speciale materiale antiscivolo che aiuterà i bambini nel tenere i piedi fermi e ben appoggiati.

  1. MANUBRIO

Forse il componente più importante di tutta la bicicletta. Il manubrio, elemento indispensabile per accompagnare il bambino nella crescita e nelle fasi si apprendimento dell’utilizzo della bici. Le balance bike Primabici montano un manubrio con le seguenti caratteristiche:

  • a piega bassa, con una curvatura minore per una posizione di guida caricata maggiormente in avanti e più agevole nelle fasi di curvatura
  • attacco manubrio riser per regolarlo in diverse posizioni in base alle proprie esigenze
  • con inclinazione regolabile
  • manopole ergonomiche con impugnatura morbida e resistente all’usura. Dotate di protezione dagli urti e rinforzi antiscivolo per la massima sicurezza, impendendo lo scivolamento e lesioni alla mano in caso di incidenti laterali.

  1. PIU VERSIONI DISPONIBILI

Grazie alla possibilità di scegliere tra le ruote in gomma e quelle gonfiabili, le bici senza pedali di Primabici possono essere utilizzate su qualsiasi superficie a partire dai 18 mesi fino ai 5 anni. Le balance bike infatti sono disponibili con ruote in EVA FOAM in gomma antiforatura e non necessitano di manutenzione: queste sono perfette per i bambini alle prime armi e possono essere utilizzate in casa per prendere confidenza e poi all’esterno su strada o sterrato.

Le ruote con pneumatico gonfiabile garantiscono invece una guida più divertente su tutti i tipi di terreno grazie ad una maggior aderenza e tenuta laterale. Il cerchio e i raggi non sono più in plastica, bensì in alluminio. Se questo tipo di ruota necessita più manutenzione e controllo, sarà però in grado si offrire prestazioni migliori e una velocità di avanzamento più elevata.

Scopri come gonfiare al meglio le ruote delle balance bike attraverso questo approfondimento.

  1. COLORI

Nello shop Primabici è disponibile un’ampia scelta di colori per soddisfare i gusti di tutti i bambini, genitori e nonni. Puoi scegliere tra 8 differenti versioni con combinazioni di colori diverse.

  1. ACCESSORIO NEVE

Il vero plus delle balance bike Primabici è la possibilità di utilizzarle tutto l’anno! Grazie al kit Primabici Ski Set sarà possibile trasformare la bici senza pedali in un paio di sci per il divertimento anche sulla neve.

Con la balance bike sulla neve
  1. SCELTA DAI CAMPIONI

Hai bisogno di un’ulteriore garanzia di qualità? Le Primabici Garelli sono la prima scelta dei campioni!

Alessandro De Marchi, campione europeo di Ciclismo, ha scelto una Primabici Neroassoluto per il piccolo Giovanni. Guarda il video!

Sonny Colbrelli, ex ciclista professionista che tra i vari successi vanta anche un oro alla Parigi-Roubaix, ha optato invece per la Special Edition per Tomaso. Guarda il video!

Per la piccola Lisa invece, figlia di Tania Cagnotto, nella sua cameretta c’è già una Primabici Rosavivace ad aspettarla appena diventerà più grandicella.

Dove provarla

Non ti abbiamo ancora convinto che Primabici è la migliore balance bike presente sul mercato? Allora non ti resta che provarla.

Puoi testare le bici senza pedali Primabici presso le Balance Bike School ufficiali oppure sulla pump track durante uno dei tanti eventi organizzati da noi: seguici sui social per restare aggiornato sui prossimi test bike in programmazione.

Dove acquistare

Se ti è rimasto ancora un dubbio, puoi passare presso la nostra sede in Località Zona Industriale, 21 – 38027 Malé (TN) dove i nostri esperti ti mostreranno la balance bike e potrai acquistarla direttamente. Altrimenti comprala sull’e-commerce oppure presso uno dei tanti rivenditori sparsi in tutt’Italia.

Identikit del cicloturista secondo il 3° Rapporto Italiano sul Cicloturismo

Il cicloturismo rappresenta un fenomeno sfuggente e variegato, di difficile analisi e perimetrazione, quindi fornire una definizione precisa non è mai stata un’operazione semplice. Quella che va per la maggiore è sicuramente quella elaborata dall’ECF (European Cyclist Federation).

“visita ed esplorazione del luoghi a scopo ricreativo, di uno o più giorni, incentrata in modo prevalente e significativo sull’uso della bicicletta per finalità di svago.”

European Cyclist Federation

Identikit del cicloturista: i 3 profili

Siamo di fronte ad uno scenario piuttosto variegato con un profilo poliedrico, composito e complesso. Legambiente prova comunque a delineare un identikit del cicloturista nel 2022. Nel suo 3° rapporto Italiano sul Cicloturismo, delinea tre tipologie di cicloturista:

  • IL TURISTA CON LA BICICLETTA. È un turista che utilizza la bicicletta per spostarsi e conoscere il territorio, tendenzialmente noleggiando il mezzo sul luogo. L’uso della bicicletta può essere funzionale a contesti diversi: la visita del centro storico e la gita verso località limitrofe di particolare rilievo. Può anche avere complementari motivazioni legate alla pratica sportiva ed al tenersi in forma.
  • IL CICLOTURISTA PURO. Si tratta prima di un ciclista e poi di un turista che ha la dimensione della vacanza in sella come propria motivazione principale. Difficilmente si limita a passare le proprie notti in un unico esercizio ricettivo, ma più spesso svolge una vacanza itinerante a tappe. 
  • IL CICLOESCURSIONISTA. Utilizza la bicicletta per visitare un luogo non troppo distante dal suo domicilio abituale e godere del paesaggio. Si tratta di un escursionista che può aver raggiunto il luogo di visita utilizzando un mezzo di trasporto pubblico o privato, che sta svolgendo una crociera e noleggia una bicicletta nel luogo di sbarco. 


Cicloturisti puri (%)Turisti in bicicletta (%)


ItalianoStranieroTotaleItalianoStranieroTotale
SESSOMaschio49,560,455,154,250,752,6
Femmina50,539,644,945,849,347,4
ETÀBaby boomers12,721,717,38,312,210,1
Generazione X35,53032,7313131
Generazione Y39,336,537,844,443,544
Generazione Z127,89,813,912,313,1
Senior0,642,42,511,8
TITOLO DI STUDIOLicenza elementare0,300,10,23,11,5
Scuola media inferiore14,416,515,5154,710,1
Scuola media superiore55,352,75458,853,956,5
Laurea3030,830,426,138,331,9
PROFESSIONEOccupato80,272,476,277,378,177,7
Pensionato2,811,77,45,610,78
Disoccupato/inoccupato5,33,44,33,12,93
Casalinga5,46,76,15,44,65
Studente6,35,86,18,63,76,3
SITUAZIONE ECONOMICA DICHIARATAMolto alta01,20,60,30,50,4
Alta10,912,14,93,4
Medio alta17,21516,117,116,917
Media4043,741,939,321,831
Medio bassa24,412,318,225,229,627,3
Bassa16,726,92215,926,320,9
Molto bassa0,700,30,200,1
COMPAGNIA DI VIAGGIODa solo19,623,421,6201618,1
In coppia35,423,829,435,138,636,8
famiglia (bambini fino ai 6 anni)18,519,218,92213,918,2
famiglia (bambini oltre i 6 anni)5,79,67,77,58,98,2
Con amici1921,920,514,32217,9
Colleghi di lavoro1,42,11,80,300,1
Gruppo organizzato0,200,10,80,60,7
SPESA MEDIA A PERSONAViaggi A/R (media a persona)92,4 €234,7 €163,5 €91,7 €173,1 €131 €
Alloggio (media giornaliera)44,8 €60 €53,1 €55,5 €46,8 €50,6 €
Spesa media giornaliera71,1 €68,5 €69,7 €77,5 €70,1 €74 €
Identikit del cicloturista: cicloturisti puri VS Turisti in bicicletta

Il maggior mercato di provenienza è quello tedesco della Germania, in particolare per quanto riguarda MTB elettriche e biciclette da cicloturismo elettriche. A seguire troviamo Francia e Regno Unito (bici da corsa, gravel bike e bici da cross). Si segnalano comunque forti crescite sul mercato polacco soprattutto nel settore delle bici da corsa e in Italia per bici da corsa e da cicloturismo.

Capacità di spesa

Le informazioni raccolte da Isnart presso i turisti italiani e stranieri consentono di stimare una spesa complessiva di 4,1 miliardi di € nel 2022, pari al 4,3 % dell’intera spesa turistica generata in Italia. Il cicloturismo è un turista essenzialmente benestante, con una spesa media giornaliera che si attesta attorno ai 75€.
Il cicloturista spalma soldi lungo tutto il territorio che attraversa per soddisfare i suoi bisogni, primari e secondari: dal rifornimento (cibo) all’assistenza, passando per le visite ai siti culturali e agli alloggi bike friendly o per bici a noleggio. Per questo i cicloturisti spendono più della media dei normali turisti. Nel complesso, i cicloturisti mostrano una frequentazione di ristoranti e pizzerie superiore a quella dei visitatori generici nonché un’attenzione riservata all’acquisto di beni alimentari e in particolare all’offerta enogastronomici locale. Cibo, vino, prodotti locali in genere sono naturalmente argomenti che possono orientare in maniera convincente verso una destinazione o l’altra.

A suffragare questa tesi uno studio condotto nel 2014 dall’Università del Montana e uno studio dell’ENIT del 2015. Il motivo non è un mistero: chi si muove in bicicletta non deve pagare per benzina, bollo, assicurazione e altre spese. Di contro ha un maggiore fabbisogno di calorie per far girare i pedali e più denari a disposizione per farsi coccolare durante la notte dopo una giornata intera passata a faticare.
Anche in tempi di difficoltà economica generale, i cicloturisti sono molto ben disposti a spendere, a patto di avere servizi di qualità elevata e su misura per le loro esigenze. I cicloturisti infatti cercano strutture ricettive che dispongano di locali chiusi e sicuri per la custodia delle bici, aree attrezzate dove poter riparare o sistemare le biciclette e la presenza di personale competente che li sappia guidare ed orientare. Di questo te ne parliamo più approfonditamente nella nostra Guida su come allestire un Bike Hotel.

PNRR | Reti ciclabili e mobilità sostenibile

Vi abbiamo già ampiamente parlato in precedenza di come 600 milioni di euro dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile consentiranno di incrementare notevolmente i km di percorsi ciclabili sul territorio italiano: ma quali sono le altre missioni del PNRR che, in maniera indiretta, possono contribuire al rafforzamento delle reti infrastrutturali e di servizi in un’ottica di qualificazione dell’offerta cicloturistica del Paese?

Turismo e Cultura – M1C3

Il primo risultato potremmo vederlo dalla misura per l’attrattività dei borghi: un investimento pari a 1,02 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo delle aree rurali, periferiche e i borghi, contesti ideali per una fruizione lenta e sostenibile quale quella del viaggio in bicicletta. Stesso discorso vale per i 600 milioni previsti per la tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.

Agricoltura sostenibile ed economica circolare – M2C1

Un incentivo alla transizione arriva anche per 19 piccole isole con l’obiettivo di trasformarle in altrettanti laboratori per lo sviluppo di modelli 100% verdi e auto-sufficienti. Un investimento di 200 milioni di euro che interesserà la rete elettrica e idrica, le energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti e la mobilità a emissioni zero: questa la linea “Isole verdi”. Nella stessa missione della Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, disponibili anche 140 miloni di euro per le comunità locali che promuovono la sostenibilità energetica, ambientale e sociale (Green Communitites).

Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore – M5C2

Grandi soddisfazioni in termini di reti ciclabili e mobilità sostenibile arriveranno anche da una delle misure del PNRR che più ci stanno a cuore, quella dedicata allo “Sport e inclusione sociale”. Qui sono rivolti 700 milioni di euro da attribuire al recupero delle aree urbane attraverso gli impianti sportivi: l’obiettivo è di migliorare le strutture sportive e i parchi cittadini, promuovendo sostenibilità e innovazione, per favorire la socializzazione e l’inclusione, valori fondanti dello sport. Oltre ad avere un rilevante impatto economico con la sua impiantistica e le numerose attività che vi ruotano attorno, per la società italiana lo sport rappresenta una delle reti di aggregazione sociale più importante, in cui il cicloturismo, letto nella sua componente ludico-sportiva, ben si colloca. 

Interventi speciali per la coesione territoriale – M5C3

Per concludere, un altro incentivo rivolto alle zone più disagiate e periferiche della nostra nazione inserito all’interno della missione Inclusione e Coesione: 830 milioni di euro per combattere lo spopolamento, e il conseguente degrado, delle aree periferiche e promuovere iniziative per valorizzare il patrimonio naturale, culturale e le filiere produttive locali, favorendo la ripresa economica e sociale delle aree interne, da Nord a Sud. Con la “Strategia nazionale per le aree interne” infatti si punta ad incrementare l’attrattività delle aree interne al fine di risolvere al contempo problemi di disagio sociale, grazie all’erogazione di servizi di accessibilità ai territori e di collegamenti con i centri urbani che possono essere sviluppati anche tramite reti ciclabili.

Salute, sicurezza e ambiente: perchè sempre più persone utilizzano la bicicletta

Appurato: chi usa la bicicletta vive 2 anni in più e ne dimostra 8 in meno. È sostenibile, economica e fa bene alla salute. Ecco perché sempre più italiani sono tornati ad utilizzare la bicicletta.

Stando ai dati di Legambiente il cicloturismo occupa il 4% del totale nel 2022 ma, secondo Ipsos, solo il 10% adotta la bicicletta come mezzo per andare a lavoro. Vediamo cosa ne pensa Alessandro Tursi, presidente Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

“In Italia due spostamenti in auto su tre avvengono in città e sotto i tre chilometri, siamo tra i peggiori d’Europa, e non vale più nemmeno la scusa che non siamo l’Olanda, che da noi non è tutta pianura: con la bici con la pedalata assistita si può fare tutto, anche in territorio collinare”.

I 3 perchè di Tursi per utilizzare maggiormente la bicicletta.

Benefici per l’ambiente

La bici è una soluzione climatica, urbanistica e per la sovranità energetica, ci permette di usare le risorse in modo più intelligente, non inquina, ci rende energeticamente più sicuri e fa risparmiare lo spazio pubblico, al posto di un’auto entrano dieci bici parcheggiate. I nostri spazi urbani, bellissimi, sono ormai dei grandi parcheggi ad aria aperta.

Benefici per la salute

Siamo ormai il paese europeo con maggior numero di bambini obesi, non a caso abbiamo un rapporto di 5 auto ogni bambino, ossia 40 milioni di auto e 8 milioni di bambini. L’80 per cento di loro va a scuola in macchina. Solo il 20 per cento a piedi. In Germania è l’esatto opposto, l’80 per cento va a piedi, in Giappone il 97 per cento. Le buone abitudini si prendono da piccoli. Una persona che si muove quotidianamente in bici ha un’età biologica di otto anni in meno e un’aspettativa di vita di due anni in più, quindi è utile per tamponare l’attuale squilibrio demografico.

Benefici in termini di sicurezza

La bici è inoltre una soluzione al problema dell’incidentalità stradale, è acclarato che si muore di più sulle strade laddove si usa di meno la bici. I paesi dove c’è la più bassa mortalità stradale sono Danimarca e Olanda, ossia quelli dove si va di più la bicicletta. Dal 1819 a oggi, il velocipede ne ha fatta di strada. Sempre su due ruote. Rigorosamente ecosostenibile. 


Se vuoi cominciare ad utilizzare più spesso la bici anche tu, allora scopri anche se il casco è obbligatorio o no e in quali occasioni: leggi l’approfondimento.

Magazine Ciclismo Trentino 2023 | Presentazione ufficiale

Con l’inizio della stagione del pedale, domenica 26 marzo nelle edicole, in omaggio con il quotidiano L’Adige, è stato distribuito il Magazine del Ciclismo Trentino 2023.

Un’edizione di 64 pagine realizzata da MediaAlpi con il coordinamento del giornalista Marco Fontana e la collaborazione delle società ciclistiche trentine è stata presentata giovedì scorso alla Sala Rusconi del Coni Trentino, a a SanbàPolis di Trento.

Il programma della presentazione

A fare gli onori di casa ed aprire la mattinata, la presidente del Comitato trentino della FCI Giovannina Collanega e il direttore del quotidiano L’Adige Pierluigi Depentori.

Per noi il Magazine è fondamentale perché dà la meritata visibilità a società ed eventi della nostra Federazione, composta per lo più da volontari che lavorano 365 giorni all’anno

GiovanINna Collanega, presidente FCI Trentino
da sinistra Demozzi, Kaswalder, Mora, Panetta, Castelli, Collanega, Depentori, Corradini, Zanardi e Casagranda

Le autorità presenti

La presidente del Coni Trentino Paola Mora, l’assessore allo sport del Comune di Trento Salvatore Panetta e il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

Gli argomenti più discussi

  • “Io ci provo”. Challenge multidisciplinare che dopo il felice esordio del 2022 è pronta ad allargare gli orizzonti verso gli esordienti e la bmx, nella convinzione che l’acquisizione di sempre maggiori abilità nelle varie discipline sia sempre più fondamentale.
  • In tema di sicurezza,  il vicepresidente della FCI trentina Roberto Corradini ha elencato le iniziative della Federazione per sensibilizzare i vari attori sul tema. Il consigliere Paolo Castelli ha invece sottolineato l’esigenza di avere quanto prima un circuito protetto a Trento, attribuendo alla sinergia tra Comune, Provincia e Federazione la responsabilità di tale progetto di cui si parla da 15 anni.
  • Eventi. Sergio Battistini per la presentazione della Coppa del Mondo MTB che si terrà in Val di Sole dal 30 giugno al 2 luglio. Maurizio Evangelista con il Tour of the Alps e i Campionati italiani a Comano Terme. Per concludere con le Tappe del Giro d’Italia che il 23 e il 24 maggio toccheranno il Trentino tra l’arrivo del Bondone e la partenza da Pergine Valsugana.

Il mio ruolo più difficile nel mondo del ciclismo? Quello di organizzatore, perché ti espone a tante responsabilità regalandoti però tante soddisfazioni

Stefano Casagranda, ex professionista e ora presidente del Veloce Club Borgo

Zeus Charging Station | Colonnine per la ricarica di bici elettriche

Zeus è la gamma di soluzioni per la ricarica delle bici elettriche made in Trentino: colonnine, stazioni e parcheggio per ebike e veicoli elettrici leggeri. Vediamo di seguito le caratteristiche e le diverse soluzioni proposte.

Cosa contraddistingue le soluzioni di ricarica Zeus?

  • Adatte per l’installazione in ambienti pubblici aperti a terzi

I sistemi di ricarica Zeus rispettano la Norma CEI EN 61851-1 ed erogano il servizio di ricarica in Modo 3 tramite prese Schuko con interblocco, USB o plugin proprietari. Si tratta dunque di soluzioni ideali anche per Enti Pubblici e grandi aziende.

  • Qualità e sicurezza

Le colonnine di ricarica bici Zeus sono realizzate nel pieno rispetto delle principali normative sulla sicurezza. Le nostre strutture di ricarica bici garantiscono resistenza agli urti (grado IK08) e montano componentistica certificata IP55.

  • Modularità

Massima flessibilità nel comporre la stazione sulla base delle richieste del cliente. Zeus offre supporto dinamico da parte dello staff tecnico per il dimensionamento della struttura.

  • Messa in rete e app mobile

Le stazioni di ricarica ebike sono attivabili direttamente scaricando e utilizzando Zeus App permetto velocità e facilità di utilizzo. Grazie all’integrazione con il gestionale Zeus  il gestore ha accesso a migliaia di possibilità, sia di monitoraggio che di controllo delle colonnine e del loro utilizzo.

  • Non solo ricarica, anche manutenzione

Tutte le soluzioni Zeus Charging Station sono dotate di 24 attrezzi per attività di riparazione e manutenzione della bicicletta. 

  • Pronta consegna

Tutte le soluzioni firmate Zeus sono in pronta consegna. Dal momento dell’ordine, in 15 giorni la tua colonnina sarà montata e pronta per essere usata.

Soluzioni disponibili

Sistemi di ricarica

Zeus Easy e Zeus One

  • 4 punti di ricarica (2 prese Schuko interbloccate, 2 prese USB sempre attive)
  • possibilità di aggiungere fino a 4 caricabatterie opzionali di diversi brand per l’attacco diretto del mezzo
  • vano riparazione con 24 utensili per la manutenzione della bici
  • 2 sostegni – utilizzabili a sella per la bici oppure a manubrio per il monopattino
  • Blocco antifurto per lo stallo durante la ricarica.
  • Attivazione della ricarica: o tramite pusante oppure tramite App o tessera RFID.

Stazioni S-Block

  • Soluzione modulare configurabile che permette di ricaricare contemporaneamente da 1 a 10 e-bike.
  • possibilità di aggiungere fino a caricabatterie opzionali di diversi brand per l’attacco diretto del mezzo
  • vano riparazione con 24 utensili per la manutenzione della bici
  • Sostegni a manubrio
  • Vano deposito con una capienza di 27 litri
  • Blocco antifurto per lo stallo durante la ricarica.
  • Attivazione della ricarica: tramite App oppure tessera RFID.

Sistemi di parcheggio

Modular Parking è una soluzione nuova e ordinata per parcheggiare bici e monopattini. Dotato di 5 sostegni bike a manubrio, disposti 3 sul fronte e 2 sul retro.

Può essere utilizzato come struttura autonoma oppure come modulo da aggiungere a qualsiasi stazione di ricarica Zeus.

Ricevi un preventivo

Invia una mail a info@zeuschargingstation.com oppure chiama il +39 0463 901272 per avere maggiori informazioni e ricevere un preventivo personalizzato.

Inaugurata la scorsa domenica la nuova pump track di Arma di Taggia

Concludiamo l’anno in bellezza con l’inaugurazione della pump track di Arma di Taggia: la struttura si trova in Via San Francesco, di fronte alla sede comunale ed inserita nel nuovo parco urbano Life Park.

Il Life Park in zona Levà, oltre alla pista per mountain bike, presenta una palestra a cielo aperto, un’ampia area giochi con un percorso avventura, un’area cani con attrezzatura per la dog agility e una pista di pattinaggio. In previsione poi l’implementazione di strutture per lo skateboard.

La pump track

Realizzata da Trail Generation, rete di imprese tra Dolomeet e Trail Zone, già nel mese di Luglio 2022, la pump track di Taggia è lunga circa 135 metri. Sinuosa e giocosa proprio come una pista di Formula 1, con interesezioni di corsia che permettono di creare traittorie sempre nuove. Facile da raggiungere, con una vista mozzafiato sulle Alpi Liguri e a sole due pedalate dalla spiaggia, d’obbligo un tuffo al mare dopo una session di riding.

L’inaugurazione

Domenica 18 dicembre, al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Mario Conio, insieme al suo vice Espedito Longobardi, l’Amministrazione al completo e il Senatore Gianni Berrino. Presenti anche i campioni di mountain bike Loris Revelli (campione Italiano Downhill cat. Elite, 25° overall World Cup e 33° nel ranking mondiale), Sofia Priori (campionessa italiana Downhill cat. Junior e 15ˆ nel ranking mondiale di categoria), Filippo Murachelli (campione italiano Downhill Under 15) e Mattia Bianco (campione regionale Piemonte).

Dopo l’inaugurazione i campioni hanno anche deliziato i molti presenti con una serie di giri sulla pista di pump track che sarà poi aperta a tutti i cittadini.

Il ruolo del Consiglio Comunale Ragazzi (CCR)

All’inaugurazione presente anche il CCR, Consiglio Comunale dei Ragazzi di Taggia. L’idea del parco infatti nasce proprio da loro che, negli scorsi anni, avevano chiesto alla precedente amministrazione di realizzare una pista pump track nell’area in questione. L’amministrazione Conio ha voluto riprendere il progetto ampliandolo e andando a realizzare un vero e proprio parco urbano dedicato allo sport all’aria aperta.

Per dare sempre più importanza al volere e alla creatività dei bambini, l’amministrazione ha inoltre chiesto ai ragazzi del CCR di proporre e trovare un nome al parco. Tante le bellissime proposte giunte dagli alunni delle scuole secondarie di Arma, Taggia e Levà ma è stata quella del giovane Alessandro Lanteri, alunno della 3A dell’Istituto Comprensivo di Arma ad avere la meglio.

Il nome e la grafica del Parco Urbano sono stati creati dal giovanissimo Alessandro Lanteri della 3° A dell’Istituto Comprensivo Arma

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Chi è il Mobility Manager? Definizione, novità e normativa.

Se vogliamo dirla in poche e semplici parole, il Mobility Manager è un professionista che si occupa di mobilità sostenibile che le imprese che hanno molti dipendenti, siano esse pubbliche o private, devono nominare obbligatoriamente. Con l’inserimento di questa figura ci si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico nelle aree urbane e metropolitane.

Vediamo ora nello specifico quando è obbligatorio, di cosa si occupa e il suo ruolo nel sistema aziendale.

QUANDO È OBBLIGATORIO

Inizialmente, con il decreto del ’98 era considerato obbligatorio per le aziende private con più di 300 dipendenti e per le pubbliche amministrazioni con più di 800 dipendenti. Ora, le soglie minime si sono nettamente abbassate. Il mobility manager dev’essere presente in tutte le aziende e PA con più di 100 dipendenti ubicate in specifici luoghi quali:

  • capoluogo di Regione;
  • città metropolitana;
  • capoluogo di Provincia;
  • comune con più di 50.000 abitanti.

ITER LEGISLATIVO

La questione ruota tutta attorno al decreto ministeriale del 12 maggio 2021 che obbliga determinate aziende ad adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) e di conseguenza a nominare un Mobility Manager per la sua elaborazione e supporto alla sua adozione.

Una figura che in realtà è nata, sotto lo pseudonimo di responsabile della mobilità aziendale, con il DM del 27 marzo 1998 (“Mobilità sostenibile nelle aree urbane“), dopo degli accordi di Kyoto sui cambiamenti climatici.

Diventa poi a tutti gli effetti Mobility manager con il decreto Rilancio DL 34/2020, fino al DM del 12 maggio 2021 che ne disciplina funzioni e requisiti distinguendo tra 2 figure principali:

  • Mobility Manager Aziendale: figura specializzata nel governo della domanda di mobilità e nella promozione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente.
  • Mobility Manager d’Area: supporto al Comune territorialmente competente nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i Mobility Manager aziendali.

Il primo è dunque un professionista nominato dall’azienda con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro, il secondo invece ha il compito di supportare e coordinare i vari Mobility Manager Aziendali all’interno della propria area di riferimento e di approvare il PSCL entro il 31 dicembre di ogni anno.

Le novità di settembre 2022

Con il decreto interministeriale del 16 settembre 2022, il Ministero delle’Ambiente e della sicurezza energetica (ora Ministero della Transizione ecologica) apporta alcune novità in merito ai Mobility Manager d’area e aziendali:

  • con riferimento alle società infragruppo ubicate nella stessa unità locale, la soglia occupazionale dei 100 dipendenti è calcolata sommando i dipendenti della diverse società del raggruppamento;
  • i Comuni hanno la possibilità di nominare i mobiliy manager d’area, non più solo tra il personale di ruolo, ma anche tra quello di società partecipata o dell’agenzia della mobilità
  • ai mobilty manager che svolgono la propria attività presso o in favore di pubbliche amministrazioni, può essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento delle loro attività.
Perchè il Bike to work non sia più una novità | il ruolo del Mobility Manager

CHI È E COSA FA

Secondo le ultime novità, il requisito fondamentale per essere nominato Mobility Manager è l’essere in possesso di un elevata e riconosciuta competenza professionale ed esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela ambientale.

È infatti il professionista che si occupa di organizzare una mobilità sostenibile attraverso attività di supporto, decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni efficaci in tema di mobilità sostenibile:

  • cura i rapporti con enti pubblici e privati coinvolti direttamente nella gestione degli spostamenti del personale;
  • attiva iniziative di informazione, divulgazione e sensibilizzazione sul tema della mobilità sostenibile;
  • promuove, insieme al Mobility Manager d’area, azioni di formazione e indirizzo per incentivare l’uso della mobilità ciclo-pedonale, dei servizi di trasporto pubblico e di quelli ad esso complementari;
  • supporta il Mobility Manager d’area nel promuovere interventi sul territorio per favorire l’intermodalità, lo sviluppo di itinerari ciclabili e pedonali, servizi di trasporto pubblico, servizi di mobilità condivisa e di infomobilità.

Oltre a queste attività di tipo generico, è colui che si occupa di elaborare il PSCL e di promuovere la realizzazione degli interventi necessari a una miglior organizzazione e gestione della mobilità dei dipendenti.

IL PSCL

Come previsto dall’articolo 3 del DM 12 maggio 2021, le aziende sopra citate oltre a nominare un Mobility Manager hanno l’obbligo di redigere un Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) entro il 31 dicembre di ogni anno. L’obiettivo è sempre quello di ridurre il traffico dei veicoli privati dovuto ad aziende o PA che, in quella specifica zona, hanno molti dipendenti. All’interno di questo documento programmatico e strategico devono essere presenti misure volte a orientare i lavoratori verso forme di mobilità sostenibile alternative, valutando quali possono essere i vantaggi:

  • per i dipendenti: in termini di tempi di spostamento, costi e comfort di trasporto;
  • per l’impresa o la Pubblica Amministrazione: per quanto riguarda aspetti economici e di produttività;
  • per la collettività: dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Contenuti minimi

  • una parte introduttiva;
  • una parte informativa e di analisi (delle condizioni strutturali dell’azienda, dell’offerta di trasporto e degli spostamenti casa-lavoro);
  • una parte progettuale (con le misure da implementare, i benefici e il programma di implementazione);
  • un programma di monitoraggio.

Quello della mobilità sostenibile è insomma un tema sempre più centrale all’interno dei nostri Paesi e delle realtà aziendali. Scopri di più riguardo all’UCI Mobility & Bike City Forum.

Il valore del ciclismo in Italia: analisi di Banca Ifis

È proprio nella settimana di punta del ciclismo italiano che Banca Ifis pubblica il suo rapporto sul valore del ciclismo italiano, soffermandosi su produzione, tesseramento e con un focus particolare sulle competizioni ciclistiche in Italia, come il Giro di Lombardia che da solo genera quasi 50 milioni di euro.

Ciclismo, Italia leader nella produzione e nella valorizzazione delle corse sportive – Il caso ‘Giro di Lombardia’” questo il titolo dell’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Banca Ifis nell’ambito dell’Osservatorio sullo Sport System Italiano, il progetto di ricerca dell’Istituto specializzato nei prodotti e servizi per le piccole e medie imprese, che ha l’obiettivo di fotografare il valore economico e sociale dello Sport System del nostro Paese.

Official partner della competizione amatoriale Il Lombardia, Banca Ifis sostiene che il ciclismo in Italia non è solo passione, ma anche economia con 1,5 mld di euro di ricavi per le imprese di biciclette e componentistica. E tutto questo lo fa in una settimana clou del ciclismo Italiano: il saluto al professionismo di Vincenzo Nibali, il record dell’ora di Filippo Ganna e il primo mondiale gravel a Vicenza.

Gli appassionati

4 milioni i praticanti di ciclismo in Italia tra amatori e professionisti, ben 10,7 milioni quelli che si dichiarano appassionati, il che equivale al 21% della popolazione nazionale maggiorene. A confermarlo anche i numeri della Federazione Ciclistica Italiana che entra nel piccolo gruppo (solo 3) delle grandi Federazioni sportive con trend positivo in termini di iscritti durante l’ultimo triennio (assieme a Nuoto e Atletica). Parliamo di più di 70mila tesserati (+13% nel corso del 2021) di cui il 10% femminile, percentuale in costante aumento: dal 2017 ad oggi il numero delle tesserate è cresciuto a doppia circa, in rialzo dell’11%.

La tradizione lombarda

Interessante notare che ben il 20% dei tesserati provengono dalla Lombardia, una Regione che per numero di praticanti, società sportive e prestigio delle competizioni che ospita stacca di diverse lunghezze tutte le altre. Qui si registrano 6 società ogni 100.000 abitanti che va a posizionare la regione al primo posto nazionale in termini di società sportive affiliate alla FCI.

Paola Pezzo | Brenzone sul Garda | @Marco Gober

Ma qual è il profilo dell’appasionato di ciclismo italiano?

Secondo Banca Ifis si interessa particolarmente a temi come sostenibilità e natura:

  • l’87% è impegnato sul fronte del riciclo
  • il 71% è d’accordo sull’utilizzare il meno possibile l’auto
  • il 54% è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili
  • il 72% pratica turismo attivo, svolgendo attività fisica durante le proprie vacanze
  • il 60% sceglie mete in base alla bellezza naturale del paesaggio
  • il 60% è disposto a spendere di più durante le vacanze rispetto alla vita quotidiana.

La produzione

Non solo passione e vacanza per stimare il valore del ciclismo in Italia, ma anche lavoro e produzione. In Italia si registrano 610 aziende tra produttori di biciclette e componentistica, i cui ricavi formano il 29% del fatturato complessivo dei produttori di veicoli (stimato in 5,2 miliardi di euro). Si parla di un volume di quasi 1,5 miliardi di euro, con una crescita media annua stimata del 7,3% per il biennio 2022/2023.

Particolare spinta è data dal mondo dell’elettrico con una produzione in rialzo del 25% nel 2021, che ha portato ad incidere per l’11% sul totale.

Questo fermento lavorativo porta l’Italia sul tetto d’Europa: siamo i leader in termini di produzione (market share del 21%), seguiti da Germania (15%) e Portogallo (12%).

Valore economico de Il Lombardia

Ma il ciclismo è anche i grandi eventi sportivi, e Banca Ifis si concentra sul Giro di Lombardia, competizione storica che vede la sua prima edizione svolgersi nel lontano 1905 e che, non a caso, è annoverata tra le cinque Classiche Monumento del ciclismo, al pari della Milano-Sanremo, del Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi.

Un evento che vale 49 milioni di euro.

Il Lombardia | Edizione 2022

Si parla di 7,8 milioni di euro di valore indiretto, essendo la competizione un volano per l’intero territorio lombardo e i suoi percorsi naturalistici che attirano ogni anno un numero crescente di cicloturisti.

I restanti 41,4 milioni sono tutti però generati direttamente dall’evento! Una componente massiccia, che trova la sua maggiore rilevanza nella spesa degli appassionati provenienti da fuori Regione, che usufruiscono di un maggior numero di servizi:

  • 43% del valore totale destinato alla ristorazione e ai produttori di prodotti tipici del territorio
  • 26% al comparto ricettivo, con una permanenza media sul territorio di 2-3 pernottamenti
  • 20% circa allo shopping
  • 11% per i trasporti.

Assodato il fatto che le competizioni sportive non generano solo costi ma anche e soprattutto valore, scopriamo assieme come organizzare al meglio una manifestazione sportiva.