Dolomeet è impresa aderente CIAB

È già da un po’ che possiamo affermare che Dolomeet è azienda amica della bicicletta, ma da oggi è scritto nero su bianco grazie all’adesione a CIAB, il Club delle Imprese Amiche della Bicicletta.

Si tratta di un’associazione che mette in rete le aziende e gli enti amici che vedono nella bicicletta un asset per la sostenibilità e che intendono dunque sviluppare attività in favore della bicicletta nel quadro di una politica della mobilità sostenibile rivolgendo le loro attività in questo senso ai propri dipendenti, ai loro clienti e alla cittadinanza.

Perchè l’abbiamo fatto?

Con l’adesione a CIAB Dolomeet diventa ancora più bike friendly, un altro importante passo verso la sostenibilità d’impresa da aggiungersi al percorso intrapreso con la collaborazione di Linfa Consulting.

Assicurazione “RC Bici” CIAB

CIAB garantisce l’assicurazione RC bici a tutti i dipendenti, dirigenti e amministratori dell’azienda per i loro spostamenti in bici in tutta Europa, sia per andare al lavoro che per i propri spostamenti quotidiani o di piacere.

Networking e Partnership

L’associazione mette in rete tra loro tutte le aziende, gli enti, i professionisti, gli operatori turistici che abbiano a cuore l’importanza della mobilità sostenibile.

Formazione

Eventi formativi, best practices, team building, gaming e formule innovative per incentivare il bike to work, asset chiave per la mobilità urbana.

Primo passo per la certificazione

Aderire a CIAB è un requisito fondamentale per ottenere la certificazione come “Azienda Bike Friendly”.
La certificazione di FIAB permette alle aziende di misurarsi con l’unico standard europeo volontario per le sedi lavorative le riconosce ufficialmente per avere realizzato al loro interno un ambiente di lavoro che promuove e sostiene l’utilizzo della bicicletta.

Visibilità

Ogni ente aderente ha una sezione dedicata nel sito CIAB in cui verranno elencate le attività compiute per la promozione della ciclabilità. CIAB e FIAB si impegnano ad organizzare ogni anno all’interno di un momento fieristico o convegnistico, almeno un evento per la promozione e la visibilità del club, in cui le principali imprese aderenti possono presentarsi e comunicare le azioni compiute per la promozione della ciclabilità e della mobilità sostenibile.


Entra anche tu nel Club

European Cycling Strategy: i nuovi target UE sulla bicicletta

Una storica risoluzione in tema di ciclabilità è stata adotatta a febbraio dall’Parlamento Europeo con l’obiettivo di stimolare la Commissione Europea a sviluppare una European Cycling Strategy finalizzata a raddoppiare i km percorsi in bicicletta in ogni Stato membro entro il 2030. Nell’ottica di una politica di sviluppo della mobilità sostenibile, la risoluzione invita dunque gli Stati membri ad aumentare significativamente gli investimenti nella costruzione di infrastrutture ciclabili e a sostenere politiche industriali per l’intero comparto.

Questa risoluzione, adottata grazie all’iniziativa di alcuni Membri del Parlamento Europeo sotto la guida di Karima Delli eurodeputata dal 2009 e presidente della commissione per i trasporti e il turismo, è la sintesi perfetta di cosa ogni Stato membro della UE debba considerare affinchè ci si possa muovere nelle aree urbane in maniera veloce, sicura e rispettosa dell’ambiente che ci circonda.

Un‘iniziativa cruciale per delineare le future politiche europee sulla bicicletta: un documento che esamina sistematicamente le politiche dell’UE relative alla bicicletta ed elenca le azioni raccomandate rivolte principalmente ai responsabili politici europei e, ove applicabile, ai livelli nazionale, regionale e locale.

Il piano d’azione

Il documento stabilisce un piano d’azione per sviluppare più infrastrutture ciclistiche, gettare terreno fertile in Europa per la produzione di biciclette, componenti e batterie e far crescere due milioni di posti di lavoro in un ecosistema ciclistico che comprende produzione, turismo, vendita al dettaglio, salute e sport che già impiega un milione di persone in Europa oggi.

La risoluzione richiede una serie di azioni specifiche per consentire e far crescere l’uso della bicicletta, tra cui, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:

  • Aumentare significativamente gli investimenti in infrastrutture ciclabili sicure e separate e integrare la bicicletta nelle strutture urbane
  • Prendere in considerazione la bicicletta quando si costruisce o si aggiorna l’infrastruttura della rete transeuropea di trasporto (TEN-T)
  • Includere l’industria del ciclismo nell’ecosistema della mobilità della strategia industriale dell’UE
  • Sostenere la produzione di biciclette e componenti “Made in Europe”.
  • Consentire la creazione di ulteriori posti di lavoro di alta qualità nel settore del ciclismo
  • Aumentare l’accessibilità e la convenienza delle biciclette
  • Accelerare lo sviluppo della rete EuroVelo, la rete europea di piste ciclabili, e dei suoi 17 percorsi
  • Promuovere luoghi di lavoro a misura di bicicletta
  • Consentire parcheggi per biciclette sicuri e protetti e capacità di ricarica per le e-bike
  • Designare il 2024 come l’Anno europeo del ciclismo

I 17 punti della European Cycling Strategy

  1. La bicicletta, mezzo di trasporto a tutti gli effetti
  2. manutenzione ed integrazione delle infrastrutture
  3. sinergia tra mezzi di trasporto
  4. una rete parallela alla linea ferroviaria
  5. ebike e bike sharing a prezzi accessibili
  6. norme di sicurezza
  7. stakeholder della strategia industriale dell’UE
  8. lavoro e produzione per stimolare la competitività
  9. inclusione
  10. educazione e formazione
  11. regole per la sicurezza e protezione degli utenti
  12. potenziale della bicicletta elettrica
  13. parcheggi sicuri e protetti per le biciclette
  14. ruolo di aziende e organizzazioni nello sviluppo del settore
  15. turismo e aree rurali
  16. riduzione dell’IVA
  17. 2024, anno della bicicletta

Il contenuto della risoluzione

La delibera parte con un focus sul tema della produzione di biciclette – che ad oggi conta circa 1.000 piccole e medie imprese – per poi presentare le esigenze e le sfide del settore, comprese quelle relative alla sicurezza, alle infrastrutture e all’occupazione. Secondo gli eurodeputati, la mancanza di parcheggi sicuri e di piste ciclabili dedicate, nonché misure insufficienti per prevenire i furti, sono alcuni degli ostacoli che impediscono alle persone di utilizzare la bicicletta come mezzo quotidiano per spostarsi in città. È dunque di fondamentale importanza stabilire nuove priorità a livello europeo, nazionale e regionale.

Le infrastrutture

L’attenzione si concentra dunque sui processi di pianificazione e sviluppo delle infrastrutture ciclabili e intermodali dei vari stati membri, chiedendo loro di tenere in considerazione il tema della ciclabilità già durante le fasi di progettazione di soluzioni collegate alla mobilità urbana ed extraurabana. Si parla ad esempio di aggiungere piste ciclabili che corrono parallele ai binari ferroviari o alle vie navigabili interne, ove possibile. I deputati incoraggiano inoltre le autorità locali (e nazionali) ad aumentare significativamente gli investimenti nelle infrastrutture ciclabili e ad integrare sistemi di bike sharing a prezzi accessibili nei loro piani di mobilità urbana.

La produzione

La risoluzione sulla strategia europea per la bicicletta invita inoltre la Commissione europea e gli Stati membri a sostenere la produzione di biciclette e componenti “Made in Europe”, stimolando così la competitività dell’industria dell’UE, contribuendo così al reshoring e alla sicurezza della catena di approvvigionamento. Si suggerisce poi di ridurre le aliquote IVA per la fornitura, il noleggio e la riparazione di biciclette ed e-bike per rafforzare il settore.

L’accessibilità

Infine, i deputati mirano a garantire l’accessibilità alla bicicletta alle persone con mobilità ridotta e ai gruppi vulnerabili. Si propone in tal senso ad esempio di utilizzare Il Fondo sociale europeo per il clima e i Fondi strutturali e di investimento per aiutare le persone più colpite dalla povertà dei trasporti, sostenendole con l’acquisto di biciclette o l’accesso ai servizi di bike sharing.

Secondo la presidente della commissione TRAN, l’eurodeputata Karima Delli, con questo voto il Parlamento europeo sta adottando una posizione chiara sulla bicicletta e affermando che si tratta di una modalità di trasporto che dovrebbe essere messa sullo stesso piano delle altre modalità.


In Italia, questa linea di azione è stata tradotta con il Piano Generale di Mobilità Ciclistica, che garantisce, attraverso i fondi del PNRR, 600 milioni di euro per lo sviluppo del cicloturismo nell’intera penisola. Un piano che ci da molta speranza, se non fosse per la vicenda delle ciclovie urbane nella legge di bilancio che ha tolto 84 milioni di euro a disposizione delle amministrazioni locali per lo sviluppo delle rete ciclabili urbane.

Salute, sicurezza e ambiente: perchè sempre più persone utilizzano la bicicletta

Appurato: chi usa la bicicletta vive 2 anni in più e ne dimostra 8 in meno. È sostenibile, economica e fa bene alla salute. Ecco perché sempre più italiani sono tornati ad utilizzare la bicicletta.

Stando ai dati di Legambiente il cicloturismo occupa il 4% del totale nel 2022 ma, secondo Ipsos, solo il 10% adotta la bicicletta come mezzo per andare a lavoro. Vediamo cosa ne pensa Alessandro Tursi, presidente Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

“In Italia due spostamenti in auto su tre avvengono in città e sotto i tre chilometri, siamo tra i peggiori d’Europa, e non vale più nemmeno la scusa che non siamo l’Olanda, che da noi non è tutta pianura: con la bici con la pedalata assistita si può fare tutto, anche in territorio collinare”.

I 3 perchè di Tursi per utilizzare maggiormente la bicicletta.

Benefici per l’ambiente

La bici è una soluzione climatica, urbanistica e per la sovranità energetica, ci permette di usare le risorse in modo più intelligente, non inquina, ci rende energeticamente più sicuri e fa risparmiare lo spazio pubblico, al posto di un’auto entrano dieci bici parcheggiate. I nostri spazi urbani, bellissimi, sono ormai dei grandi parcheggi ad aria aperta.

Benefici per la salute

Siamo ormai il paese europeo con maggior numero di bambini obesi, non a caso abbiamo un rapporto di 5 auto ogni bambino, ossia 40 milioni di auto e 8 milioni di bambini. L’80 per cento di loro va a scuola in macchina. Solo il 20 per cento a piedi. In Germania è l’esatto opposto, l’80 per cento va a piedi, in Giappone il 97 per cento. Le buone abitudini si prendono da piccoli. Una persona che si muove quotidianamente in bici ha un’età biologica di otto anni in meno e un’aspettativa di vita di due anni in più, quindi è utile per tamponare l’attuale squilibrio demografico.

Benefici in termini di sicurezza

La bici è inoltre una soluzione al problema dell’incidentalità stradale, è acclarato che si muore di più sulle strade laddove si usa di meno la bici. I paesi dove c’è la più bassa mortalità stradale sono Danimarca e Olanda, ossia quelli dove si va di più la bicicletta. Dal 1819 a oggi, il velocipede ne ha fatta di strada. Sempre su due ruote. Rigorosamente ecosostenibile. 


Se vuoi cominciare ad utilizzare più spesso la bici anche tu, allora scopri anche se il casco è obbligatorio o no e in quali occasioni: leggi l’approfondimento.

Zeus Charging Station | Colonnine per la ricarica di bici elettriche

Zeus è la gamma di soluzioni per la ricarica delle bici elettriche made in Trentino: colonnine, stazioni e parcheggio per ebike e veicoli elettrici leggeri. Vediamo di seguito le caratteristiche e le diverse soluzioni proposte.

Cosa contraddistingue le soluzioni di ricarica Zeus?

  • Adatte per l’installazione in ambienti pubblici aperti a terzi

I sistemi di ricarica Zeus rispettano la Norma CEI EN 61851-1 ed erogano il servizio di ricarica in Modo 3 tramite prese Schuko con interblocco, USB o plugin proprietari. Si tratta dunque di soluzioni ideali anche per Enti Pubblici e grandi aziende.

  • Qualità e sicurezza

Le colonnine di ricarica bici Zeus sono realizzate nel pieno rispetto delle principali normative sulla sicurezza. Le nostre strutture di ricarica bici garantiscono resistenza agli urti (grado IK08) e montano componentistica certificata IP55.

  • Modularità

Massima flessibilità nel comporre la stazione sulla base delle richieste del cliente. Zeus offre supporto dinamico da parte dello staff tecnico per il dimensionamento della struttura.

  • Messa in rete e app mobile

Le stazioni di ricarica ebike sono attivabili direttamente scaricando e utilizzando Zeus App permetto velocità e facilità di utilizzo. Grazie all’integrazione con il gestionale Zeus  il gestore ha accesso a migliaia di possibilità, sia di monitoraggio che di controllo delle colonnine e del loro utilizzo.

  • Non solo ricarica, anche manutenzione

Tutte le soluzioni Zeus Charging Station sono dotate di 24 attrezzi per attività di riparazione e manutenzione della bicicletta. 

  • Pronta consegna

Tutte le soluzioni firmate Zeus sono in pronta consegna. Dal momento dell’ordine, in 15 giorni la tua colonnina sarà montata e pronta per essere usata.

Soluzioni disponibili

Sistemi di ricarica

Zeus Easy e Zeus One

  • 4 punti di ricarica (2 prese Schuko interbloccate, 2 prese USB sempre attive)
  • possibilità di aggiungere fino a 4 caricabatterie opzionali di diversi brand per l’attacco diretto del mezzo
  • vano riparazione con 24 utensili per la manutenzione della bici
  • 2 sostegni – utilizzabili a sella per la bici oppure a manubrio per il monopattino
  • Blocco antifurto per lo stallo durante la ricarica.
  • Attivazione della ricarica: o tramite pusante oppure tramite App o tessera RFID.

Stazioni S-Block

  • Soluzione modulare configurabile che permette di ricaricare contemporaneamente da 1 a 10 e-bike.
  • possibilità di aggiungere fino a caricabatterie opzionali di diversi brand per l’attacco diretto del mezzo
  • vano riparazione con 24 utensili per la manutenzione della bici
  • Sostegni a manubrio
  • Vano deposito con una capienza di 27 litri
  • Blocco antifurto per lo stallo durante la ricarica.
  • Attivazione della ricarica: tramite App oppure tessera RFID.

Sistemi di parcheggio

Modular Parking è una soluzione nuova e ordinata per parcheggiare bici e monopattini. Dotato di 5 sostegni bike a manubrio, disposti 3 sul fronte e 2 sul retro.

Può essere utilizzato come struttura autonoma oppure come modulo da aggiungere a qualsiasi stazione di ricarica Zeus.

Ricevi un preventivo

Invia una mail a info@zeuschargingstation.com oppure chiama il +39 0463 901272 per avere maggiori informazioni e ricevere un preventivo personalizzato.

Chi è il Mobility Manager? Definizione, novità e normativa.

Se vogliamo dirla in poche e semplici parole, il Mobility Manager è un professionista che si occupa di mobilità sostenibile che le imprese che hanno molti dipendenti, siano esse pubbliche o private, devono nominare obbligatoriamente. Con l’inserimento di questa figura ci si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico nelle aree urbane e metropolitane.

Vediamo ora nello specifico quando è obbligatorio, di cosa si occupa e il suo ruolo nel sistema aziendale.

QUANDO È OBBLIGATORIO

Inizialmente, con il decreto del ’98 era considerato obbligatorio per le aziende private con più di 300 dipendenti e per le pubbliche amministrazioni con più di 800 dipendenti. Ora, le soglie minime si sono nettamente abbassate. Il mobility manager dev’essere presente in tutte le aziende e PA con più di 100 dipendenti ubicate in specifici luoghi quali:

  • capoluogo di Regione;
  • città metropolitana;
  • capoluogo di Provincia;
  • comune con più di 50.000 abitanti.

ITER LEGISLATIVO

La questione ruota tutta attorno al decreto ministeriale del 12 maggio 2021 che obbliga determinate aziende ad adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) e di conseguenza a nominare un Mobility Manager per la sua elaborazione e supporto alla sua adozione.

Una figura che in realtà è nata, sotto lo pseudonimo di responsabile della mobilità aziendale, con il DM del 27 marzo 1998 (“Mobilità sostenibile nelle aree urbane“), dopo degli accordi di Kyoto sui cambiamenti climatici.

Diventa poi a tutti gli effetti Mobility manager con il decreto Rilancio DL 34/2020, fino al DM del 12 maggio 2021 che ne disciplina funzioni e requisiti distinguendo tra 2 figure principali:

  • Mobility Manager Aziendale: figura specializzata nel governo della domanda di mobilità e nella promozione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente.
  • Mobility Manager d’Area: supporto al Comune territorialmente competente nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i Mobility Manager aziendali.

Il primo è dunque un professionista nominato dall’azienda con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro, il secondo invece ha il compito di supportare e coordinare i vari Mobility Manager Aziendali all’interno della propria area di riferimento e di approvare il PSCL entro il 31 dicembre di ogni anno.

Le novità di settembre 2022

Con il decreto interministeriale del 16 settembre 2022, il Ministero delle’Ambiente e della sicurezza energetica (ora Ministero della Transizione ecologica) apporta alcune novità in merito ai Mobility Manager d’area e aziendali:

  • con riferimento alle società infragruppo ubicate nella stessa unità locale, la soglia occupazionale dei 100 dipendenti è calcolata sommando i dipendenti della diverse società del raggruppamento;
  • i Comuni hanno la possibilità di nominare i mobiliy manager d’area, non più solo tra il personale di ruolo, ma anche tra quello di società partecipata o dell’agenzia della mobilità
  • ai mobilty manager che svolgono la propria attività presso o in favore di pubbliche amministrazioni, può essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento delle loro attività.
Perchè il Bike to work non sia più una novità | il ruolo del Mobility Manager

CHI È E COSA FA

Secondo le ultime novità, il requisito fondamentale per essere nominato Mobility Manager è l’essere in possesso di un elevata e riconosciuta competenza professionale ed esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela ambientale.

È infatti il professionista che si occupa di organizzare una mobilità sostenibile attraverso attività di supporto, decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni efficaci in tema di mobilità sostenibile:

  • cura i rapporti con enti pubblici e privati coinvolti direttamente nella gestione degli spostamenti del personale;
  • attiva iniziative di informazione, divulgazione e sensibilizzazione sul tema della mobilità sostenibile;
  • promuove, insieme al Mobility Manager d’area, azioni di formazione e indirizzo per incentivare l’uso della mobilità ciclo-pedonale, dei servizi di trasporto pubblico e di quelli ad esso complementari;
  • supporta il Mobility Manager d’area nel promuovere interventi sul territorio per favorire l’intermodalità, lo sviluppo di itinerari ciclabili e pedonali, servizi di trasporto pubblico, servizi di mobilità condivisa e di infomobilità.

Oltre a queste attività di tipo generico, è colui che si occupa di elaborare il PSCL e di promuovere la realizzazione degli interventi necessari a una miglior organizzazione e gestione della mobilità dei dipendenti.

IL PSCL

Come previsto dall’articolo 3 del DM 12 maggio 2021, le aziende sopra citate oltre a nominare un Mobility Manager hanno l’obbligo di redigere un Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) entro il 31 dicembre di ogni anno. L’obiettivo è sempre quello di ridurre il traffico dei veicoli privati dovuto ad aziende o PA che, in quella specifica zona, hanno molti dipendenti. All’interno di questo documento programmatico e strategico devono essere presenti misure volte a orientare i lavoratori verso forme di mobilità sostenibile alternative, valutando quali possono essere i vantaggi:

  • per i dipendenti: in termini di tempi di spostamento, costi e comfort di trasporto;
  • per l’impresa o la Pubblica Amministrazione: per quanto riguarda aspetti economici e di produttività;
  • per la collettività: dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Contenuti minimi

  • una parte introduttiva;
  • una parte informativa e di analisi (delle condizioni strutturali dell’azienda, dell’offerta di trasporto e degli spostamenti casa-lavoro);
  • una parte progettuale (con le misure da implementare, i benefici e il programma di implementazione);
  • un programma di monitoraggio.

Quello della mobilità sostenibile è insomma un tema sempre più centrale all’interno dei nostri Paesi e delle realtà aziendali. Scopri di più riguardo all’UCI Mobility & Bike City Forum.

#carfreeday: la giornata mondiale senza auto

Vi ricordate quanto abbiamo apprezzato la tranquillità delle nostre città subito dopo la quarantena? Strade con poco traffico, minore inquinamento, più attenzione alla natura e il piacere e la libertà del movimento a piedi o in bici. Oggi, come tutti i 22 settembre di ogni anno, abbiamo l’occasione per tornare a godere di questi momenti durante la Giornata Mondiale senza Auto, istituita proprio con l’obiettivo di ridurre il numero di automobili nelle strade e quindi il traffico e l’inquinamento. Un’iniziativa del movimento mondiale per le città senz’auto dedicata alla promozione della mobilità alternativa al fine di ridurre l’enorme impatto ambientale generato dall’uso sconsiderato dell’auto.

Un po’ di storia

La Giornata Mondiale senza Auto viene celebrata il 22 settembre di ogni anno, dopo essere diventata un programma globale promosso dalla World Carfree Network (WCN) nel 2000. 

Le primissime iniziative si registrarono in Europa, nelle città di Reykjavik (Islanda) e di Bath (Regno Unito). Lo stesso Regno Unito nel 1997 ha avviato poi la prima campagna nazionale facendolo diventare un vero e proprio evento mondiale nel 2000 attraverso il World Carfree Network (WCN) che ha pensato a questo evento non come ad una giornata isolata ed eccezionale, ma come ad un progetto più ampio per una società non più dominata dalle automobili, dove i bambini possano essere incoraggiati a giocare in sicurezza su strade senza traffico veicolare.

Di cosa si tratta

Il progetto intende allontanare le città da una società dominata dalle automobili nel tentativo di ridurre l’inquinamento e la congestione incentivando i cittadini a usufruire sempre più facilmente dei mezzi di trasporto pubblici e dei cosiddetti mezzi green, come servizi bici e monopattini in sharing.

“Questo giorno dovrebbe essere una vetrina per come le nostre città potrebbero apparire senza auto 365 giorni all’anno. L’iniziativa potrebbe fare pressione su urbanisti e politici affinché privilegino il ciclismo, la camminata e il trasporto pubblico, anziché l’automobile”.

World Carfree Network (WCN)

Come si svolge

Ogni 22 settembre, in città del tutto il mondo, vengono chiuse al traffico molte strade principali, incoraggiando i bambini a giocare in sicurezza su strade senza traffico e gli adulti ad avvicinarsi al concetto di mobilità sostenibile. Oggi aderiscono all’iniziativa circa 1.500 città di 40 paesi diversi, seguendo le linee guida offerte dal WCN su come organizzare l’evento.

Questa giornata quindi rappresenta un’occasione per lasciare l’auto a casa e spostarci a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici e, magari, continuare a farlo più spesso, comprendendo che una mobilità differente è possibile.

Innovazione nel mondo delle biciclette

Scopri con noi le le biciclette più innovative presenti sul mercato: si distinguono per sostenibilità sia dal punto di vista del materiale utilizzato che per quanto riguarda la mobilità.

La bicicletta, un mezzo ecologico?

Al giorno d’oggi, la bicicletta si può definire come il mezzo ecologico per eccellenza per quanto riguarda la mobilità, ma per quanto riguarda la sua produzione? Molto spesso vengono infatti sottovalutati i processi di lavorazione per la realizzazione di questi mezzi. Il metallo, l’alluminio, il carbonio e tanti altri materiali che si utilizzano per la costruzione delle biciclette stanno diventando sempre più costosi e richiedono un certo tipo di estrazione e lavorazione ben preciso. Il lavoro è quindi impegnativo, non immediato e soprattutto non del tutto sostenibile come invece si tenderebbe a pensare.

Biciclette innovative e sostenibili

Negli ultimi anni diversi designer di fama mondiale si sono sbizzarriti ideando prodotti innovativi, diversi da quelli tradizionali con un obiettivo ben preciso: creare un prodotto con un basso impatto ambientale.

Di seguito un piccolo elenco, con una breve descrizione di alcuni dei progetti portati avanti.

ASTAN BIKE

biciclette innovative

Non molto tempo fa, Guilherme Pella e Nicolas Rutzen, due designer brasiliani amanti della bicicletta, hanno avuto un’idea geniale. In seguito a studi dettagliati e approfonditi hanno deciso di creare un prototipo diverso dal solito, ma sostenibile al 100% con costruzione artigianale. Stiamo parlando della cosiddetta Astan Bike: la bicicletta vegetale realizzata con fibre naturali e incollata con resina vegetale. Il telaio di questa bici è super leggero (4,5 kg) ed è composto da un traliccio brevettato. Inoltre dispone di freni a disco, un sistema frenante a pedale e un cambio a sette rapporti. Il peso totale non supera i 12 kg. La bellezza non è la miglior caratteristica dell’Astan Bike ma ciò che conta è la sostenibilità del progetto!

REEVO HUBLESS BIKE

È stata progettata da un team americano e ha riscosso un grande successo sul mercato. Si tratta di una bicicletta a dir poco tecnologica ed innovativa senza raggi ed elettrica allo stesso tempo. Dotata di luci led integrate nei cerchi, di impronta digitale per l’avviamento e di sistema gps per l’antifurto. Il suo peso totale si aggira attorno ai 25 kg

AIR PURIFIER BIKE

Biciclette innovative e sostenibili

Silawat Virakul, Torsakul Kosaikul e Suvaroj Poosrivongvanid hanno ideato Air Purifier Bike. La bicicletta elettrica che purifica l’aria mentre viene utilizzata: genera ossigeno durante il movimento dei pedali. Il progetto nato nel 2014 esiste ancora solo su carta, anche se il team tailandese vorrebbe realizzare dei prototipi di questa bici nella speranza di vedere il prodotto sul mercato.

GREENCYCLE

L’idea dello studente Paulus Maringka, è nata dall’unione di bambù e materiali interamente riciclati. La bici è composta da pochissimi pezzi e la caratteristica migliore che offre è la facilità di riparazione. Questo modello è nato per conquistare la mobilità nei Paesi più poveri.


Ti è piaciuto l’articolo? Leggi anche La bicicletta come mezzo per contrastare i cambiamenti climatici

Lombardia | Incentivi per stazioni di ricarica veicoli elettrici

In attuazione della d.G.R n. 4323 del 15 febbraio 2021, n. 4373 del 3 marzo 2021 e n. 5427 del 25/10/2021, Regione Lombardia ha emanato il bando Infrastrutture di ricarica elettrica per enti pubblici 2022”: si tratta di incentivi a sostegno dello sviluppo della mobilità sostenibile attraverso la diffusione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, incluse quelle per e-bike.

Il bando, destinato alle Pubbliche Amministrazioni e ai soggetti pubblici singoli e associati, finanzia la realizzazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici e prevede due linee di finanziamento: 

  • Linea A – Punti di ricarica per uso esclusivo delle flotte di veicoli elettrici del soggetto pubblico richiedente (veicoli in proprietà o con altri contratti di utilizzo) 
  • Linea B – Punti di ricarica collocati in aree pubbliche destinati al servizio pubblico di ricarica dei veicoli 

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda di partecipazione le Pubbliche Amministrazioni e i soggetti pubblici singoli e associati – con sede in Regione Lombardia – quali Consorzi di Comuni, Comunità montane, Autorità di bacino e qualsiasi altro soggetto pubblico risultante da associazione o organizzazione in conformità all’ordinamento giuridico di cui alla legge regionale 9 del 2020 e d.G.R. attuativa n. 3749 del 30.10.2020. Tali soggetti pubblici e le pubbliche Amministrazioni beneficiari sono:

  • Province
  • Comuni e Unioni di Comuni
  • Città metropolitana
  • Comunità Montane
  • Camere di Commercio
  • Università pubbliche
  • Agenzie di Tutela della Salute (ATS)
  • Aziende ospedaliere e Aziende ospedaliere universitarie integrate con il SSN Policlinici
  • Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici
  • Enti Parco
  • Autorità Portuali
  • Consorzi di enti locali
  • Fondazioni e istituzioni liriche locali e Teatri stabili di iniziativa pubblica 

Dotazione finanziaria

Gli incentivi che Regione Lombardia ha inserito nel presente bando a favore della diffusione di stazioni di ricarica per veicoli elettrici, ammontano a € 12.100.000 riferite all’annualità 2022 e sono così ripartite sulle due linee di finanziamento: 

  • Linea A: € 2.000.000
  • Linea B: € 10.100.000 

In caso di economie o mancata assegnazione dell’intera dotazione, le risorse destinate ad una linea saranno utilizzate sull’altra linea, per assegnazione completa o scorrimento della graduatoria di eventuali progetti ammessi e non finanziati. 

Caratteristiche dell’agevolazione

Il contributo è finalizzato all’acquisto e all’installazione di nuovi dispositivi di ricarica per veicoli elettrici (ai sensi dell’art. 47 del Codice della strada e quindi anche le colonnine per la ricarica di bici elettriche) e per la mobilità lacuale e fluviale.

Il bando prevede due accessi, con relative finestre utili per presentare le domande:

  1. un PRIMO ACCESSO al bando relativo alla misura 2022 – Linea B), è destinato ai soggetti che hanno già presentato domanda sul bando 2021, e che sono stati ammessi nella graduatoria della Linea B) ma che non hanno potuto beneficiare del finanziamento per esaurimento delle risorse. In questa prima finestra tali soggetti potranno pertanto ripresentare la domanda ad invarianza di progetto allegando il cronoprogramma aggiornato relativamente alla realizzazione degli interventi finanziati e un nuovo atto di approvazione/adozione del progetto da parte dell’Ente;
  2. un SECONDO ACCESSO al bando 2022 aperta a tutti i soggetti destinatari della nuova misura che prevede due linee di finanziamento A) e B) qui di seguito descritte:
  • Linea A – Punti di ricarica destinati in via esclusiva alle flotte di veicoli elettrici del soggetto pubblico richiedente (veicoli in proprietà o con altri contratti di utilizzo); 
  • Linea B – Punti di ricarica accessibili al pubblico, collocati in aree pubbliche e che forniscono un accesso non discriminatorio agli utenti, anche in relazione alle tariffe, ai metodi di autenticazione e di pagamento e ad altri termini e condizioni d’uso; 

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto a copertura anche del 100% delle spese ammissibili fino a un massimo di 200.000 € per ciascuna delle due linee di finanziamento. A valere sulla presente misura, ogni soggetto beneficiario può presentare una domanda di contributo per una o entrambe le linee di finanziamento A e B.

Requisiti di ammissibilità

I requisiti generali di ammissibilità al contributo, validi sia per il primo che per il secondo accesso, sono: 

  • le aree sede degli interventi ammissibili devono essere comprese nel territorio della Regione Lombardia;
  • le aree sede degli interventi devono essere di proprietà o in disponibilità del soggetto pubblico richiedente, in virtù di titolo ammesso dall’ordinamento giuridico, al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando;
  • deve essere garantita l’interoperabilità dei punti di ricarica rispetto agli operatori di fornitura dei servizi di ricarica;
  • gli interventi devono concludersi con esito positivo del collaudo finale e messa in esercizio effettiva da rendicontare entro il 31/12/2022.

Spese ammissibili e soglie massime

Nell’ambito delle linee di intervento sono considerate ammissibili al finanziamento, fino a un massimo complessivo di 200.000 € per ciascuna linea di intervento, le seguenti voci di costo: 

  • l’acquisto e l’installazione di nuovi dispositivi di ricarica per veicoli elettrici (ai sensi dell’art. 47 del Codice della strada) e per unità nautiche da diporto in ambito lacuale e fluviale;
  • le relative attività di progettazione, fino ad un massimo del 10% del valore dell’importo delle opere
  • gli ulteriori costi strettamente funzionali alla realizzazione delle opere;
  • l’IVA qualora non recuperabile o compensabile da parte del beneficiario

L’ammissibilità delle spese sarà valutata a fronte di istruttoria formale e tecnica effettuata da Regione Lombardia per la verifica della completezza e della regolarità formale e sostanziale dei dati e della documentazione prodotta e per la verifica del rispetto di tutti i requisiti richiesti dal bando.

Presentazione delle domande

La domanda di partecipazione al presente bando deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa Bandionline all’indirizzo: www.bandi.regione.lombardia.it . Accedendo esclusivamente con proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta di Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

  • Linea A – Codice bando su Bandionline: RLT12021022664
  • Linea B – Codice bando su Bandionline: RLT12021022665 

dalle ore 10:00 del 15/02/2022 ed entro le ore 12:00 del 29/03/2022.


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