Novembre, il mese delle pump track: inaugurate 3 piste in giro per l’Italia

Novembre per noi è ufficialmente diventato il mese delle pump track: in poche settimane sono state completate e inaugurate ben 3 piste in diversi comuni del centro-nord Italia.

Grazie anche alla collaborazione con i colleghi di Trail Zone, specializzati in trail building e nella costruzione di pump track, l’autunno di Dolomeet è stato ricco di soddisfazioni. Sono state 3 le pumptrack progettate, realizzate e inaugurate durante il mese di Novembre 2022.

Monterotondo Marittimo

Inserita in un contesto di particolare pregio, la pump track di Monterotondo Marittimo, i cui lavori erano già stati terminati nel mese di maggio 2022, è stata inaugurata il 5 novembre 2022 al completamento del Trail Center. La pista, avvolta dalle colline toscane, sorge poco fuori dal centro storico del paese, all’interno di un progetto di riqualificazione dell’areacomposto da:

  • pump track (progettazione: Dolomeet Srl, realizzazione: Trail Zone)
  • bike center (progettazione e realizzazione: Dolomeet Srl, gestione: BikeGarage&more)
  • trails (realizzazione: Tasso Trail Solutions)

Corno di Rosazzo

La seconda ad essere completata è stata la pump track nel Comune di Corno di Rosazzo, collocata in Via dei Pini, nell’area sportiva del Comune. La pista, intitolata al pioniere del ciclismo Dino Granzotto, è stata inaugurata il 12 novembre in presenza dell’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti e del sindaco Daniele Moschioni.

Ozzano dell’Emilia

Ultima della lista per questo Novembre super carico, la pump track a due passi da Bologna. Inaugurata pochi giorni fa nel parco di Villa Maccaferri, la pista commissionata dal Comune di Ozzano dell’Emilia è stata realizzata grazie al co-finanziamento della Regione Emilia-Romagna per interventi di sviluppo e qualificazione di spazi di aggregazione giovanili (L.R 14/2008) e rientra negli investimenti previsti nell’ambito del progetto “Ti seguo a ruota” pensato per favorire la creazione di nuovi spazi aggregativi per i giovani e per la pratica sportiva di giovani appassionati di mountain bike, skateboard, roller e monopattini.

le prime prove durante l’inaugurazione

Esplora la mappa e scopri tutte le pump track di Dolomeet costruite in Italia!

Come costruire una pump track

Chi di voi non vorrebbe una pump track nel proprio giardino? Scopriamo assieme come costruirla in modo corretto! Se nel precedente articolo vi avevamo dato qualche suggerimento pratico per trovare le soluzioni migliori in termini di materiali e resistenza, oggi entriamo nel concreto e capiamo davvero come costruire una pump track in asfalto.

Progettazione

La realizzazione di una Pump track di qualità, sicura e che sia duratura nel tempo richiede necessariamente particolari abilità tecniche e specialistiche, per questo il nostro consiglio è quello di affidarsi sempre ad esperti del settore in fase di pianificazione e progettazione.

Una volta individuata l’area, definito il layout e ottenuto le varie autorizzazioni a costruire si può passare alla parte pratica.

Costruzione

Preparazione dell’area

Per prima cosa è necessario delimitare e mettere in sicurezza l’area soggetta ad interventi, così come previsto dagli obblighi di legge. Da qui comincia la prima fase di preparazione del percorso:

  • pulizia del terreno: asportazione dello strato superficiale ricco di propaguli (terra vegetale), separazione dei materiali e creazione dell’area di lavoro.
  • livellazione del terreno tramite movimento terra al fine di ottenere un piano stabile che non abbia pendenze rilevanti;

Tracciatura

Arriva poi il momento del pump track designer, che traccia sul campo per mezzo di strumento GIS le linee della Pump track. In questo modo si definiscono gli ingombri e si individuano le zone dove si dovrà intervenire con mezzi meccanici per l’apporto di materiale.

Posa dei drenaggi

Prima di portare il materiale è importante definire le modalità di drenaggio: la pianificazione del regolare deflusso dell’acqua è un punto focale dell’intera opera in quanto consente alla Pump track di mantenersi nel tempo evitando punti di accumulo, zone fangose e pozze varie.

Si passa quindi alla predisposizione dei drenaggi realizzati per mezzo di pozzi di drenaggio a dispersione e, qualora necessario, per mezzo di tubi e pozzetti collegati alle tubazioni di scarico della rete delle acque bianche.

Apporto materiale

Inizia in questa fase l’apporto e il posizionamento del materiale necessario alla creazione del percorso. Tutti i movimenti terra, gli interventi di compattazione e i lavori di rifinitura sono da effettuarsi con mezzi idonei e secondo modalità specifiche in base alle diverse necessità, seguendo le indicazioni del tecnico specializzato. 

Strato superficiale

Prima di procedere alla posa dell’asfalto è necessario procedere alla finitura dello strato superficiale con controllo degli angoli e finalizzazione del fondo. Posa in opera di vari strati di inerte e di materiale stabilizzato per la creazione delle curve e delle gobbe, per mezzo di idonei strumenti di compattazione.

Posa del conglomerato bituminoso

Posa di conglomerato bituminoso sull’area della Pump track. 

Interventi di finitura

Una volta che saranno state affrontate tutte le fasi sopra descritte andrà delineata la segnaletica orizzontale, quali strisce sugli esterni delle paraboliche ed in altri punti specifici, al fine di rendere il percorso più piacevole, sicuro e di più facile percorribilità (soprattutto ad alta velocità). 

importante poi prevedere ulteriori ed eventuali opere di finitura quali riposizionamento della terra vegetale, semina del verde, segnaletica verticale ed altre opere.

I nostri trail builder di fiducia

Insomma, tutti possono costruire una pump track, ma non tutti lo sanno fare bene ed in modo corretto! A chi ci affidiamo noi? Ai nostri colleghi di Trail Zone, con ampia esperienza nel settore del trail building e della costruzione di pump track!

Le nostre realizzazioni

Con loro ci siamo mossi in tutt’Italia e abbiamo dato vita a percorsi davvero super, ecco quale esempio.

Il valore del ciclismo in Italia: analisi di Banca Ifis

È proprio nella settimana di punta del ciclismo italiano che Banca Ifis pubblica il suo rapporto sul valore del ciclismo italiano, soffermandosi su produzione, tesseramento e con un focus particolare sulle competizioni ciclistiche in Italia, come il Giro di Lombardia che da solo genera quasi 50 milioni di euro.

Ciclismo, Italia leader nella produzione e nella valorizzazione delle corse sportive – Il caso ‘Giro di Lombardia’” questo il titolo dell’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Banca Ifis nell’ambito dell’Osservatorio sullo Sport System Italiano, il progetto di ricerca dell’Istituto specializzato nei prodotti e servizi per le piccole e medie imprese, che ha l’obiettivo di fotografare il valore economico e sociale dello Sport System del nostro Paese.

Official partner della competizione amatoriale Il Lombardia, Banca Ifis sostiene che il ciclismo in Italia non è solo passione, ma anche economia con 1,5 mld di euro di ricavi per le imprese di biciclette e componentistica. E tutto questo lo fa in una settimana clou del ciclismo Italiano: il saluto al professionismo di Vincenzo Nibali, il record dell’ora di Filippo Ganna e il primo mondiale gravel a Vicenza.

Gli appassionati

4 milioni i praticanti di ciclismo in Italia tra amatori e professionisti, ben 10,7 milioni quelli che si dichiarano appassionati, il che equivale al 21% della popolazione nazionale maggiorene. A confermarlo anche i numeri della Federazione Ciclistica Italiana che entra nel piccolo gruppo (solo 3) delle grandi Federazioni sportive con trend positivo in termini di iscritti durante l’ultimo triennio (assieme a Nuoto e Atletica). Parliamo di più di 70mila tesserati (+13% nel corso del 2021) di cui il 10% femminile, percentuale in costante aumento: dal 2017 ad oggi il numero delle tesserate è cresciuto a doppia circa, in rialzo dell’11%.

La tradizione lombarda

Interessante notare che ben il 20% dei tesserati provengono dalla Lombardia, una Regione che per numero di praticanti, società sportive e prestigio delle competizioni che ospita stacca di diverse lunghezze tutte le altre. Qui si registrano 6 società ogni 100.000 abitanti che va a posizionare la regione al primo posto nazionale in termini di società sportive affiliate alla FCI.

Paola Pezzo | Brenzone sul Garda | @Marco Gober

Ma qual è il profilo dell’appasionato di ciclismo italiano?

Secondo Banca Ifis si interessa particolarmente a temi come sostenibilità e natura:

  • l’87% è impegnato sul fronte del riciclo
  • il 71% è d’accordo sull’utilizzare il meno possibile l’auto
  • il 54% è disposto a pagare di più per prodotti sostenibili
  • il 72% pratica turismo attivo, svolgendo attività fisica durante le proprie vacanze
  • il 60% sceglie mete in base alla bellezza naturale del paesaggio
  • il 60% è disposto a spendere di più durante le vacanze rispetto alla vita quotidiana.

La produzione

Non solo passione e vacanza per stimare il valore del ciclismo in Italia, ma anche lavoro e produzione. In Italia si registrano 610 aziende tra produttori di biciclette e componentistica, i cui ricavi formano il 29% del fatturato complessivo dei produttori di veicoli (stimato in 5,2 miliardi di euro). Si parla di un volume di quasi 1,5 miliardi di euro, con una crescita media annua stimata del 7,3% per il biennio 2022/2023.

Particolare spinta è data dal mondo dell’elettrico con una produzione in rialzo del 25% nel 2021, che ha portato ad incidere per l’11% sul totale.

Questo fermento lavorativo porta l’Italia sul tetto d’Europa: siamo i leader in termini di produzione (market share del 21%), seguiti da Germania (15%) e Portogallo (12%).

Valore economico de Il Lombardia

Ma il ciclismo è anche i grandi eventi sportivi, e Banca Ifis si concentra sul Giro di Lombardia, competizione storica che vede la sua prima edizione svolgersi nel lontano 1905 e che, non a caso, è annoverata tra le cinque Classiche Monumento del ciclismo, al pari della Milano-Sanremo, del Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix e la Liegi-Bastogne-Liegi.

Un evento che vale 49 milioni di euro.

Il Lombardia | Edizione 2022

Si parla di 7,8 milioni di euro di valore indiretto, essendo la competizione un volano per l’intero territorio lombardo e i suoi percorsi naturalistici che attirano ogni anno un numero crescente di cicloturisti.

I restanti 41,4 milioni sono tutti però generati direttamente dall’evento! Una componente massiccia, che trova la sua maggiore rilevanza nella spesa degli appassionati provenienti da fuori Regione, che usufruiscono di un maggior numero di servizi:

  • 43% del valore totale destinato alla ristorazione e ai produttori di prodotti tipici del territorio
  • 26% al comparto ricettivo, con una permanenza media sul territorio di 2-3 pernottamenti
  • 20% circa allo shopping
  • 11% per i trasporti.

Assodato il fatto che le competizioni sportive non generano solo costi ma anche e soprattutto valore, scopriamo assieme come organizzare al meglio una manifestazione sportiva.

Calendario Ciclocross 2022 | 2023

Partita ieri negli Stati Uniti, la Coppa del Mondo di Ciclocross 2022 | 2023 si annuncia davvero entusiasmante anche se leggermente più ristretta in termini di tappe rispetto allo scorso anno: vediamo il calendario.

14 appuntamenti in 8 diverse nazioni, e c’è anche l’Italia con la tappa della Val di Sole. Il protagonista indiscusso rimane comunque sempre il Belgio, dove sono previsti addirittura 5 appuntamenti riconfermandosi la nazione di riferimento per il ciclocross.

Al di là della supremazia di Belgio e Olanda (dove si svolgeranno la metà degli eventi a calendario), la grande sorpesa è il ritorno della Spagna, con la tappa di Benidorn, destinazione prediletta dei belgi per i ritiri invernali. Senza dimenticarci che, nella stagione 2022-2023, ci sarà anche il primo appuntamento in Irlanda, l’11 dicembre a Dublino.

Le tappe del calendario ciclocross 2022 – 2023

  • 9 ottobre: Waterloo (USA)
  • 16 ottobre: Fayeteville (USA)
  • 23 ottobre: Tabor (CZE)
  • 30 ottobre: Maasmechelen (BEL)
  • 13 novembre: Beekse Bergen (NED)
  • 20 novembre: Overijse (BEL)
  • 27 novembre: Hulst (NED)
  • 4 dicembre: Anvers (BEL)
  • 11 dicembre: Dublin (IRL)
  • 17 dicembre: Val di Sole (ITA)
  • 26 dicembre: Gavere (BEL)
  • 8 gennaio: Zonhoven (BEL)
  • 22 gennaio: Benidorn (ESP)
  • 29 gennaio: Besancon (FRA)

L’appuntamento della Val di Sole

Anche quest’anno la Val di Sole si prepara ad accogliere, per la seconda stagione consecutiva, la Coppa del Mondo di ciclocross. L’appuntamento è sabato 17 dicembre, su un percorso interamente innevato, che già nel 2021 ha esaltato i più grandi interpreti della specialità. Durante la passata edizione le vittorie andarono al belga Wout Van Aert nella gara maschile e all’olandese Fem Van Empel al termine di un ultimo giro strepitoso che l’ha vista avere la meglio sulla connazionale Marianne Vos.

#carfreeday: la giornata mondiale senza auto

Vi ricordate quanto abbiamo apprezzato la tranquillità delle nostre città subito dopo la quarantena? Strade con poco traffico, minore inquinamento, più attenzione alla natura e il piacere e la libertà del movimento a piedi o in bici. Oggi, come tutti i 22 settembre di ogni anno, abbiamo l’occasione per tornare a godere di questi momenti durante la Giornata Mondiale senza Auto, istituita proprio con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili nelle strade e quindi il traffico e l’inquinamento. Un’iniziativa del movimento mondiale per le città senz’auto dedicata alla promozione della mobilità alternativa al fine di ridurre l’enorme impatto ambientale generato dall’uso sconsiderato dell’auto.

Un po’ di storia

La Giornata Mondiale senza Auto viene celebrata il 22 settembre di ogni anno, dopo essere diventata un programma globale promosso dalla World Carfree Network (WCN) nel 2000. 

Le primissime iniziative si registrarono in Europa, nelle città di Reykjavik (Islanda) e di Bath (Regno Unito). Lo stesso Regno Unito nel 1997 ha avviato poi la prima campagna nazionale facendolo diventare un vero e proprio evento mondiale nel 2000 attraverso il World Carfree Network (WCN) che ha pensato a questo evento non come ad una giornata isolata ed eccezionale, ma come ad un progetto più ampio per una società non più dominata dalle automobili, dove i bambini possano essere incoraggiati a giocare in sicurezza su strade senza traffico veicolare.

Di cosa si tratta

Il progetto intende allontanare le città da una società dominata dalle automobili nel tentativo di ridurre l’inquinamento e la congestione incentivando i cittadini a usufruire sempre più facilmente dei mezzi di trasporto pubblici e dei cosiddetti mezzi green, come servizi bici e monopattini in sharing.

“Questo giorno dovrebbe essere una vetrina per come le nostre città potrebbero apparire senza auto 365 giorni all’anno. L’iniziativa potrebbe fare pressione su urbanisti e politici affinché privilegino il ciclismo, la camminata e il trasporto pubblico, anziché l’automobile”.

World Carfree Network (WCN)

Come si svolge

Ogni 22 settembre, in città del tutto il mondo, vengono chiuse al traffico molte strade principali, incoraggiando i bambini a giocare in sicurezza su strade senza traffico e gli adulti ad avvicinarsi al concetto di mobilità sostenibile. Oggi aderiscono all’iniziativa circa 1.500 città di 40 paesi diversi, seguendo le linee guida offerte dal WCN su come organizzare l’evento.

Questa giornata quindi rappresenta un’occasione per lasciare l’auto a casa e spostarci a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e, magari, continuare a farlo più spesso, comprendendo che una mobilità differente è possibile.

Primabici Garelli dona 5 bici all’Ospedale Riuniti di Foggia

Da oggi la sala giochi dell’Ospedale Riuniti di Foggia ha una marcia in più grazie alla donazione di 5 bici da bambino da parte di Primabici Garelli.

Un’iniziativa solidale nata grazie al contattato tra la dott.ssa Francesca L’Abbate e Primabici, che, in occasione del suo primo anniversario ha deciso di donare cinque pezzi di Primabici Special Edition. Le balance bike sono arrivate stamattina all’ospedale, che ha scelto di metterle a disposizione dei bambini in cura presso i reparti di neuropsichiatria infantile e chirurgia pediatrica. Un piccolo gesto di solidarietà per strappare un sorriso a tutti i bambini in cura.

Italybikeland, il portale per le vacanze in bici in Italia

È finalmente online il nuovo portale interamente dedicato al cicloturismo e alle vacanze in bici in Italia. Si tratta di italybikeland.com, una vera e propria vetrina di ciò che il turismo italiano offre in termini bike.

Una piattaforma nata per mettere in contattato destinazioni, viaggiatori e albergatori suggerendo mete di viaggio e offerte di soggiorno. Si tratta di un sito aperto i cui contenuti possono esser incrementati in base a segnalazioni e suggerimenti, i quali vengono comunque sempre sottoposti a valutazioni e accertamenti tecnici.

A chi si rivolge

Italybikeland è la soluzione per chiunque sia alla ricerca di idee e proposte per organizzare una vacanza in bicicletta in Italia. Il portale aiuta l’utente a scegliere dove andare e dove soggiornare durante un viaggio in bici di qualsiasi tipo: in gruppo, da soli oppure per una vacanza in bici con bambini, ogni destinazione è catalogata e consigliata ai diversi target in base alle proprie specializzazioni, offerte e servizi.

Il sito diventa allo stesso tempo vetrina promozionale e canale di marketing per le destinazioni e strutture ricettive.

La struttura

Il portale si articola in 2 divisioni principali: quella dedicata alle destinazioni d’Italia specializzate in ambito cicloturistico e l’altra che racconta e presenta le strutture ricettive certificate Bike Resort. Due aree collegate internamente da link e correlazioni che rendono il portale facilmente navigabile, passando velocemente tra una sezione e l’altra.

Bike destinations

Un elenco delle migliori destinazioni bike a portata di mano, grazie ad una mappa interattiva navigabile attraverso la selezione di filtri in base al target e alla zona geografica. Possibilità di scoprire ogni territorio nella sua interezza, attraverso dati tecnici, servizi cicloturistici offerti, itinerari proposti, video e foto gallery e materiali informativi consultabili online.

Se la tua destinazione non è presente nella mappa, semplice, effettua il bike destination check, scopri se sei abbastanza bike-friendly e richiedi una consulenza per cominciare a sviluppare il tuo territorio.

I quiz di Italybikeland

Bike hotels

Una seconda mappa interattiva presenta invece tutte le strutture ricettive certificate Bike Resort, la prima certificazione europea per bike hotels. Il portale offre all’utente la possibilità di mettersi in diretto contatto con la struttura e di scoprine servizi e offerte.

Anche qui, se vuoi entrare a far parte del portale, mettiti alla prova, scopri se sei davvero un bike hotel attraverso un semplice quiz e poi richiedi la tua certificazione.


Vuoi scoprire di più sul marchio Bike Resort? Allora visita la pagina dedicata!

Come nasce un percorso di cross country per la Coppa del Mondo? | Red Bull Bike Italia

La mia intervista per Red Bull Bike Italia, dove racconto come si progetta e si realizza un percorso mtb cross country valido per il circuito di Coppa del Mondo UCI.

Quali sono le tempistiche relative alla progettazione e quali quelle di realizzazione di un percorso di cross country?

Dipende se va progettato un percorso ex-novo oppure si implementa un percorso esistente. Se si parte da zero ovviamente bisogna partire molto presto e seguire tutto l’iter progettuale. Per prima cosa è necessario individuare la proprietà dei terreni attraverso le particelle catastali, effettuare degli approfondimenti per capire se ci sono aree protette oppure di tutela, fare l’analisi dell’idrografia, del rischio idrogeologico e della corografia in generale.

Non è facile rispondere alla domanda, ma per quanto riguarda la definizione del progetto solitamente in 3 mesi il progetto è pronto poi i tempi per le autorizzazioni dipendono molto da regione a regione e sono molto aleatori. Per esperienza ti posso dire che almeno 12 mesi sono necessari per le autorizzazioni formali. Per la realizzazione, in base alle tempistiche da rispettare, ci si organizza con le squadre operative. Il mio consiglio è di fare i lavori durante l’autunno in modo tale che il terreno poi si stabilizza ed sia pronto per essere utilizzato la primavera.

Esiste un iter di analisi del terreno?

Prima di tutto va individuato un versante che si presti per i seguenti aspetti:

  • Tecnici relativi al percorso
  • Tipologia di fondo e features naturali presenti
  • Dislivello e sviluppo metrico del versante
  • Accessibilità da parte di pubblico e mezzi di soccorso
  • Visibilità e spettacolarità

Ovviamente per riuscire ad analizzare bene un terreno è necessario fare il sopralluogo quando il verde non è ancora particolarmente diffuso. La stagione migliore è decisamente l’autunno e, dove non c’è neve, l’inverno. In questo modo si riesce bene a vedere il fondo, lo sviluppo del versante e si riescono a definire le linee migliori.

Che strumenti sono indispensabili nella fase di studio e sviluppo?

Molto importante lo studio da remoto tramite il pc. Attraverso l’utilizzo di strumenti ormai evoluti si riescono a ricavare molti dati del terreno e di quello che si troverà durante il sopralluogo. Oltre a questo poi si riesce ad avere una panoramica di insieme migliore e, a livello di design, si possono preparare diverse ipotesi poi da verificare sul campo.
Durante il sopralluogo sul campo è poi indispensabile essere dotati di strumentazione GPS con una buona accuratezza del segnale. Grazie ai waypoint si possono prendere appunti sul campo. Inoltre per rilevazione puntuale della pendenza spesso si utilizza anche l’inclinometro.

Di quale figure si avvale un’organizzazione per sviluppo e realizzazione?

Il lavoro viene svolto tramite lavoro di squadra tra un trailbuiler e un progettista: solitamente il trailbuilder definisce le linee, le tipologie di realizzazioni e di interventi da fare, il dislivello e tutte le features da inserire nel percorso il progettista interpreta in “burocratese” e mette su carta le idee del trailbuilder.
Nel mio caso ho la fortuna che con la mia società Dolomeet srl abbiamo un tecnico interno e sviluppiamo regolarmente progetti di nuovi trail, per questo posso dire che grazie all’esperienza maturata in Val di Sole abbiamo raggiunto un elevato know how in questo settore che esportiamo sul territorio nazionale.

Ci sono standard internazionali che un’organizzazione deve rispettare?

Si parte sicuramente dallo studio del Regolamento UCI inerente la realizzazione e le caratteristiche che deve avere un percorso XCO. Il trend è quello di realizzare percorsi più corti rispetto al passato e stare nel minimo di sviluppo previsto da regolamento, cioè 4km. Gli aspetti principali da considerare sono:

  • Sicurezza dei riders;
  • Sicurezza del pubblico;
  • Spettacolarità e “tv friendly”;

UCI ha una figura che si preoccupa di valutare la qualità dei percorsi realizzati e di dare il nullaosta alla manifestazione. Nel nostro caso abbiamo avuto una fase di coaching i primi anni più marcata, adesso invece abbiamo piuttosto carta bianca nel dare sfogo alle nostre idee e questo mi da tanta soddisfazione.

Dal progetto alla realizzazione, qual è il primo step esecutivo?

La prima cosa da fare sicuramente è il course taping, quindi definire con del nastro la linea del tracciato e poi procedere con i lavori. In questa fase è molto importante non farsi prendere dall’impeto di volere fare in fretta ma è indispensabile fare scelte studiate e ponderarle bene.

L’esperienza poi ci insegna che le incognite che troviamo nella realizzazione rispetto alle idee progettuali possono essere diverse, per questo motivo il trailbuilder deve essere sempre presente in tutte le fasi della lavorazione e gestire situazioni non previste.
Successivamente si procede con la pulizia del corridoio di lavorazione e con gli altri lavori previsti.

Quali sono i materiali utilizzati per shaping e riempimento?

A me piace dividere queste lavorazioni in due: interventi a mano (natural) e interventi con mezzi (build). Il nostro percorso ad esempio è stato suddiviso in 3 sezioni: natural, regular e costruito (build).
Per il natural si effettuano interventi di sistemazione a mano, trail shaping, rock armoring con badile, piccone, macleod invece per il costruito utilizziamo scavotore o ragno con benna orientabile e dove necessario andiamo ad apportare materiale misto terra e frantumato da cava nella miscela perfetta per avere il giusto grip e drenaggio del fondo. Molto utile la motocarriola autocaricante per spostare materiale e battere il fondo.

Quando un percorso diventa definitivo e idoneo per una coppa del mondo?

Sicuramente dopo averci lavorato parecchio e averlo provato e riprovato in sella alla bike, è solo “girandoci” poi in bici che si notano i particolari e gli ultimi interventi che fanno la differenza. In Val di Sole l’idoneità viene data successivamente alla track walk con il delegato tecnico UCI che ha l‘ultima parola sul lavoro fatto.

Quanto è cambiata nel tempo la progettazione? Quali sono le richieste attuali e differenti rispetto al passato?

Come tutte le cose anche lo sviluppo di percorsi XCO è in continua evoluzione, si tratta di un connubio tra l’evoluzione delle biciclette e la conseguente evoluzione dei percorsi xco, ognuna di queste due parti mette la sua parte e di conseguenza ci si spinge verso il futuro dello sport di questa disciplina.
C’è tanta sete di show: più portiamo i percorsi verso la gente più il pubblico si appassiona, dobbiamo cercare di dare visibilità a questa stupenda disciplina e per farlo dobbiamo cercare di rendere il più possibile visibili e accessibili al pubblico i nostri percorsi.

Quale sarà il futuro di questo processo?

Io penso che ogni percorso deve riuscire ad esprimersi per quello che può offrire, nel mio immaginario ogni località dovrebbe riuscire a differenziarsi e a mettere in evidenza la propria identità e DNA che non è replicabile e ripetibile da altre parti. Il vero futuro di questo processo è delineato dalla creatività dei singoli organizzatori, in questo momento lo standard viene definito dalle competenze acquisite sul campo da tutti noi e il futuro lo stiamo scrivendo stagione per stagione andando a migliorare e a implementare i nostri amati percorsi.

Turismo sportivo, un’opportunità per il futuro

Turismo sportivo, un’opportunità per il futuro: spiegazione, dati, accessibilità e riflessioni generali e di valorizzazione del territorio.

Chi è un turista sportivo?

Innanzitutto precisiamo il fatto che un turista sportivo non è solo chi pratica sport in maniera agonistica o professionale ma il più delle volte si tratta di un appassionato di questo settore. Allo stesso modo di un viaggio intrapreso proprio con l’intenzione di fare sport anche uno spostamento per vedere una partita di calcio è considerato turismo sportivo. Semplicemente con una minima distinzione: si definisce un turista attivo colui che pratica sport, mentre turista passivo colui che segue sport dal vivo. Una tipologia di turismo che ha preso il sopravvento negli ultimi decenni anche grazie alla maggiore facilità di spostamento. Oggi giorno infatti non si viaggia più solamente per relax o per cultura, ma può essere anche un momento per praticare sport o seguirlo.

Un po’ di dati e curiosità

Il turismo sportivo rappresenta il 10% dell’industria turistica mondiale e genera un business da 9 miliardi di euro annui: un trend in continua crescita sia in termini di volume d’affari che di pernottamenti totali. La maggior parte dei turisti sportivi che arrivano in Italia provengono dal Regno Unito, Germania, Spagna, Danimarca, Svezia e dalla Finlandia.

E il turismo interno?

  • un italiano su quattro sceglie la propria destinazione di viaggio in base all’offerta sportiva che essa offre
  • oltre venti milioni di italiani praticano una o più attività sportive
  • oltre dodici milioni di italiani hanno effettuato un trasferimento turistico per questo motivo nell’ultimo anno. 

Turismo sportivo: un settore in continua crescita

Per la crescita del futuro sportivo in Italia, un investimento di un milione di euro.

Grazie ai 200 milioni di euro del Fondo Rilancio Startup istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2020, con l’obiettivo di supportare le piccole startup e le PMI innovative, Endu – la più grande digital company nel mondo dello sport di endurance – ha ottenuto un investimento di un milione di euro. L’obiettivo del finanziamento di ENDU è sostenere lo sviluppo della propria piattaforma attraverso il binomio che lega la promozione territoriale dell’Italia con gli eventi sportivi endurance.

Turismo sportivo ed accessibile

Al giorno d’oggi l’inclusività è un topic importantissimo, quindi la necessità di comfort e strutture adeguate che evitino (o eliminino) ostacoli e difficoltà è sempre più richiesta. Nonostante questo, non tutte le strutture ricettive e/o gli operatori turistici si sono attrezzati per rendere le proprie strutture ed eventi accessibili a chiunque. Questo non per mancanza di interesse, ma più per una mancanza di fondi, integrata ad un’incertezza per quanto riguarda l’andamento economico del settore nei prossimi anni. Come anticipato precedentemente, lo sport genera un flusso di attrazione enorme ma molte volte si sottovaluta il fatto che esso deve risultare accessibile a chiunque.

Nuove opportunità di valorizzazione del territorio grazie al turismo sportivo

Molte località hanno deciso di cavalcare l’onda di questo nuovo ed interessante trend così da poter estendere la stagione turistica tradizionale ed avviare il processo di destagionalizzazione attraendo nuovi flussi di visitatori. Una scelta supportata anche dai dati di mercato, come quelli diffusi da Eurosport, che sostiene che i viaggiatori che vogliono assistere ad eventi sportivi sono più propensi a coprire lunghe distanze e che i turisti sportivi si caratterizzano per la loro capacità di spesa elevata e per tempi di permanenza medi più lunghi rispetto ad altre categorie.


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Il Giro d’Italia arriva in Trentino con due emozionanti tappe!

È iniziata lo scorso 6 maggio a Budapest la più famosa corsa a tappe maschile di ciclismo su strada nel panorama italiano, che terminerà domenica 29 maggio con la cronometro di Verona. E come sempre, anche quest’anno il Giro d’Italia non si dimentica di passare per il Trentino.

Nelle 21 tappe in programma, verranno percorsi un totale di 3446km, con una media giornaliera di 164km e circa 50mila metri di dislivello complessivi.

Il Giro d’Italia sbarca in Trentino…

Le località del Trentino sono pronte ad ospitare il Giro d’Italia nelle giornate del 25 e del 26 maggio con due tappe inedite. Un’occasione unica di ammirare e condividere le bellezze della nostra Regione!

Tappa 17 – Mercoledì 25 maggio 2022

Partenza da Ponte di Legno e arrivo a Lavarone.

La tappa numero 17 del Giro d’Italia, inizia a Ponte di Legno, in provincia di Brescia. 

Dopo un primo strappo fino al Passo del Tonale, una partenza soft per i corridori che affrontano subito 70km in discesa percorrendo la Val di Sole e la Val di Non, fino alla piana della Rotaliana.

Qui incominciano le difficoltà con la prima salita della giornata per raggiungere la frazione di Palù di Giovo. Si prosegue poi con un’altra importante scalata per il Passo del Vetriolo con un dislivello di quasi 1000m.

Ma le difficoltà della giornata non sono ancora finite per i corridori: devono affrontare il Passo del Menador, detto anche Kaiserjägerweg. Una strada costruita per scopi bellici, impervia e con pendenze medie del 9.9%, ma che raggiunge una punta anche del 15%. Questo tratto di 8km ricco di tornanti sarà fondamentale per decidere le sorti della gara.

La tappa si conclude a Lavarone, dopo 168km e un dislivello complessivo di 3730m.

Altimetria 17 tappa Giro Italia in Trentino
Tappa 17 – Profilo altimetrico

Tappa 18 – Giovedì 26 maggio 2022

Partenza da Borgo Valsugana e arrivo a Treviso.

La Diciottesima Tappa parte dal comune di Borgo Valsugana con un percorso più lineare.

Il tracciato di questa giornata è più agevole perché passa prevalentemente su strade larghe e rettilinee.  Un’ottima occasione per i velocisti del Giro che dovranno però prestare molta attenzione alla presenza di attraversamenti cittadini, rotatorie e spartitraffico, soprattutto in previsione di un arrivo di gruppo. 

Le uniche difficoltà presenti sono le Scale di Primolano e il Muro di Ca’ del Poggio che richiedono maggiore impegno e sforzo ai corridori. 

Dopo 152km e un dislivello di 1150m, i corridori arriveranno dunque a Treviso.

Altimetria 18 tappa del Giro Italia in Trentino
Tappa 18 – Profilo altimetrico

Non ci resta altro che seguire l’evento per sapere chi indosserà la famosissima Maglia Rosa in Trentino!

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