Come nasce un percorso di cross country per la Coppa del Mondo? | Red Bull Bike Italia

La mia intervista per Red Bull Bike Italia, dove racconto come si progetta e si realizza un percorso mtb cross country valido per il circuito di Coppa del Mondo UCI.

Quali sono le tempistiche relative alla progettazione e quali quelle di realizzazione di un percorso di cross country?

Dipende se va progettato un percorso ex-novo oppure si implementa un percorso esistente. Se si parte da zero ovviamente bisogna partire molto presto e seguire tutto l’iter progettuale. Per prima cosa è necessario individuare la proprietà dei terreni attraverso le particelle catastali, effettuare degli approfondimenti per capire se ci sono aree protette oppure di tutela, fare l’analisi dell’idrografia, del rischio idrogeologico e della corografia in generale.

Non è facile rispondere alla domanda, ma per quanto riguarda la definizione del progetto solitamente in 3 mesi il progetto è pronto poi i tempi per le autorizzazioni dipendono molto da regione a regione e sono molto aleatori. Per esperienza ti posso dire che almeno 12 mesi sono necessari per le autorizzazioni formali. Per la realizzazione, in base alle tempistiche da rispettare, ci si organizza con le squadre operative. Il mio consiglio è di fare i lavori durante l’autunno in modo tale che il terreno poi si stabilizza ed sia pronto per essere utilizzato la primavera.

Esiste un iter di analisi del terreno?

Prima di tutto va individuato un versante che si presti per i seguenti aspetti:

  • Tecnici relativi al percorso
  • Tipologia di fondo e features naturali presenti
  • Dislivello e sviluppo metrico del versante
  • Accessibilità da parte di pubblico e mezzi di soccorso
  • Visibilità e spettacolarità

Ovviamente per riuscire ad analizzare bene un terreno è necessario fare il sopralluogo quando il verde non è ancora particolarmente diffuso. La stagione migliore è decisamente l’autunno e, dove non c’è neve, l’inverno. In questo modo si riesce bene a vedere il fondo, lo sviluppo del versante e si riescono a definire le linee migliori.

Che strumenti sono indispensabili nella fase di studio e sviluppo?

Molto importante lo studio da remoto tramite il pc. Attraverso l’utilizzo di strumenti ormai evoluti si riescono a ricavare molti dati del terreno e di quello che si troverà durante il sopralluogo. Oltre a questo poi si riesce ad avere una panoramica di insieme migliore e, a livello di design, si possono preparare diverse ipotesi poi da verificare sul campo.
Durante il sopralluogo sul campo è poi indispensabile essere dotati di strumentazione GPS con una buona accuratezza del segnale. Grazie ai waypoint si possono prendere appunti sul campo. Inoltre per rilevazione puntuale della pendenza spesso si utilizza anche l’inclinometro.

Di quale figure si avvale un’organizzazione per sviluppo e realizzazione?

Il lavoro viene svolto tramite lavoro di squadra tra un trailbuiler e un progettista: solitamente il trailbuilder definisce le linee, le tipologie di realizzazioni e di interventi da fare, il dislivello e tutte le features da inserire nel percorso il progettista interpreta in “burocratese” e mette su carta le idee del trailbuilder.
Nel mio caso ho la fortuna che con la mia società Dolomeet srl abbiamo un tecnico interno e sviluppiamo regolarmente progetti di nuovi trail, per questo posso dire che grazie all’esperienza maturata in Val di Sole abbiamo raggiunto un elevato know how in questo settore che esportiamo sul territorio nazionale.

Ci sono standard internazionali che un’organizzazione deve rispettare?

Si parte sicuramente dallo studio del Regolamento UCI inerente la realizzazione e le caratteristiche che deve avere un percorso XCO. Il trend è quello di realizzare percorsi più corti rispetto al passato e stare nel minimo di sviluppo previsto da regolamento, cioè 4km. Gli aspetti principali da considerare sono:

  • Sicurezza dei riders;
  • Sicurezza del pubblico;
  • Spettacolarità e “tv friendly”;

UCI ha una figura che si preoccupa di valutare la qualità dei percorsi realizzati e di dare il nullaosta alla manifestazione. Nel nostro caso abbiamo avuto una fase di coaching i primi anni più marcata, adesso invece abbiamo piuttosto carta bianca nel dare sfogo alle nostre idee e questo mi da tanta soddisfazione.

Dal progetto alla realizzazione, qual è il primo step esecutivo?

La prima cosa da fare sicuramente è il course taping, quindi definire con del nastro la linea del tracciato e poi procedere con i lavori. In questa fase è molto importante non farsi prendere dall’impeto di volere fare in fretta ma è indispensabile fare scelte studiate e ponderarle bene.

L’esperienza poi ci insegna che le incognite che troviamo nella realizzazione rispetto alle idee progettuali possono essere diverse, per questo motivo il trailbuilder deve essere sempre presente in tutte le fasi della lavorazione e gestire situazioni non previste.
Successivamente si procede con la pulizia del corridoio di lavorazione e con gli altri lavori previsti.

Quali sono i materiali utilizzati per shaping e riempimento?

A me piace dividere queste lavorazioni in due: interventi a mano (natural) e interventi con mezzi (build). Il nostro percorso ad esempio è stato suddiviso in 3 sezioni: natural, regular e costruito (build).
Per il natural si effettuano interventi di sistemazione a mano, trail shaping, rock armoring con badile, piccone, macleod invece per il costruito utilizziamo scavotore o ragno con benna orientabile e dove necessario andiamo ad apportare materiale misto terra e frantumato da cava nella miscela perfetta per avere il giusto grip e drenaggio del fondo. Molto utile la motocarriola autocaricante per spostare materiale e battere il fondo.

Quando un percorso diventa definitivo e idoneo per una coppa del mondo?

Sicuramente dopo averci lavorato parecchio e averlo provato e riprovato in sella alla bike, è solo “girandoci” poi in bici che si notano i particolari e gli ultimi interventi che fanno la differenza. In Val di Sole l’idoneità viene data successivamente alla track walk con il delegato tecnico UCI che ha l‘ultima parola sul lavoro fatto.

Quanto è cambiata nel tempo la progettazione? Quali sono le richieste attuali e differenti rispetto al passato?

Come tutte le cose anche lo sviluppo di percorsi XCO è in continua evoluzione, si tratta di un connubio tra l’evoluzione delle biciclette e la conseguente evoluzione dei percorsi xco, ognuna di queste due parti mette la sua parte e di conseguenza ci si spinge verso il futuro dello sport di questa disciplina.
C’è tanta sete di show: più portiamo i percorsi verso la gente più il pubblico si appassiona, dobbiamo cercare di dare visibilità a questa stupenda disciplina e per farlo dobbiamo cercare di rendere il più possibile visibili e accessibili al pubblico i nostri percorsi.

Quale sarà il futuro di questo processo?

Io penso che ogni percorso deve riuscire ad esprimersi per quello che può offrire, nel mio immaginario ogni località dovrebbe riuscire a differenziarsi e a mettere in evidenza la propria identità e DNA che non è replicabile e ripetibile da altre parti. Il vero futuro di questo processo è delineato dalla creatività dei singoli organizzatori, in questo momento lo standard viene definito dalle competenze acquisite sul campo da tutti noi e il futuro lo stiamo scrivendo stagione per stagione andando a migliorare e a implementare i nostri amati percorsi.

Il Giro d’Italia arriva in Trentino con due emozionanti tappe!

È iniziata lo scorso 6 maggio a Budapest la più famosa corsa a tappe maschile di ciclismo su strada nel panorama italiano, che terminerà domenica 29 maggio con la cronometro di Verona. E come sempre, anche quest’anno il Giro d’Italia non si dimentica di passare per il Trentino.

Nelle 21 tappe in programma, verranno percorsi un totale di 3446km, con una media giornaliera di 164km e circa 50mila metri di dislivello complessivi.

Il Giro d’Italia sbarca in Trentino…

Le località del Trentino sono pronte ad ospitare il Giro d’Italia nelle giornate del 25 e del 26 maggio con due tappe inedite. Un’occasione unica di ammirare e condividere le bellezze della nostra Regione!

Tappa 17 – Mercoledì 25 maggio 2022

Partenza da Ponte di Legno e arrivo a Lavarone.

La tappa numero 17 del Giro d’Italia, inizia a Ponte di Legno, in provincia di Brescia. 

Dopo un primo strappo fino al Passo del Tonale, una partenza soft per i corridori che affrontano subito 70km in discesa percorrendo la Val di Sole e la Val di Non, fino alla piana della Rotaliana.

Qui incominciano le difficoltà con la prima salita della giornata per raggiungere la frazione di Palù di Giovo. Si prosegue poi con un’altra importante scalata per il Passo del Vetriolo con un dislivello di quasi 1000m.

Ma le difficoltà della giornata non sono ancora finite per i corridori: devono affrontare il Passo del Menador, detto anche Kaiserjägerweg. Una strada costruita per scopi bellici, impervia e con pendenze medie del 9.9%, ma che raggiunge una punta anche del 15%. Questo tratto di 8km ricco di tornanti sarà fondamentale per decidere le sorti della gara.

La tappa si conclude a Lavarone, dopo 168km e un dislivello complessivo di 3730m.

Altimetria 17 tappa Giro Italia in Trentino
Tappa 17 – Profilo altimetrico

Tappa 18 – Giovedì 26 maggio 2022

Partenza da Borgo Valsugana e arrivo a Treviso.

La Diciottesima Tappa parte dal comune di Borgo Valsugana con un percorso più lineare.

Il tracciato di questa giornata è più agevole perché passa prevalentemente su strade larghe e rettilinee.  Un’ottima occasione per i velocisti del Giro che dovranno però prestare molta attenzione alla presenza di attraversamenti cittadini, rotatorie e spartitraffico, soprattutto in previsione di un arrivo di gruppo. 

Le uniche difficoltà presenti sono le Scale di Primolano e il Muro di Ca’ del Poggio che richiedono maggiore impegno e sforzo ai corridori. 

Dopo 152km e un dislivello di 1150m, i corridori arriveranno dunque a Treviso.

Altimetria 18 tappa del Giro Italia in Trentino
Tappa 18 – Profilo altimetrico

Non ci resta altro che seguire l’evento per sapere chi indosserà la famosissima Maglia Rosa in Trentino!

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La Bicicletta nell’Arte

La bicicletta fa ormai parte della nostra quotidianità. Siamo abituati ad ammirarla ed utilizzarla in vari contesti e occasioni, ad esempio per andare a lavoro, nella pratica del ciclismo o per delle semplici scampagnate. Nel corso degli anni, però, qualcuno è andato oltre questa tradizionale visione trovando nella bicicletta una vera e propria ispirazione, tanto da renderla protagonista di opere ed installazioni d’arte.

La bicicletta come protagonista di opere ed installazioni artistiche

L’idea di fondo che viene raffigurata e condivisa è il movimento. Chi ammira queste tele si trova immerso e coinvolto nel moto che viene creato. In alcuni casi, però, forte rilievo lo assume la condivisione di messaggi e contenuti più profondi.

Come nell’opera “Le chaîne Simpson” della Toulouse Lautrec. Questa campagna pubblicitaria, che puntava alla sponsorizzazione di una catena di biciclette, condivide il concetto della parità di genere. Infatti sul tandem troviamo Lisette Marton, campionessa europea di ciclismo che indossa abiti considerati all’epoca solo maschili.

La bicicletta protagonista di opere ed installazioni: Le chaîne Simpson di Lauterec

TOULOUSE LAUREC

LE CHAÎNE SIMPSON

1896

La bicicletta: un ottimo punto di partenza per i futuristi

Il tema della bicicletta, del ciclista e del loro legame, fu molto amato e apprezzato dai futuristi. Diedero vita a delle rappresentazioni più attive ed incisive, con linee e colori che si intersecano tra loro per condividere dinamismo e movimento.

Umberto Boccioni con l’opera “Dinamismo di un ciclista” seppe rappresentare la trasformazione che il ciclista e la bicicletta subiscono durante il loro percorso. Un’espressione dello spostamento del corpo, della velocità e della forza.

UMBERTO BOCCIONI

DINAMISMO DI UN CICLISTA

1913

Anche Gerardo Dottori diede spazio ad una rappresentazione simile dove il paesaggio circostante si integra con la figura del ciclista e della bicicletta. L’opera diventa dunque agli occhi dell’osservatore un’unica cosa.

GERARDO DOTTORI

CICLISTA

1916

Infine non possiamo non nominare Fortunato Depero con “Ciclista attraverso la città” che rappresenta la bicicletta come una macchina da guerra, per citare le parole dello stesso autore.

La bicicletta protagonista di opere ed installazioni: Attraversando la Città di Depero

FORTUNATO DEPERO

CICLISTA ATTRAVERSO LA CITTÀ

1945

Anche lo sforzo e la fatica sono elementi presenti in queste raffigurazioni, associati sempre al tema del movimento. Mario Sironi infatti riprodusse in modo ottimale l’impegno di un corridore alle prese con una salita.

MARIO SIRONI

IL CICLISTA

1914

Bicicletta nell’arte: non solo opere pittoriche, ma anche istallazioni di Street Art

Andando a vedere le rappresentazioni più moderne che diedero una nuova vita alla bicicletta, incontriamo “Riding bikes” di Robert Rauschenberg. Un’opera innovativa e moderna. Una scultura che raffigura due biciclette in posizione verticale una accanto all’altra dove dei sottili neon vanno ad evidenziare le forme e caratteristiche del mezzo. La scultura si trova a Berlino posizionata in una piccola vasca di acqua che crea degli interessanti specchi di luce.

ROBERT RAUSCHENBERG

RIDING BIKES (GUIDANDO LA BICI)

1998

Ernst Zacharevic invece condivide una nuova essenza e concezione della bicicletta nell’arte in “Bambini in bicicletta”. Questa accattivante e intrigante installazione con una scena di vita quotidiana che si trova in Malaysia, attira l’attenzione e invoglia l’osservatore a fermarsi e scattare un’originale foto.

La bicicletta protagonista di opere ed installazioni: Bambini in Bicicletta di Zacharevic

ERNST ZACHAREVIC

BAMBINI IN BICICLETTA

2012

La più recente delle rappresentazioni, che vede protagonista il mezzo a due ruote, è il lavoro di Banksy: “Ballando con la ruota di bici”. L’opera rappresenta una bicicletta legata ad un palo alla quale manca la ruota posteriore, che troviamo rappresentata come hula hoop assieme alla bambina sul muro retrostante. Quest’opera presente a Nottingham, in Inghilterra, è stata portata a termine durante la pandemia. Si pensa rappresenti un simbolo di vicinanza dell’autore nei confronti della città che stava vivendo una pesante situazione con il numero di contagi.

BANKSY

BALLANDO CON LA RUOTA DI BICI

2020

Le opere sopracitate sono dunque alcuni dei molteplici esempi di rappresentazioni che vedono la bicicletta protagonista di opere ed installazioni. Hanno permesso di apprezzare maggiormente i caratteri peculiari osservandola però da un’altra prospettiva.


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Innovazione nel mondo delle biciclette

Scopri con noi le le biciclette più innovative presenti sul mercato: si distinguono per sostenibilità sia dal punto di vista del materiale utilizzato che per quanto riguarda la mobilità.

La bicicletta, un mezzo ecologico?

Al giorno d’oggi, la bicicletta si può definire come il mezzo ecologico per eccellenza per quanto riguarda la mobilità, ma per quanto riguarda la sua produzione? Molto spesso vengono infatti sottovalutati i processi di lavorazione per la realizzazione di questi mezzi. Il metallo, l’alluminio, il carbonio e tanti altri materiali che si utilizzano per la costruzione delle biciclette stanno diventando sempre più costosi e richiedono un certo tipo di estrazione e lavorazione ben preciso. Il lavoro è quindi impegnativo, non immediato e soprattutto non del tutto sostenibile come invece si tenderebbe a pensare.

Biciclette innovative e sostenibili

Negli ultimi anni diversi designer di fama mondiale si sono sbizzarriti ideando prodotti innovativi, diversi da quelli tradizionali con un obiettivo ben preciso: creare un prodotto con un basso impatto ambientale.

Di seguito un piccolo elenco, con una breve descrizione di alcuni dei progetti portati avanti.

ASTAN BIKE

biciclette innovative

Non molto tempo fa, Guilherme Pella e Nicolas Rutzen, due designer brasiliani amanti della bicicletta, hanno avuto un’idea geniale. In seguito a studi dettagliati e approfonditi hanno deciso di creare un prototipo diverso dal solito, ma sostenibile al 100% con costruzione artigianale. Stiamo parlando della cosiddetta Astan Bike: la bicicletta vegetale realizzata con fibre naturali e incollata con resina vegetale. Il telaio di questa bici è super leggero (4,5 kg) ed è composto da un traliccio brevettato. Inoltre dispone di freni a disco, un sistema frenante a pedale e un cambio a sette rapporti. Il peso totale non supera i 12 kg. La bellezza non è la miglior caratteristica dell’Astan Bike ma ciò che conta è la sostenibilità del progetto!

REEVO HUBLESS BIKE

È stata progettata da un team americano e ha riscosso un grande successo sul mercato. Si tratta di una bicicletta a dir poco tecnologica ed innovativa senza raggi ed elettrica allo stesso tempo. Dotata di luci led integrate nei cerchi, di impronta digitale per l’avviamento e di sistema gps per l’antifurto. Il suo peso totale si aggira attorno ai 25 kg

AIR PURIFIER BIKE

Biciclette innovative e sostenibili

Silawat Virakul, Torsakul Kosaikul e Suvaroj Poosrivongvanid hanno ideato Air Purifier Bike. La bicicletta elettrica che purifica l’aria mentre viene utilizzata: genera ossigeno durante il movimento dei pedali. Il progetto nato nel 2014 esiste ancora solo su carta, anche se il team tailandese vorrebbe realizzare dei prototipi di questa bici nella speranza di vedere il prodotto sul mercato.

GREENCYCLE

L’idea dello studente Paulus Maringka, è nata dall’unione di bambù e materiali interamente riciclati. La bici è composta da pochissimi pezzi e la caratteristica migliore che offre è la facilità di riparazione. Questo modello è nato per conquistare la mobilità nei Paesi più poveri.


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Quanto costa una bici da bambino?

Lo conferma anche l’Osservatorio Metropolis, che in cima alla classifica dei regali più desiderati da ogni bambino al di sotto dei 10 anni c’è la bici: ma quanto costa acquistarne una?

Innanzitutto ricordiamoci che la bicicletta non è solo un semplice giocattolo, ma un vero e proprio strumento di crescita. Scegli il mezzo giusto per il tuo bambino e gli starai comprando un ticket per l’indipendenza e il divertimento; scegline uno sbagliato e finirà per essere solo una delle tante cianfrusaglie che hai accumulato negli anni. 

Assicurati dunque che la bici che hai regalato al tuo bambino gli consenta davvero di divertirsi e vivere esperienze positive sulle due ruote: durante la scelta non limitarti a valutare quando costa. In generale, più spendi per una bicicletta, più facile sarà usarla per tuo figlio, meno manutenzione richiederà e più a lungo durerà.

3 buoni motivi per spendere di più

Puoi trovare moltissime biciclette da bambino sul mercato, adatte ad ogni età e a ogni statura, il cui prezzo può variare da poche decine di euro fino a diverse centinaia. Ma di questo ne parliamo dopo, ora vediamo perchè dovremmo essere sempre generosi con il nostro budget durante questa scelta: 

  1. Durerà più a lungo. Puoi starne certo: la qualità dei componenti utilizzati si tradurrà necessariamente in maggiore resistenza e quindi più lunga durata. 
  2. Maggiore divertimento. Una bicicletta più maneggevole e di qualità consentirà al bambino di guidarla con più serenità godendosi quel nuovo senso di indipendenza e libertà.
  3. Valore per la rivendita. Come ogni prodotto di un certo livello si svaluterà difficilmente, e quando il tuo bambino sarà cresciuto e non la userà più, sarai in grado di rivendere la bici ad un prezzo simile al suo originale prezzo di acquisto.

Quando possibile quindi, aumentare il budget ti farà risparmiare un sacco di problemi nella potenziale manutenzione, insieme a una migliore qualità e prestazioni complessive della bici.

Come scegliere quella giusta

Allo stesso tempo però non è detto che una bici costosa sia quello che fa al caso nostro, ci sono altre variabili da prendere in considerazione. 

Prima di tutto l’età del bambino, che ci indirizzerà verso una tipologia di bici o un’altra, che deve però essere necessariamente rapportata alla sua altezza. Dobbiamo veramente infatti fare attenzione ad acquistare la bici della taglia giusta, senza farci ingannare dal solito “ma si dai, la prendo più grande così gli dura di più”: non importa quanto costa, una bici troppo grande provocherà solo frustrazione e insoddisfazione nel tuo bambino. 

Allo stesso modo dobbiamo prestare attenzione al peso: la maggior parte delle bici economiche in commercio hanno il telaio in ferro, se ne vogliamo una più leggera dobbiamo optare per l’alluminio. Una regola? In linea di massima il peso della bicicletta non dovrebbe superare il 40 % di quello del bambino che la utilizza. 

Quando piano piano si cresce, da valutare poi l’utilizzo che ne verrà fatto: la bicicletta verrà utilizzata per giocare in giardino e in contesti urbani oppure il tuo bambino affronterà strade sterrate e sentieri per principianti? In base dunque al terreno su cui si pedalerà andrà scelta una MTB ricreativa con un costo moderato che può aggirarsi attorno ai 200,00 € oppure un vera MTB con componenti di qualità, sicuramente più costosa ma più duratura. Questa avrà sicuramente  freni più malleabili, impugnature più comode, marce più affidabili e ruote più sicure.

Altra variabile: il sesso. A dire la verità questo va ad incidere molto poco nella scelta della bici da bambino, in genere l’unica differenza sta nel colore ed a volte, per i modelli più grandi, nel design del telaio con il tubo orizzontale ad altezze diverse. 

Range di prezzo

Come abbiamo capito le variabili in gioco nel determinare quanto costa una bici da bambino sono molteplici. Si può partire da meno di 50 € per balance bike e bici giocattolo, ma arrivare fino a più di 1000 € quando si parla di mtb di qualità marchiate con i principali brand presenti sul mercato per un età un po’ più avanzata. Per chiarezza abbiamo provato a suddividerle per categorie, e il risultato è questo.  

Balance bike

Non sai di preciso cosa sia una balance bike? Allora clicca qui che ti schiariamo le idee.

Fatto? Avrai capito allora che il tuo bambino non potrà sicuramente farne a meno! Questa sarà la sua prima bici, quella che gli rimarrà nel cuore: attento alla scelta, sul mercato ce ne sono davvero di tutti i tipi. Si parte dalle bici con telaio in acciaio, che solitamente sono le più economiche – parliamo di prezzo base 30/40 €, poi ci sono le giocattolo in legno ed infine le vere balance bike pensate per la crescita del tuo bambino con telaio in alluminio – qui troviamo i top brand che possono arrivare fino a 200 €.

E a dirla tutta, noi di Dolomeet in questa categoria siamo davvero forti: scopri lo shop online di Primabici Garelli, la balance bike leggera e maneggevole con un telaio esclusivo in lega di alluminio-magnesio ed un design Made in Italy.

Starter bike

Dire di preciso quando sarà il momento di cominciare a pedalare è impossibile, ogni bambino ha i suoi tempi, non c’è un età più o meno indicata per andare in bicicletta. Ma come cambia la bici in questo step? Qui solitamente cominciamo ad avere i primi accessori come cestini e parafanghi, e soprattutto tante tante decorazioni! Il prezzo di una starter bike di base si aggira attorno ai 50 € ma può arrivare anche a più di 250 €.

Young bike

Questa è una fase transitoria, in cui probabilmente si è troppo grandi per una bici da bambino ma troppo piccoli per una vera mtb. Dipenderà dall’altezza, dalla destrezza nella guida e nell’equilibrio ma solitamente in questa fascia di età i bambini utilizzano una bici da 20″ prima di passare alla mtb da 24 pollici.

MTB e BMX

Ora si comincia a fare sul serio. A partire dai 7 anni i bambini cominceranno ad utilizzare delle mtb da 24″, che sono molto più complesse rispetto alle tipologie viste fino ad ora. Le mtb da bambino solitamente montano freni a disco e sospensioni, il loro peso può variare dai 10 ai 15 kg e ce ne sono principalmente di due tipologie.

  • MTB: il modello classico il cui prezzo dipende dai materiali utilizzati e dalla componentistica montata. Si parte da 200 € per le entry level front suspended, le biammortizzate da trail invece sono più complesse e più pesanti e quindi più costose. Se parliamo di bici full di media-alta gamma il prezzo di alza di molto fino a sfiorare i 1000 €.
  • BMX: un mezzo robusto e solido con caratteristiche diverse rispetto alla più classica mtb e con prezzi leggermente inferiori a parità di qualità.

E l’usato?

Un metodo per risparmiare nell’acquisto della bici da bambino è quello di comprala di seconda mano, che non significa necessariamente perderci in termini di qualità. L’importante è prestare attenzione ad ogni dettaglio e all’usura del mezzo per evitare spiacevoli inconvenienti come parti danneggiare che richiedono riparazioni che potrebbero diventare anche molto costose.


“Chi più spende meno spende“

Concludiamo con questa affermazione, sperando di aver dato una panoramica completa dello scenario e di avervi trasmesso l’importanza di scegliere correttamente la compagna di viaggio del vostro bambino, basandovi non solo sul prezzo ma sulla sua qualità, componentistica e performance.

VOCABOLARIO DELLA BICICLETTA

Aggetto, deck, fullpipe: sono solo alcuni degli svariati termini utilizzati nel mondo delle due ruote. Per districarvi al meglio tra tutte le varie espressioni e parole tecniche, abbiamo studiato un piccolo vocabolario della bicicletta che le raccolga tutte! Tenetevelo stretto, solo con questo potrete diventare dei veri esperti bikers!

A

ABUBACA: trick che si esegue con la bmx che consiste nel salire sulla rampa, appoggiare la ruota posteriore sul coping e scendere la rampa in fackie

AGGETTO: vedi “rake”

AM: abbreviazione di All-Mountain. È una disciplina MTB che consiste in lunghe escursioni immersi nella natura

AMMORTIZZATORE: dispositivo idraulico o a frizione che attutisce urti e vibrazioni. È funzionale a smorzare il movimento della sospensione 

ATTACCO MANUBRIO: vedi “pipa”

AVANCORSA: è la distanza tra il prolungamento a terra dell’asse dello sterzo e quello dell’asse della ruota anteriore 

AVANTRENO: è la misura della distanza tra il centro dei forcellini anteriori e il centro della scatola del movimento centrale 

B

BACK 180: con la bmx, eseguire un back flip, con una rotazione di 180°

BACK FLIP: con la bmx, saltare facendo una capovolta di 360° all’indietro con il rider sulla bmx 

BAIL: lanciarsi dalla bici per evitare una caduta ancora più rovinosa

BANK: nel park, rampa con andamento dritto più o meno inclinato

BAR ENDS: vedi “prolunghe”

BAR SPIN: nel park, saltare facendo girare il manubrio una o più volte

BAR, BARRA: vedi “manubrio”

BARHOP: saltare tenendo il manubrio con le mani e spingendo le gambe oltre

BASH, BASHRING, BASHGUARD: protezione delle corone della bici 

BATTICATENA: listello in materiale plastico fissato sul fodero orizzontale posteriore destro. Serve a evitare che la catena rovini il telaio o viceversa. 

BATTISTRADA: vedi “pneumatico” 

BERM: vedi “bob”

BETTY: nella bmx, rider femmina

BIKE PARK: area contraddistinta da tracciati in discesa di diverse tipologie e difficoltà, solitamente servita da impianti di risalita  

BIOPACE: guarnitura ovale per sfruttare al meglio il gesto della pedalata, consentendo il minimo sforzo quando le pedivelle sono quasi in verticale

BLOCCAGGI RAPIDI: leve poste ai lati delle ruote o alla sella che permettono lo sblocco o il bloccaggio rapido, senza usare chiavi o brugole 

BMT: abbreviazione di biketrial

BMX: abbreviazione di Bycicle Motocross. Bicicletta monomarcia di dimensioni ridotte, leggera e piuttosto resistente, usata per le specialità di freestyle. Disciplina ciclistica nata nel 1968 negli USA e poi diffusasi nel resto del mondo 

BOB: nel park, curva in appoggio che serve ad accordare parti non allineate del percorso

BOBBING: oscillazione causata dalla sospensione posteriore durante la pedalata

BODY VARIAL: con la bmx, il rider compie una rotazione di 360° fuori dalla bici e attorno alla forcella, mentre la bmx compie una rotazione di 180°

BONED OUT: nella bmx, termine che indica l’enfasi con cui si esegue un trick 

BOWL: nel park, struttura più o meno profonda attorniata su tutti i lati da rampe a forma di quarto di tubo 

BRAIN BUCKET: nella bmx, il casco 

BRUGOLA: chiave a L a sezione esagonale 

BUNNY HOP: significa letteralmente “salto del coniglio”. Acrobazia che permette di far balzare in aria la bicicletta per evitare gli ostacoli presenti nel percorso. Consiste nell’impennare la bicicletta, alzando la ruota anteriore, e saltare sulla ruota posteriore  

C

CALOTTA: copertura di fissaggio per movimento centrale  

CAMBIO: apparato meccanico che permette, tramite ruote dentate e un deragliatore, di cambiare rapporto di velocità 

CAMEL BACK: zaino dotato di un recipiente per liquidi dal quale, tramite una cannuccia, si può bere

CAMERA D’ARIA: nello pneumatico, la parte interna destinata al contenimento dell’aria per il gonfiaggio della ruota 

CAN-CAN: con la bmx, mentre si salta, togliere un piede dal pedale, portarlo oltre il telaio dalla parte dell’altro piede e scalciare come un ballerino di can-can. Poi tornare nella posizione iniziale 

CANNOTTO: tubo verticale del telaio della bici. Può essere della forcella, su cui si fissa l’attacco manubrio, o reggisella 

CANTILEVER: sistema di freno a tiraggio centrale verso l’alto 

CANYON: nella bmx, zona scavata tra due dossi su cui si eseguono salti 

CARRO: parte del telaio a cui è collegata la ruota posteriore

CARTER: protezione in plastica o alluminio che ricopre la catena per proteggere il biker dall’olio della catena. 

CASCO: elemento protettivo che ricopre la calotta cranica 

CATENA: insieme di maglie incastrate tra loro destinate alla trasmissione del movimento dei pedali alla ruota della bicicletta 

CAUCCIU’: materiale principale per la fabbricazione della gomma. Si estrae da un albero chiamato Hevea

CAVO: filo di acciaio usato per trasmettere i movimenti dai comandi sul manubrio al cambio o al freno

CERCHIO: parte esterna della ruota che accoglie lo pneumatico e la camera d’aria, collegato al mozzo attraverso i raggi. 

CERCHIETTO: parte del pneumatico a contatto con il cerchione

CERCHIONE: vedi “cerchio”

CICLOCROSS: gara ciclistica che si svolge su terreni sterrati, con ostacoli naturali e artificiali  

CLEATS: vedi “tacche”

COLLARINO REGGISELLA: vedi “morsetto sella”

COMPACT: guarnitura dotata di due corone 

CONTROLLO REMOTO: comando che permette di regolare un meccanismo agendo su un dispositivo fissato al manubrio 

COPERTONE: involucro in gomma che contiene la camera d’aria

COPERTURA: la parte più esterna della ruota

COPING: bordo superiore del halfpipe

CORNA: vedi “prolunghe”

CORONA: elemento di metallo di forma circolare destinato a far girare la catena tramite dei denti particolari 

COPRI FRENO: apparato che agisce sulle ruote

CRISTALLIZZAZIONE: effetto di screpolatura e successiva rottura della gomma per effetto dell’esposizione prolungata agli agenti atmosferici 

CUSCINETTO: gabbia di metallo contenente delle sfere che consentono di far girare l’anello interno indipendentemente da quello esterno 

D 

DAB: appoggiare un piede a terra per mantenere l’equilibrio sulla bici ed evitare di cadere

DANSEUSE: pedalare “en danseuse” è un tipo di pedalata. Il ciclista pedala stando in piedi sui pedali. Questa posizione è utilizzata di solito in salita e durante i rilanci o gli sprint. Consuma più energia rispetto alla posizione di pedalata seduta però genera più potenza  

DECADE AIR: vedi “body varial” 

DECK: nel park, la parte piana che si trova in cima a una rampa

DENTE: nelle corone ogni singola punta soggetta all’invito della catena 

DENTE DI CANE: accessorio fissato sotto il deragliatore che evita il deragliamento della catena, specialmente nelle cambiate veloci 

DERAGLIATORE: organo meccanico del cambio che guida la catena a spostarsi da un pignone a un altro 

DERAGLIATORE, DERAGLIATORE ANTERIORE, DERAGLIATORE CENTRALE: il cambio anteriore 

DH: abbreviazione di downhill

DINAMO: accessorio che produce corrente elettrica mediante una rotella accostata alla ruota della bici

DIRT-JUMP, DIRT JUMPING: disciplina della bmx che consiste nell’eseguire salti da una rampa all’altra ed eseguendo evoluzioni in volo 

DISCO PARARAGGI: elemento di plastica o metallo posto tra il pacco pignoni e la ruota posteriore della bicicletta, al fine di evitare che la catena cada oltre al pignone più grande

DISTANZIALE: spessore plastico o metallico che separa ogni singolo ingranaggio del pacco pignoni

DOPPIO: vedi “double”

DOUBLE: nella bmx, serie di salti che il rider può saltare in un’unica volta

DOUBLE PEG: nella bmx, entrambe le pedale su un lato 

DOWNHILL: classificato tra gli sport estremi, è una specialità della mountain bike che consiste nell’effettuare nel minor tempo possibile un percorso interamente in discesa, normalmente nei boschi, caratterizzato da un elevato tasso tecnico

DRILLIUM: la parte di una bmx con dei fori fatti per ridurne il peso 

DROP: drop e salto vengono spesso erroneamente considerati la stessa identica cosa. In realtà non è così poiché sono due cose differenti che richiedono movimenti del corpo completamente diversi. La differenza principale sta nella traiettoria che il rider compie con la sua bike: la traiettoria che esegue durante il drop è soltanto un ramo discendente della parabola, mentre durante il salto il rider compie una traiettoria parabolica completa, composta da un ramo di parabola ascendente e uno discendente 

E

EGGBEATER: tipo di pedale a sgancio rapido

ELASTOMERO: materiale allo stato gommoso ed elastico che viene usato nella costruzione di forcelle ammortizzate o ammortizzatori posteriori.

ENDO: trick che solitamente si esegue con una bmx. Consiste nel sollevare le gambe verso l’alto mentre si effettua un salto, mantenendo però entrambe le mani attaccate al manubrio 

ESCURSIONE: la parte di stelo che rimane scoperta mentre si ammortizza  

ESTRATTORE: utensile destinato allo smontaggio delle pedivelle. Ha il compito di allontanare la stessa dal movimento centrale. 

F

FAKIE: muoversi all’indietro in bicicletta. Quando viene usato in combinazione con il nome di un trick sta ad indicare che quel trick è stato eseguito muovendosi con la bici all’indietro 

FAST PLANT: salire sulla rampa del halfpipe, appoggiare un piede contro il muro e staccare la bmx dal muro stesso

FAZZOLETTO: rinforzo nei telai in prossimità delle saldature tra i tubi

FEEBLE GRIND: con la bmx, grindare l’ostacolo con il pegs posteriore mantenendo la ruota anteriore sopra l’ostacolo stesso

FLANGIA: parte del mozzo in cui vengono fissati i raggi

FLAP: striscia di gomma a forma di anello che si monta all’interno del cerchio prima della camera d’aria. Funge da protezione per la camera d’aria perchè evita che i nippli dei raggi la danneggino  

FLAT: tipo di pedale senza aggancio, piatto

FLATLAND: disciplina della bmx che consiste nell’eseguire manovre acrobatiche (tricks) su superfici piane lisce, senza l’ausilio di rampe o ostacoli e senza appoggiare i piedi a terra  

FLY OUT: nel park, prendere lo slancio con la bmx, appoggiare il piede sulla parte piatta e uscire dal halfpipe   

FODERI: parti posteriori del telaio o anteriori della forcella, quelli a contatto con i perni delle ruote. Parti del telaio che partono dagli estremi del piantone e si congiungono formando il punto di aggancio della ruota posteriore attraverso i forcellini. Si distinguono in foderi alti o verticali e foderi bassi o orizzontali 

FORCELLA: parte anteriore della bici su cui viene fissata la ruota anteriore

FORCELLINO: parte metallica del telaio o della forcella che funge da innesto per i mozzi delle ruote nel telaio. – Parte del cambio posteriore dotata di due piccoli pignoni che guidano la catena oltre a garantirne la tensione 

FOUR CROSS: abbreviato 4X. È una gara di mountain bike che consiste nella discesa di quattro atleti contemporaneamente su un percorso a ostacoli simile a una pista da motocross, semplicemente cercando di scendere per primi 

FR: abbreviazione di freeride

FRONT FLIP: con la bmx, trick che si esegue saltando e compiendo una rotazioni in avanti di 360°

FRONT, FRONT SUSPENDED: bicicletta ammortizzata solo anteriormente 

FRUSTA: la chiave a frusta è un attrezzo specifico usato per tenere fermo il pacco pignoni quando lo si deve smontare, in modo che sia più semplice svitare la ghiera. È costituito da una leva sulla quale sono fissati due pezzi di catena 

FUFANU: con la bmx, trick che consiste nel salire sulla rampa, appoggiare la ruota posteriore sul coping e scendere dalla rampa

FULL, FULL SUSPENDED: bicicletta con ammortizzatore sia anteriore che posteriore 

FULLPIPE: nel park, struttura a forma di tubo, chiusa e senza fondo piatto 

FUNBOX: nel park, struttura dalla forma particolare che comprende diverse forme e geometrie 

G

GABBIA: nel cambio posteriore, è la parte inferiore collegata al corpo del cambio, è un supporto formato da due pulegge in cui passa la catena. È la parte deragliante 

GAP: spazio che intercorre tra la rampa di salto e quella di atterraggio 

GEOMETRIA: forma del telaio o della forcella della bici

GIRANIPPLE: vedi “tiraraggi” 

GRAVITY: in generale, mezzo o disciplina per uso prevalentemente in discesa.
Le gravity bike sono biciclette biammortizzate progettate per affrontare percorsi fuoristrada di sola discesa. Sono quindi pensate per resistere a sollecitazioni e salti anche di parecchi metri. 
Le discipline da discesa o gravity consistono nel percorrere circuiti solo in discesa che comprendono salti, trampolini, curve paraboliche ecc; la risalita in sella non è contemplata in questa disciplina 

GRIND BOX: nel park, muretto caratterizzato da un bordo di ferro sugli spigoli orizzontali.
Con la bmx, il biker grinderà gli spigoli scivolando sui pegs  

GRINDARE, GRIND: percorrere un ostacolo, scivolando sui pegs

GRIP: aderenza. Ad esempio aderenza dello pneumatico al fondo stradale  

GRIPSHIFT: tipo di comando del cambio, funziona tramite una rotazione a scatto di una manopola

GUAINA: la parte che ricopre il cavo del freno o del cambio

GUARNITURA: l’insieme delle pedivelle e delle corone anteriori montate sul movimento centrale del telaio di una bicicletta. La guarnitura converte il moto alternativo delle gambe nel moto rotatorio che muove la catena, la quale a sua volta trasmette la forza alla ruota posteriore

GUSSET: vedi “fazzoletto” 

H

HALF PIPE: significa letteralmente mezzo tubo. Nel park, struttura concava formata da due rampe parallele che formano la figura di mezzo tubo, con una transizione piatta tra di esse e un’area piatta nella parte superiore di ciascuna rampa 

HAND PLANT: con la bmx, salire su una rampa verticale e saltare appoggiando una mano allo spigolo della zona piatta 

HIP: salto nel quale la rampa di lancio e quella di atterraggio non sono sulla stessa linea, ma formano un angolo di inclinazione tra loro 

ICE PICK: trick che si esegue con la bmx: si tratta di grindare col peg posteriore mentre la ruota anteriore è in aria 

ICT: Instant Center Tracking. Sistema di carro posteriore del telaio di bici ammortizzata

INDICIZZATO: il cambio indicizzato, che ha sostituito il tradizionale, permette di cambiare marcia fissando la catena precisa sul pignone desiderato. L’indicizzazione è un dispositivo che consente di cambiare pignone o corona con un sistema di levette: ad ogni scatto della leva corrisponde un solo pignone alla ruota posteriore. Si può dunque riassumere come un comando del cambio che associa ad ogni scatto una posizione della catena 

J

JUMP: significa letteralmente salto/saltare

JUMP BOX: nel park, la rampa per saltare formata da rampa di lancio curva, parte orizzontale, rampa di atterraggio in discesa

K

KEVLAR: fibra sintetica inventata nel 1965 da una ricercatrice della DuPont, Stephanie Kwolek. Tra le caratteristiche più importanti c’è sicuramente la grande resistenza meccanica alla trazione, al calore, alla fiamma e agli urti. Materiale dai numerosi impieghi, viene utilizzato anche nella produzione di copertoni per biciclette

KICK: rampa di lancio per effettuare un salto

L

LANDING: la zona di atterraggio di un salto

LEDGE: vedi “grind box”

LENTICOLARE: tipo particolare di ruota per bici da corsa dalla struttura piena, senza raggi che collegano il mozzo al cerchio 

LEVE A DUE DITA: leve del freno adatte per essere afferrate con due dita

LIP: bordo superiore di una rampa

LOCK OUT: leva che permette il bloccaggio della forcella ammortizzata 

M

MAGLIA: singolo elemento che compone la catena 

MANOMETRO: strumento destinato a misurare la pressione dell’aria contenuta in una ruota

MANUAL: impennata eseguita dall’inizio alla fine senza utilizzare i pedali: alzare la ruota anteriore e rimanere in equilibrio sulla ruota posteriore mentre si muove, rigorosamente stando in piedi e senza pedalare 

MANUBRIO: parte della bicicletta che permette di controllare la direzione della stessa, eseguendo quindi le manovre per curvare attraverso l’appoggio delle mani

MARATHON: gara di mountain bike particolarmente lunga e molto impegnativa che copre distanze minime di 60 km con percorsi ad anello su sterrato

MESCOLA: prodotto ottenuto dall’insieme dei componenti che formano la materia su cui viene eseguito il processo di vulcanizzazione

MINIRAMP: nel park, piccolo halfpipe intervallato tra le due rampe da una parte piatta

MONOSCOCCA: tipo di telaio realizzato in un unico pezzo attraverso uno stampo 

MONOSHOCK: nel telaio, tipo di sospensione posteriore in cui il carro posteriore è collegato al telaio in un solo punto di articolazione

MORSETTO SELLA: supporto di bloccaggio della sella al canotto reggisella 

MOVIMENTO CENTRALE: supporto munito di cuscinetti a sfera o rulli funzionale alla rotazione delle pedivelle. Componente fondamentale di una bicicletta poiché consente di trasformare la forza impressa sui pedali dal biker in movimento rotatorio. Esso si trova nella “scatola del movimento centrale” e più precisamente nel punto di congiunzione tra tubo piantone e tubo obliquo. 

MOZZO: asse di rotazione delle ruote tramite cuscinetti e dotato di flange. È il fulcro della ruota: componente che ne permette la rotazione e tiene fermi i raggi. Il mozzo è composto dal corpo centrale e dalle flange (ovvero le parti in cui alloggiano i raggi)

MTB: abbreviazione di mountain-bike, dove “mountain” significa letteralmente montagna e “bike” significa bicicletta. È un tipo di bici particolarmente adatta a percorsi sterrati e di montagna, spesso con fondo sconnesso, ed è solitamente dotata di un telaio robusto  

N

NIPPLE: dado presente in corrispondenza di ogni raggio, munito di filetto per consentire la centratura e la stabilità della ruota (vedi “tiraraggi”). Mantiene fermi in posizione i raggi. 

NODO DI SELLA: unione tra il tubo orizzontale, il piantone e i foderi posteriori verticali. Punto in cui si trova il collarino reggisella 

NODO DEL MOVIMENTO CENTRALE: piccolo tubo in cui si trova il corpo del movimento centrale 

NOHANDER: trick che consiste nel saltare togliendo le mani dal manubrio

NOSE WHEELIE: trick che consiste nel rimanere in equilibrio solo sulla ruota anteriore in movimento. Può essere usato nell’esecuzione delle serpentine in discesa: la ruota posteriore viene fatta oscillare in aria nella curva mentre la ruota anteriore percorre la curva. 

NOTHING: trick che il biker realizza togliendo sia le mani che i piedi dalla bicicletta durante il salto  

O

OVER 50-50: grindare un rail con i pegs laterali 

P

PALMER: tubolare, comunemente chiamato palmer, è uno pneumatico particolare usato soprattutto per le bici da corsa. La denominazione Palmer deriva dall’inventore statunitense John Palmer che lo realizzò nel 1889. È un tipo di copertura a sezione tubolare chiusa, incollata al cerchio tramite un mastice e formata all’interno da una camera d’aria protetta da una fettuccia che può resistere anche ad alte pressioni di gonfiaggio. Questo tipo di pneumatico vanta minori rischi di foratura, ma allo stesso tempo risulta complicato da sostituire in caso di foratura e le riparazioni sono poco diffuse poiché sono un’operazione piuttosto laboriosa e per questo motivo è preferibile sostituire l’intero tubolare 

PARACAMBIO: prodotto in metallo la cui finalità è quella di evitare che il cambio venga danneggiato da urti diretti 

PARK: area caratterizzata da varie strutture destinate alla disciplina freestyle della bmx 

PATTINI (dei freni): componenti in materiale morbido che vengono spinti a contatto con il cerchio dalle pinze freni. Assicurano il massimo attrito possibile col cerchio, ma allo stesso tempo cercano di non consumarlo 

PEDAL GRIND: grindare un ostacolo appoggiandosi con un pedale 

PEDALI: uno dei tre punti di contatto del biker con la bicicletta. I pedali sono degli appoggi per i piedi funzionali a pedalare, o meglio, a trasmettere la forza e il movimento delle gambe del ciclista alla ruota posteriore della bici 

PEDALI A SGANCIO RAPIDO: comunemente conosciuti anche con la sigla SPD (Shimano Pedaling Dynamics). Sono pedali dotati di un particolare sistema di aggancio e sgancio del piede. Si utilizzano con apposite scarpe sotto la punta delle quali è presente una tacchetta. Quando il ciclista appoggia la scarpa sul pedale, esercitando una lieve pressione, la tacchetta entra a contatto con la superficie del pedale stesso e viene agganciata in maniera rapida. È sufficiente compiere un movimento laterale col piede per sganciare quest’ultimo dal pedale. Il meccanismo è pensato per fissare il piede nella posizione ottimale per pedalare e rendere così la pedalata efficace e lo sgancio agevole in ogni situazione  

PEDALI AUTOMATICI: vedi “pedali a sgancio rapido” 

PEDALIERA: organo di trasmissione che comprende guarnitura, movimento centrale, pedivelle e pedali 

PEDANE: nella bmx, cilindri metallici montati sugli assi dei mozzi anteriori e posteriori delle ruote 

PEDIVELLE: elementi di metallo di forma allungata che collegano il movimento centrale ai pedali delle bici e trasferiscono la spinta alla pedaliera 

PEG GRAB: con la bmx, saltare toccando un peg 

PEG STALL: con la bmx, stare fermi in equilibrio su un ostacolo sui pegs laterali

PEG, PEGS: vedi “pedane”

PERNO PASSANTE: nella forcella, tipo di aggancio del perno della ruota. Al posto del forcellino ha un foro per evitare che la ruota esca dalla propria sede. Il perno passante funge da asse per la ruota e si aggancia direttamente sul telaio o sulla forcella. Si smonta dalla ruota quando non è più sulla bicicletta, a differenza del QR (quick release) che rimane montato sulla ruota  

PIASTRA: parte della forcella che tiene insieme cannotto e steli, è la parte subito sotto il cannotto dove solitamente si registra o si blocca l’ammortizzatore 

PICK: rimanere in equilibrio su un ostacolo con una parte della bmx

PIEGA: la parte del manubrio che si impugna. Insieme alla sella e ai pedali, è uno dei tre punti di contatto tra il biker e la bici 

PIGNONI: ingranaggi installati sul mozzo della ruota posteriore, sui quali il deragliatore fa salire o scendere la catena a seconda del rapporto che sceglie il biker. Sono installati sul mozzo della ruota posteriore e quindi costituiscono parte posteriore del cambio. Vedi “corona” 

PIN, PINS: nei pedali, piolini metallici che aumentano l’aderenza del piede sul pedale flat 

PIPA: tubo che collega il cannotto della forcella al manubrio

PIZZICARE: azione subita dalla camera d’aria, che si taglia, spesso in conseguenza a una pressione di gonfiaggio insufficiente. Le pizzicature avvengono quando il copertone si deforma, schiacciando la camera d’aria contro il cerchio, il quale la danneggia.
A differenza delle pizzicature, le forature vere e proprie avvengono quando un oggetto appuntito (es. chiodo) penetra all’interno del copertone e buca la camera d’aria. La differenza tra forature e pizzicature la si può notare dal taglio della camera d’aria: quello causato dalle prime è rotondo, mentre nel caso di pizzicature è ovale

PNEUMATICO: elemento montato sulle ruote della bicicletta che permette l’aderenza della stessa al suolo. È la parte esterna della ruota, quella fatta in gomma, ed è l’unica parte di contatto tra la bicicletta e il suolo 

POOL: vedi “bowl”

PORTABORRACCIA: elemento tradizionalmente fissato sul tubo diagonale del telaio e funzionale a reggere la borraccia. Viene definito portaborracce anche il gregario che ha il compito di rifornire di bevande il capitano della squadra durante una gara di ciclismo  

PRECARICO: vedi “Sag”

PROLUNGHE: appendici aggiuntive fissate al manubrio

PULEGGIA: consiste in una gabbia in cui sono montate due rotelline o cuscinetti su cui scorre la catena. La puleggia fa parte del gruppo del cambio posteriore   

PUMP TRACK: deriva dai termini inglesi “track” che significa traccia e “pumping” che significa pompare. È una pista caratterizzata da curve paraboliche e dossi (whoops) e l’obiettivo è quello di riuscire a percorrerla muovendosi solo col corpo e la propria bike senza pedalare, in particolare con giusti spostamenti del baricentro e lavorando con la parte superiore del corpo.
Possono essere costruite in terra, in asfalto o a moduli in legno o in vetroresina.
Sono piste praticabili da molti sport che prevedono l’utilizzo delle ruote come bicicletta, skateboard, pattini a rotelle, ecc. 

PYRAMID: nel park, rampa a forma di piramide e accostata da un muro su un lato che segue la forma della piramide

Q

QUARTER PIPE: struttura a forma di un quarto di tubo (una rampa), grande circa la metà di un half pipe, utilizzata per eseguire tricks con bmx, snowboard, skateboard, ecc. 

QUICK RELEASE: vedi “bloccaggi rapidi” 

R

RAGGIO: una delle aste metalliche fissata nella flangia del mozzo che collega il centro di una ruota con il cerchio esterno. Il raggio può essere a compressione o a tirante e svolge due funzioni: da una parte mantiene centrata e stabile la ruota e il cerchio in posizione, dall’altra sostiene il peso del ciclista e assorbe e trasmette le sollecitazioni che provengono dal suolo   

RAIL: struttura presente nel park formata da un tubo di metallo, che può essere più o meno curvo, simile ad una ringhiera. Viene utilizzato dal biker per grindare e compiere vari tricks, in particolare con la bmx 

RAKE: nella forcella, avanzamento delle punte rispetto al prolungamento della linea del piantone di sterzo. È quindi la distanza tra la retta passante per il tubo di sterzo e la sua parallela passante per le punte della forcella

RAPIDFIRE: comando del cambio per mtb caratterizzato da due leve per ogni lato del manubrio: una per ingranare e una per scalare marcia  

RAPPORTO: combinazione di ingranaggi tra guarnitura e pacco pignoni

RAZZE: tipo particolare di ruote che presentano da tre a cinque razze, anziché raggi, di diametro maggiore rispetto ai raggi. A differenza delle ruote lenticolari, che non permettono il passaggio dell’aria al suo interno, le ruote a razze consentono una guida migliore della bicicletta in caso di vento laterale 

REACH: distanza orizzontale tra il centro del movimento centrale e il centro della parte superiore del tubo di sterzo. Valore che aiuta a scegliere la taglia corretta della bicicletta  

REBOUND: significa letteralmente rimbalzo. Si intende la velocità con cui una sospensione si estende, ritornando nella posizione di riposo, dopo ogni compressione 

RIDER: deriva dal verbo “to ride” che significa letteralmente cavalcare. In molti sport il rider è il conducente/il pilota, ma è anche il fattorino che, utilizzando la bicicletta, effettua consegne a domicilio. Negli sport il rider è quindi l’atleta, cioè colui che conduce una bicicletta, una tavola, una moto, una macchina, un cavallo, ecc. 

ROLL BACK: trick che consiste nell’andare all’indietro con la bmx nel halfpipe 

ROLL IN: entrata particolare con la bmx in halfpipe eseguendo un’impennata 

ROTOR ORG: sistema che consente di ruotare il manubrio a 360° evitando allo stesso tempo l’attorcigliamento dei cavi dei freni e assicurando la capacità di frenata. Sistema ideato per le bmx 

RUN: gara/corsa singola – serie di trick in sequenza 

RUOTA LIBERA: meccanismo che ha la funzione di disaccoppiare il movimento tra pacco pignoni e la ruota posteriore della bici quando la velocità di rotazione del pignone è inferiore a quella della ruota. Permette la pedalata libera dal movimento della ruota della bici quindi consente di smettere di pedalare senza bloccare la ruota motrice che continua a muoversi per inerzia e inoltre non produce alcun movimento nel caso in cui il ciclista pedali in direzione opposta

S

SAG: parametro che indica l’affondamento statico della sospensione, cioè quanto si comprime l’ammortizzatore (quanto affonda la sospensione) quando la bici è ferma e il biker è in sella   

SELLA: componente della bicicletta che permette al ciclista di sedersi. È uno dei tre punti di contatto del biker con la bicicletta, insieme ai pedali e al manubrio. Esistono varie tipologie, dimensioni e materiali con cui vengono realizzate le selle per rispondere alle diverse esigenze del ciclista 

SERIE STERZO: componente che consente di ruotare la forcella tramite l’azione sul manubrio 

SERRACAVO: vite ideata per regolare e fissare la tensione del cavo del freno 

SEZIONE: negli pneumatici, la misura tra i due fianchi dello stesso 

SINGLE TRACK: significa letteralmente traccia singola. Tipo di sentiero che permette il transito di una sola bici alla volta quindi può essere percorso in fila indiana uno dietro l’altro 

SLICK: tipo di pneumatico a sezione larga, caratterizzato da battistrada liscio privo di scanalature nella gomma e maggior superficie d’aderenza con l’asfalto. Queste caratteristiche permettono di massimizzare la trazione. Adatto a terreni poco sconnessi o strade asfaltate e impiegato soprattutto nel ciclismo su strada e circuito.   

SMAGLIACATENA: utensile funzionale ad aprire e chiudere le maglie della catena della bicicletta. È uno strumento che può essere utilizzato in diverse circostanze, in particolare è indispensabile quando risulta necessario sostituire la catena   

SMITH: trick che si esegue con la bmx che consiste nel grindare l’ostacolo con il piolo della ruota anteriore mentre la ruota posteriore scorre sopra l’ostacolo stesso 

SPINA: struttura presente nel park formata da due rampe a forma di quarto di tubo con il bordo superiore in comune 

STACK: distanza verticale tra il centro del movimento centrale e la linea orizzontale in corrispondenza della parte superiore del tubo terzo. Uno stack elevato corrisponde a un’impostazione più alta sull’anteriore quindi più comoda. È un valore che viene spesso analizzato insieme al reach 

STALL: trick che si esegue con la bmx. Si realizza stando in equilibrio su un oggetto/superficie con una parte o una combinazione di parti della bicicletta (es. pioli, pedale, ecc.).
Un esempio di stall può essere quello di rimanere in equilibrio per un momento sulla parte alta di un half pipe per poi rientrare nel half pipe stesso   

STANDOVER: parametro che indica la distanza tra il tubo orizzontale del telaio e il terreno. Misura che dovrebbe essere considerata nel momento in cui si decide di acquistare una bicicletta 

STELI: elementi tubolari presenti all’interno della forcella della bici che scorrono all’interno dei foderi quando viene esercitata una pressione 

STELI ROVESCIATI: le forcelle a steli rovesciati sono un tipo particolare di forcelle in cui gli steli vengono compressi dentro i foderi dal basso verso l’alto. Sono delle forcelle tradizionali capovolte, in cui foderi e cannotto costituiscono un unico pezzo, mentre gli steli sono collegati alla ruota tramite l’asse passante. Questo tipo di forcelle è privo di archetto poiché sarebbe impossibile da posizionare in mezzo ai foderi visto il movimento della ruota verso l’alto  

STEP-UP: salto con atterraggio sopraelevato rispetto al bordo superiore della rampa di lancio    

STREET: disciplina della bmx che si basa sulla creatività del biker nel creare svariati tricks e acrobazie in strada utilizzando ostacoli urbani 

SUB-BOX: struttura a forma di scatola presente nel park e in particolare in cima a una rampa ed è destinata a essere usata dal biker per grindare o per compiere degli stalli 

SUPERMAN: trick che il biker realizza staccando i piedi dai pedali durante il salto e distendendosi con i piedi all’insù mentre è in volo, tenendo entrambe le mani aggrappate al manubrio. Al trick è stato attribuito questo nome perchè il movimento che compie il biker nell’eseguirlo ricorda molto il volo di Superman. 

T

TABLE TOP: trick che si effettua eseguendo un salto durante il quale il biker ruota la bmx su un fianco, parallela al terreno 

TACCHETTE: accessori posti sotto la suola delle scarpe che non consentono un libero movimento angolare del piede poiché si incastrano nei pedali a sgancio e ogni rotazione della parte posteriore del piede determina uno sgancio della tacchetta e di conseguenza del piede dal pedale 

TAILWHIP: trick che si esegue tipicamente con la bmx. Il biker lo realizza facendo ruotare il telaio della bici di 360° attorno all’estremità anteriore, che rimane ferma durante tutta l’esecuzione del trick. Si tratta di un’acrobazia spettacolare e di grande effetto che richiede tecnica e allenamento 

TASSELLI: le singole sporgenze sulla superficie degli pneumatici funzionali a garantire una buona trazione degli stessi 

TELAIO: parte portante della bici. Si tratta del componente principale su cui vengono fissati numerosi elementi come la forcella, il manubrio, la sella, le ruote ecc. Il telaio è costituito da tubi di vario materiale (es. acciaio, alluminio, fibra di carbonio, titanio, ecc.) che formano due triangoli con un lato in comune. La forma triangolare lo rende più rigido e resistente   

TENDICATENA: i tendicatena, o meglio, sistemi anti deragliamento, sono dispositivi destinati a tenere tesa la catena in modo da diminuire le oscillazioni della stessa evitando così che possa cadere o sbattere contro il telaio 

TESTA: la testa della forcella è l’elemento di giunzione tra il cannotto e i due steli della forcella   

TIG: abbreviazione di Tungsten Inert Gas. È un tipo di saldatura per telai. La saldatura TIG è tra i metodi più diffusi e ha il vantaggio di realizzare giunti di elevata qualità, ma allo stesso tempo richiede operatori altamente specializzati  

TIRARAGGI: accessorio funzionale a regolare la tensione dei raggi della ruota della bicicletta   

TITANIO: elemento metallico molto resistente e leggero utilizzato, oltre ad altri impieghi, anche nella realizzazione del telaio delle bici. È tra i metalli più forti e resistenti in assoluto, più del ferro e dell’acciaio 

TOBOGGAN: trick realizzato con la bmx durante il quale il rider, mentre salta, afferra con una mano la sella della bici e contemporaneamente con l’altra mano ruota il manubrio di 90° 

TRANSITION: le parti curve del half pipe – la parte bassa delle rampe del half pipe 

TRASMISSIONE: l’insieme dei meccanismi che trasmettono il movimento dal biker alle ruote della bicicletta. Fanno parte del sistema di trasmissione le due ruote dentate, la catena, i pedali, le pedivelle e la guarnitura 

TRAVEL: vedi “escursione”   

TRIAL: specialità del ciclismo (o del motociclismo) che consiste nel superare ostacoli stando in equilibrio sulla bici senza appoggiare i piedi a terra. L’appoggio del piede comporta delle penalità. Il nome della specialità “trial” deriva da “try all” che significa provare tutto  

TRUCK DRIVER: trick che si esegue con la bmx. Durante il salto, il biker effettua una rotazione di 360°, mentre fa girare il manubrio una o più volte   

TUBELESS: tipo di pneumatico, privo di camera d’aria, in cui l’aria interna di gonfiaggio viene trattenuta solo dalla struttura in gomma e acciaio. Più costosi rispetto agli pneumatici “tradizionali”, hanno il vantaggio di forarsi con meno probabilità e inoltre possono essere riparati velocemente in autonomia dal ciclista con specifici sigillanti liquidi

TUBO: singolo componente che forma il telaio di una bicicletta  

TUBOLARE: tipo di copertura per le bici da corsa chiusa con una cucitura e incollata al cerchio. Vedi “palmer”    

U

URT: abbreviazione di Unified Rear Triangle. Tipo di sospensione posteriore in cui il movimento centrale è collegato al carro posteriore anziché alla parte anteriore del telaio, avendo così lo snodo dalla parte opposta. Sistemi oggi quasi inutilizzati perchè non assicurano buone prestazioni… avevano la caratteristica di funzionare solo col biker in sella dato che quando si alzava sui pedali il peso gravava solo sul carro posteriore, isolando quasi completamente la sospensione 

UST: abbreviazione di Universal Standard for Tubeless. Particolare tipo di cerchio a sezione specifica per pneumatici tubeless. A differenza del cerchio Tubeless Ready non ha bisogno di nessun elemento aggiuntivo 

V

VANDER ROLL: trick che si effettua eseguendo, durante il salto, una capriola sulla schiena fatta insieme alla bici. Questo trick è stato inventato da Dave Vanderspek 

VERT: vedi il termine “vertical halfpipe” 

VPP: abbreviazione di Virtual Pivot Point. Sistema di sospensione posteriore, il movimento della sospensione avviene attorno a un punto variabile nello spazio insieme al movimento della sospensione stessa. È una sospensione abbastanza recente che garantisce buone prestazioni su terreni difficili e l’impercettibilità della sospensione durante la pedalata 

VULCANIZZAZIONE: processo irreversibile subito dalla gomma per renderla stabile e non appiccicosa quindi per conferirgli le proprietà tipiche che la caratterizzano, come l’elasticità. Questo processo si svolge a elevate temperature 

W 

WALL: significa letteralmente muro

WALL RIDE: trick che si esegue saltando con la bicicletta contro il muro

X 

X-up: abbreviazione di cross-up, è un trick che consiste nel saltare facendo ruotare il manubrio di 180° con le mani incrociate e rigirarlo prima del landing

NUMERI

180: saltare eseguendo una rotazione di 180 ° (mezzo giro su se stessi) 

180 BUNNY HOP: eseguire un salto ruotando di 180° con la ruota anteriore alzata, facendo perno con quella posteriore 

360: saltare eseguendo una rotazione di 360° 

360 BUNNY HOP: saltare ruotando di 360°, facendo perno sulla ruota posteriore e alzando quella anteriore

4x: abbreviazione di four cross. Disciplina coinvolgente e molto spettacolare, il four cross è una competizione gravity che si svolge su brevi tracciati in discesa ricchi di ostacoli e salti. Si corre in batterie di quattro atleti che partono contemporaneamente dal cancelletto, ognuno alla ricerca della linea più veloce per tagliare per primo il traguardo  


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La bicicletta come mezzo per contrastare i cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici sono un tema sempre più sentito dall’opinione pubblica negli ultimi anni e sono una delle priorità dell’agenda internazionale. 

La sensibilità al tema però non basta, la chiave è attuare delle misure per raggiungere obiettivi concreti. È proprio in questa direzione che le istituzioni si stanno muovendo già da vari anni. 

La lotta contro i cambiamenti climatici è una sfida centrale anche per lo sviluppo sostenibile e infatti rientra nell’Agenda 2030: un programma d’azione che ingloba 17 obiettivi interconnessi di sviluppo sostenibile sottoscritti nel 2015 dai Paesi membri dell’ONU che si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030 per un futuro migliore e sostenibile per tutti. 

Agenda 2030: lotta contro il cambiamento climatico tra gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile

Cos’è il cambiamento climatico? 

Secondo l’UNFCCC (Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite) per cambiamento climatico s’intende

“il cambiamento del clima che sia attribuibile direttamente o indirettamente a un’attività umana che alteri la composizione dell’atmosfera globale e che si aggiunga alla naturale variabilità climatica osservata in periodi di tempo comparabili”.

Vediamo ora brevemente cause e conseguenze dei cambiamenti climatici per capire l’importanza di questa tematica.

Le cause e le conseguenze

Cause

Le cause dei cambiamenti climatici sono molteplici, ma le potremmo raggruppare in due grandi gruppi:
attività dell’uomo 
processi naturali

Sulla naturale variabilità climatica l’uomo non può intervenire in alcun modo. Pertanto, il focus ricade sulle attività umane: in particolare, quelle che aggiungono grandi quantità di gas serra a quelli naturalmente presenti nell’atmosfera, determinando un aumento dell’effetto serra e del riscaldamento globale. 

Il principale motore del cambiamento climatico è l’effetto serra, prodotto dai gas serra: alcuni gas rilasciati nell’atmosfera che influiscono sul clima perchè catturano il calore del sole impedendogli di ritornare nello spazio, aumentando così il riscaldamento globale. 

Molti di questi gas sono presenti in natura, ma alcune attività umane stanno innalzando le concentrazioni di alcuni di essi in atmosfera. 

In particolare, la concentrazione nell’atmosfera di CO2 prodotta dalle attività umane, entro il 2020 era salita al 48% al di sopra del suo livello preindustriale. Ci sono poi altri gas che l’attività umana produce ma in quantità minore, come ad esempio il metano.

Cause naturali, come ad esempio cambiamenti nella radiazione solare o attività vulcanica, si stima invece che abbiano contribuito al riscaldamento globale circa di 0,1°C tra il 1890 e il 2010. 

Conseguenze

Le conseguenze del climate change e dell’aumento del riscaldamento globale colpiscono qualsiasi parte del mondo, ma in modi diversi. I Paesi in via di sviluppo sono i più colpiti perchè la popolazione dipende spesso dall’habitat naturale e ha poche risorse per far fronte ai cambiamenti climatici.  

  • Le calotte polari e i ghiacciai si stanno sciogliendo e il livello del mare si sta innalzando
  • In alcune regioni le precipitazioni stanno diventando sempre più frequenti causando eventi meteorologici estremi come alluvioni e inondazioni 
  • Altre invece sono caratterizzate da grandi ondate di calore, incendi e periodi di siccità estrema che riducono la disponibilità di risorse idriche
  • È aumentato il numero di decessi legati al caldo in alcune regioni o al freddo in altre
  • I danni alle abitazioni e alle infrastrutture impongono costi ingenti alla società e all’economia
  • Molte specie animali e vegetali sono a rischio estinzione se le temperature medie globali aumenteranno senza controllo. 

In particolare, uno tra gli eventi meteorologici estremi, segnalati dall’Ispra, che ha interessato l’Italia è la tempesta “Vaia” che si è abbattuta sul nord-est italiano tra il 27 e il 30 ottobre del 2018: precipitazioni e raffiche di vento di intensità eccezionale hanno causato gravi danni alle foreste dell’arco alpino.

Accordi e misure per contrastare i cambiamenti climatici  

Numerosi sono gli accordi e le misure adottati dagli Stati che si sono susseguiti nel corso degli anni per combattere i cambiamenti climatici ed evitare conseguenze disastrose. 
Tra queste ne vediamo solo alcune.

UNFCCC

La Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC) è la prima risposta globale alla sfida dei cambiamenti climatici ed è stata sottoscritta a New York nel 1992 ed entrata in vigore nel 1994.
E’ una convenzione che l’ONU ha adottato durante la Conferenza sull’ambiente e sullo sviluppo (UNCED) di Rio de Janeiro del 1992.

L’obiettivo è quello di stabilizzare la concentrazione di gas a effetto serra in atmosfera in modo da evitare cambiamenti climatici dovuti in modo diretto o indiretto a interventi umani. 

Protocollo di Kyoto

Il principale strumento di attuazione di UNFCCC è il Protocollo di Kyoto, approvato nel 1997 ed entrato in vigore nel 2005.

Il trattato internazionale ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, che la comunità scientifica ha individuato come le maggiori responsabili dell’aumento della temperatura della Terra, almeno del 5,2% rispetto ai livelli del 1990.

Gli USA risultano tra i Paesi non aderenti: il presidente Bill Clinton, durante gli ultimi mesi del suo mandato aveva sottoscritto l’accordo, però poi George W. Bush ritirò l’adesione. Un peccato, visto che gli Stati Uniti sono tra i principali responsabili delle emissioni di diossido di carbonio. 

Il Protocollo di Kyoto è stato ratificato sia dall’UE che dai suoi Stati membri. L’Italia lo ha ratificato nel 2002, impegnandosi a diminuire, nel periodo 2008-2012, le proprie emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990. Tutti i paesi dell’’UE hanno raggiunto l’obiettivo stabilito per il periodo 2008-2012. Nonostante gli obiettivi raggiunti, la strada da percorrere per combattere i cambiamenti climatici in atto è ancora lunga.

Accordo di Parigi

È importante ricordare anche lo storico Accordo di Parigi, trattato internazionale giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, che è stato sottoscritto da 196 Paesi nel 2015 ed entrato in vigore nel 2016.

L’obiettivo di questo accordo è quello di mantenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2°C entro il 2050 e compiere ogni sforzo per portarlo a 1,5°C. 

Il ruolo della bicicletta nella lotta ai cambiamenti climatici

…ma in tutto ciò, che ruolo può avere la bicicletta? Sinonimo di mobilità sostenibile e benessere fisico, la bici è un mezzo di trasporto rispettoso dell’ambiente. 

Il settore dei trasporti è tra i principali responsabili delle emissioni gassose che incidono negativamente sul clima, oltre ad essere il settore in cui abbiamo un margine di intervento personale maggiore.
Per questo motivo, è necessario un radicale cambiamento sia nei comportamenti individuali che nelle politiche degli Stati. 

L’utilizzo regolare della bicicletta comporta effetti locali positivi

Se una persona usa regolarmente la bici al posto dell’auto produrrà in media 3,2 kg di CO2 in meno ogni giorno. Questo è quanto emerge da una ricerca di Oxford, capitanata dal professore Christian Brand, condotta tra il 2014 e il 2016 in 7 città europee.
Brand afferma che “le emissioni derivanti dall’andare in bici possono essere oltre 30 volte inferiori per ogni viaggio rispetto a quelle derivanti dal guidare un’auto a combustibili fossili e 10 volte inferiori in confronto a quelle provocate dalla guida di un’auto elettrica”. 

Spostamenti casa-scuola e casa-lavoro in auto, ai quali si aggiungono quelli nel tempo libero, spesso si estendono su distanze di pochi chilometri che potrebbero essere percorse facilmente in bicicletta.
Non inquina, non fa rumore, non dipende da fonti energetiche e non ne spreca.. questi sono solo alcuni degli innumerevoli vantaggi che offre un mezzo di trasporto semplice ed economico come la bicicletta. 

“La soluzione non è cambiare tipo di motore, ma cambiare tipo di mobilità”

Alessandro Tursi, presidente di FIAB

Purtroppo le infrastrutture non sempre adeguate e l’abitudine di utilizzare l’auto o i trasporti pubblici frenano la mobilità ciclistica, ma migliorando questi due punti e soprattutto educando alla mobilità sostenibile, le città potrebbero contribuire maggiormente alla transizione ecologica.  

I cambiamenti climatici potrebbero compromettere il nostro futuro e quello delle generazioni a venire: il clima sta cambiando velocemente ed è quindi necessario cambiare la rotta per prevenire conseguenze irreversibili.
Per farlo, potremmo iniziare proprio dalla bicicletta, migliorando i nostri stili di vita e la salute delle nostre città.
Cambiamenti individuali, però, è importante che siano sostenuti da politiche e interventi pubblici affinché possano essere messi in pratica in maniera efficace.


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Trasporto aereo e biciclette: la guida alle tariffe 2021

Il trasporto aereo spesso non va d’accordo con le nostre amate biciclette, per questo abbiamo voluto approfondire il tema con una ricerca e proporvi la nostra guida alle tariffe 2021

Trasportare la bicicletta in aereo potrebbe trasformarsi in una sfida ardua, ma per fortuna non così impossibile da affrontare. 

La maggior parte delle compagnie aeree attualmente segue le raccomandazioni dettate dall’International Air Transport Association per il trasporto delle bici.

Tuttavia, dalla nostra analisi, è emerso che le compagnie gestiscono il trasporto delle bike in maniera arbitraria, modellando il prezzo in base al periodo, alla destinazione ed al peso della bicicletta.

Un’altra complicazione è rappresentata dai bike boxes, che le compagnie aeree non considerano “bagagli standard” obbligando quindi i viaggiatori a pagare costi extra.

Trasporto aereo e biciclette: compagnie di linea vs compagnie low-cost 

Le compagnie aeree lowcost hanno rivoluzionato il modo di viaggiare, dando la possibilità a molte più categorie di turisti di prenotare un volo a prezzi accessibili.
Le “low-cost” rimangono però un’opzione conveniente solo quando si decide di viaggiare zaino in spalla.

Quando invece si ha l’esigenza di portare al seguito bagagli, parlando di convenienza le low-cost perdono terreno soprattutto se si ha l’esigenza di portar la bici a bordo.

Trasporto aereo e biciclette: le compagnie di linea più vantaggiose

Le compagnie di linea presentano tariffe molto più alte rispetto alle low cost, ma spesso comprendono nel costo del biglietto anche altri servizi, tra cui il trasporto della bici.

Tra le compagnie aeree migliori e più economiche per il trasporto della bike troviamo: British Airways, Swiss Air e Lufthansa.

Queste ultime gestiscono il trasporto della bike come la spedizione di un bagaglio standard. Se il peso non supera i 23 kg e i 158 cm (altezza + larghezza + spessore) non si dovranno quindi sostenere oneri aggiuntivi.

Al biker sarà richiesto un costo extra solo se il peso della bicicletta sarà maggiore di 23 kg e fino ad un massimale di 32 kg.

Ci sono tante altre compagnie aeree di linea che non rendono molto conveniente il trasporto della propria bike. 
Alitalia applica un prezzo di 70€ per voli domestici e internazionali (per l’acquisto al banco del check-in) e di 55€ se viene acquistato su altri canali.

Per i voli intercontinentali il prezzo si alza a 125€ (acquisto in aeroporto), 100€ se viene acquistato online o in agenzia. 

Anche Air France e Tap Portugal non considerano i bike box come un normale bagaglio e hanno previsto un extra costo che oscilla tra i 55-125€ variabile in base alla stagione, paese di partenza o destinazione e peso.

Attenzione al peso della bicicletta!

Fate attenzione al peso! Se alcune compagnie aeree consentono il trasporto della bici fino ad un massimo di 32 kg, la Norwegian accetta bike con un peso massimo di 25 kg. 

Per quanto riguarda le compagnie aeree low cost, tra le più care troviamo Ryanair. Quest’ultima richiede un pagamento extra che oscilla tra le 60-75€ fino a un massimo di 30 kg trasportabili. Anche TUI Fly non scherza: il regolamento prevede che per il deposito in stiva è necessario sostenere un extra costo di 65€ fino ad un massimo di 32 kg

Trasporto aereo e biciclette: le compagnie low cost più vantaggiose

Tra le più vantaggiose troviamo invece BlueAir che permette di trasportare la propria bici alla modica cifra di 25€. 

Al secondo posto c’è EasyJet, low cost britannica, che permette il trasporto pagando circa 50€ fino ad un massimale di 32 kg

Wizz air invece non presenta delle tariffe fisse e varia il prezzo in base alla destinazione, la data di viaggio, canali di acquisto e peso del bagaglio. 

Dalla ricerca si evince come anche all’interno delle stesse categorie (di linea e low cost), i prezzi e i regolamenti siano molto eterogenei e strettamente legati al periodo di riferimento e la meta di partenza/arrivo.

Il trucco del mestiere: prenotare per tempo

Di una cosa siamo certi: è fondamentale prenotare in anticipo il bagaglio per la bike.

Aggiungere la bicicletta al check-in è molto più costoso e alcune compagnie come ad esempio Air France richiedono la prenotazione almeno 48 ore prima.

Inoltre, dato lo spazio limitato nella stiva, potrebbe non esserci più posto per la bici, rischiando quindi di doverla lasciare a casa.

Trasporto aereo e biciclette: il trasporto delle e-bike?

Se il peso potrebbe non essere un problema, visto che molte e-bike non superano i 32 kg, il sistema elettrico di cui sono dotate invece si. 

Da alcune ricerche è emerso che generalmente le e-bike non sono consentite a bordo.

La batteria al litio è catalogata come un articolo pericoloso e quindi proibito da molte compagnie aeree.

Ne sono un esempio Air Berlin e Thai Airways che non ne consentono il trasporto; Air France ammette solo e-bike sprovvista di batteria, in quanto le batterie a litio di più di 160 Watt/ora sono rigorosamente vietate a bordo degli aerei francesi.

Brussels Airlines permette il trasporto di e-bike solo se vengono spedite come merce cargo.

Ma non è finita qui. Occhio all’imballaggio!

Un’altra variabile che il viaggiatore deve prendere assolutamente in considerazione quando decide di portarsi la bici in viaggio è l’imballaggio

Le compagnia aeree consentono il trasporto della bicicletta solo se è confezionata e sistemata in una custodia omologata. In alcuni casi, l’involucro necessario per racchiudere e proteggere la bicicletta è disponibile in aeroporto presso il check in della compagnia aerea. Tuttavia, il più delle volte invece bisogna provvedere al tutto prima della partenza.

Se vuoi scoprire di più su come imballare la bici per il trasporto in aereo, continua a seguirci sul nostro sito web e sui canali social, a breve pubblicheremo una guida per preparare la tua bicicletta ad affrontare il viaggio!

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Il 2020: anno di mutamenti turistici e boom del cicloturismo

Come si è modificato il turismo nell’estate del 2020 e che ruolo ha avuto in questo il cicloturismo? In generale possiamo affermare che il fenomeno cicloturistico si è adattato bene alla situazione emergenziale che si è venuta a creare nell’ultimo anno e che ha mutato fortemente le abitudini dei vacanzieri. 

Questo perché la bicicletta possiede qualità intrinseche di distanziamento fisico, adattabilità e versatilità in contesti di qualsiasi tipo, nonché rappresenta un mezzo particolarmente adatto al turismo di prossimità per soggiorni brevi. Il cicloturismo fornisce infatti una risposta particolarmente idonea al bisogno di rigenerarsi e di riattivasti dopo una lunga fase di staticità e di disagio, non solo fisico, ma soprattutto psicologico, indotta dalle restrizioni sanitarie alla mobilità ed alle relazioni sociali.

La bicicletta in questo senso diventa occasione di sviluppo turistico, un’opportunità per riflettere e costruire destinazioni a prova di virus destinate a durare nel tempo.

Il mutamento turistico

Nella passata stagione, oltre ad un cambio di scelta di destinazione e tipologia di alloggio, abbiamo  assistito ad  vero e proprio cambio di modalità di vacanza. La predilezione verso località più vicine alla zona di residenza e per alloggi privati è stata infatti accompagnata da un forte incremento del turismo attivo

Nell’estate 2020, più del 15% delle imprese ricettive attive nel periodo estivo hanno dichiarato di essere legate al turismo sportivo. In questo senso, tra le attività maggiormente praticate nei nuovi contesti di vacanza emergono su tutti trekking (39%) e bicicletta nelle sue varie forme (31%), che staccano di diversi punti percentuali attività tradizionalmente svolte nelle località di mare (immersioni, surf, vela). 

Il cicloturismo nell’estate 2020

Un’impresa ricettiva su 10 ha dichiarato di essere collegata in maniera specifica con il segmento dei cicloturisti che rappresentano, in media, il 17% della clientela complessivamente intesa. Questa fetta di mercato conta circa 5 milioni di italiani, tra i quali possiamo distinguere due segmenti in particolare: 

  • Hard Bikers – 47% dei cicloturisti. Quei cicloturistii per cui la bicicletta è il principale motivo di vacanza o quelli che durante la propria vacanza utilizzano la bicicletta come mezzo di spostamento da una località all’altra.
  • Soft Bikers – 53% dei cicloturisti. Vacanzieri che fanno un uso meno intensivo della bicicletta rispetto ai primi, ma che la utilizzano per effettuare escursioni o per brevi spostamenti.
Biciclette utilizzate. (% sul totale)

Impatto economico del cicloturismo

Nell’estate 2020, il fenomeno del cicloturismo ha generato una spesa complessiva di poco superiore ai 4 miliardi di euro, pari al 18% dell’intera spesa turistica generata in Italia nel periodo considerato.

Vediamo ora le principali differenze nei comportamenti di spesa tra cicloturista e turista medio. Il primo ha speso in media 940,00 € durante la propria vacanza con una maggiore propensione per beni alimentari e articoli sportivi, a confronto del turista medio che ne ha spesi circa 863,00 € con particolare attenzione all’alloggio.

Identikit del cicloturista

Nell’estate 2020 ci siamo trovati di fronte ad un cicloturista con un’età prevalentemente compresa nella fascia tra i 45 e i 55 anni e con un grado di istruzione formalizzata pari al 41% (quota di laureati sul totale).

Estate 2020.
Principali motivazioni della scelta del soggiorno.
(% sul totale)
Estate 2020. Principali motivazioni della scelta del soggiorno. (% sul totale)

Analisi geografica

Il cicloturismo è un fenomeno che riguarda sostanzialmente l’area settentrionale del Paese. Le principali Regioni di provenienza sono: Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Quelle di destinazione invece: Trentino Alto Adige, Veneto, Calabria, Emilia Romagna e Abruzzo. Secondo l’indagine Insart, possiamo individuare ben 5 Regioni emergenti, dove il peso del cicloturismo nel 2020 supera di gran lunga quello della regione sul movimento turistico complessivo, e sono: Valle d’Aosta, Friuli venezia Giulia, Marche, Piemonte e Abruzzo.

Nonostante il cicloturista abbia dimostrato una mobilità superiore rispetto al turista medio, rimane comunque un forte carattere di prossimità: il 31% sul totale ha infatti effettuato vacanze all’interno della propria regione di residenza.


Fonte.“Viaggiare con la bici. Caratteristiche ed economia del cicloturismo in Italia” – 2° rapporto Isnart-Legambiente. Bike Summit 2020.

La bicicletta in città ai tempi del Covid-19

Mentre il mondo lavora per fermare la diffusione della pandemia COVID-19, la bicicletta si è inserita sempre più nella quotidianità dei cittadini, andando a modificare strutture e filosofie delle grandi città.

La riduzione del servizio di trasporto pubblico, misura volta a limitare la diffusione del Coronavirus, ha rappresentato una sfida per chiunque si trovasse nelle condizioni di doversi spostare per motivi di lavoro o per altre cause essenziali.

Molte persone hanno ovviato a questo problema orientandosi verso l’utilizzo della bicicletta come un’opzione per colmare la carenza dei servizi pubblici. Evidenti i segni che questa nuova consuetudine di spostarsi sulle due ruote ha lasciato all’interno delle grandi città.

A Philadelphia ad esempio, l’uso della bicicletta è aumentato di oltre il 150% durante l’epidemia COVID-19 e in numerose altre città la frequentazione delle reti ciclabili urbane ha registrato una forte impennata. Un incremento della domanda al quale molti governi hanno risposto aprendo piste ciclabili di emergenza e agevolando i lavoratori essenziali all’utilizzo bike-sharing.

La bicicletta come mezzo di comunicazione in città ai tempi del Covid-19
La bicicletta come mezzo di comunicazione in città ai tempi del Covid-19

In bicicletta per rimanere connessi.

Durante i due mesi di isolamento nella città di Wuhan, i volontari hanno usato la bicicletta per consegnare i beni di prima necessità alla popolazione bloccata in casa. Alcune aziende di bike sharing hanno intensificato gli sforzi di igienizzazione e reso i loro servizi gratuiti per consentire l’accesso agli operatori sanitari e a coloro che ne avevano necessità urgenti.

Dal 23 gennaio al 12 marzo, Meituan Bikeshare, la startup cinese di bike sharing, ha permesso circa 2,3 milioni di viaggi a Wuhan, che rappresentano più della metà di tutti i viaggi non-a-piedi nella città durante l’epidemia:

  • persone che hanno utilizzato il servizio: 286.000
  • distanza totale percorsa sulle due ruote: oltre 2 milioni di chilometri, pari a 81 giri intorno all’equatore.

Tendenze simili anche in altre città del mondo. Il sistema pubblico di bike sharing di New York City, Citi Bike, ha visto un aumento della domanda del 67% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Chicago e Philadelphia hanno visto quasi raddoppiare la partecipazione al programma di bike sharing nel mese di marzo. Una delle principali piste ciclabili di Philadelphia ha registrato un aumento del traffico del 470%.

Nuove infrastrutture per supportare l’urban cycling

Bogotá ha sperimentato la chiusura alle auto della sua rete Ciclovía di 22 miglia durante tutta la settimana, invece che solo la domenica. La città ha inoltre condotto un progetto pilota con NUMO, l’alleanza per la Nuova Mobilità Urbana, creando un sistema di prestito e-bike per gli operatori sanitari.

Philadelphia ha risposto a una petizione pubblica per creare più spazio sicuro per ciclisti e pedoni, chiudendo un ampio segmento stradale di 4,4 miglia ai veicoli a motore.

Biking in Philadelphia

Città del Messico ha proposto piani per 80 miglia di infrastrutture ciclabili temporanee per alleviare i rischi dell’uso del trasporto pubblico e facilitare la mobilità nella megalopoli di oltre 21 milioni di persone. 

Berlino ha recentemente implementato una corsia ciclabile temporanea di 1 miglio lungo una strada principale. Non solo, ha anche in programma di espandere l’infrastruttura pop-up, insieme ad altre 133 città tedesche. 

New York City si è impegnata ad aggiungere quasi un chilometro e mezzo di piste ciclabili temporanee protette a segmenti di Manhattan e Brooklyn, e a testare la chiusura delle strade alle auto.

L’utilizzo della bicicletta nella fase di ripresa post-covid

La bicicletta sta fornendo un’ancora di salvezza a molte città in questo momento critico. Questo non rappresenta però l’unico aspetto positivo dell’utilizzo delle due ruote: esso potrebbe continuare a fornire preziosi benefici alle città anche in futuro, benefici che vanno oltre la mobilità.

1. Una migliore accessibilità alla ciclabilità può sostenere la ripresa economica dopo COVID-19

Molti governi stanno pensando a progetti infrastrutturali massicci in grado di generare posti di lavoro e attività economiche. Investire in infrastrutture a sostegno della bicicletta – dalle piste ciclabili protette, ai parcheggi di massa, ai programmi di bike sharing – è esattamente un tipo di investimento win-win. Questo aiuterà le economie a riprendersi, frenando il cambiamento climatico, riducendo l’inquinamento atmosferico e proteggendo la salute umana.

Ogni chilometro percorso in bicicletta evita 250 grammi di emissioni di CO2, rendendo le biciclette un’opzione chiave per il trasporto a basse emissioni di carbonio. Si stima che i ciclisti di Copenhagen evitino complessivamente 20.000 tonnellate di emissioni di carbonio all’anno, l’equivalente di 50 milioni di chilometri percorsi da veicoli privati per il trasporto di passeggeri.

Gli studi hanno dimostrato inoltre che:

  • i ciclisti spendono in media 3 volte di più dei conducenti di auto nelle imprese locali
  • le infrastrutture ciclistiche sono correlate a un aumento delle vendite al dettaglio.
2. La bicicletta può migliorare la salute pubblica e la qualità della vita

Il ciclismo ha un impatto positivo sulla salute di tutti migliorando la qualità dell’aria urbana. I ciclisti regolari godono dei benefici di un esercizio fisico costante. Hanno il 40% di probabilità in meno di contrarre il cancro e di morire prematuramente e hanno più del 50% in meno di malattie cardiache. Uno studio ha dimostrato un aumento del 15% del rischio di mortalità da COVID-19 in aree con livelli di inquinamento atmosferico più elevati. Questo dovuto probabilmente a causa di una salute polmonare più scarsa. Il ciclismo offre un modo per ridurre l’inquinamento atmosferico locale e aumentare l’attività fisica, che migliora la resilienza individuale.

3. Le infrastrutture ciclistiche possono aiutare le città a diventare più resistenti agli shock futuri

L’accesso alle biciclette si sta già dimostrando fondamentale per le persone che operano in condizioni economiche e di trasporto limitate. L’aumento della mobilità offerta dalla bicicletta durante i lockdown, i disastri naturali o altre perturbazioni dei sistemi di trasporto urbano è significativo. Garantendo allo stesso tempo accessibilità ad un’area di azione che può essere 15 volte più ampia rispetto a quella percorribile a piedi.

Abbracciare il ciclismo come risposta alle crisi

L’Olanda è una delle nazioni ciclistiche di maggior successo al mondo. Il paese ospita più di 23.000 miglia di piste ciclabili protette e più biciclette che persone. Un quarto di tutti i viaggi sono effettuati in bicicletta. I Paesi Bassi sono uno degli Stati più sicuri per i ciclisti, con un tasso di mortalità annuo di appena 1,1 per 100 milioni di km percorsi in bicicletta. Per capirci, lo stesso tasso misura 5,8% negli Stati Uniti.

Questo status di Nazione cycling-friendly non è mai stato scontato. Il cambiamento è nato in risposta a una crisi della sicurezza stradale, in particolare tra i bambini, e all’embargo petrolifero dell’OPEC negli anni Settanta. Il governo annunciò le domeniche senza auto nel 1973, e il Paese iniziò lentamente a rivalutare il suo rapporto con le auto.

Row of Bicycles parked next to Amsterdam City Center (Centrum).

Situazione simile, più recente in Messico dove, durante il terremoto del 2017, la bicicletta si è dimostrata un mezzo di trasporto resistente e affidabile. La devastazione di migliaia di edifici infatti ha lasciato molte strade inaccessibili ai veicoli a motore. La città ha così cominciato a dipendere fortemente dalle biciclette personali e dal suo sistema di bike sharing per i soccorritori e i volontari che portavano i primi soccorsi e i rifornimenti.

Verso un nuovo modo di pensare la mobilità urbana

Oggi è il Covid-19 che sfida le città di tutto il mondo a pensare a come le reti di trasporto urbano potrebbero funzionare in modo diverso, attraverso l’utilizzo della bicicletta. È il momento per le città di sperimentare, usando le loro strade come terreno di prova per il cambiamento. Il WRI Ross Center con NUMO e Populus, un’azienda che fornisce dati e strumenti di mobilità alle città, stanno lavorando proprio a questo. Il loro intento è quello di misurare il miglioramento dell’accesso alle opportunità di lavoro e ai servizi essenziali, come ospedali e negozi di alimentari, con reti di piste ciclabili temporanee di nuova espansione.

Gli odierni blocchi COVID-19 potrebbero dunque rivelare soluzioni con vantaggi a lungo termine e di vasta portata per le città. Indicando la strada verso un sistema di mobilità urbana più resistente, accessibile e sicuro. Una città con più biciclette è una città con persone più sane, strade più sicure, aria più pulita e migliore connettività.