Lo spettacolo del Ciclocross sulla neve: Vermiglio | Val di Sole

Dal dicembre 2021, ogni inverno, la Val di Sole, e più precisamente il paese di Vermiglio, ospita una tappa della Coppa del Mondo di Ciclocross: un appuntamento unico nel suo genere in quanto si svolge interamente sulla neve. E indovina un po’ chi ha ideato il tracciato? Ovviamente il nostro DOF e trail builder Sergio Battistini con il supporto dell’intero staff Dolomeet e degli organizzatori del circuito.

Cos’è il ciclocross?

Il ciclocross è una disciplina invernale che trova il suo periodo ideale tra ottobre e febbraio, durante la pausa delle gare di ciclismo su strada. Questo sport affascinante si svolge su percorsi brevi e sterrati, spesso ricavati su prati e terreni collinari. I circuiti sono caratterizzati da tratti tortuosi, saliscendi e ostacoli che spesso costringono i ciclisti a scendere dalle bici e portarle in spalla, correndo nel fango. Questa è una delle caratteristiche più iconiche e riconoscibili del ciclocross.

Lo spettacolo del ciclocross sulle nevi della Val di Sole

Caratteristiche tecniche del percorso

Il tracciato misura 2500 metri in lunghezza, presenta un dislivello di 70 metri e offre una larghezza di circa 6 metri lungo tutta la sua estensione, permettendo ai corridori di sorpassarsi agevolmente. A metà percorso, è stata allestita una zona tecnica denominata pit zone dove gli atleti possono ricevere assistenza meccanica e rifornimenti. La pit zone è presente in due differenti punti, consentendo agli atleti di passarci due volte per ogni giro.

Delimitazione e sicurezza del percorso

La delimitazione del percorso è realizzata con pali di legno da 6 cm, posizionati ogni 6 metri su entrambi i lati, sui quali viene applicata una rete di nylon rossa alta 80 cm. Sono inoltre previsti dei punti di attraversamento pedonali denominati crossing point, larghi circa 150 cm, ben visibili e facilmente presidiabili durante gli eventi.

Gestione della neve

La gestione della neve è l’elemento chiave nella realizzazione di un tracciato di ciclocross di questo tipo. Le condizioni della neve variano in base alle precipitazioni e alla temperatura, sia di giorno che di notte, rendendo indispensabile un monitoraggio costante del fondo. Manteniamo uno strato di neve con un’altezza media di 10 cm. La neve viene poi battuta e fresata con il gatto delle nevi dove possibile, e con motoslitte nei punti più stretti.

Un evento iconico e affascinante

Il ciclocross sulla neve a Vermiglio rappresenta una sfida unica e affascinante per tutti gli appassionati di questo sport. Questo evento non solo mette alla prova le abilità tecniche dei ciclisti, ma offre anche uno spettacolo mozzafiato, rendendo ogni gara un’esperienza indimenticabile sia per i partecipanti che per il pubblico.

Venite a scoprire l’adrenalina e la magia del ciclocross sulla neve in Val di Sole!

Percorso bike Trial | Ciocco – Toscana

Nel 2019 la Coppa del Mondo di Bike Trial approda in Toscana, più precisamente nella tenuta del Ciocco: qui Dolomeet si è resa protagonista non solo come supporto all’organizzazione dell’evento e come direzione di gara, ma anche attraverso lo studio e progettazione del percorso. Vediamo assieme qualche dettaglio.

Cos’è il bike trial

Il bike trial è una delle discipline più emozionanti e spettacolari del ciclismo, dove i biker devono dimostrare eccellenti doti di equilibrio, forza, concentrazione, agilità e coordinazione per affrontare percorsi ad ostacoli molto impegnativi. Questa disciplina prevede l’uso di biciclette leggere ma estremamente resistenti. Le bici sono appositamente progettate per completare un percorso ricco di ostacoli di ogni genere. Inoltre, gli atleti devono governare la bici senza mai poggiare piedi o mani a terra.

La Storia della Coppa del Mondo di Bike Trial

Dolomeet ha partecipato all’organizzazione di tre edizioni della Coppa del Mondo di bike trial a Vermiglio, in Val di Sole. Nel 2019, l’evento si è trasferito in Toscana, al Ciocco, un luogo storico per il ciclismo dove si sono svolti i primi mondiali di mountain bike in Europa. Tuttavia, negli ultimi anni, le competizioni di Coppa del Mondo si sono spostate in contesti urbani per avvicinare il grande pubblico e rendere visibili le straordinarie evoluzioni compiute dagli atleti, affrontando la sfida di gestire l’organizzazione in contesti differenti.

La Struttura delle Competizioni

Nelle competizioni di bike trial, i percorsi vengono suddivisi in sezioni identificate con colori diversi che rappresentano il grado di difficoltà: Bianco, Verde, Blu, Rosso, Arancio e Giallo, in ordine crescente di difficoltà. Per realizzare i tracciati, vengono utilizzati materiali facilmente reperibili in loco.

Il bike trail al Ciocco

La tenuta del Ciocco è un’area privata nel cuore della Toscana che offre numerose strutture ricettive, luoghi di interesse artistico e naturale e impianti sportivi. È, infatti, risultata una location ideale per ospitare un evento di questo calibro. Il percorso si sviluppa sulla superficie di un fantastico campo da calcio con gradinate capaci di ospitare fino a 2000 spettatori.

La realizzazione del percorso

Con Dolomeet abbiamo dunque effettuato sopralluoghi nella tenuta e nelle zone limitrofe per trovare massi, tronchi e materiali edili in calcestruzzo come pozzetti e new jersey.

Una volta individuati gli ostacoli, il nostro esperto tracciatore Marco Patrizi li ha posizionati sul campo da calcio, creando un intreccio di percorsi di varia difficoltà. Questo lavoro richiede una progettazione molto specifica per sfruttare al meglio gli spazi disponibili e garantire che le strutture e i materiali posizionati abbiano un senso logico dal punto di vista tecnico. È inoltre necessario garantire la sicurezza del percorso.

Un Evento di Creatività e Precisione

Organizzare una gara di bike trial di questo livello non è solo una questione di logistica, ma anche di creatività e precisione. Il risultato è uno spettacolo mozzafiato che mette in luce le straordinarie abilità degli atleti e regala emozioni uniche a tutti gli spettatori, indipendentemente che ci si trovi tra le montagne trentine o tra i boschi dell’entroterra toscano.

Venite a scoprire l’adrenalina del bike trial e a vivere l’emozione di una competizione di livello mondiale!

Il Mobility Manager: chi è e cosa fa

Il Mobility Manager è un professionista dedicato alla gestione e all’ottimizzazione dei sistemi di mobilità all’interno di contesti specifici, come città, aziende o organizzazioni. La sua responsabilità principale è sviluppare e attuare strategie mirate a migliorare la mobilità, minimizzare l’impatto ambientale e favorire l’adozione di soluzioni sostenibili.

Le responsabilità di un mobility manager possono includere:

  1. Pianificazione della Mobilità: Sviluppare piani e strategie per migliorare la mobilità all’interno di una determinata area. Questo può coinvolgere la progettazione di reti di trasporto pubblico, la creazione di piste ciclabili, e la gestione del traffico.
  2. Sostenibilità: Promuovere soluzioni di mobilità sostenibili, come il trasporto pubblico, le biciclette, i veicoli elettrici e altre alternative a basse emissioni.
  3. Gestione del Traffico: Ottimizzare la gestione del traffico per ridurre congestioni e migliorare la fluidità del transito.
  4. Integrazione dei Servizi: Coordinare e integrare diversi servizi di trasporto, come il trasporto pubblico, le biciclette condivise, i servizi di ridesharing, per fornire opzioni di mobilità più complete e convenienti.
  5. Coinvolgimento della Comunità: Coinvolgere la comunità locale nella pianificazione e nell’implementazione di soluzioni di mobilità. Questo può includere la raccolta di feedback, la partecipazione a riunioni pubbliche e la creazione di programmi educativi.
  6. Tecnologie Smart Mobility: Utilizzare tecnologie innovative, come app per il trasporto pubblico, sistemi di pagamento elettronico e sensori per monitorare e migliorare la mobilità.

In sintesi, il Mobility Manager svolge un ruolo chiave nella creazione di sistemi di mobilità più efficienti, sostenibili e orientati alle esigenze della comunità.

Il Mobility manager: la normativa di riferimento

Con il Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Rilancio) convertito in Legge 17 luglio 2020 n. 77, si è voluto favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane attraverso la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.

In seguito a questa normativa, le imprese e le Pubbliche Amministrazioni con singole unità locali che superano i 100 dipendenti, situate in capoluoghi di Regione, Città metropolitana, capoluoghi di Provincia o comuni con più di 50.000 abitanti, sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) per il proprio personale dipendente.

L’obiettivo principale di questo piano è la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro.

Per attuare il PSCL, le aziende devono nominare un Mobility Manager, responsabile di coordinare e implementare le misure volte a favorire una mobilità più sostenibile tra i dipendenti.

Che cos’è il Piano degli spostamenti casa-lavoro

Il PSCL è un documento che mira a ridurre il traffico veicolare privato, identificando misure per orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile, alternative all’utilizzo individuale di veicoli privati a motore.

Queste misure sono delineate in base all’analisi degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, delle loro esigenze di mobilità e della disponibilità di trasporti nel territorio di riferimento.

Il PSCL delinea i benefici derivanti dall’implementazione delle misure previste, valutando i vantaggi per i dipendenti in termini di tempi di spostamento, costi di trasporto e comfort, nonché i benefici per l’impresa o la pubblica amministrazione in termini economici e di produttività. Vengono inoltre considerati gli impatti a livello ambientale, sociale ed economico sulla collettività.

Prima di redigere il PSCL, l’azienda deve comunicare al proprio mobility manager le risorse aziendali disponibili per lo sviluppo delle iniziative al fine di rendere efficace il piano.

Il PSCL si compone in generale di una sezione informativa e analitica sugli spostamenti casa-lavoro e di una sezione progettuale che propone le misure da adottare e i benefici attesi. Gli elementi minimi del PSCL sono dettagliati nell’Allegato 1 del Decreto Dirigenziale Numero 209 del 4 agosto 2021.

Il PSCL è veramente uno strumento efficace?

L’efficacia di un PSCL dipende in modo cruciale dall’interazione e dal coordinamento di tutti gli attori coinvolti nelle fasi di sviluppo e attuazione: il mobility manager aziendale, il direttivo aziendale e i dipendenti. Un costante coordinamento tra il mobility manager e le strutture interne responsabili delle risorse finanziarie e strumentali è essenziale per garantire l’effettiva implementazione delle misure previste nel piano.

In conclusione, le azioni promosse dai Manager della Mobilità offrono vantaggi significativi in termini di ottimizzazione dei costi sia per le imprese che per la collettività. L’impatto positivo si estende oltre l’ambito economico, influenzando favorevolmente l’ambiente e la salute dei cittadini. Attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico, del consumo di energia e delle emissioni di gas serra, tali interventi contribuiscono in modo sostanziale a un approccio più sostenibile e salutare alla mobilità urbana.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche Verso un miglioramento continuo: l’impegno per gli Obiettivi Agenda 2023

Perchè siamo convinti che Primabici sia la migliore balance bike presente sul mercato

È vero, siamo di parte, ma siamo anche sicuri che Primabici è la migliore balance bike presente sul mercato, e adesso vi spieghiamo il perchè.

Vuoi 8 motivi che ti assicurano che Primabici è la migliore bici senza pedali per il tuo bambino? Eccoli qui.

  1. LEGGERA E MANEGGEVOLE

Le balance bike Primabici hanno un peso che varia tra i 3,2 kg e i 3,9 kg in base alle ruote che montano. Questo le rende più maneggevoli e perfette anche per i bambini più piccoli, a partire dai 18 mesi.

  1. QUALITÀ DEI MATERIALI

Il telaio delle bici senza pedali Primabici è composto da una lega di alluminio e magnesio che garantisce stabilità e durevolezza nel tempo. La lega in questione è il 30% più leggera rispetto alle più comuni leghe di alluminio utilizzate in ambito ciclistico, è il 21% più resistente e non da ultimo è al 100% riciclabile.

Tra i metalli strutturali infatti il magnesio può essere considerato quello più leggero: la sua bassa densità, unita a proprietà meccaniche molto interessanti permette di realizzare componenti leggeri e molto robusti. Se poi diciamo delle sue buona capacità di assorbimento vibrazionale si può capire perché nel mondo della bici si guardi a questa lega con tanto interesse. Allo stesso tempo il magnesio è però un materiale che di difficile lavorazione: ecco il perchè di un costo più elevato rispetto ad alcuni prodotti concorrenti.

  1. POGGIAPIEDI ANTISCIVOLO

Tutte le Primabici sono dotate di poggiapiedi, componenti fondamentali per la crescita del bambino durante le diverse fasi di utilizzo, in previsione del passaggio ai pedali. Ve ne parliamo più approfonditamente in questo articolo.

In questo caso il poggiapiedi è composto da due pedane laterali integrate nel telaio le quali sono rivestite di uno speciale materiale antiscivolo che aiuterà i bambini nel tenere i piedi fermi e ben appoggiati.

  1. MANUBRIO

Forse il componente più importante di tutta la bicicletta. Il manubrio, elemento indispensabile per accompagnare il bambino nella crescita e nelle fasi si apprendimento dell’utilizzo della bici. Le balance bike Primabici montano un manubrio con le seguenti caratteristiche:

  • a piega bassa, con una curvatura minore per una posizione di guida caricata maggiormente in avanti e più agevole nelle fasi di curvatura
  • attacco manubrio riser per regolarlo in diverse posizioni in base alle proprie esigenze
  • con inclinazione regolabile
  • manopole ergonomiche con impugnatura morbida e resistente all’usura. Dotate di protezione dagli urti e rinforzi antiscivolo per la massima sicurezza, impendendo lo scivolamento e lesioni alla mano in caso di incidenti laterali.

  1. PIU VERSIONI DISPONIBILI

Grazie alla possibilità di scegliere tra le ruote in gomma e quelle gonfiabili, le bici senza pedali di Primabici possono essere utilizzate su qualsiasi superficie a partire dai 18 mesi fino ai 5 anni. Le balance bike infatti sono disponibili con ruote in EVA FOAM in gomma antiforatura e non necessitano di manutenzione: queste sono perfette per i bambini alle prime armi e possono essere utilizzate in casa per prendere confidenza e poi all’esterno su strada o sterrato.

Le ruote con pneumatico gonfiabile garantiscono invece una guida più divertente su tutti i tipi di terreno grazie ad una maggior aderenza e tenuta laterale. Il cerchio e i raggi non sono più in plastica, bensì in alluminio. Se questo tipo di ruota necessita più manutenzione e controllo, sarà però in grado si offrire prestazioni migliori e una velocità di avanzamento più elevata.

Scopri come gonfiare al meglio le ruote delle balance bike attraverso questo approfondimento.

  1. COLORI

Nello shop Primabici è disponibile un’ampia scelta di colori per soddisfare i gusti di tutti i bambini, genitori e nonni. Puoi scegliere tra 8 differenti versioni con combinazioni di colori diverse.

  1. ACCESSORIO NEVE

Il vero plus delle balance bike Primabici è la possibilità di utilizzarle tutto l’anno! Grazie al kit Primabici Ski Set sarà possibile trasformare la bici senza pedali in un paio di sci per il divertimento anche sulla neve.

Con la balance bike sulla neve
  1. SCELTA DAI CAMPIONI

Hai bisogno di un’ulteriore garanzia di qualità? Le Primabici Garelli sono la prima scelta dei campioni!

Alessandro De Marchi, campione europeo di Ciclismo, ha scelto una Primabici Neroassoluto per il piccolo Giovanni. Guarda il video!

Sonny Colbrelli, ex ciclista professionista che tra i vari successi vanta anche un oro alla Parigi-Roubaix, ha optato invece per la Special Edition per Tomaso. Guarda il video!

Per la piccola Lisa invece, figlia di Tania Cagnotto, nella sua cameretta c’è già una Primabici Rosavivace ad aspettarla appena diventerà più grandicella.

Dove provarla

Non ti abbiamo ancora convinto che Primabici è la migliore balance bike presente sul mercato? Allora non ti resta che provarla.

Puoi testare le bici senza pedali Primabici presso le Balance Bike School ufficiali oppure sulla pump track durante uno dei tanti eventi organizzati da noi: seguici sui social per restare aggiornato sui prossimi test bike in programmazione.

Dove acquistare

Se ti è rimasto ancora un dubbio, puoi passare presso la nostra sede in Località Zona Industriale, 21 – 38027 Malé (TN) dove i nostri esperti ti mostreranno la balance bike e potrai acquistarla direttamente. Altrimenti comprala sull’e-commerce oppure presso uno dei tanti rivenditori sparsi in tutt’Italia.

Identikit del cicloturista secondo il 3° Rapporto Italiano sul Cicloturismo

Il cicloturismo rappresenta un fenomeno sfuggente e variegato, di difficile analisi e perimetrazione, quindi fornire una definizione precisa non è mai stata un’operazione semplice. Quella che va per la maggiore è sicuramente quella elaborata dall’ECF (European Cyclist Federation).

“visita ed esplorazione del luoghi a scopo ricreativo, di uno o più giorni, incentrata in modo prevalente e significativo sull’uso della bicicletta per finalità di svago.”

European Cyclist Federation

Identikit del cicloturista: i 3 profili

Siamo di fronte ad uno scenario piuttosto variegato con un profilo poliedrico, composito e complesso. Legambiente prova comunque a delineare un identikit del cicloturista nel 2022. Nel suo 3° rapporto Italiano sul Cicloturismo, delinea tre tipologie di cicloturista:

  • IL TURISTA CON LA BICICLETTA. È un turista che utilizza la bicicletta per spostarsi e conoscere il territorio, tendenzialmente noleggiando il mezzo sul luogo. L’uso della bicicletta può essere funzionale a contesti diversi: la visita del centro storico e la gita verso località limitrofe di particolare rilievo. Può anche avere complementari motivazioni legate alla pratica sportiva ed al tenersi in forma.
  • IL CICLOTURISTA PURO. Si tratta prima di un ciclista e poi di un turista che ha la dimensione della vacanza in sella come propria motivazione principale. Difficilmente si limita a passare le proprie notti in un unico esercizio ricettivo, ma più spesso svolge una vacanza itinerante a tappe. 
  • IL CICLOESCURSIONISTA. Utilizza la bicicletta per visitare un luogo non troppo distante dal suo domicilio abituale e godere del paesaggio. Si tratta di un escursionista che può aver raggiunto il luogo di visita utilizzando un mezzo di trasporto pubblico o privato, che sta svolgendo una crociera e noleggia una bicicletta nel luogo di sbarco. 


Cicloturisti puri (%)Turisti in bicicletta (%)


ItalianoStranieroTotaleItalianoStranieroTotale
SESSOMaschio49,560,455,154,250,752,6
Femmina50,539,644,945,849,347,4
ETÀBaby boomers12,721,717,38,312,210,1
Generazione X35,53032,7313131
Generazione Y39,336,537,844,443,544
Generazione Z127,89,813,912,313,1
Senior0,642,42,511,8
TITOLO DI STUDIOLicenza elementare0,300,10,23,11,5
Scuola media inferiore14,416,515,5154,710,1
Scuola media superiore55,352,75458,853,956,5
Laurea3030,830,426,138,331,9
PROFESSIONEOccupato80,272,476,277,378,177,7
Pensionato2,811,77,45,610,78
Disoccupato/inoccupato5,33,44,33,12,93
Casalinga5,46,76,15,44,65
Studente6,35,86,18,63,76,3
SITUAZIONE ECONOMICA DICHIARATAMolto alta01,20,60,30,50,4
Alta10,912,14,93,4
Medio alta17,21516,117,116,917
Media4043,741,939,321,831
Medio bassa24,412,318,225,229,627,3
Bassa16,726,92215,926,320,9
Molto bassa0,700,30,200,1
COMPAGNIA DI VIAGGIODa solo19,623,421,6201618,1
In coppia35,423,829,435,138,636,8
famiglia (bambini fino ai 6 anni)18,519,218,92213,918,2
famiglia (bambini oltre i 6 anni)5,79,67,77,58,98,2
Con amici1921,920,514,32217,9
Colleghi di lavoro1,42,11,80,300,1
Gruppo organizzato0,200,10,80,60,7
SPESA MEDIA A PERSONAViaggi A/R (media a persona)92,4 €234,7 €163,5 €91,7 €173,1 €131 €
Alloggio (media giornaliera)44,8 €60 €53,1 €55,5 €46,8 €50,6 €
Spesa media giornaliera71,1 €68,5 €69,7 €77,5 €70,1 €74 €
Identikit del cicloturista: cicloturisti puri VS Turisti in bicicletta

Il maggior mercato di provenienza è quello tedesco della Germania, in particolare per quanto riguarda MTB elettriche e biciclette da cicloturismo elettriche. A seguire troviamo Francia e Regno Unito (bici da corsa, gravel bike e bici da cross). Si segnalano comunque forti crescite sul mercato polacco soprattutto nel settore delle bici da corsa e in Italia per bici da corsa e da cicloturismo.

Capacità di spesa

Le informazioni raccolte da Isnart presso i turisti italiani e stranieri consentono di stimare una spesa complessiva di 4,1 miliardi di € nel 2022, pari al 4,3 % dell’intera spesa turistica generata in Italia. Il cicloturismo è un turista essenzialmente benestante, con una spesa media giornaliera che si attesta attorno ai 75€.
Il cicloturista spalma soldi lungo tutto il territorio che attraversa per soddisfare i suoi bisogni, primari e secondari: dal rifornimento (cibo) all’assistenza, passando per le visite ai siti culturali e agli alloggi bike friendly o per bici a noleggio. Per questo i cicloturisti spendono più della media dei normali turisti. Nel complesso, i cicloturisti mostrano una frequentazione di ristoranti e pizzerie superiore a quella dei visitatori generici nonché un’attenzione riservata all’acquisto di beni alimentari e in particolare all’offerta enogastronomici locale. Cibo, vino, prodotti locali in genere sono naturalmente argomenti che possono orientare in maniera convincente verso una destinazione o l’altra.

A suffragare questa tesi uno studio condotto nel 2014 dall’Università del Montana e uno studio dell’ENIT del 2015. Il motivo non è un mistero: chi si muove in bicicletta non deve pagare per benzina, bollo, assicurazione e altre spese. Di contro ha un maggiore fabbisogno di calorie per far girare i pedali e più denari a disposizione per farsi coccolare durante la notte dopo una giornata intera passata a faticare.
Anche in tempi di difficoltà economica generale, i cicloturisti sono molto ben disposti a spendere, a patto di avere servizi di qualità elevata e su misura per le loro esigenze. I cicloturisti infatti cercano strutture ricettive che dispongano di locali chiusi e sicuri per la custodia delle bici, aree attrezzate dove poter riparare o sistemare le biciclette e la presenza di personale competente che li sappia guidare ed orientare. Di questo te ne parliamo più approfonditamente nella nostra Guida su come allestire un Bike Hotel.

PNRR | Reti ciclabili e mobilità sostenibile

Vi abbiamo già ampiamente parlato in precedenza di come 600 milioni di euro dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile consentiranno di incrementare notevolmente i km di percorsi ciclabili sul territorio italiano: ma quali sono le altre missioni del PNRR che, in maniera indiretta, possono contribuire al rafforzamento delle reti infrastrutturali e di servizi in un’ottica di qualificazione dell’offerta cicloturistica del Paese?

Turismo e Cultura – M1C3

Il primo risultato potremmo vederlo dalla misura per l’attrattività dei borghi: un investimento pari a 1,02 miliardi di euro per sostenere lo sviluppo delle aree rurali, periferiche e i borghi, contesti ideali per una fruizione lenta e sostenibile quale quella del viaggio in bicicletta. Stesso discorso vale per i 600 milioni previsti per la tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale.

Agricoltura sostenibile ed economica circolare – M2C1

Un incentivo alla transizione arriva anche per 19 piccole isole con l’obiettivo di trasformarle in altrettanti laboratori per lo sviluppo di modelli 100% verdi e auto-sufficienti. Un investimento di 200 milioni di euro che interesserà la rete elettrica e idrica, le energie rinnovabili, la gestione dei rifiuti e la mobilità a emissioni zero: questa la linea “Isole verdi”. Nella stessa missione della Rivoluzione Verde e Transizione ecologica, disponibili anche 140 miloni di euro per le comunità locali che promuovono la sostenibilità energetica, ambientale e sociale (Green Communitites).

Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore – M5C2

Grandi soddisfazioni in termini di reti ciclabili e mobilità sostenibile arriveranno anche da una delle misure del PNRR che più ci stanno a cuore, quella dedicata allo “Sport e inclusione sociale”. Qui sono rivolti 700 milioni di euro da attribuire al recupero delle aree urbane attraverso gli impianti sportivi: l’obiettivo è di migliorare le strutture sportive e i parchi cittadini, promuovendo sostenibilità e innovazione, per favorire la socializzazione e l’inclusione, valori fondanti dello sport. Oltre ad avere un rilevante impatto economico con la sua impiantistica e le numerose attività che vi ruotano attorno, per la società italiana lo sport rappresenta una delle reti di aggregazione sociale più importante, in cui il cicloturismo, letto nella sua componente ludico-sportiva, ben si colloca. 

Interventi speciali per la coesione territoriale – M5C3

Per concludere, un altro incentivo rivolto alle zone più disagiate e periferiche della nostra nazione inserito all’interno della missione Inclusione e Coesione: 830 milioni di euro per combattere lo spopolamento, e il conseguente degrado, delle aree periferiche e promuovere iniziative per valorizzare il patrimonio naturale, culturale e le filiere produttive locali, favorendo la ripresa economica e sociale delle aree interne, da Nord a Sud. Con la “Strategia nazionale per le aree interne” infatti si punta ad incrementare l’attrattività delle aree interne al fine di risolvere al contempo problemi di disagio sociale, grazie all’erogazione di servizi di accessibilità ai territori e di collegamenti con i centri urbani che possono essere sviluppati anche tramite reti ciclabili.

Salute, sicurezza e ambiente: perchè sempre più persone utilizzano la bicicletta

Appurato: chi usa la bicicletta vive 2 anni in più e ne dimostra 8 in meno. È sostenibile, economica e fa bene alla salute. Ecco perché sempre più italiani sono tornati ad utilizzare la bicicletta.

Stando ai dati di Legambiente il cicloturismo occupa il 4% del totale nel 2022 ma, secondo Ipsos, solo il 10% adotta la bicicletta come mezzo per andare a lavoro. Vediamo cosa ne pensa Alessandro Tursi, presidente Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

“In Italia due spostamenti in auto su tre avvengono in città e sotto i tre chilometri, siamo tra i peggiori d’Europa, e non vale più nemmeno la scusa che non siamo l’Olanda, che da noi non è tutta pianura: con la bici con la pedalata assistita si può fare tutto, anche in territorio collinare”.

I 3 perchè di Tursi per utilizzare maggiormente la bicicletta.

Benefici per l’ambiente

La bici è una soluzione climatica, urbanistica e per la sovranità energetica, ci permette di usare le risorse in modo più intelligente, non inquina, ci rende energeticamente più sicuri e fa risparmiare lo spazio pubblico, al posto di un’auto entrano dieci bici parcheggiate. I nostri spazi urbani, bellissimi, sono ormai dei grandi parcheggi ad aria aperta.

Benefici per la salute

Siamo ormai il paese europeo con maggior numero di bambini obesi, non a caso abbiamo un rapporto di 5 auto ogni bambino, ossia 40 milioni di auto e 8 milioni di bambini. L’80 per cento di loro va a scuola in macchina. Solo il 20 per cento a piedi. In Germania è l’esatto opposto, l’80 per cento va a piedi, in Giappone il 97 per cento. Le buone abitudini si prendono da piccoli. Una persona che si muove quotidianamente in bici ha un’età biologica di otto anni in meno e un’aspettativa di vita di due anni in più, quindi è utile per tamponare l’attuale squilibrio demografico.

Benefici in termini di sicurezza

La bici è inoltre una soluzione al problema dell’incidentalità stradale, è acclarato che si muore di più sulle strade laddove si usa di meno la bici. I paesi dove c’è la più bassa mortalità stradale sono Danimarca e Olanda, ossia quelli dove si va di più la bicicletta. Dal 1819 a oggi, il velocipede ne ha fatta di strada. Sempre su due ruote. Rigorosamente ecosostenibile. 


Se vuoi cominciare ad utilizzare più spesso la bici anche tu, allora scopri anche se il casco è obbligatorio o no e in quali occasioni: leggi l’approfondimento.

Magazine Ciclismo Trentino 2023 | Presentazione ufficiale

Con l’inizio della stagione del pedale, domenica 26 marzo nelle edicole, in omaggio con il quotidiano L’Adige, è stato distribuito il Magazine del Ciclismo Trentino 2023.

Un’edizione di 64 pagine realizzata da MediaAlpi con il coordinamento del giornalista Marco Fontana e la collaborazione delle società ciclistiche trentine è stata presentata giovedì scorso alla Sala Rusconi del Coni Trentino, a a SanbàPolis di Trento.

Il programma della presentazione

A fare gli onori di casa ed aprire la mattinata, la presidente del Comitato trentino della FCI Giovannina Collanega e il direttore del quotidiano L’Adige Pierluigi Depentori.

Per noi il Magazine è fondamentale perché dà la meritata visibilità a società ed eventi della nostra Federazione, composta per lo più da volontari che lavorano 365 giorni all’anno

GiovanINna Collanega, presidente FCI Trentino
da sinistra Demozzi, Kaswalder, Mora, Panetta, Castelli, Collanega, Depentori, Corradini, Zanardi e Casagranda

Le autorità presenti

La presidente del Coni Trentino Paola Mora, l’assessore allo sport del Comune di Trento Salvatore Panetta e il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

Gli argomenti più discussi

  • “Io ci provo”. Challenge multidisciplinare che dopo il felice esordio del 2022 è pronta ad allargare gli orizzonti verso gli esordienti e la bmx, nella convinzione che l’acquisizione di sempre maggiori abilità nelle varie discipline sia sempre più fondamentale.
  • In tema di sicurezza,  il vicepresidente della FCI trentina Roberto Corradini ha elencato le iniziative della Federazione per sensibilizzare i vari attori sul tema. Il consigliere Paolo Castelli ha invece sottolineato l’esigenza di avere quanto prima un circuito protetto a Trento, attribuendo alla sinergia tra Comune, Provincia e Federazione la responsabilità di tale progetto di cui si parla da 15 anni.
  • Eventi. Sergio Battistini per la presentazione della Coppa del Mondo MTB che si terrà in Val di Sole dal 30 giugno al 2 luglio. Maurizio Evangelista con il Tour of the Alps e i Campionati italiani a Comano Terme. Per concludere con le Tappe del Giro d’Italia che il 23 e il 24 maggio toccheranno il Trentino tra l’arrivo del Bondone e la partenza da Pergine Valsugana.

Il mio ruolo più difficile nel mondo del ciclismo? Quello di organizzatore, perché ti espone a tante responsabilità regalandoti però tante soddisfazioni

Stefano Casagranda, ex professionista e ora presidente del Veloce Club Borgo

Zeus Charging Station | Colonnine per la ricarica di bici elettriche

Zeus è la gamma di soluzioni per la ricarica delle bici elettriche made in Trentino: colonnine, stazioni e parcheggio per ebike e veicoli elettrici leggeri. Vediamo di seguito le caratteristiche e le diverse soluzioni proposte.

Cosa contraddistingue le soluzioni di ricarica Zeus?

  • Adatte per l’installazione in ambienti pubblici aperti a terzi

I sistemi di ricarica Zeus rispettano la Norma CEI EN 61851-1 ed erogano il servizio di ricarica in Modo 3 tramite prese Schuko con interblocco, USB o plugin proprietari. Si tratta dunque di soluzioni ideali anche per Enti Pubblici e grandi aziende.

  • Qualità e sicurezza

Le colonnine di ricarica bici Zeus sono realizzate nel pieno rispetto delle principali normative sulla sicurezza. Le nostre strutture di ricarica bici garantiscono resistenza agli urti (grado IK08) e montano componentistica certificata IP55.

  • Modularità

Massima flessibilità nel comporre la stazione sulla base delle richieste del cliente. Zeus offre supporto dinamico da parte dello staff tecnico per il dimensionamento della struttura.

  • Messa in rete e app mobile

Le stazioni di ricarica ebike sono attivabili direttamente scaricando e utilizzando Zeus App permetto velocità e facilità di utilizzo. Grazie all’integrazione con il gestionale Zeus  il gestore ha accesso a migliaia di possibilità, sia di monitoraggio che di controllo delle colonnine e del loro utilizzo.

  • Non solo ricarica, anche manutenzione

Tutte le soluzioni Zeus Charging Station sono dotate di 24 attrezzi per attività di riparazione e manutenzione della bicicletta. 

  • Pronta consegna

Tutte le soluzioni firmate Zeus sono in pronta consegna. Dal momento dell’ordine, in 15 giorni la tua colonnina sarà montata e pronta per essere usata.

Soluzioni disponibili

Sistemi di ricarica

Zeus Easy e Zeus One

  • 4 punti di ricarica (2 prese Schuko interbloccate, 2 prese USB sempre attive)
  • possibilità di aggiungere fino a 4 caricabatterie opzionali di diversi brand per l’attacco diretto del mezzo
  • vano riparazione con 24 utensili per la manutenzione della bici
  • 2 sostegni – utilizzabili a sella per la bici oppure a manubrio per il monopattino
  • Blocco antifurto per lo stallo durante la ricarica.
  • Attivazione della ricarica: o tramite pusante oppure tramite App o tessera RFID.

Stazioni S-Block

  • Soluzione modulare configurabile che permette di ricaricare contemporaneamente da 1 a 10 e-bike.
  • possibilità di aggiungere fino a caricabatterie opzionali di diversi brand per l’attacco diretto del mezzo
  • vano riparazione con 24 utensili per la manutenzione della bici
  • Sostegni a manubrio
  • Vano deposito con una capienza di 27 litri
  • Blocco antifurto per lo stallo durante la ricarica.
  • Attivazione della ricarica: tramite App oppure tessera RFID.

Sistemi di parcheggio

Modular Parking è una soluzione nuova e ordinata per parcheggiare bici e monopattini. Dotato di 5 sostegni bike a manubrio, disposti 3 sul fronte e 2 sul retro.

Può essere utilizzato come struttura autonoma oppure come modulo da aggiungere a qualsiasi stazione di ricarica Zeus.

Ricevi un preventivo

Invia una mail a info@zeuschargingstation.com oppure chiama il +39 0463 901272 per avere maggiori informazioni e ricevere un preventivo personalizzato.

Inaugurata la scorsa domenica la nuova pump track di Arma di Taggia

Concludiamo l’anno in bellezza con l’inaugurazione della pump track di Arma di Taggia: la struttura si trova in Via San Francesco, di fronte alla sede comunale ed inserita nel nuovo parco urbano Life Park.

Il Life Park in zona Levà, oltre alla pista per mountain bike, presenta una palestra a cielo aperto, un’ampia area giochi con un percorso avventura, un’area cani con attrezzatura per la dog agility e una pista di pattinaggio. In previsione poi l’implementazione di strutture per lo skateboard.

La pump track

Realizzata da Trail Generation, rete di imprese tra Dolomeet e Trail Zone, già nel mese di Luglio 2022, la pump track di Taggia è lunga circa 135 metri. Sinuosa e giocosa proprio come una pista di Formula 1, con interesezioni di corsia che permettono di creare traittorie sempre nuove. Facile da raggiungere, con una vista mozzafiato sulle Alpi Liguri e a sole due pedalate dalla spiaggia, d’obbligo un tuffo al mare dopo una session di riding.

L’inaugurazione

Domenica 18 dicembre, al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Mario Conio, insieme al suo vice Espedito Longobardi, l’Amministrazione al completo e il Senatore Gianni Berrino. Presenti anche i campioni di mountain bike Loris Revelli (campione Italiano Downhill cat. Elite, 25° overall World Cup e 33° nel ranking mondiale), Sofia Priori (campionessa italiana Downhill cat. Junior e 15ˆ nel ranking mondiale di categoria), Filippo Murachelli (campione italiano Downhill Under 15) e Mattia Bianco (campione regionale Piemonte).

Dopo l’inaugurazione i campioni hanno anche deliziato i molti presenti con una serie di giri sulla pista di pump track che sarà poi aperta a tutti i cittadini.

Il ruolo del Consiglio Comunale Ragazzi (CCR)

All’inaugurazione presente anche il CCR, Consiglio Comunale dei Ragazzi di Taggia. L’idea del parco infatti nasce proprio da loro che, negli scorsi anni, avevano chiesto alla precedente amministrazione di realizzare una pista pump track nell’area in questione. L’amministrazione Conio ha voluto riprendere il progetto ampliandolo e andando a realizzare un vero e proprio parco urbano dedicato allo sport all’aria aperta.

Per dare sempre più importanza al volere e alla creatività dei bambini, l’amministrazione ha inoltre chiesto ai ragazzi del CCR di proporre e trovare un nome al parco. Tante le bellissime proposte giunte dagli alunni delle scuole secondarie di Arma, Taggia e Levà ma è stata quella del giovane Alessandro Lanteri, alunno della 3A dell’Istituto Comprensivo di Arma ad avere la meglio.

Il nome e la grafica del Parco Urbano sono stati creati dal giovanissimo Alessandro Lanteri della 3° A dell’Istituto Comprensivo Arma

Scopri le altre pump track inaugurate nel mese di novembre: Ozzano dell’Emilia, Monterotondo Marittimo e Corno di Rosazzo! Clicca qui: https://bit.ly/nuove-pump-track-italia