Il Mobility Manager: chi è e cosa fa

Il Mobility Manager è un professionista dedicato alla gestione e all’ottimizzazione dei sistemi di mobilità all’interno di contesti specifici, come città, aziende o organizzazioni. La sua responsabilità principale è sviluppare e attuare strategie mirate a migliorare la mobilità, minimizzare l’impatto ambientale e favorire l’adozione di soluzioni sostenibili.

Le responsabilità di un mobility manager possono includere:

  1. Pianificazione della Mobilità: Sviluppare piani e strategie per migliorare la mobilità all’interno di una determinata area. Questo può coinvolgere la progettazione di reti di trasporto pubblico, la creazione di piste ciclabili, e la gestione del traffico.
  2. Sostenibilità: Promuovere soluzioni di mobilità sostenibili, come il trasporto pubblico, le biciclette, i veicoli elettrici e altre alternative a basse emissioni.
  3. Gestione del Traffico: Ottimizzare la gestione del traffico per ridurre congestioni e migliorare la fluidità del transito.
  4. Integrazione dei Servizi: Coordinare e integrare diversi servizi di trasporto, come il trasporto pubblico, le biciclette condivise, i servizi di ridesharing, per fornire opzioni di mobilità più complete e convenienti.
  5. Coinvolgimento della Comunità: Coinvolgere la comunità locale nella pianificazione e nell’implementazione di soluzioni di mobilità. Questo può includere la raccolta di feedback, la partecipazione a riunioni pubbliche e la creazione di programmi educativi.
  6. Tecnologie Smart Mobility: Utilizzare tecnologie innovative, come app per il trasporto pubblico, sistemi di pagamento elettronico e sensori per monitorare e migliorare la mobilità.

In sintesi, il Mobility Manager svolge un ruolo chiave nella creazione di sistemi di mobilità più efficienti, sostenibili e orientati alle esigenze della comunità.

Il Mobility manager: la normativa di riferimento

Con il Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Rilancio) convertito in Legge 17 luglio 2020 n. 77, si è voluto favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane attraverso la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.

In seguito a questa normativa, le imprese e le Pubbliche Amministrazioni con singole unità locali che superano i 100 dipendenti, situate in capoluoghi di Regione, Città metropolitana, capoluoghi di Provincia o comuni con più di 50.000 abitanti, sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro (PSCL) per il proprio personale dipendente.

L’obiettivo principale di questo piano è la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro.

Per attuare il PSCL, le aziende devono nominare un Mobility Manager, responsabile di coordinare e implementare le misure volte a favorire una mobilità più sostenibile tra i dipendenti.

Che cos’è il Piano degli spostamenti casa-lavoro

Il PSCL è un documento che mira a ridurre il traffico veicolare privato, identificando misure per orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile, alternative all’utilizzo individuale di veicoli privati a motore.

Queste misure sono delineate in base all’analisi degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, delle loro esigenze di mobilità e della disponibilità di trasporti nel territorio di riferimento.

Il PSCL delinea i benefici derivanti dall’implementazione delle misure previste, valutando i vantaggi per i dipendenti in termini di tempi di spostamento, costi di trasporto e comfort, nonché i benefici per l’impresa o la pubblica amministrazione in termini economici e di produttività. Vengono inoltre considerati gli impatti a livello ambientale, sociale ed economico sulla collettività.

Prima di redigere il PSCL, l’azienda deve comunicare al proprio mobility manager le risorse aziendali disponibili per lo sviluppo delle iniziative al fine di rendere efficace il piano.

Il PSCL si compone in generale di una sezione informativa e analitica sugli spostamenti casa-lavoro e di una sezione progettuale che propone le misure da adottare e i benefici attesi. Gli elementi minimi del PSCL sono dettagliati nell’Allegato 1 del Decreto Dirigenziale Numero 209 del 4 agosto 2021.

Il PSCL è veramente uno strumento efficace?

L’efficacia di un PSCL dipende in modo cruciale dall’interazione e dal coordinamento di tutti gli attori coinvolti nelle fasi di sviluppo e attuazione: il mobility manager aziendale, il direttivo aziendale e i dipendenti. Un costante coordinamento tra il mobility manager e le strutture interne responsabili delle risorse finanziarie e strumentali è essenziale per garantire l’effettiva implementazione delle misure previste nel piano.

In conclusione, le azioni promosse dai Manager della Mobilità offrono vantaggi significativi in termini di ottimizzazione dei costi sia per le imprese che per la collettività. L’impatto positivo si estende oltre l’ambito economico, influenzando favorevolmente l’ambiente e la salute dei cittadini. Attraverso la riduzione dell’inquinamento atmosferico, del consumo di energia e delle emissioni di gas serra, tali interventi contribuiscono in modo sostanziale a un approccio più sostenibile e salutare alla mobilità urbana.

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Chi è il Mobility Manager? Definizione, novità e normativa.

Se vogliamo dirla in poche e semplici parole, il Mobility Manager è un professionista che si occupa di mobilità sostenibile che le imprese che hanno molti dipendenti, siano esse pubbliche o private, devono nominare obbligatoriamente. Con l’inserimento di questa figura ci si pone l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico nelle aree urbane e metropolitane.

Vediamo ora nello specifico quando è obbligatorio, di cosa si occupa e il suo ruolo nel sistema aziendale.

QUANDO È OBBLIGATORIO

Inizialmente, con il decreto del ’98 era considerato obbligatorio per le aziende private con più di 300 dipendenti e per le pubbliche amministrazioni con più di 800 dipendenti. Ora, le soglie minime si sono nettamente abbassate. Il mobility manager dev’essere presente in tutte le aziende e PA con più di 100 dipendenti ubicate in specifici luoghi quali:

  • capoluogo di Regione;
  • città metropolitana;
  • capoluogo di Provincia;
  • comune con più di 50.000 abitanti.

ITER LEGISLATIVO

La questione ruota tutta attorno al decreto ministeriale del 12 maggio 2021 che obbliga determinate aziende ad adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) e di conseguenza a nominare un Mobility Manager per la sua elaborazione e supporto alla sua adozione.

Una figura che in realtà è nata, sotto lo pseudonimo di responsabile della mobilità aziendale, con il DM del 27 marzo 1998 (“Mobilità sostenibile nelle aree urbane“), dopo degli accordi di Kyoto sui cambiamenti climatici.

Diventa poi a tutti gli effetti Mobility manager con il decreto Rilancio DL 34/2020, fino al DM del 12 maggio 2021 che ne disciplina funzioni e requisiti distinguendo tra 2 figure principali:

  • Mobility Manager Aziendale: figura specializzata nel governo della domanda di mobilità e nella promozione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente.
  • Mobility Manager d’Area: supporto al Comune territorialmente competente nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i Mobility Manager aziendali.

Il primo è dunque un professionista nominato dall’azienda con lo scopo di ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro, il secondo invece ha il compito di supportare e coordinare i vari Mobility Manager Aziendali all’interno della propria area di riferimento e di approvare il PSCL entro il 31 dicembre di ogni anno.

Le novità di settembre 2022

Con il decreto interministeriale del 16 settembre 2022, il Ministero delle’Ambiente e della sicurezza energetica (ora Ministero della Transizione ecologica) apporta alcune novità in merito ai Mobility Manager d’area e aziendali:

  • con riferimento alle società infragruppo ubicate nella stessa unità locale, la soglia occupazionale dei 100 dipendenti è calcolata sommando i dipendenti della diverse società del raggruppamento;
  • i Comuni hanno la possibilità di nominare i mobiliy manager d’area, non più solo tra il personale di ruolo, ma anche tra quello di società partecipata o dell’agenzia della mobilità
  • ai mobilty manager che svolgono la propria attività presso o in favore di pubbliche amministrazioni, può essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento delle loro attività.
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CHI È E COSA FA

Secondo le ultime novità, il requisito fondamentale per essere nominato Mobility Manager è l’essere in possesso di un elevata e riconosciuta competenza professionale ed esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela ambientale.

È infatti il professionista che si occupa di organizzare una mobilità sostenibile attraverso attività di supporto, decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni efficaci in tema di mobilità sostenibile:

  • cura i rapporti con enti pubblici e privati coinvolti direttamente nella gestione degli spostamenti del personale;
  • attiva iniziative di informazione, divulgazione e sensibilizzazione sul tema della mobilità sostenibile;
  • promuove, insieme al Mobility Manager d’area, azioni di formazione e indirizzo per incentivare l’uso della mobilità ciclo-pedonale, dei servizi di trasporto pubblico e di quelli ad esso complementari;
  • supporta il Mobility Manager d’area nel promuovere interventi sul territorio per favorire l’intermodalità, lo sviluppo di itinerari ciclabili e pedonali, servizi di trasporto pubblico, servizi di mobilità condivisa e di infomobilità.

Oltre a queste attività di tipo generico, è colui che si occupa di elaborare il PSCL e di promuovere la realizzazione degli interventi necessari a una miglior organizzazione e gestione della mobilità dei dipendenti.

IL PSCL

Come previsto dall’articolo 3 del DM 12 maggio 2021, le aziende sopra citate oltre a nominare un Mobility Manager hanno l’obbligo di redigere un Piano degli Spostamenti Casa Lavoro (PSCL) entro il 31 dicembre di ogni anno. L’obiettivo è sempre quello di ridurre il traffico dei veicoli privati dovuto ad aziende o PA che, in quella specifica zona, hanno molti dipendenti. All’interno di questo documento programmatico e strategico devono essere presenti misure volte a orientare i lavoratori verso forme di mobilità sostenibile alternative, valutando quali possono essere i vantaggi:

  • per i dipendenti: in termini di tempi di spostamento, costi e comfort di trasporto;
  • per l’impresa o la Pubblica Amministrazione: per quanto riguarda aspetti economici e di produttività;
  • per la collettività: dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

Contenuti minimi

  • una parte introduttiva;
  • una parte informativa e di analisi (delle condizioni strutturali dell’azienda, dell’offerta di trasporto e degli spostamenti casa-lavoro);
  • una parte progettuale (con le misure da implementare, i benefici e il programma di implementazione);
  • un programma di monitoraggio.

Quello della mobilità sostenibile è insomma un tema sempre più centrale all’interno dei nostri Paesi e delle realtà aziendali. Scopri di più riguardo all’UCI Mobility & Bike City Forum.