La pendenza media ideale per i percorsi bike

Quest’autunno, ancora una volta, durante uno dei miei sopralluoghi, mi sono reso conto che dal passato abbiamo sempre tanto da imparare: oggi vi voglio parlare della pendenza ideale che i percorsi bike dovrebbero avere e perchè.

La storia insegna

Era un pomeriggio fantastico, sole, cielo azzurro e stavo effettuando un sopralluogo in alta montagna in una zona teatro di scontri e attività militari durante la Guerra Mondiale. La mia prima sosta durante la salita è stata per ammirare e fotografare un muro a secco di sostegno del sentiero costruito oltre 100 anni fa e ancora in fantastica forma. Di queste opere d’arte se ne possono trovare molte lungo tutto l’arco alpino.

Il mio viaggio continua verso l’alto in mezzo ai camosci e al silenzio fino a quando mi si presenta davanti questo spettacolo.

Ed è proprio qui che mi metto a riflettere di quante cose abbiamo da imparare dal passato, un sentiero realizzato oltre 100 anni fa con una pendenza media del 10% in perfetto stato dopo tutto questo tempo. E di fronte a queste testimonianze ci rendiamo conto di quanto sia importante la pendenza per fare in modo che un sentiero si mantenga nel tempo. Non vi sembra una di quelle foto che si vedono dei bike park in giro per il mondo?

La pendenza media ideale per una facile manutenzione dei percorsi bike

Torniamo a noi! Da quest’esperienza posso affermare che quando si realizzano nuovi trail è meglio evitare di andare oltre l’11% di pendenza media, si possono realizzare percorsi medi o difficili anche con questa pendenza. Ovviamente se ci troviamo nel caso in cui il sentiero è già esistente non è facile rispettare questa media, ma si possono valutare delle varianti e/o aggiungere delle curve nei punti più ripidi.

Per sintetizzare di seguito una tabella riepilogativa:

SENTIERO FACILESENTIERO INTERMEDIOSENTIERO AVANZATOSENTIERO ESPERTISENTIERO ESTREMO
COLOREVerdeBluRossoNeroArancio
PENDENZA MEDIA4-5%6-8%9-11%12-25%oltre 25%

Magazine Ciclismo Trentino 2023 | Presentazione ufficiale

Con l’inizio della stagione del pedale, domenica 26 marzo nelle edicole, in omaggio con il quotidiano L’Adige, è stato distribuito il Magazine del Ciclismo Trentino 2023.

Un’edizione di 64 pagine realizzata da MediaAlpi con il coordinamento del giornalista Marco Fontana e la collaborazione delle società ciclistiche trentine è stata presentata giovedì scorso alla Sala Rusconi del Coni Trentino, a a SanbàPolis di Trento.

Il programma della presentazione

A fare gli onori di casa ed aprire la mattinata, la presidente del Comitato trentino della FCI Giovannina Collanega e il direttore del quotidiano L’Adige Pierluigi Depentori.

Per noi il Magazine è fondamentale perché dà la meritata visibilità a società ed eventi della nostra Federazione, composta per lo più da volontari che lavorano 365 giorni all’anno

GiovanINna Collanega, presidente FCI Trentino
da sinistra Demozzi, Kaswalder, Mora, Panetta, Castelli, Collanega, Depentori, Corradini, Zanardi e Casagranda

Le autorità presenti

La presidente del Coni Trentino Paola Mora, l’assessore allo sport del Comune di Trento Salvatore Panetta e il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder.

Gli argomenti più discussi

  • “Io ci provo”. Challenge multidisciplinare che dopo il felice esordio del 2022 è pronta ad allargare gli orizzonti verso gli esordienti e la bmx, nella convinzione che l’acquisizione di sempre maggiori abilità nelle varie discipline sia sempre più fondamentale.
  • In tema di sicurezza,  il vicepresidente della FCI trentina Roberto Corradini ha elencato le iniziative della Federazione per sensibilizzare i vari attori sul tema. Il consigliere Paolo Castelli ha invece sottolineato l’esigenza di avere quanto prima un circuito protetto a Trento, attribuendo alla sinergia tra Comune, Provincia e Federazione la responsabilità di tale progetto di cui si parla da 15 anni.
  • Eventi. Sergio Battistini per la presentazione della Coppa del Mondo MTB che si terrà in Val di Sole dal 30 giugno al 2 luglio. Maurizio Evangelista con il Tour of the Alps e i Campionati italiani a Comano Terme. Per concludere con le Tappe del Giro d’Italia che il 23 e il 24 maggio toccheranno il Trentino tra l’arrivo del Bondone e la partenza da Pergine Valsugana.

Il mio ruolo più difficile nel mondo del ciclismo? Quello di organizzatore, perché ti espone a tante responsabilità regalandoti però tante soddisfazioni

Stefano Casagranda, ex professionista e ora presidente del Veloce Club Borgo

Inaugurata la scorsa domenica la nuova pump track di Arma di Taggia

Concludiamo l’anno in bellezza con l’inaugurazione della pump track di Arma di Taggia: la struttura si trova in Via San Francesco, di fronte alla sede comunale ed inserita nel nuovo parco urbano Life Park.

Il Life Park in zona Levà, oltre alla pista per mountain bike, presenta una palestra a cielo aperto, un’ampia area giochi con un percorso avventura, un’area cani con attrezzatura per la dog agility e una pista di pattinaggio. In previsione poi l’implementazione di strutture per lo skateboard.

La pump track

Realizzata da Trail Generation, rete di imprese tra Dolomeet e Trail Zone, già nel mese di Luglio 2022, la pump track di Taggia è lunga circa 135 metri. Sinuosa e giocosa proprio come una pista di Formula 1, con interesezioni di corsia che permettono di creare traittorie sempre nuove. Facile da raggiungere, con una vista mozzafiato sulle Alpi Liguri e a sole due pedalate dalla spiaggia, d’obbligo un tuffo al mare dopo una session di riding.

L’inaugurazione

Domenica 18 dicembre, al taglio del nastro erano presenti il Sindaco Mario Conio, insieme al suo vice Espedito Longobardi, l’Amministrazione al completo e il Senatore Gianni Berrino. Presenti anche i campioni di mountain bike Loris Revelli (campione Italiano Downhill cat. Elite, 25° overall World Cup e 33° nel ranking mondiale), Sofia Priori (campionessa italiana Downhill cat. Junior e 15ˆ nel ranking mondiale di categoria), Filippo Murachelli (campione italiano Downhill Under 15) e Mattia Bianco (campione regionale Piemonte).

Dopo l’inaugurazione i campioni hanno anche deliziato i molti presenti con una serie di giri sulla pista di pump track che sarà poi aperta a tutti i cittadini.

Il ruolo del Consiglio Comunale Ragazzi (CCR)

All’inaugurazione presente anche il CCR, Consiglio Comunale dei Ragazzi di Taggia. L’idea del parco infatti nasce proprio da loro che, negli scorsi anni, avevano chiesto alla precedente amministrazione di realizzare una pista pump track nell’area in questione. L’amministrazione Conio ha voluto riprendere il progetto ampliandolo e andando a realizzare un vero e proprio parco urbano dedicato allo sport all’aria aperta.

Per dare sempre più importanza al volere e alla creatività dei bambini, l’amministrazione ha inoltre chiesto ai ragazzi del CCR di proporre e trovare un nome al parco. Tante le bellissime proposte giunte dagli alunni delle scuole secondarie di Arma, Taggia e Levà ma è stata quella del giovane Alessandro Lanteri, alunno della 3A dell’Istituto Comprensivo di Arma ad avere la meglio.

Il nome e la grafica del Parco Urbano sono stati creati dal giovanissimo Alessandro Lanteri della 3° A dell’Istituto Comprensivo Arma

Scopri le altre pump track inaugurate nel mese di novembre: Ozzano dell’Emilia, Monterotondo Marittimo e Corno di Rosazzo! Clicca qui: https://bit.ly/nuove-pump-track-italia

Italybikeland, il portale per le vacanze in bici in Italia

È finalmente online il nuovo portale interamente dedicato al cicloturismo e alle vacanze in bici in Italia. Si tratta di italybikeland.com, una vera e propria vetrina di ciò che il turismo italiano offre in termini bike.

Una piattaforma nata per mettere in contattato destinazioni, viaggiatori e albergatori suggerendo mete di viaggio e offerte di soggiorno. Si tratta di un sito aperto i cui contenuti possono esser incrementati in base a segnalazioni e suggerimenti, i quali vengono comunque sempre sottoposti a valutazioni e accertamenti tecnici.

A chi si rivolge

Italybikeland è la soluzione per chiunque sia alla ricerca di idee e proposte per organizzare una vacanza in bicicletta in Italia. Il portale aiuta l’utente a scegliere dove andare e dove soggiornare durante un viaggio in bici di qualsiasi tipo: in gruppo, da soli oppure per una vacanza in bici con bambini, ogni destinazione è catalogata e consigliata ai diversi target in base alle proprie specializzazioni, offerte e servizi.

Il sito diventa allo stesso tempo vetrina promozionale e canale di marketing per le destinazioni e strutture ricettive.

La struttura

Il portale si articola in 2 divisioni principali: quella dedicata alle destinazioni d’Italia specializzate in ambito cicloturistico e l’altra che racconta e presenta le strutture ricettive certificate Bike Resort. Due aree collegate internamente da link e correlazioni che rendono il portale facilmente navigabile, passando velocemente tra una sezione e l’altra.

Bike destinations

Un elenco delle migliori destinazioni bike a portata di mano, grazie ad una mappa interattiva navigabile attraverso la selezione di filtri in base al target e alla zona geografica. Possibilità di scoprire ogni territorio nella sua interezza, attraverso dati tecnici, servizi cicloturistici offerti, itinerari proposti, video e foto gallery e materiali informativi consultabili online.

Se la tua destinazione non è presente nella mappa, semplice, effettua il bike destination check, scopri se sei abbastanza bike-friendly e richiedi una consulenza per cominciare a sviluppare il tuo territorio.

I quiz di Italybikeland

Bike hotels

Una seconda mappa interattiva presenta invece tutte le strutture ricettive certificate Bike Resort, la prima certificazione europea per bike hotels. Il portale offre all’utente la possibilità di mettersi in diretto contatto con la struttura e di scoprine servizi e offerte.

Anche qui, se vuoi entrare a far parte del portale, mettiti alla prova, scopri se sei davvero un bike hotel attraverso un semplice quiz e poi richiedi la tua certificazione.


Vuoi scoprire di più sul marchio Bike Resort? Allora visita la pagina dedicata!

Come nasce un percorso di cross country per la Coppa del Mondo? | Red Bull Bike Italia

La mia intervista per Red Bull Bike Italia, dove racconto come si progetta e si realizza un percorso mtb cross country valido per il circuito di Coppa del Mondo UCI.

Quali sono le tempistiche relative alla progettazione e quali quelle di realizzazione di un percorso di cross country?

Dipende se va progettato un percorso ex-novo oppure si implementa un percorso esistente. Se si parte da zero ovviamente bisogna partire molto presto e seguire tutto l’iter progettuale. Per prima cosa è necessario individuare la proprietà dei terreni attraverso le particelle catastali, effettuare degli approfondimenti per capire se ci sono aree protette oppure di tutela, fare l’analisi dell’idrografia, del rischio idrogeologico e della corografia in generale.

Non è facile rispondere alla domanda, ma per quanto riguarda la definizione del progetto solitamente in 3 mesi il progetto è pronto poi i tempi per le autorizzazioni dipendono molto da regione a regione e sono molto aleatori. Per esperienza ti posso dire che almeno 12 mesi sono necessari per le autorizzazioni formali. Per la realizzazione, in base alle tempistiche da rispettare, ci si organizza con le squadre operative. Il mio consiglio è di fare i lavori durante l’autunno in modo tale che il terreno poi si stabilizza ed sia pronto per essere utilizzato la primavera.

Esiste un iter di analisi del terreno?

Prima di tutto va individuato un versante che si presti per i seguenti aspetti:

  • Tecnici relativi al percorso
  • Tipologia di fondo e features naturali presenti
  • Dislivello e sviluppo metrico del versante
  • Accessibilità da parte di pubblico e mezzi di soccorso
  • Visibilità e spettacolarità

Ovviamente per riuscire ad analizzare bene un terreno è necessario fare il sopralluogo quando il verde non è ancora particolarmente diffuso. La stagione migliore è decisamente l’autunno e, dove non c’è neve, l’inverno. In questo modo si riesce bene a vedere il fondo, lo sviluppo del versante e si riescono a definire le linee migliori.

Che strumenti sono indispensabili nella fase di studio e sviluppo?

Molto importante lo studio da remoto tramite il pc. Attraverso l’utilizzo di strumenti ormai evoluti si riescono a ricavare molti dati del terreno e di quello che si troverà durante il sopralluogo. Oltre a questo poi si riesce ad avere una panoramica di insieme migliore e, a livello di design, si possono preparare diverse ipotesi poi da verificare sul campo.
Durante il sopralluogo sul campo è poi indispensabile essere dotati di strumentazione GPS con una buona accuratezza del segnale. Grazie ai waypoint si possono prendere appunti sul campo. Inoltre per rilevazione puntuale della pendenza spesso si utilizza anche l’inclinometro.

Di quale figure si avvale un’organizzazione per sviluppo e realizzazione?

Il lavoro viene svolto tramite lavoro di squadra tra un trailbuiler e un progettista: solitamente il trailbuilder definisce le linee, le tipologie di realizzazioni e di interventi da fare, il dislivello e tutte le features da inserire nel percorso il progettista interpreta in “burocratese” e mette su carta le idee del trailbuilder.
Nel mio caso ho la fortuna che con la mia società Dolomeet srl abbiamo un tecnico interno e sviluppiamo regolarmente progetti di nuovi trail, per questo posso dire che grazie all’esperienza maturata in Val di Sole abbiamo raggiunto un elevato know how in questo settore che esportiamo sul territorio nazionale.

Ci sono standard internazionali che un’organizzazione deve rispettare?

Si parte sicuramente dallo studio del Regolamento UCI inerente la realizzazione e le caratteristiche che deve avere un percorso XCO. Il trend è quello di realizzare percorsi più corti rispetto al passato e stare nel minimo di sviluppo previsto da regolamento, cioè 4km. Gli aspetti principali da considerare sono:

  • Sicurezza dei riders;
  • Sicurezza del pubblico;
  • Spettacolarità e “tv friendly”;

UCI ha una figura che si preoccupa di valutare la qualità dei percorsi realizzati e di dare il nullaosta alla manifestazione. Nel nostro caso abbiamo avuto una fase di coaching i primi anni più marcata, adesso invece abbiamo piuttosto carta bianca nel dare sfogo alle nostre idee e questo mi da tanta soddisfazione.

Dal progetto alla realizzazione, qual è il primo step esecutivo?

La prima cosa da fare sicuramente è il course taping, quindi definire con del nastro la linea del tracciato e poi procedere con i lavori. In questa fase è molto importante non farsi prendere dall’impeto di volere fare in fretta ma è indispensabile fare scelte studiate e ponderarle bene.

L’esperienza poi ci insegna che le incognite che troviamo nella realizzazione rispetto alle idee progettuali possono essere diverse, per questo motivo il trailbuilder deve essere sempre presente in tutte le fasi della lavorazione e gestire situazioni non previste.
Successivamente si procede con la pulizia del corridoio di lavorazione e con gli altri lavori previsti.

Quali sono i materiali utilizzati per shaping e riempimento?

A me piace dividere queste lavorazioni in due: interventi a mano (natural) e interventi con mezzi (build). Il nostro percorso ad esempio è stato suddiviso in 3 sezioni: natural, regular e costruito (build).
Per il natural si effettuano interventi di sistemazione a mano, trail shaping, rock armoring con badile, piccone, macleod invece per il costruito utilizziamo scavotore o ragno con benna orientabile e dove necessario andiamo ad apportare materiale misto terra e frantumato da cava nella miscela perfetta per avere il giusto grip e drenaggio del fondo. Molto utile la motocarriola autocaricante per spostare materiale e battere il fondo.

Quando un percorso diventa definitivo e idoneo per una coppa del mondo?

Sicuramente dopo averci lavorato parecchio e averlo provato e riprovato in sella alla bike, è solo “girandoci” poi in bici che si notano i particolari e gli ultimi interventi che fanno la differenza. In Val di Sole l’idoneità viene data successivamente alla track walk con il delegato tecnico UCI che ha l‘ultima parola sul lavoro fatto.

Quanto è cambiata nel tempo la progettazione? Quali sono le richieste attuali e differenti rispetto al passato?

Come tutte le cose anche lo sviluppo di percorsi XCO è in continua evoluzione, si tratta di un connubio tra l’evoluzione delle biciclette e la conseguente evoluzione dei percorsi xco, ognuna di queste due parti mette la sua parte e di conseguenza ci si spinge verso il futuro dello sport di questa disciplina.
C’è tanta sete di show: più portiamo i percorsi verso la gente più il pubblico si appassiona, dobbiamo cercare di dare visibilità a questa stupenda disciplina e per farlo dobbiamo cercare di rendere il più possibile visibili e accessibili al pubblico i nostri percorsi.

Quale sarà il futuro di questo processo?

Io penso che ogni percorso deve riuscire ad esprimersi per quello che può offrire, nel mio immaginario ogni località dovrebbe riuscire a differenziarsi e a mettere in evidenza la propria identità e DNA che non è replicabile e ripetibile da altre parti. Il vero futuro di questo processo è delineato dalla creatività dei singoli organizzatori, in questo momento lo standard viene definito dalle competenze acquisite sul campo da tutti noi e il futuro lo stiamo scrivendo stagione per stagione andando a migliorare e a implementare i nostri amati percorsi.

I migliori Bike Park in Italia

Un Bike Park è una zona con percorsi di diversa difficoltà tecnica, impianti di risalita e strutture per il noleggio di bici, casco e protezioni. In questo articolo troverete una lista dei migliori Bike Park in Italia. 

Un Bike Park è un’area, generalmente servita da impianti di risalita, caratterizzata da tracciati in discesa di diverse tipologie e difficoltà. Una vera e propria rete di percorsi segnalati e gestiti, ideali per downhill, enduro e freeride. 

I Bike Park sono nati in forma amatoriale grazie al lavoro di appassionati biker che utilizzavano gli impianti di risalita per raggiungere quote più elevate. 

Oggi sono diventati invece una vera e propria opportunità, anche economica, per le località turistiche e soprattutto per gli impianti di risalita. Per questi ultimi infatti, è importante avere anche un utilizzo estivo, che in questa fase dell’anno sarebbe generalmente in perdita. 

Grazie ai Bike Park è davvero possibile vivere la montagna 365 giorni l’anno, estate inclusa. 

Scopri quali sono i migliori Bike Park in Italia 

FAI DELLA PAGANELLA, TRENTINO ALTO ADIGE 

Il Trentino è la regione della mountain bike per eccellenza. I sentieri del Dolomiti Paganella Bike coprono un’area di oltre 400 km e sono adatti ad ogni tipo di rider. 
Il Park è composto da 3 bike zone: downhill, freeride e flow, collegate tra loro da trail e impianti. Oltre a queste zone, si possono trovare percorsi in singletrack intermedi ed esperti, 3 pump track e la più bella skill area d’Europa. Senza dimenticare gli itinerari mtb per tutti i livelli e discipline. 
Inoltre il Park offre noleggi, tour organizzati, tracce gps, segnaletica, mappe, proposte di itinerari mtb, servizio shuttle bici bus, guide ed istruttori di mountain bike.

LIVIGNO, LOMBARDIA 

Il Bikepark Mottolino di Livigno deve la sua importanza ai Campionati Mondiali di Mountain Bike, che ospitò nel 2005. 
Con ben 600 metri di dislivello, comprende in totale 14 percorsi. 
Il percorso più facile è il “Take It Easy”, adatto ai principianti o al riscaldamento a inizio giornata. Il più difficile invece è il “Black Eye”, per chi ama le piste ripide e scivolose.

PONTE DI LEGNO – TONALE, LOMBARDIA  

Il Bike Park Ponte di Legno – Tonale si sviluppa tra il Passo del Tonale e Ponte di Legno, spingendosi fino a Temù, su 8 diversi trail. 
La risalita è garantita dalla veloce seggiovia Valbiolo, che porta fino a 2.200 metri. 
Per la discesa, si può scegliere tra diversi trail di varia difficoltà: facili, medi e difficili. 
La caratteristica fondamentale del Park è il flow, ovvero il terreno scorrevole. 
Inoltre, sono presenti numerose, particolari e divertenti north shore, ovvero le passerelle in legno.

Bike Park Ponte di Legno - Tonale
Bike Park Ponte di Legno – Tonale

VAL DI SOLE, TRENTINO ALTO ADIGE

Il Bike Park Val di Sole si sviluppa a partire dalla stazione intermedia della telecabina di Daolasa a Commezzadura. La località è tappa fissa dal 2006 della Coppa del Mondo di Mountain Bike. 
Da quota 1.500 metri partono 4 trail realizzati in stile flow e natural, fino al più impegnativo: Black Snake, percorso della Coppa del Mondo. 
La risalita è garantita da una comoda e veloce telecabina che trasporta fino a 3 rider con 3 bike.

VAL DI FASSA, TRENTINO ALTO ADIGE 

Il Fassa Bike Park del Belvedere di Canazei comprende più di 15 passerelle che formano oltre 300 metri di ponti, salti ed appoggi. Tutte le passerelle sono state dotate di protezioni e ricoperte con una rete per evitare lo scivolamento in caso di pioggia. 
Il Fassa Bike si raggiunge facilmente in funivia da Canazei o Alba. Dai 2.000 metri inizia la discesa lungo sentieri che alternano tratti con ostacoli naturali a parti artificiali, in un susseguirsi di curve e passerelle in legno. 
Il Bike Park offre servizi come tour di downhill, freeride ed enduro organizzati per adulti e bambini, oltre ai servizi di noleggio e bike washing. 

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche “Impianti di risalita e trasporto biciclette” oppure “Che cos’è un Bike Park?”.

Tour Val Merula classic

Il percorso per bici che nessun visitatore di Andora dovrebbe farsi scappare. Un vero e proprio viaggio verso la Val Merula. Il rientro si effettua sul crinale che porta fino a Capo Mele.

Scopri tutti i percorsi di Andora Bike Theatre cliccando qui.

Tour Capomele

Tour Capomele è una piacevole pedalata che collega Andora a Laigueglia passando dall’antico abitato di Colla Micheri.

Scopri tutti i percorsi di Andora Bike Theatre cliccando qui.

Trail Punta Veleno

Sentiero impegnativo dedicato ad esperti e a chi ha già una buona esperienza su terreni sconnessi e impervi da percorrere con bici biammortizzate. La prima parte fino alla Malga Brione non presenta difficoltà particolari, da qui fino a valle il pendio diventa ripido con sassi, radici e fondo instabile.

Trail Campo Short

Versione più corta del Trail Campo, si evitano ulteriori 300mt di dislivello e poi ci si collega al percorso di origine. Rientro suggestivo dove sono numerosi i punti panoramici per vedere il lago da un altro punto di vista.